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Ora Salvini annuncia: "Querelo Saviano"

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Di Claudio Cartaldo

Ancora Roberto Saviano contro Matteo Salvini. Anzi: il leghista contro lo scrittore, questa volta.

Perché dopo l'affondo dell'autore di Gomorra contro il ministro dell'Interno che "vuole fare annegare le persone", ora il leader del Carroccio risponde per le rime. E annuncia di voler querelare Saviano.
"Disobbedite a questo ministro dell'Internoquest'uomo vuole fare annegare le persone - aveva detto lo scrittore - Salvini non ha risposte sull'immigrazione, ma solo generica repressione. Utilizzeremo tutti gli strumenti della democrazia per fermare queste fanfaronate, per fermare tutta la violenza di Matteo Salvini".
Già l'altro ieri il leghista aveva annunciato la querela. E ieri sera è tornato a ribadirlo dal suo comizio a Fiumicino. "Ieri mi ha attaccato quello strano personaggio che è Saviano -ha detto il leghista - uno che è riuscito a far conoscere la camorra nel mondo, merito non da poco. Di solito lo ignoro, ma ieri, da papà e non da ministro, ho deciso che lo querelo, perché non può dire che io voglio che i bambini anneghino nel Mediterraneo"

Governo, Salvini contro Soros, Balotelli e Saviano: “Speculatori e personaggi bizzarri. Abbiamo molti nemici”

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Fatto Quotidiano

“Abbiamo tanti nemici ed avversari, ieri sono stato attaccato da Soros, abbiamo d’integrazione Balotelli e ieri mi attaccato anche quel bizzarro personaggio che è Saviano, uno che è riuscito a far conoscere la Camorra nel mondo, io di solito lo ignoro, ma ieri da papà e non da ministro ho deciso di querelarlo”. Così Matteo Salvini in un comizio a Fiumicino. “Nessuno – riferendosi allo scrittore – può dire la fesseria che io voglio che i bambini anneghino nel Mar Mediterraneo”. Salvini attacca anche le cooperative che operano nel mondo dell’accoglienza: “C’è molta gente che accoglie per guadagnare non perché glielo dice il buon Dio. Faremo un esperimento – afferma il ministro dell’Interno e segretario della Lega – invece che 35 euro gliene daremo un po’ di meno.

Salvini querela Saviano: "Non da ministro, ma da papà"

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Huff Post

"Querelo raramente ma oggi lo faccio volentieri nei confronti del signor Saviano che non può permettersi di dire di me che '...qui si tratta di un uomo che vuole far annegare le persone'". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini replica al video pubblicato su Repubblica di Roberto Saviano nel quale lo scrittore accusa il leader leghista di non voler rispettare "il diritto del mare" secondo cui non si lasciano annegare le persone.

"Il signor Saviano ha vinto una bella querela, non dal Salvini ministro ma dal Salvini papà!", aggiunge il ministro dell'Interno linkando un contributo video dello scrittore sull'edizione on line di Repubblica.

"La poca conoscenza che ha il ministro Salvini del diritto del mare lo porta a ignorare un elemento fondamentale", dice il giornalista nel video, "le Ong agiscono sempre coordinate dalla Guardia Costiera italiana, quindi sempre nel rispetto delle regole. Dando dei 'vice scafisti' a persone che salvano vite in mare, sta dando anche colpa alla Guardia costiera italiana e di questo deve prendersene responsabilità". E ancora: "Il diritto del mare ha una regola eterna: Non si lasciano persone a mare, non si lasciano annegare. E non sarà Salvini a interrompere questo diritto sacro".

Fonte e articolo completo: https://www.huffingtonpost.it/2018/06/03/salvini-querela-saviano-non-da-ministro-ma-da-papa_a_23449622

MACERATA, SAVIANO CONTRO SALVINI: 'E' il mandante morale ed è un pericolo per la democrazia'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente Macerata è stata scossa dalla sparatoria contro i migranti ad opera di Luca Traini.
Su Twitter Roberto Saviano ha sostenuto che Matteo Salvini sarebbe il 'mandante morale' del tragico fatto e che sarebbe anche un 'pericolo per la democrazia'.

PER APPROFONDIRE, ARTICOLO SU BLASTING NEWS:
http://it.blastingnews.com/cronaca/2018/02/macerata-saviano-contro-salvini-e-il-mandante-morale-della-sparatoria-002338913.html.

Traini era stato un candidato comunale nella Lega ed era stato vicino ad ambienti dell'estremismo di destra più radicale e, secondo quanto riportano cronache regionali e nazionali, era un'individuo con diverse problematiche psichiatriche e socioeconomiche.

M5s, la provocazione di Saviano: “Mi candido a premier per il Movimento, così lo tolgo da un patetico impaccio”

M5s, la provocazione di Saviano: “Mi candido a premier per il Movimento, così lo tolgo da un patetico impaccio”
Sarà Roberto Saviano a sfidare Luigi Di Maio nelle primarie in rete del Movimento 5 stelle per scegliere il prossimo candidato premier. Ovviamente una provocazione, lanciata dallo stesso scrittore napolentano con un post su Facebook: “Approfitto di questa sede per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S – si legge in un suo post – lo faccio anche per trarre il Movimento dall’impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara”. Saviano ironizza sul fatto che Di Maio sarà l’unico “big” tra i pentastellati a partecipare alle primarie in rete, dopo che nessuno tra Roberto FicoNicola Morra e Alessandro Di Battista ha presentato la sua candidatura.

Lo stesso Saviano, sempre su Facebook, insiste anche sull’altro argomento al centro delle polemiche sulle primarie pentastellate: la possibilità che siano ammessi tra i candidati anche gli indagati, come previsto dal regolamento pubblicato sul blog di Grillo venerdì 15 settembre. “Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al Movimento, ma condivido con Luigi Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere)”, ironizza lo scrittore.
Saviano dice anche di ispirarsi a Marco Pannella che “nel 2007 si candidò alle primarie del Pd ma fu escluso perché non soddisfaceva i requisiti richiesti dal neonato Partito democratico“. La stessa sorte toccherà anche a lui che non ha appunto i requisiti richiesti per diventare il futuro premier del M5s.

SAVIANO ATTACCA LA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA: 'IL PD SI COMPORTA COME LA PEGGIORE DESTRA'

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Di Salvatore Santoru

La recente legge sulla legittima difesa è stata fortemente criticata da Roberto Saviano.
Come riportato dal "Fatto Quotidiano"(1),Saviano ha sostenuto che il PD,prima con il decreto Minniti e ora con la legge sulla legittima difesa “ha deciso definitivamente di essere un partito della peggior destra”.

NOTE:

(1)http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/04/saviano-il-pd-e-diventato-un-partito-della-peggior-destra-la-legge-sulla-legittima-difesa-mancia-per-il-consenso/3562829/

Forlì, studenti all’incontro con Saviano. “La scuola li obbliga a comprare il libro”. Lo scrittore: “E’ una bufala”

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Di Alex Corlazzoli
“L’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro”. E’ la frase di una circolare del liceo classico Morgagni di Forlì che, in vista di un incontro della scuola con Roberto Saviano, ha provocato prima polemiche tra studenti e insegnanti, poi commenti alla pagina facebook dello scrittore campano e infine ha provocato le proteste della Lega Nord, Matteo Salvini in testa. Mentre la scuola ancora deve chiarire la propria posizione, arriva la precisazione dello stesso Saviano, affidata a facebook: “Non esiste. Nessun obbligo – dice – Da dieci anni vado nelle scuole e i miei scritti mi fa piacere che vengano letti anche fotocopiati o in copie che passano di mano in mano”.
Al centro della vicenda, della quale ha parlato oggi il Giornale, c’è la partecipazione di insegnanti e studenti di quarte e quinte all’incontro in programma a marzo a Forlì. Per regolare l’iniziativa il dirigente del liceo Marco Molinelli ha firmato una circolare di 10 righe: “Si comunica – si legge – che lo scrittore sarà a Forlì il 15 marzo 2017. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per incontrare uno degli scrittori più famosi al momento e per leggere il suo ultimo romanzo La paranza dei bambini. L’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro”. Il dirigente non specifica meglio ed è probabile che già domani, alla riapertura della scuola, spiegherà meglio quella frase come minimo ambigua. Di sicuro c’è che la circolare affida agli insegnanti l’incarico di occuparsi delle adesioni delle classi che dovranno essere formalizzate entro il 18 gennaio. “Non appena verranno comunicate le adesioni da parte del nostro liceo, dell’istituto tecnico commerciale e del liceo scientifico – continua la circolare – l’ufficio stampa di Saviano contatterà l’amministrazione comunale per reperire gli spazi”.
Ma qui si inserisce appunto la replica di Saviano: “Mi hanno chiesto disponibilità a incontrare gli studenti delle scuole superiori – scrive lo scrittore su facebook – e io, come faccio da anni, ho accettato. Ora in rete circola la bufala sull’acquisto obbligatorio di copie del mio libro”. Saviano sottolinea tra l’altro che “ad attaccare il mio lavoro sono giornali un tempo definibili berlusconiani ora solo beceri. Hanno raccolto firme contro di me, al tempo di Vieni via con me (programma di Rai3 con Faziondr) per aver raccontato le mafie al Nord quindi sono rotto alle critiche strumentali, ma lordare l’interesse dei ragazzi per la lettura è una bassezza cui mai avrei pensato di assistere. Pazienza, ecco come vorrebbero vedere gli italiani: incazzati, livorosi e ignoranti come loro”. Di sicuro c’è che la polemica diventa anche politica. “Arriva #Saviano e vuoi incontrarlo con la scuola? – twitta il segretario della Lega Nord Matteo Salvini – Studenti di Forli obbligati dal preside a comprare il suo libro”. Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Forza Italia) sempre su Twitter parla di “vergogna” e annuncia un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.
Dal canto suo il primo cittadino di Forli, Davide Drei, di fronte alla circolare cade dalle nuvole: “Non ne so nulla. Non conosco la circolare. Non ero informato di questa iniziativa. Ad oggi non so proprio niente di questa comunicazione ma è chiaro che non si possa obbligare nessuno ad acquistare un libro”. Il sindaco è chiaro: “Mi documenterò subito domattina, parlerò con il preside ma al di là del caso specifico e al di là dei libri di testo non si può fare nessuna richiesta specifica di acquisto obbligato di un volume”.


Forlì, studenti all’incontro con Saviano. “La scuola li obbliga a comprare il libro”. Lo scrittore: “E’ una bufala”


VIRGINA RAGGI SOTTO SCORTA: LA SINDACA ROMANA VENIVA PEDINATA, SOLIDARIETA' DA ORFINI E SAVIANO

RAGGI
Di Yasmin Inangiray
Tre foto pubblicate dal quotidiano la Repubblica che ritraggono la sindaca di Roma Virigina Raggi con le buste della spesa in mano insieme alla sua scorta bastano per alzare un polverone di polemiche. A scatenare il dibattito, tutto sui social, non è tanto il fatto che un personaggio pubblico (in questo caso il primo cittadino della Capitale) abbia intorno persone che si occupano della sua sicurezza, ma il contesto (l'uscita di un supermercato) e soprattutto il fatto che la Raggi sia del Movimento Cinque Stelle.
L'andare in giro senza protezione è sempre stato il vanto del M5s sin dagli albori e ad ogni occasione è stato rivendicato come simbolo 'anti casta'. Ultimo in ordine di tempo è Alessandro di Battista che nel corso del suo tour estivo per "difendere" la Costituzione non ha perso occasione per postare sui suoi account foto in sella al suo scooter circondato solo da altri 'centauri' e facendo dello slogan "la mia scorta sono i cittadini" un vero e proprio mantra. Parole in linea con quanto disse Beppe Grillo qualche anno fa "i politici non devono girare con la scorta. Di cosa hanno paura?".
Ora che a finire nel mirino è la prima cittadina di Roma l'imbarazzo è evidente e non è un caso che il Movimento Cinque Stelle si sia trincerato dietro il silenzio. Ci pensa però il Campidoglio a spiegare che la sindaca Raggi non ha la cosiddetta "scorta", ma un servizio di tutela disposto dalla questura di Roma. Una protezione, è stato fatto sapere, dovuta al fatto che la sindaca è stata più volte pedinata, di giorno e di notte, nei suoi spostamenti privati. Episodi che, per scelta e tutela della propria privacy, non ha voluto rendere pubblici.
Arriva comunque, un pò a sorpresa - vista la bufera che si è scatenata sui social - la difesa della Raggi da parte del presidente del Pd Matteo Orfini che su facebook non esita a bollare come "imbecilli" gli attacchi alla sindaca: "Nessuno decide di avere la scorta, ti viene assegnata perchè evidentemente c'è un rischio per la tua persona".
"Spero - scrive Orfini - che finalmente se ne rendano conto i compagni di partito della Raggi a cominciare da quel Di Battista che su questo tema ha ossessivamente speculato". Parla di polemiche disgustose anche lo scrittore Roberto Saviano da anni costretto a vivere sotto protezione: "Sono polemiche disgustose - scrive sul suo profilo facebook - la scorta non è decisa dalla persona, se Virginia Raggi avesse deciso di muoversi senza scorta, le sarebbe stato impedito. Questi attacchi sono tremendi e frutto di grande ignoranza. La scorta non è un premio nè una medaglia, viene assegnata per continuare a vivere".
La prima cittadina, però, è solo l'ultima in ordine di tempi ad essere 'crocifissa'. Nel 2012 a finire nella bufera fu Anna Finocchiaro allora capogruppo del Pd al Senato che venne immortalata all'uscita dell'Ikea con la sua scorta. Quelle immagini vennero criticate anche dall'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi. Mentre nel 2007 Gustavo Selva fu costretto a dimettersi da senatore in seguito allo scandalo, venuto fuori per sua stessa ammissione, di aver usato un'ambulanza per raggiungere degli studi televisivi in modo poter superare i posti di blocco disseminati nella Capitale per la visita dell'allora presidente americano George Bush.
FONTE:Ansa

TERRORISMO, SECONDO SAVIANO CÈ' IL RISCHIO CHE L'ISIS STRINGA RAPPORTI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Di Salvatore Santoru
Durante un'intervista con l'agenzia di stampa "Agi" concessa qualche giorno fa, il noto giornalista e scrittore Roberto Saviano ha sostenuto che c'è il rischio di possibili accordi tra i miliziani dell'ISIS e frange della criminalità organizzata. Saviano ha dichiarato che non c'è ancora nessuna valida certezza ma è alquanto sicuro che "quelli dell'Isis stanno vendendo ovunque qualsiasi cosa.è un business, non ha importanza a chi si venda".
L'ipotesi formulata dall'autore di "Gomorra" è che i militanti del "Califfato" si starebbero finanziando anche attraverso il traffico di droga.
Traffico di droga che da diverso tempo vede alleate la criminalità organizzata e l'estremismo islamista, con gli islamisti radicali che lo utilizzano allo scopo di finanziare la jihad antioccidentale e si può ipotizzare anche per cercare di disintegrare e distruggere le società europee e occidentali "dall'interno", diffondendo volutamente sostanze stupefacenti di bassa qualità.

Legalizziamo la marijuana

Di Roberto Saviano
Qualche giorno fa a Scampia la polizia ha smantellato le cosiddette "stanze del buco": locali attrezzati dalla camorra nelle Vele per il consumo di eroina, acquistata nella vela gialla e consumata nella vela celeste. Non sono sale di consumo attrezzate - ce ne sono in giro per il mondo, ma in Italia è fantascienza -, luoghi igienici dove viene fornito supporto psicologico a chi fa uso di sostanze stupefacenti. No, le stanze del buco sono luoghi di degrado. Stanze sporche, fatiscenti, terribili. Su Internet è possibile vedere delle foto. Ritraggono situazioni agghiaccianti che quando vivevo a Napoli ho visto mille volte. Qualcosa di sbagliato nelle politiche unicamente repressive riguardo alle droghe deve esserci, se in tanti anni non c'è stato miglioramento, ma tanti passi indietro.

Sui social network, quando affronto la questione e lo faccio spesso, i commenti sono agghiaccianti come le foto che vi invito a guardare: "Cazzi loro", "Se muore un tossico è selezione naturale". Migliorare le condizioni di vita di chi fa uso di sostanze stupefacenti avrebbe ricadute positive per tutti i cittadini, anche quelli che consumatori non sono. I primi a beneficiarne sarebbero le centinaia di migliaia di persone che condividono le loro vite con tossicodipendenti, poi ne beneficeremmo tutti in quanto a salute (diminuzione della diffusione di malattie come epatiti e Aids) e sicurezza pubblica. Immagino che molti lettori staranno pensando: «Caro Saviano, ma con tutti i problemi che abbiamo noi, persone sane, persone "perbene", lavoratori onesti, liberi cittadini, tu ci vieni a parlare dei tossicodipendenti e dei loro diritti?».

UNA SOCIETÀ, PER DIRSI sana e poter funzionare, deve prestare attenzione a tutte le sue parti. Non possono esistere compartimenti stagni. Non voler affrontare il problema del consumo di droghe, se non come un problema di repressione, ha ricadute e costi che il nostro Paese non può sostenere: i tribunali si riempiono di cause e la popolazione carceraria aumenta, mentre le organizzazioni criminali continuano a guadagnare mercati e quattrini.C'è chi è più avanti di noi. In Sudamerica, per esempio, dove il costo del narcotraffico lo si paga quotidianamente con il sangue, una breccia si sta aprendo. Il governo dell'Uruguay è pronto ad adottare una legge che regolamenti il commercio della marijuana attraverso un rigido controllo statale su produzione e distribuzione. Negli Stati limitrofi se ne sta discutendo. Ma c'è anche un esempio europeo, in Spagna, Serra De Cardó, Catalogna: a Rasquera, paesino idilliaco immerso nei campi, la disoccupazione è una piaga e il consiglio comunale, con l'appoggio di opposizione e cittadinanza, ha deciso in febbraio di appaltare dei terreni a un'associazione che coltiva marijuana per scopi terapeutici e di autoconsumo. Gli incassi per l'amministrazione sono stati di 36 mila euro alla firma del contratto e 550 mila all'anno. Il governo del partito popolare si oppone e Rasquera resta un'eccezione.

DUNQUE, IN SITUAZIONI di estrema necessità è possibile avviare un dibattito che può dare anche risultati virtuosi: sottrazione di guadagni e del mercato della marijuana alle organizzazioni criminali. Che è possibile trovare un percorso condiviso su argomenti spesso troppo difficili da trattare, come la legalizzazione delle droghe leggere. In Italia è un argomento impronunciabile. Le istituzioni non se ne occupano, i nostri media non se ne occupano, con l'unica eccezione, credo, del "Notiziario antiproibizionista" di Radioradicale. Quanto ci metteremo a comprendere che questa è davvero un'emergenza? Legalizzare non significa incentivare, ma sottrarre mercato alle mafie. La legge sull'aborto fece sparire quasi del tutto gli aborti clandestini, una politica di legalizzazione toglierebbe ricchezza ai criminali. Maurizio Prestieri, ex boss di Secondigliano ora collaboratore di giustizia, mi disse una volta durante un'intervista: con tutto il fumo che i ragazzi "alternativi" napoletani compravano da noi, sostenevamo le campagne elettorali dei politici di centrodestra in provincia.

Fonte:l'Espresso

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