Chi è Ismaël Emelien, il comunicatore-stratega di Emmanuel Macron

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Di Rossana Miranda
Da quando il nuovo presidente della Francia, Emmanuel Macron, si è lanciato nell’avventura di creare un nuovo partito, En Marche!, ha avuto affianco Ismaël Emelien, come d’altronde la moglie di Macron, Brigitte Trogneux. Emelien, però, è rimasto sempre nell’ombra (il suo nome non è nemmeno sul sito del partito e non ci sono foto sue sui social network), e come Macron ha lasciato un promettente incarico al Ministero dell’Economia la scorsa primavera, quattro mesi prima del suo capo e amico personale, ora presidente della Francia. Secondo il quotidiano Libération, già da allora i due avevano tutto pronto per cominciare la corsa verso l’Eliseo.
STUDI ED ESPERIENZA
Ismaël Emelien ha soltanto 29 anni, ma la sua esperienza nel mondo della politica non è esile. Diplomato all’Università Sciences Po, ha studiato Scienze politiche all’Euro RSCG (oggi Havas Worldwide), si è specializzato in globalizzazione con l’economista Daniel Cohen. A soli 19 anni Emelien ha fatto parte della campagna per le primarie di  Dominique Strauss-Kahn nel 2006 e poi è entrato a far parte della Fondazione Jean-Jaurès.
L’INCONTRO CON MACRON
Il primo incontro con il nuovo presidente francese è stato nel 2009, quando Macron era banchiere alla Rothschild: hanno scambiato impressioni dopo un convegno con Jacques Attali. L’intesa è stata immediata e i due sono diventati inseparabili. Insieme hanno fondato una start up e hanno sviluppano molti progetti.
L’IMPEGNO CON “EN MARCHE!”
Ufficialmente, Emelien è il responsabile comunicazione di Macron, ma non solo: controlla i discorsi, ha fatto tutte le analisi di sondaggi di opinione ed è una delle menti dietro la strategia politica del nuovo presidente francese.
Secondo Laurent Bigorgne, direttore del think tank liberale Institut Montaigne, Emelien “è il miglior stratega politico che esiste a Parigi”. Ha uno stile molto originale per condurre le sue consulenze: privilegia il modello strategico elettorale della start-up Liegey Muller Pons e fa un uso metodico dell’analisi semantica. Nel caso di Macron, la ricetta è stata vincente.
L’UOMO DI FIDUCIA
Discreto e leale, Emelien non ama la pubblicità. Secondo Le Monde, dopo la moglie Brigitte (a cui Macron chiede consiglio su tutto, dall’assunzione di un nuovo collaboratore al taglio di capelli o la scelta di una giacca), Emelien è il confidente più vicino a Macron: non usa il telefono e risponde solo via sms quando è strettamente necessario. Un membro dello staff elettorale ha detto a Le Monde che lui “era al corrente di tutta la manovra fin dall’inizio […] Questo è un vero stratega politico. La riunione del 12 luglio a Parigi con cui Macron si è sbilanciato, promettendo ai suoi sostenitori la vittoria nelle presidenziali – e provocando la rabbia di Hollande – è stata una sua idea”. Un altro membro del comitato elettorale sostiene che Emelien è l’unico in grande di opporsi apertamente a Macron. E il leader di En Marche! valorizza molto il dissenso”.
LA COLLABORAZIONE CON NICOLAS MADURO
Tuttavia, non sono tutte rose e fiori nel curriculum del giovane genio. Quando lavorava alla Fondazione Jean-Jaurès con Gilles Finchelstein, Emelien è stato consulente della campagna elettorale del 2013 del presidente del Venezuela, Nicolás Maduro. L’informazione è stata confermata dallo stesso Finchelstein alla pubblicazione francese L’Express: “Abbiamo pensato che Maduro era un vero riformatore. Poi, durante la campagna, ci siamo resi conto di avere sbagliato. Infatti, il contratto non è stato rinnovato. Noi consideravamo Maduro un Lula Da Silva venezuelano”.

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