Follow by Email

ULTIMI ARTICOLI

Total Pageviews

BLOGROLL(ITA-INTERNAZIONALE)

ARCHIVIO BLOG

Followers su Blogger

Translate

La Scienza della Persuasione
Cosa ci rivela il cervello sul nostro potere di cambiare gli altri
€ 15

|Informazione Consapevole, L'Informazione Libera E Indipendente|
Visualizzazione post con etichetta news. Mostra tutti i post

Matera 2019, da oggi è Capitale europea della cultura. Congratulazioni da Conte


Di Salvatore Santoru

Matera è ufficialmente la Capitale europea della cultura del 2019. Alla cerimonia per l'evento hanno preso parte diversi esponenti della politica e dell'attuale governo del cambiamento, tra cui  il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli e il premier Giuseppe Conte.

Lo stesso Conte ha dichiarato, riporta l'ANSA, che l'evento costituisce la riscossa della città della Basilicata e del Sud d'Italia.

Gilet gialli e Battisti in carcere, Saverio Raimondo escluso da Sanremo 2019. La Rai: “La scelta non è motivata dai contenuti del suo show”

Di Gianmaria Tammaro
 Dopo le anticipazioni delle scorse ore pubblicate dal sito Blogo, in cui era data per certa la presenza di Saverio Raimondo alla 69° edizione del Festival di Sanremo, il comico ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui ammette d’essere stato contattato dalla Rai ma che negli ultimi giorni, a partire dalla conferenza stampa, l’accordo sarebbe sfumato.
«Riguardo ai retroscena – scrive Raimondo, che conduce “Comedy Central News” e che tiene una rubrica nel programma “Le parole” di Massimo Gramellini – posso dirvi che in effetti esiste da settimane una camera a Sanremo prenotata da Rai a mio nome per i giorni del Festival. Ma quella camera nelle prossime ore verrà evidentemente assegnata a qualcun altro, perché la mia presenza a Sanremo […] negli ultimi giorni è stata messa in discussione fino alla cancellazione delle ultime ore».
Tutto, dice Raimondo, sarebbe iniziato lo scorso autunno, quando la Rai l’avrebbe contattato per chiedergli di realizzare dei contenuti digital per il Festival. C’era anche la possibilità, precisa, che partecipasse al Dopofestival (che aveva condotto nel 2015). «Dopo la conferenza stampa, e il caso politico che ne è stato montato sopra, Rai1 ci ha ripensato e mi ha tolto tutto».
Perché? Probabilmente per quello che Raimondo avrebbe fatto a Sanremo. «Avrei indossato un gilet giallo – scrive Raimondo –. Avrei fatto un collegamento dal porto di Sanremo -chiuso per la celebre politica dei porti chiusi- e speculando sulle parole del direttore artistico Claudio Baglioni, che in conferenza stampa ha detto di non volere ospiti stranieri (un festival sovranista!), avrei raccontato l’emergenza umanitaria di un barcone bloccato da giorni in mezzo al mare con a bordo un centinaio di ospiti […] che non vengono fatti sbarcare. Approfittando della mia somiglianza con Di Maio, sarei salito sul balcone dell’Ariston a festeggiare l’abolizione della povertà e ad annunciare un nuovo boom discografico. Avrei rivelato l’arrivo di Cesare Battisti come super ospite sul palco di Sanremo, esibito in catene di fronte alla folla impellicciata. Insomma, avrei fatto il mio lavoro. Quello per cui mi avevano chiamato».
Aggiornamento delle 19:53. La Rai precisa che «in merito alle dichiarazioni di Saverio Raimondo [...] non esiste al momento nessun tipo di accordo contrattuale o trattativa economica che lega il comico al festival di Sanremo. Il fatto che Raimondo non faccia parte della squadra del festival non ha niente a che vedere con il contenuto delle sue eventuali esibizioni».
Aggiornamento delle 20:08. Dopo la nota della Rai, Saverio Raimondo ha commentato: «Confermo: non era stato firmato alcun contratto ancora, infatti il loro ripensamento è stato lecito e sacrosanto. Riguardo ai contenuti: in effetti non è che mi avessero chiesto più di tanto cosa avrei fatto, è stato un ripensamento a prescindere, secondo me. Credo il problema fosse la mia faccia. E vi dirò, sono d’accordo con loro!».
--------------------------------------

Russiagate, nuove accuse contro Trump: "Obbligò l'avvocato a mentire"

Di Renato Zuccheri
Novità importanti sul fronte RussiagateDonald Trump chiese a Michael Cohen, all'epoca suo avvocato, di mentire al Congresso sulle trattative per costruire una Trump Tower a Mosca.
A darne notizia, è il sito americano BuzzFeed che cita due funzionari del governo americano che conoscono a fondo la vicenda.
Secondo le testimonianze, Trump sostenne anche l'idea di Cohen di andare in Russia e di incontrare Vladimir Putin. Tutto durante la campagna elettorale e tutto per dare impulso alle trattative per edificare questa Trump Tower. Una notizia che scuote la difesa del presidnte Usa, che ha sempre assicurato pubblicamente di non essere mai stato in affari con la Russia. Eppure, secondo le fonti di BuzzFeed, Cohen aggiornava contrinuamente Ivanka, Donald Junior e lo stesso presidente.
Come rivelano le fonti, l'ex legale di Trump ha anche rivelato a Robert Mueller, procuratore speciale per il Russiagate, che dopo le elezioni il tycoon ha chiesto direttamente a Cohen di mentire al Congresso dicendo che le trattative per la Trump Tower si erano concluse molti mesi prima, in modo da nascondere il coinvolgimento del presidente.
Come riporta Repubblica, "Trump ha più volte liquidato l'inchiesta Mueller - che dovrebbe appurare le sospette ingerenze di Mosca nella campagna elettorale per le presidenziali americane del 2016 - come una 'caccia alle streghe' e ha più volte smentito l'esistenza di alcuna collusione personale con la Russia. Riguardo al suo ex avvocato, il presidente ha usato parole dure, accusandolo di mentire per poter ottenere un alleggerimento della sentenza nel procedimento giudiziario a suo carico. Cohen, dal canto suo, ha scritto su Twitter di essersi "pentito di aver prestato lealtà cieca a un uomo che non la meritava".

Maturità 2019, uscite le materie d’esame: latino e greco insieme per la prima volta al classico


Di Ida Artiaco

Latino e greco al liceo classico e matematica e fisica allo scientifico. Dunque, seconda prova mista. L'attesa è finita. Il Miur ha sciolto la riserva sulle materie d'esame della Maturità 2019, in anticipo rispetto agli anni precedenti, quando la comunicazione avveniva soltanto alla fine del mese di gennaio. Il Ministero aveva annunciato già ieri, giovedì 17 gennaio, che oggi sarebbero uscite le materie con un video pubblicato sulla propria pagina Facebook, gettando nel panico i futuri maturandi, alle prese soprattutto con lo spauracchio della seconda prova mista, che si è da poco materializzato davanti ai loro occhi.

Anche perché quello di quest'anno è un esame di Stato particolare, con tantissime novità riguardanti soprattutto le prove scritte e il conteggio dei crediti per il voto finale, così come previsto dal Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n.62 e dalla circolare di ottobre 2018. "Comunichiamo le materie con largo anticipo – ha dichiarato il Ministro nel video di annuncio pubblicato su Facebook, rivolgendosi agli studenti -. Come sapete da quest'anno ci sono delle novità. Per questo da ottobre abbiamo cominciato a fornire tutte le informazioni utili per le prove a voi e ai vostri docenti. Per sostenervi nella vostra preparazione organizzeremo delle simulazioni della prima e della seconda prova. Si svolgeranno nei mesi di febbraio, marzo e aprile".

Per quanto riguarda gli altri indirizzi, le materie uscite sono: scienze umane e diritto ed economia politica al liceo delle scienze umane opzione economico sociale; discipline turistiche e ambientali e inglese all'Istituto tecnico per il Turismo; scienza e cultura dell'alimentazione e laboratori servizi enogastronomici all'Istituto professionale per i servizi di enogastronomia; economia agraria e delo sviluppo territoriale e valorizzazione attività produttive e legislazione di settore all'Istituto professionale servizi per l'agricoltura.

Il calendario della Maturità 2019
La prima prova della Maturità, quella d'italiano, uguale per tutti gli istituti scolastici d'Italia, è in programma mercoledì 19 giugno. Il giorno successivo, giovedì 20 giugno, si svolgerà la seconda prova, quella d'indirizzo. In questo caso è il Miur sceglie le materie della seconda prova per ogni liceo, istituto tecnico e istituto professionale ed elabora le tracce. In alcuni di questi, come nel caso dei licei coreutici o gli artistici, la prova potrebbe durare alcuni giorni. Seguiranno poi gli orali, dal momento che la terza prova scritta, cioè il temuto quizzone, è stato abolito. Qui il calendario varia da scuola a scuola, ma non è sbagliato pensare che i colloqui possano cominciare già a partire da lunedì 1 luglio, una decina di giorni dopo la fine degli scritti.

Come si svolgerà la prima prova

La prima prova, quella d'italiano, dell'esame di Maturità servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce, uguali per tutti gli indirizzi e in tutta Italia, riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico: la tipologia A (analisi del testo), la tipologia B (testo argomentativo) e la tipologia C (tema d'attualità). Gli studenti avranno sei ore di tempo per scrivere e consegnare l'elaborato, avendo a disposizione soltanto il vocabolario.

La seconda prova d'indirizzo: le novità

La seconda prova scritta dell'esame di Stato è diversa per ciascun indirizzo. Cambiando le tracce in base all'indirizzo di studi, che tuttavia sono sempre scelte dal Miur, cambia anche la durata della prova che non è uguale per tutti ma viene specificata dal Ministero ed indicata in calce alla traccia stessa. Saranno previste secondo la nuova normativa vigente griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Queste ultime potranno usufruire delle medesime griglie anche per la correzione dei temi d'italiano. Si ricorda che le commissioni sono composte dai commissari esterni, in numero tre più il presidente di commissione, e da tre interni.

Tra le novità più importanti della seconda prova, c'è quella mista o multidisciplinare, cioè composta da più materie, come greco e latino insieme al classico e fisica e matematica allo scientifico, vero incubo degli studenti che hanno dato vita ad una vera e propria rivolta sui social network. Non solo. La prova del liceo classico sarà divisa in due parti, una parte tradizionale di traduzione e un'altra di comprensione, mentre anche quella degli istituti tecnici cambierà per struttura e tracce. Negli istituti professionali sarà divisa in due parti, una parte ministeriale, uguale per tutti gli studenti di un determinato indirizzo di studi, e una parte stabilita dalla commissione. Per avere un'idea di come sarà la seconda prova, il Miur ha pubblicato degli esempi di tracce per accompagnare docenti e soprattutto maturandi nella preparazione.

Addio tesina all'orale

La novità più importante degli orali è l'abolizione della tesina. Il colloquio consisterà, dunque, in un'interrogazione incrociata su più materie, che si svolgerà davanti ai commissari interni ed esterni. I materiali di partenza saranno predisposti dalle commissioni, nei giorni precedenti. Il giorno della prova, per garantire massima trasparenza e pari opportunità, saranno gli studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio.  Viene così inaugurato il sistema delle 3 buste: il candidato avrà cioè 3 buste tra le quali pescherà l’argomento-spunto da cui cominciare il colloquio. Una parte dell'incontro verterà sul racconto da parte dello studente dell'esperienza di alternanza scuola-lavoro, nonostante questo non sia più un requisito obbligatorio di ammissione alla Maturità 2019. Previste anche domande sulle attività di Cittadinanza e Costituzione.

Come si calcola il voto finale

Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi anche al termine della Maturità 2019. Ma da quest'anno si darà maggior peso al percorso di studi. Il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25. Per i maturandi ci sarà anche un’apposita comunicazione, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno, che sarà convertito in base alle nuove tabelle.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.fanpage.it/maturita-2019-uscite-le-materie-desame-prove-miste-al-classico-e-allo-scientifico/

SALVINI RISPONDE A SAVIANO: 'LUI VIVE DI PAROLE E IO DI FATTI'


Di Salvatore Santoru

Recentemente Roberto Saviano ha nuovamente criticato Matteo Salvini. L'occasione è stata data dalla visita del ministro ad Afragola che,secondo lo scrittore, riporta Repubblica, è stata è un'inutile passerella. Inoltre, Saviano ha appellato il ministro dell'Interno come 'ministro della Malavita' e ha affermato che sarebbe il 'garante della peggiore politica che ha spadroneggiato' nel Sud Italia.

Dal canto suo, come riporta l'ANSA, Salvini ha risposto sostenendo che lui si concentra sui fatti mentre Saviano solo sulle parole.

Bombe ad Afragola, Salvini va sul posto e Saviano lo attacca



Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è in visito ad Afragola, in provincia di Napoli, dove in meno di 20 giorni sono esplose otto bombe. La visita del leader della Lega ancora prima di iniziare ha dato il via ad un nuovo attacco firmato ancora una volta dallo scrittore Roberto Saviano.
“Oggi alle 14:40 è previsto l’arrivo ad Afragola del Ministro della Mala Vita per la sua solita e inutile passerella, magari in divisa”, scrive Saviano sui social.
Non è la prima volta che lo scrittore si rivolge con questo epiteto al ministro dell’Interno e solo alcuni mesi fa gli era costata una querela da parte del capo del Viminale.
“Salvini ad Afragola racconterà bugie e chi conosce la storia politica del sud Italia questo lo sa perfettamente”, continua lo scrittore, che spiega chi è il sottosegretario con delega al Sud che fa da referente politico a Mattei Salvini ad Afragola.
Si tratta di “Pina Castiello, incredibilmente Sottosegretario con delega al Sud; questo la dice lunga sulla sudditanza politica del M5S a Salvini e sulla totale inconsapevolezza di Di Maio e Fico che, almeno il loro territorio, dovrebbero conoscerlo”.
Roberto Saviano stila una lista dei “padrini” che la Castiello ha avuto a suo parere nel corso degli anni: “Pina Castiello ha avuto come padrini politici Nicola Cosentino, poi Roberto Conte (condannato per associazione mafiosa, espulso dal centrosinistra e accolto nel centrodestra) ed è alleata dell’ex senatore Vincenzo Nespoli, più volte indagato dalla Procura napoletana, condannato in primo e secondo grado per bancarotta fraudolenta e per voto di scambio (su cui è intervenuta la prescrizione)”.
“Afragola è la prova lampante di come Salvini sia l’erede e, quel che è peggio, il garante della peggiore politica che ha regnato e spadroneggiato, insieme ai clan di camorra, al Sud negli ultimi decenni. Sarebbe questo l’impegno anticamorra del Ministro della Mala Vita?”, conclude Roberto Saviano. 

Salvini accolto dalla folla ad Afragola, baciamano e urla: “Non farci pagare la scorta a Saviano”


Di Francesco Loiacono

Bagno di folla per il ministro dell'Interno Matteo Salvini ad Afragola, comune del circondario di Napoli dove nel giro di un mese otto bombe hanno dilaniato altrettanti negozi in quello che sembra l'inizio di una nuova guerra di camorra. Il leader leghista, in visita oggi nella cittadina campana, ha ricevuto un'accoglienza calorosa. Forse fin troppo: al punto che, oltre ai selfie di rito e alle strette di mano, c'è anche chi non si è contenuto e ha fatto il "baciamano" al ministro. La scena è immortalata in uno dei tanti video che ritraggono la folla esultante per l'arrivo del leader leghista e il frame del baciamano sta iniziando a circolare con insistenza sui social network, dove non ha mancato di suscitare critiche e reazioni.

Le urla contro la scorta a Saviano

Lo stesso ministro ha pubblicato un filmato sul proprio profilo Twitter che però inizia proprio (chissà se volutamente o no) nell'istante successivo al baciamano. Nello stesso video si vede però un'altra scena in cui una delle persone che festeggiano il ministro gli si rivolge urlando e gli chiede: "Matteo non farci più pagare la scorta a Saviano". Parole pesanti, frutto di un clima d'odio verso lo scrittore che lo stesso Salvini ha sicuramente contribuito ad alimentare e alle quali il ministro risponde con una breve risata.

FONTE: https://napoli.fanpage.it/salvini-accolto-dalla-folla-ad-afragola-baciamano-e-urla-non-farci-pagare-la-scorta-a-saviano/

FOTO: https://www.globalist.it E https://etleboro.org

‘Ndrangheta stragista, l’ex gran maestro: “Attraverso la massoneria i clan hanno occupato le regioni del Nord”



“Attraverso la massoneria, la ‘ndrangheta ha occupato le regioni del nord”. L’ex gran maestro del Grande Oriente d’ItaliaGiuliano Di Bernardo, ha svelato i legami tra le logge e le cosche calabresi. Lo aveva già fatto nel corso di un interrogatorio sostenuto davanti al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo al quale aveva spiegato il perché, dopo gli incontri con il procuratore di Palmi, Agostino Cordova, che negli anni novanta stava indagando sulla massoneria, ha deciso di dimettersi dal Goi: “Non riuscivo a credere che quella massoneria che io avevo immaginato e su cui avevo scritto un libro, nella realtà e nella società degli uomini potesse essere qualcosa di completamente diverso”.
Sconcerto che Di Bernardo ha rivissuto nell’aula del tribunale di Reggio Calabria dove è stato sentito come testimone nel processo ’Ndrangheta stragista che vede alla sbarra i boss Giuseppe Graviano Rocco Filippone accusati dell’omicidio dei carabinieri Antonino Fava eVincenzo Garofalo. Nella sua deposizione, Di Bernardo spiega il suo ingresso nella massoneria, come è arrivato a ricoprire la carica di vertice e il perché, nell’aprile 1993 si è dimesso da gran maestro: “Cordova riuscì a fornirmi alcuni elementi e alcuni documenti da cui emergeva un aspetto del Grande Oriente d’Italia che io non avrei mai immaginato potesse esistere”.

A quel punto Di Bernardo convocò la giunta del Goi. Ricorda la risposta che il suo vice Ettore Loizzo di Cosenza gli diede sul perché non fece nulla per impedire alle cosche calabresi di avere  contatti con la massoneria: “Avrei messo a rischio la mia vita e quella della mia famiglia. – disse Loizzo – La verità è che 28 su 32 logge calabresi sono controllate dalla ‘ndrangheta”. E fu a quel punto che Di Bernardo comprese “che il Grande Oriente non era più posto per me”.
Segnali di infiltrazione c’erano anche in Sicilia “dove ci fu un fatto che fece tremare un po’ la massoneria: l’arresto del sindaco di Castelvetranoper coinvolgimenti con la mafia”. La situazione della massoneria calabrese, però, era “molto più preoccupante di quella siciliana, in quanto era più ramificata e potente”. “In Calabria – aggiunge – c’era un potere unitario, una mente che regolava al di là di tutti i contrasti che esistevano ed esistono tuttora tra le obbedienze massoniche. C’era un filo conduttore. La massoneria calabrese è più potente di quella siciliana perché ha una visione unitaria”.

Ecco perché, stando al racconto di Di Bernardo, “l’inchiesta di Cordova andava nella direzione giusta”. Quell’indagine però non portò a nulla: dopo il trasferimento del procuratore di Palmi a Napoli, l’inchiesta fu trasferita a Roma dove “due magistrati mi convocarono e mi dissero che non avevano il tempo materiale di istruirla e fu archiviata. Si dice oggi che l’inchiesta è finita perché nulla è stato trovato contro il Grande Oriente. La verità è che è stata archiviata per decorrenza dei termini”.
Fu il suo segretario personale, Luigi Savina, a parlargli dei movimenti separatisti che si affacciavano nel panorama politico italiano all’inizio degli anni novanta: “Mi diceva che c’erano affiliati al Goi che sostenevano i movimenti separatisti. Reggio Calabria era il centro propulsore”. Sul tema stragi, il gran maestro ritiene che tutto si è mosso “all’interno dello stesso contesto” dei movimenti separatisti: “L’idea che mi ero fatto è che c’era qualcuno che tirava le fila all’interno di contesti diversi”. Neanche a dirlo, i contesti erano quello massonico e quello ‘ndranghetista: “Il punto di giuntura penso che sia il rituale. Quello usato in massoneria e quello usato nella ‘ndrangheta hanno una base in comune: il vincolarti al segreto una volta che tu sei dentro. Questo secondo me ha facilitato molto la compenetrazione tra ‘ndrangheta e massoneria”.

Nella parte finale della sua deposizione Di Bernardo ha trattato anche la vicenda di Licio Gelli e dell’elenco, quello vero, della P2: “Licio Gelli è stato inventato dalla Cia, dagli americani. Il governo americano aveva perso fiducia in Moro e Andreotti, e quindi cominciava a temere che in Italia ci potesse essere il sorpasso comunista”. In sostanza il venerabile, secondo Di Bernardo, “era diventato il ‘salvatore’ dell’Italia. Da quel momento Gelli è stato il referente unico ed esclusivo degli americani. Ha avuto montagne di dollari, ma soprattutto il governo americano e la Cia hanno messo all’obbedienza di Gelli i vertici italiani”. L’ex gran maestro, prima del Goi e poi della Gran Loggia regolare d’Italia, si riferisce ai “vertici economici, ai vertici militari e ai vertici della magistratura”. Tutti erano “alla sua obbedienza e li iniziava all’Excelsior di Roma. Quest’uomo all’improvviso si è trovato un potere che, penso, nessun altro ha avuto in Italia”.
Pur avendo la sua base all’interno, Gelli era stato espulso dal Goi prima che Di Bernardo fosse nominato gran maestro: “Dopo la mia elezione mi invio due lettere e mi chiese di essere riammesso. Io le leggo e non faccio nulla. Mi mandò un suo emissario per chiedermi ufficialmente di farlo rientrare. Gelli ritiene che ogni uomo sia comprabile e mi fa fare la domanda: ‘Decidi tu la somma. Fissa tu’. Io gli feci rispondere: ‘Gelli forse ha comprato tanti, ma certamente non comprerà me’. Poco dopo ritorna la stessa persona con un’altra proposta e mi dice: ‘Gelli in cambio del tuo appoggio, metterà a tua disposizione l’elenco vero della P2 con i relativi fascicoli’. Quello sequestrato dalla magistratura è solo parziale. Gelli mi fa dire da questo suo emissario che mi avrebbe dato il vero elenco con i relativi fascicoli. ‘In questo modo potrai ricattare tutta l’Italia’. Il commento è stato questo. Alla fin fine ho deciso di non procedere e quindi la cosa è finita lì”.

Che ci sia un elenco “vero” della P2, Di Bernardo lo ha riscontrato anche da un altro episodio che gli è stato riferito dal segretario personale del gran maestro Battelli: “Mi dice che una sera Gelli si presenta nello studio del gran maestro Battelli con un grosso fascicolo e gli dice: ‘Questo è l’elenco della P2’. Battelli comincia a sfogliarlo e, come sostiene il suo segretario, ‘diventa di tutti i colori’. Batelli dopo aver letto chiude e gli dice a Gelli: ‘Riprendilo, questo io non l’ho mai visto’. Tutto questo avviene molti anni dopo che la loggia P2 era stata sciolta. Gelli voleva rientrare nel Goi perché aveva capito che con il canale massonico avrebbe potuto muoversi dappertutto. Gelli senza massoneria valeva poco. Con la massoneria avrebbe potuto riaprire i suoi contatti internazionali. La sua richiesta era per rafforzare il suo potere affaristico. Non rientrò mai nel Goi”.

Il Vaticano insiste sul Global compact e spera in un ripensamento


Di Giuseppe Aloisi
La Santa Sede ha individuato nel multilateralismo diplomatico l'argine principale in grado di porre un freno alle politiche restrittive degli esecutivi populisti.
Papa Francesco lo ha chiarito agli ambasciatori accreditati nello Stato che presiede. E in questa storia - come tutti sapranno - ha un rilievo pure la posizione dell'Italia, che si è schierata dalla parte degli Stati Uniti e dei paesi di Visegrad, da quella - insomma - delle nazioni contrarie a gestire l'accoglienza dei migranti attraverso un coordinamento verticistico.
Ma dalle parti di piazza San Pietro confidano in un ripensamento. Lo ha dichiarato padre Baggio in questa intervista rilasciata a Vatican Insider: "Noi siamo profondamente convinti - ha detto - che la risposta globale sia la più opportuna al fenomeno delle migrazioni, ci auguriamo, sinceramente - l’ha detto anche il cardinale Parolin con parole molto chiare - che chi ha fatto un passo indietro possa ripensarci e aderire, magari trovando anche quei chiarimenti particolari che sembrano essere necessari". Il consacrato in questione è deputato a parlarne perché ricopre la carica vice del cardinale Peter Turkson, all'interno del dicastero, quello per lo Sviluppo umano integrale, che ieri ha pubblicato un documento sulla cosiddetta "pastorale dell'accoglienza".
Nel testo viene sostenuta la tesi per cui la "linea dura" favorirebbe la tratta degli esseri umani. Una gestione sovranazionale delle problematiche, allora, costituirebbe l'unica soluzione possibile. Il Vaticano, poi, ha partecipato alla stesura del Global compact, proponendo cinque punti da inserire nel trattato. Le istituzioni ecclesiastiche non si tireranno indietro. Il caso della nave Sea Watch sembra aver convinto Bergoglio che non esiste altra possibilità che una ferma opposizone. Stando a quanto si è appreso in questi ultimi due giorni, il pontefice argentino avrebbe comunicato alla Conferenza episcopale italiana che "nulla osta" ad alzare il tiro nei confronti del governo del Belpaese. Tutto lascia pensare che nei prossimi mesi arriveranno ulteriori critiche alla chiusura dei porti e alle altre iniziative messe in campo dal Viminale.
L'arbitrio del potere esecutivo statale - in Vaticano ne sono certi - deve essere mitigato dalla concertazione. Sempre padre Baggio ha specificato che: "Tutti i Paesi che sono firmatari della Convenzione di Palermo e dei protocolli aggiuntivi si sono impegnati direttamente in questo (stimare numericamente il fenomeno della tratta degli esseri umani, ndr), lo stesso deve fare l’Ue. Anche le autorità devono essere competenti sul fenomeno, bisogna fare un cammino unitario: le istituzioni, la Chiesa, tutti i soggetti del terzo settore che lavorano in questo campo".

La Melevisione compie 20 anni: stasera la maratona degli episodi più belli


FATTO QUOTIDIANO

Anche se solo per una sera, tornano in tv Tonio Cartonio, Lupo Lucio, Strega Varana, Principessa Odessa, Cuoco Basilio, Milo Cotogno, re Quercia e tutti i personaggi più amati della Melevisione. La storica trasmissione per bambini della Rai in 20 anni ha registrato oltre duemila puntate, 250 canzoni e 754 filastrocche e venerdì 18 gennaio alle 21 su Rai YoYo torna con una maratona degli episodi più belli, per festeggiare questo importante anniversario. Si andrà avanti fino a notte fonda con tutti gli abitanti del Fantabosco e con i piccoli e grandi amici di CittàLaggiù: un tuffo nel passato per chi ora è grande ma da bambino non si perdeva neanche una puntata della Melevisione e un modo per far scoprire questo mondo magico fatto di fate, folletti amici, orchi e una strega dispettosa ai bimbi di oggi.

Oxfam sotto accusa: "Dipendenti vittime di razzismo e molestie"


Di Gerry Freda
L’organizzazione non governativa britannica Oxfam si è in questi giorni ritrovata al centro di uno scandalo, provocato dalla pubblicazione di un dossier sulla “condotta esecrabile” osservata negli ultimi anni dai propri “alti funzionari”.
L’Independent Commission on Sexual Misconduct, Accountability and Culture Change(Icsmacc), organo costituito agli inizi del 2018 direttamente dal direttore esecutivo dell’associazione al fine di indagare sulle accuse di “immoralità” avanzate a carico di diversi esponenti di quest’ultima, ha infatti da poco presentato i primi risultati degli accertamenti.
Nel dossier, realizzato sulla base delle testimonianze fornite da numerosi lavoratori delle sedi Oxfam sparse in tutto il mondo, alti funzionari dell’ong vengono accusati di avere instaurato in essa un “clima tossico”.
I dipendenti contattati dall’Icsmacc hanno infatti addossato ai loro superiori la responsabilità di avere trasformato l’associazione umanitaria in un ambiente di lavoro “infernale”, caratterizzato da “ogni genere di abuso”. I lavoratori dell'ong britannica hanno quindi asserito di essere stati, a partire dal 2017, "abitualmente sottoposti”, ad opera dei dirigenti, a “pratiche razziste, bullismo, atteggiamenti sessisti, nonnismo, elitismo, abusi sessuali”.
I testimoni hanno poi riferito alla commissione investigativa di avere provato a “denunciare” tali nefandezze al collegio disciplinare di Oxfam, ma i componenti di quest’ultimo non avrebbero avviato “alcun procedimento sanzionatorio” a carico dei presunti responsabili. Sempre in base al rapporto pubblicato dall’Icsmacc, gli stessi dipendenti che avevano invocato l’intervento del collegio sarebbero stati addirittura oggetto di “ritorsioni”, ossia "intimidazioni, provvedimenti disciplinari, licenziamento”.
Il dossier sugli abusi commessi dagli alti funzionari dell’organizzazione umanitaria termina con queste parole: “Dagli accertamenti condotti risulta che i valori cari a Oxfam sono rimasti troppo spesso lettera morta. I principi che l’associazione propugna attraverso volantini e campagne di sensibilizzazione sono stati purtroppo palesemente disapplicati in passato nei confronti del suo stesso personale.”
Winnie Byanyima, direttore esecutivo della onlus britannica, ha reagito alla pubblicazione del rapporto presentando “scuse ufficiali” all’indirizzo delle presunte vittime di abusi. La donna ha poi dichiarato: “Mi brucia venire a conoscenza del fatto che Oxfam non è immuneda razzismo e molestie. L’indagine in questione, da me fortemente voluta, deve indurre tutti i dirigenti dell’associazione a dare inizio a una lotta senza quartiere nei confronti di ogni tentativo di abuso di potere. È tempo di avviare una politica di tolleranza zero verso qualsiasi dirigente di Oxfam che provi a compiere sopraffazioni ai danni dei rispettivi sottoposti.”
La Charity Commission for England and Wales, agenzia governativa incaricata di monitorare nel Regno Unito l’attività dei soggetti rappresentativi del “terzo settore”, ha subito annunciato di volere “acquisire” il dossier Icsmacc al fine di rilevare l’esistenza dei presupposti per l’apertura di un “procedimento giudiziario” a carico degli alti funzionari accusati di “nefandezze”.


Riceviamo e pubblichiamo la replica di Oxfam

Oxfam accoglie con favore la pubblicazione del rapporto ad interim della Commissione indipendente - nominata dall’organizzazione stessa - come tappa fondamentale del piano con cui intende affrontare radicalmente le cause di qualsiasi forma di abuso di potere e attuare un autentico cambiamento culturale al suo interno. Il rapporto, pubblicato oggi, è una delle tessere fondamentali che compongono il piano di azione globale in 10 punti varato a febbraio scorso. Oxfam ringrazia la Commissione per il lavoro svolto e per aver rispettato gli alti standard attesi, nella certezza che i risultati dello stesso consentiranno ulteriori miglioramenti e progressi sempre più tangibili.
"Abbiamo voluto con convinzione questa Commissione indipendente per affrontare difficili questioni relative alla nostra cultura e al nostro modo di agire. – ha detto Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International – Il lavoro svolto fin qui è importante e avviene in una fase cruciale della nostra storia. Metteremo in pratica tutte le raccomandazioni per inaugurare il tempo della tolleranza zero nei confronti di chi abusa del proprio potere nei confronti di altre persone".
Il rapporto critica Oxfam per essersi concentrata troppo sul cosa fare, piuttosto che sul come farlo.
"Oxfam non è purtroppo immune da casi di cattiva condotta legati a un distorto uso del potere. – ha proseguito Byanyima - Siamo al fianco e sosteniamo tutte le vittime di comportamenti sbagliati e riprovevoli. Riprenderemo in mano tutti i casi passati che la Commissione vorrà segnalarci come urgenti e imprescindibili per restituire verità e riscatto alle vittime di abusi"
"Oxfam è impegnata costantemente al fianco delle donne, soprattutto nei paesi più fragili e svantaggiati. – aggiunge Roberto Barbieri, direttore di Oxfam Italia - Vogliamo essere trasparenti, più trasparenti, esternamente e al nostro interno, dopo i casi di abuso registrati ad Haiti nel 2011 da Oxfam Gran Bretagna. La Commissione, da noi fortemente voluta, ha realizzato un percorso di ascolto ampio, senza filtri, di lavoratori, partner e delle comunità con cui lavoriamo. Solo in questo modo, abbiamo l’opportunità di intervenire nella maniera più efficace possibile. È parte di un’azione di prevenzione e di cambiamento culturale che pensiamo sia il vero antidoto verso qualsiasi forma di comportamento inappropriato sul luogo di lavoro. Tutti dobbiamo chiederci come far vivere quotidianamente i nostri valori, come creare e mantenere contesti in cui la dignità sia sempre rispettata e non si offenda alcuna sensibilità. È la base da cui partire, in maniera radicale. – continua Barbieri - In questa direzione, non ci sottrarremo al lavoro che c’è ancora da fare. Ci siamo fatti promotori di una serie di azioni finalizzate al cambiamento culturale della nostra organizzazione e a un sempre migliore comportamento degli operatori impegnati in Italia e nel mondo. Forte di tale determinazione, tutto lo staff si impegna a prendere in attenta considerazione le riflessioni della Commissione, condividendole all’interno, con i partner e con tutto il Terzo Settore oltreché con tutti i soggetti, pubblici e privati, che possono vivere fatti analoghi nello svolgimento del loro lavoro".
Piano d’azione globale: primi risultati
-Formazione di 119 operatori, focal point nei diversi paesi per la segnalazione di casi di abuso e comportamento inadeguato.
-Più attenta selezione del personale in tutti i paesi e i contesti di emergenza umanitaria e l’introduzione di un unico sistema centrale per gestire tutte le richieste di referenze per lo staff, in modo da garantirne l’attendibilità.
-Miglioramento delle politiche di safeguarding a livello globale, coinvolgendo tutti i 10 mila dipendenti nel mondo in corsi di formazione sul tema, nominando un direttore che seguirà le nuove politiche a livello internazionale e dotandoci di una linea telefonica dedicata (in cinque lingue) per la segnalazione di qualsiasi caso di cattiva condotta e abuso per tutti gli operatori e partner di Oxfam nel mondo.
Cosa ha fatto Oxfam Italia
-Dallo scorso febbraio anche Oxfam Italia – pur non avendo mai riscontrato casi di abuso da parte del proprio staff – è da subito intervenuta con l’obiettivo di rendere sempre più efficace la prevenzione di qualsiasi forma di comportamento inappropriato in tutti i contesti, mettendo in atto un piano di ascolto e coinvolgimento di collaboratori, volontari, soci, partner, attivisti, donatori, aziende, giornalisti, istituzioni, ong, testimonial, opinion leader, esperti del terzo settore, per identificare insieme soluzioni efficaci verso una sempre maggiore trasparenza.
-I loro contributi hanno indirizzato il Piano d’azione per l’Italia che ha introdotto un nuovo codice di condotta per staff e partner, nuove politiche di protezione per l’infanzia e di safeguarding, programmi mirati di formazione agli operatori e l’accesso ai canali di denuncia protetta messi a disposizione a livello globale.

Nonnismo, Samantha Cristoforetti difende il rito: "Uno dei giorni più belli della mia vita"

Di Agostino Corneli
Nonnismo o semplice rito di iniziazione? Dopo la vicenda di Giulia Schiff, scende in campo anche Samantha Cristoforetti, pilota e astronauta italiana, che con un tweet sembra mostrare un'altra faccia della stessa medaglia.
Nel cinguettio dell'astronauta e pilota dell'Aeronautica italiana si legge: "Nel lontano 2001, dopo il mio primo volo da solista al 70° Stormo di Latina. Uno dei giorni più belli della mia vita. Un grande in bocca al lupo alle allieve pilote e agli allievi piloti dell’Aeronautica Militare che oggi stanno lavorando duramente per realizzare il loro sogno". Tutto corredato dalla foto mentre è in acqua dopo il rituale goliardico.


Nel lontano 2001, dopo il mio primo volo da solista al 70° Stormo di Latina. Uno dei giorni più belli della mia vita.
Un grande in bocca al lupo alle allieve pilote e agli allievi piloti dell'Aeronautica Militare che oggi stanno lavorando duramente per realizzare il loro sogno.

344 utenti ne stanno parlando

Le frasi del capitano Cristoforetti, come ricorda Il Corriere della Sera, "paiono vicine a quelle pronunciate dall’ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Vincenzo Tricarico che, a proposito della prassi iniziatica degli aviatori in Accademia, ha detto che 'il bagno nella fontana è un rito al quale non sono sfuggito nemmeno io. Una consuetudine goliardica assolutamente innocua'".

Caso Giulia Schiff, la pilota vittima di nonnismo? Spunta video in cui "frusta" un cadetto


Di Franco Grilli

Da vittima a "carnefice"? Il sergente pilota Giulia Schiff, 20 anni, ha presentato una denuncia alla procura militare di Roma per dei maltrattamenti che avrebbe subito in Accademia.
Nonnismo e atti vessatori mentre frequentava, appunto, l'Accademia aeronautica militare.
Come ha scritto il Corriere della Sera, dietro alla storia di Giulia ci sarebbero certe tradizioni, come il "battesimo del volo", un rito in cui i commilitoni gettano l'aspirante pilota nella piscina del pinguino, senza alcuna distinzione tra maschi e femmine, dopo il primo volo effettuato in solitaria. "Io ero contraria, loro irremovibili - ha detto Giulia al Corriere - 'Ti spaccheremo i denti sull’ala dell’aereo'". Parole di scherzo quelle dei colleghi, ma che avrebbero turbato molto Giulia.
"È la tradizione, ovvero quello che fanno a tutti gli allievi, di accademia e di complemento, alla fine del corso", avrebbe spiegato un ufficiale al padre della 20enne.
Ora però è spuntato, e riportato dal Corriere del Veneto, un nuovo video sul cosiddetto "battesimo del volo" in cui la Schiff, insieme ad altri compagni, impugna un rametto e frusta tre volte un collega. In quello che appare come un altro rito d'iniziazione.
Secondo il legale che assiste Giulia, Massimiliano Strampelli, che ha visionato il video, come riporta il quotidiano, "si tratta della vendetta di chi è stato accusato. Un video suggestivo ad opera evidentemente di uno degli indagati per screditare la credibilità di Giulia. Giulia non ha mai partecipato veramente ad alcun rito: ha sempre tenuto un atteggiamento simulatorio per non incorrere nella denigrazione ed emarginazione dei propri colleghi".