Perché venivano spiati i politici e che c’entrano la Westlands Securities e la massoneria

Perché venivano spiati i politici e che c'entrano la Westlands Securities e la massoneria

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Le indagini del Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale hanno portato all’arresto di due persone, Giulio Occhionero e Francesca Maria Occhionero, accusati di aver messo in piedi una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto informazioni e dati sensibili su un numero molto ampio di politici, imprenditori e uomini delle istituzioni. Tra gli spiati, anche il segretario del Pd Matteo Renzi, il senatore a vita Mario Monti e il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

I due fratelli operano da anni nel campo della finanza e dei “servizi” alle imprese, per il tramite di una serie di società, che ruotano intorno alla denominazione Westlands Securities. In Italia la prima iscrizione della Westlands srl alla Camera di Commercio di Roma è del 2001. La società ha un capitale sociale di 50mila euro e dichiara di occuparsi di “raccolta, trascrizione, elaborazione e verifica dei dati di gestione aziendali”, oltre che di consulenza direzionale, pianificazione strategica, marketing, produzione di software operativo per l’accesso alle reti telematiche e problem solving. Una società di consulenza per le imprese, attiva anche nel campo della pianificazione operativa sui mercati finanziari, nella raccolta di macrodati e di informazioni sensibili. La società italiana è partecipata per il 60% dalla Westlands Securities Limited, compagnia registrata a Malta all’indirizzo “Suite F, Block A, Dolphin Court, Embassy Way, Ta’ Xbiex”, e per il 40% da Marisa Ferrari Occhionero.

La società cessa la sua attività nel gennaio del 2009, per poi riprenderla nel maggio dello stesso anno, con qualche cambiamento nella composizione societaria. La Ferrari Occhionero scende al 2%, lasciando il 49% nella mani della Westlands Securities Limited e l’altro 49% alla Owl Investments Limited, gruppo con sede legale a Norwich, nel Regno Unito, che fa riferimento a un grosso fondo di “venture capital”. Il capitale sociale dell’azienda sale a 1,5 milioni di euro e l’amministratore unico è John Galea, di nazionalità maltese (la stessa Francesca Maria Occhionero aveva ricoperto la carica dal 2008 in poi). Nel 2015, infine, la società si trasferisce a Londra, al 207 di Regent Street, quartier generale della società “madre”, la Westlands Securities Limited, appunto, che risulta però cancellata dal registro delle imprese britannico nel 2014.
L'attività della famiglia Occhionero ruota intorno alla società britannica, che risulta legata anche a una banca di investimento statunitense. L'ingegnere e la sorella, come scrive il gip, "al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici". Quel per sé o per altri ha un rilievo particolare, perché chiarisce come sia ancora sconosciuta la "matrice" dell'attività di spionaggio, nonché il suo fine ultimo.

Come hanno spiegato gli inquirenti, del resto, “l’indagine è appena cominciata” e sussiste “una rete di contatti che ha consentito agli Occhionero di acquisire informazioni riguardo l'inchiesta in corso, come ha ampiamente dimostrato l'attività di intercettazione da ultimo registrata, e una precisa volontà degli stessi e in particolare di Giulio, di conoscerne i particolari e di influenzarne gli esiti”. Particolare interesse riveste anche un riscontro preciso legato all'utilizzo del malware che ha permesso di "spiare" politici e imprenditori: come ha spiegato il Gip, tale strumento "era stato già riscontrato in vecchie inchieste giudiziarie ma non era stato mai possibile risalire al suo utilizzatore". L’uso dell’EyePiramid e dei suoi aggiornamenti sarebbe collegato “a operazioni di controllo effettuati da parte dall'uomo d'affari Luigi Bisignani”, già coinvolto nell’inchiesta sulla loggia massonica P4.

Occhionero, infatti, è legato ad alcuni ambienti della massoneria, come membro della loggia ‘Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione' di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, facendo parte delle logge del Grande Oriente d'Italia”. Un’attività che, secondo il gip, potrebbe essere “coerente” con l’attività illecita di raccolta dati su persone e società. Insomma, secondo i giudici l’appartenenza alla massoneria gioca un ruolo chiave, come si evince dalla presenza negli archivi “Bros” di numerosi “fratelli di loggia” dell’ingegnere, che avrebbe avuto intenzione di usare i dati raccolti per anticiparne le mosse e contrastarne il peso all’interno della loggia.

Le informazioni raccolte, poi, avrebbero potuto rappresentare un enorme patrimonio per una società impegnata nel campo delle consulenze in materia finanziaria. Sul punto, però, gli inquirenti non si sbilanciano, anche se molto potrebbe cambiare con il prosieguo dell'attività di informazione e con la catalogazione dei circa 18mila account spiati dai fratelli Occhionero.

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