La propaganda dell'ISIS sul web:dai gattini alle foto antirazziste,passando ai mitra per bambini e alle foto del Colosseo

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Di Francesco Amicone

Se tutti i paesi a maggioranza musulmana si unissero in unico stato islamico, cosa accadrebbe? Lo spiega un’illustrazione grafica della propaganda jihadista sul web (foto sotto).

Il califfato «sarebbe la nazione più grande sulla terra, nonché la più popolosa». «Possiederebbe il 64 per cento delle risorse petrolifere mondiali», «avrebbe il monopolio assoluto sul mercato del petrolio e potrebbe usarlo come potente strumento politico». Inoltre lo Stato islamico «sarebbe dotato di un arsenale nucleare di 110 armi atomiche pronte all’uso in caso di guerra».

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GATTI VIRALI. Per raggiungere un obiettivo così ambizioso, all’Isil non basta l’attuale esercito di 10 mila jihadisti. Lo Stato islamico ha bisogno di nuove leve e per questo si promuove sui social network. Oltre alla propaganda web, anche la campagna di reclutamento, secondo gli esperti, avviene attraverso internet. Gli jihadisti usano immagini accattivanti per pubblicizzarsi, affidandosi anche a un’arma di propaganda diffusissima in occidente: gli irresistibili “gatti virali“.

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LA RIVISTA. Non solo internet: i militanti islamisti, per conquistare l’approvazione dei musulmani, hanno deciso di sbarcare anche nell’editoria, lanciando la rivista ufficiale dello Stato Islamico: Dabiq. Il titolo di copertina del primo numero sarà “Il ritorno del califfato”.

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DVD. Per dimostrare ai musulmani che sono obbligati a sposare i propri obiettivi espansionistici, l’Isil ha prodotto degli speciali dvd, dal titolo: “Prove e citazioni del Corano sul perché sia necessario stabilire il califfato”.

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NO AL RAZZISMO. Nello Stato Islamico non c’è il razzismo, sostiene la propaganda jihadista. Ecco cosa twitta l’agenzia stampa affiliata al califfato “al-baraka news”: «Ho pianto perché sono felice che Isis abbia distrutto il nazionalismo, il tribalismo e la discriminazione in base al colore della pelle». La foto sotto, postata dai propagandisti di Isil, ne sarebbe una dimostrazione.

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VIVA LA DIVERSITÀ. Gli jihadisti non discriminano le persone, nemmeno in base all’altezza. A differenza degli eserciti occidentali, per arruolarsi nelle fila islamiste non serve avere una statura nella media: «Non importa come appaiono, sono sempre i miei fratelli in Isis», ricordano i fan del califfato su “al Baraka news”, postando la seguente foto.

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“LA TERRA DEI VIVENTI”. Gli jihadisti fanno quattrini anche con il merchandising. Nonostante la guerra civile imperante da tre anni in Siria e la nuova guerra inaugurata in Iraq, nelle t-shirt in vendita sugli account Facebook degli affiliati, il califfato si definisce: “la terra dei viventi”.

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FAI UN TOUR. Per coloro che volessero fare esperienza delle attività artigianali nella terra del califfo, i militanti di Isil organizzano «tour nelle fabbriche di armi dello Stato Islamico a Homs».

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ORTODOSSIA. Per dimostrarsi ortodossi custodi della legge islamica agli occhi degli musulmani, i membri dello Stato Islamico spiegano che Isil non si limita a distruggere le ideologie e il razzismo, ma anche ogni religione ed eresia non compatibile con la sharia. Vengono quindi distrutte le moschee sciite e le tombe di persone considerate eretiche. Le chiese cristiane sono saccheggiate e trasformate in sedi del califfato. Ai non musulmani che non vogliono convertirsi viene imposta una sola alternativa: morte o pagamento del tributo umiliante.

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IL FUMO UCCIDE. Secondo l’interpretazione coranica dell’Isil anche le sigarette, non solo gli alcolici, sono proibite. Ciò li differenzia da altre brigate islamiche che a loro dire non sarebbero abbastanza ortodosse. Le leggi anti-sigarette applicate dai membri dell’Isil sono molto severe: a chi viene colto in flagrante con una bionda fra le dita verranno amputate le mani. Sotto un falò di sigarette a Homs.

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ALCOLICI VIETATI. Secondo la legge islamica bere l’alcol è proibito, perciò anche nel califfato.

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GIOCARE CON UN LANCIAMISSILI. I miliziani del califfato promuovono orgogliosamente la campagna anti-fumo e anti-alcol, in nome della sharia, ma anche della salute. Nessun divieto di imbracciare un lancia missili. I bambini sono felici.

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SALUTI DA ROMA. L’Isis ha lanciato una campagna di supporto globale, per ottenere le “bayah” (giuramento di fedeltà) al califfo. Le adesioni sono numerosissime. Le immagini vengono postate sui social network da tutto il mondo. Persino dalla piazza del Colosseo.
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Fonte:http://www.tempi.it/califfato-web-gatti-virali-foto-anti-razzismo-dai-nani-col-mitra-alle-foto-del-colosseo#.VUqxTPntmko

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