CONSIDERAZIONI SULL'UTILIZZO DEL TERMINE 'TERRORISMO ISLAMICO' E/O 'ISLAMISTA'





Di Salvatore Santoru

Nel web, e a volte anche nel mondo della politica, appena avviene un'attacco terroristico (di matrice islamista radicale) scoppia la polemica se sia giusto o meno parlare di "terrorismo islamico" o e/o "terrorismo islamista", oppure di terrorismo in generale.
Mentre diversi commentatori di certa destra sostengono che bisogna evidenziare ciò e l'equazione radicale che "non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici", diversi commentatori di una certa sinistra sostengono che in questi casi non si deve parlare di "terrorismo islamico" ma di terrorismo in generale.

Orbene, in buona parte sbagliano entrambi.

Sbagliano i primi in quanto non è assolutamente vero che esista solo il terrorismo di matrice islamista ed è alquanto scorretto negare la matrice "islamista" del "terrorismo islamista".
Difatti, il terrorismo di matrice islamista non è assolutamente l'unico terrorismo mondiale ma semmai ne è momentaneamente quello maggioritario e sottolinearne la matrice non è assolutamente un'attacco contro l'Islam, così come sottolineare la matrice cristiano/cattolica dell'Inquisizione non è cristianofobia, tenendo anche conto che la maggior parte delle vittime delle persecuzioni della Chiesa Cattolica o del fondamentalismo cristiano erano cristiani considerati "eretici", così come musulmani considerati "eretici" o semplicemente troppo "moderati" sono la maggior parte delle vittime dell'ISIS o di altre formazioni estremiste islamiste.

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