SALT: LA LAMPADA CHE FUNZIONA CON L'ACQUA , L'INVENZIONE DELLA RICERCATRICE FILIPPINA AISA MIJENO



Di Andrea Signorelli

SALt, l’invenzione della ricercatrice filippina Aisa Mijeno, 30 anni, è tanto semplice quanto rivoluzionaria: una batteria galvanica composta da due elettrodi e acqua e sale come soluzione elettrolitica. 




Ma come nasce questo progetto? «Nelle Filippine 16 milioni di persone non hanno accesso all’energia elettrica. Sono gli abitanti delle comunità più isolate della nazione», racconta Aisa in occasione della conferenza Hi-Tech for Peace che si è svolta a Lugano qualche giorno fa. «Nella provincia di Kalinda ho visto uomini e donne camminare sei ore ogni due giorni per rifornire le loro lampade a cherosene». 
Lampade a cherosene che sono poi spesso causa di incendi, che sono nocive per la salute e per l’ambiente. «La soluzione a questo problema è nella risorsa naturale più abbondante delle Filippine: l’acqua dell’oceano», prosegue Aisa. Basta un po’ d’acqua e due cucchiai di sale per far funzionare la lampada per otto ore, dovendola inoltre sostituire – se usata tutti i giorni – solo ogni sei mesi. 

Aisa ha messo a punto il primo prototipo della sua invenzione nel 2012, all’Università De La Salle dove insegna Ingegneria e lavora come ricercatrice: «C’era bisogno di un’invenzione che permettesse agli abitanti di quelle comunità di smettere di usare le lampade a cherosene senza costringerli a cambiare le loro radicate abitudini. Con la mia lanterna, semplicemente, invece di versare cherosene devono versare acqua salata». 

La lampada è inoltre dotata di una porta USB che permette di ricaricare tablet e smartphone: «Un aspetto più importante di quanto si possa pensare: le Filippine sono soggette a catastrofi naturali; dare la possibilità di comunicare immediatamente anche laddove non arriva l’elettricità può avere un’importanza fondamentale». 

SALt Lamp è nata guardando alla realtà delle Filippine, ma il suo potenziale è molto più ampio se si considera che nel mondo ci sono 1,4 miliardi di persone che vivono senza elettricità. È anche per questo che l’invenzione ha ottenuto l’attenzione di Barack Obama e di numerosi investitori coreani, giapponesi e statunitensi, che consentiranno a SALt di diventare una realtà commerciale entro il 2016: «Il nostro obiettivo è quello di dare luce ai paesi poveri con lampade sicure e amiche dell’ambiente, tenendo un prezzo basso, attorno ai dieci dollari». 

Nei piani per il futuro c’è anche il mercato occidentale: «Per Europa e Stati Uniti pensiamo a un utilizzo soprattutto per gli esterni, per chi si trova in campeggio o deve affrontare lunghe escursioni». Ma i piani di Aisa sono a lungo termine: «Le lampade sono il primo passo: stiamo cercando un modo per espanderci e sfruttare la nostra invenzione per produrre energia su larga scala. Avremo bisogno di moltissime risorse, ma la direzione in cui stiamo andando è quella giusta». 

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