IL TERRORISMO ISLAMISTA E GLI ATTACCCHI DELL'ISIS IN OCCIDENTE NON SONO MERA QUESTIONE DI MALATTIE MENTALI

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Di Salvatore Santoru

La maggior parte delle volte che avviene un'attacco terroristico si sente dire in molti media mainstream che l'attentatore aveva disturbi mentali e sembra che il gesto sia da ricondurre più alla sua situazione psicologica che al terrorismo.

Per chiarire, che molti attentatori avevano disturbi mentali è certamente vero come è certamente vero che la sola malattia mentale di certo non spiega le stragi dell'ISIS e d'altronde è certamente offensivo associare il terrorismo alla totalità delle persone che soffrono di disturbi e malattie mentali.

Il fatto è che se fosse vero che la malattia mentale avesse un grande peso in queste stragi e nel terrorismo attuale, bisognerebbe capire perché tutto ciò capiterebbe solo per certi malati mentali e si arriverebbe all'ipotesi razzista e del tutto infondata che la follia e/o pazzia agirebbe in modo particolare e esclusivo nei giovani di origine araba o comunque di fede islamica presenti in Occidente.

Ovviamente non è così, e se come già detto è vero che molti di questi stragisti sono 'deviati mentali' è pur vero che si può evincere che hanno avuto contatti con l'ISIS e il network dell'islamismo radicale, che ovviamente ha buon gioco nel servirsi proprio di questi individui con disturbi o in situazioni di disagio per la sua strategia terroristica e di guerra all'Occidente.

Cosa ben diversa dal dire che questi individui disagiati diventano affascinati dall'ISIS e un giorno si svegliano e compiono attacchi a caso senza alcun contatti con esso o alcun background criminale(background che guarda caso hanno tutti o quasi questi terroristi), come una certa narrativa molto ideologica vorrebbe far credere.

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