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Gioco online, le mani delle mafie sul mercato delle scommesse: 68 arresti tra Reggio Calabria, Catania e Bari


Di Lucio Musolino
Avevano bisogno di “quelli che cliccano, che movimentano” i soldi facendoli transitare da un Paese all’altro senza lasciar traccia delle transazioni online, non di quelli che fanno “bam bam”, cioè di quelli che sparano. E così avevano puntato tutto sul gioco online, impadronendosi – secondo la Direzione nazionale antimafia – del mercato delle scommesse. Tutte insieme: clan della ‘ndrangheta, famiglie mafiose siciliane e pugliesi che poi puntavano all’estero per riciclare il denaro.
Oltre 60 arresti in Puglia, Calabria e Sicilia – Sessantotto arresti (13 a Catania, 22 a Bari: si tratta di esponenti legati alle famiglie storiche della criminalità organizzata) e un’ottantina di perquisizioni sono stati eseguiti stanotte dalla guardia di finanza, dalla Dia, dalla polizia e dai carabinieri. Tre inchieste, tre procure (Reggio CalabriaBari e Catania) e centinaia di uomini impegnati nel blitz coordinato dalla Dna e dal procuratore Federico Cafiero De Raho. In sostanza le mafie si sono spartite e controllano il mercato della raccolta illecita delle scommesse on line. 
Volume d’affari da 4,5 miliardi di euro – Oltre all’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Bari e ai due provvedimenti di fermoeseguiti dalle Dda di Reggio Calabria e Catania, c’è stato un sequestro di beni in Italia e all’estero per oltre un miliardo di euro. Il volume delle giocate relative agli eventi sportivi, e non solo, era molto più vasto. Dalle indagini, condotte anche dallo Scico di Roma, infatti è emerso un giro d’affari superiore ai 4,5 miliardi di euro.

Imprenditori e prestanome – In carcere sono finiti importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese. Ma anche diversi imprenditori che, stando alla ricostruzione degli inquirenti, di fatto erano i prestanome dei clan. Le tre procure contestano i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggioautoriclaggio, illecita raccolta di scommesse on line e fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. In Calabria, in Sicilia e in Puglia il sistema è pressoché lo stesso: seguendo il percorso del denaro utilizzato per scommettere su internet, la guardia di finanza è riuscita a ricostruire come i gruppi criminali coinvolti nell’inchiesta si sono spartiti e controllavano, con modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine on line.
I sequestri da Malta a Curacao – Il tutto utilizzando diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. I soldi, accumulati illegalmente, venivano poi reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome. E proprio per rintracciare il patrimonio accumulato ed effettuare i sequestri è stata fondamentale la collaborazione di Eurojust e delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Curacao, Serbia, Albania, Spagna e Malta.
Le giovani leve dei “teganini” – Nel corso di una conferenza stampa che si terrà stamattina a Roma, nella sede della Dna, saranno illustrati i dettagli delle tre operazioni che, per quanto riguarda la ‘ndrangheta, sono state coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri e dai sostituti della Dda Stefano Musolino e Sara Amerio. Il provvedimento di fermo ha riguardato anche le giovani “leve” delle cosche. In particolare, nel provvedimento di fermo sono finiti alcuni dei “teganini”, i figli dei boss Tegano che, assieme ai De Stefano e i Condello, hanno fatto la storia criminale della città dello Stretto.

Il ruolo dei “teganini” – Tra i destinatari del provvedimento di fermo c’è Domenico Tegano, detto “Mico”, figlio del boss ergastolano don Pasquale. Quest’ultimo dopo anni di latitanza era stato catturato nel 2004 e, da allora, è detenuto al 41 bis nel carcere di Spoleto perché ritenuto dagli inquirenti un “elemento verticistico della cosca”. Mico Tegano è il suo primogenito e, secondo gli investigatori, ha un carisma “fuori dal comune”. Fino a ieri erano conosciuti in città per aver terrorizzato la movida reggina con risse, estorsioni, spaccio di cocaina e controllo quasi militare dei lidi sul lungomare di Reggio. Oltre alle tradizionali attività criminali, però, il rampollo si occupava di scommesse e da anni è solito recarsi anche all’estero. Di Mico Tegano ne ha parlato anche il collaboratore Mariolino Gennaro che, prima di pentirsi, era l’uomo della cosca che, da Malta, gestiva gli affari legati alle scommesse online.

La città di Calgary ritirerà la candidatura ai Giochi invernali del 2026 dopo l’esito del referendum sull’organizzazione

Il sindaco della città canadese di Calgary, Naheed Nenshi, ha detto che dopo il referendum in cui il 56,4 per cento dei votanti si è opposto all’organizzazione in città delle Olimpiadi invernali del 2026, ratificherà l’esito nel consiglio comunale e ritirerà ufficialmente la candidatura della città. Già prima del referendum di martedì, Nenshi aveva chiarito che la candidatura di Calgary non sarebbe rimasta in piedi senza l’appoggio della maggioranza dei cittadini. Secondo dati non ancora definitivi, dei 304.774 voti complessivi del referendum, 171.750 sono stati contro la candidatura mentre 132.832 quelli a favore. I risultati definitivi verranno pubblicati venerdì.
La città canadese è quindi l’ultima a ritirare la proprio candidatura per l’organizzazione dei Giochi invernali del 2026 dopo Sion, Graz, Sapporo ed Erzurum. Dopo la ratifica del ritiro di Calgary, in corsa ne rimarranno solo due: Stoccolma e Milano-Cortina, la cui candidatura congiunta è stata confermata dal CONI lo scorso ottobre. L’assegnazione definitiva avverrà durante l’assemblea generale del CIO in programma a Milano il prossimo settembre.

Paura per il giornalista di Report che ha indagato sulla Juve: tentano di bruciargli casa


Di Giuseppe Cozzolino

Una notizia terribile quella che arriva dalla periferia di Roma: ignoti, hanno infatti compiuto un vero e proprio gesto intimidatorio verso Federico Ruffo, il giovane autore di Report che di recente aveva condotto l'inchiesta per lo storico programma televisivo di Rai Tre sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle curve della Juventus, dando il via anche ad un mare di polemiche, soprattutto nell'ambiente bianconero.

Come riportato da "il Mattino", solo l'intervento provvidenziale di un cane, che ha iniziato ad abbaiare improvvisamente mettendo in fuga gli autori, avrebbe evitato il peggio. L'abitazione di Ruffo si trova tra Ostia Antica ed Acilia: attorno alle 4.30 circa, qualcuno ha prima disegnato una croce con della vernice rossa sulla parete della sua abitazione, poi avrebbe cosparso di benzina il pianerottolo dove c'è l'ingresso di casa sua. E a quel punto, l'intervento del cane che ha "sventato" i piani dei malviventi. Il giornalista, come riporta il Mattino, ha poi spiegato di passare "pochissimo tempo in quella casa, non ho idea di come abbiano fatto a sapere che stavo tornando".

Già prima della messa in onda del servizio, la Federazione Nazionale Stampa Italiana aveva parlato di "intimidazioni, minacce, annunci di querele milionarie", spiegando in un comunicato stampa che già ore prima della trasmissione dell'inchiesta di Report condotta da Ruffo, questa aveva "scatenato le reazioni tipiche di quando si toccano affari sporchi. Usigrai e Fnsi si schierano al fianco di Federico Ruffo, autore dell'inchiesta, del curatore Sigfrido Ranucci, e di tutta la redazione di Report. Chiediamo alla Rai e alle autorità, ciascuno per le proprie competenze, la massima attenzione, vigilanza e protezione per fare muro di fronte alle minacce di ogni tipo". Anche dopo la messa in onda dell'inchiesta, le polemiche erano infuriate sul web contro l'autore dell'inchiesta e la trasmissione di Report stessa.

FONTE: https://roma.fanpage.it/paura-per-il-giornalista-di-report-che-ha-indagato-sulla-juve-tentano-di-bruciargli-casa/

Matteo Salvini vuole abolire il valore legale del titolo di studio


Di Stefano Rizzuti

Prima di affrontare concretamente l’argomento, probabilmente, di tempo ne passerà. Ma la questione dell’abolizione del valore legale del titolo di studio sembra stare a cuore al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. E anche ai suoi alleati del MoVimento 5 Stelle che sul tema hanno anche avanzato una proposta di legge. A gelarli, per il momento, è il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che sembra voler attendere una riforma del mondo della scuola e dell’università che possa fare da apripista a nuove regole anche per il valore legale del titolo di studio.

Ieri Salvini ha parlato pubblicamente della questione: “Dobbiamo mettere mano alla riforma della scuola e dell'università, affrontando la questione del valore legale del titolo di studio”, ha affermato il ministro dell’Interno. Lasciando intendere che la sua volontà è quella di non far più valere la laurea come requisito necessario per partecipare ai concorsi pubblici. Una posizione spiegata dal vicepresidente del Consiglio: “Negli ultimi anni la scuola e l’università sono stati serbatoi elettorali e sindacali: ecco perché l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare”.

A frenare il leader leghista ci pensa però Bussetti. Che parla, sì, di “un tema di cui si dibatte da tanti anni”, ma sottolinea anche che “in questo momento non è in programma”. In ogni caso, “non è detto che poi non possa essere analizzato in futuro”. Oggi, però, per Bussetti le proprietà sono altre. Non una grande riforma dell’istruzione, ma quanto meno delle “modifiche che creino maggiore semplicità, certezze e percorsi giusti e mirati per arrivare ad ottenere quello di cui la scuola ha bisogno per il bene degli studenti”.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.fanpage.it/matteo-salvini-vuole-abolire-il-valore-legale-del-titolo-di-studio/

Sgombero del Baobab: 130 persone identificate e allontanate


Di Francesco Loiacono

Sgombero in corso dall'alba al presidio di piazzale Maslax a Roma, dove si trovano un centinaio di persone senza dimora assistite dall'associazione Baobab Experience. È stata proprio la stessa associazione che fornisce assistenza ai migranti a dare notizia dello sgombero su sgombero su Twitter: "Stanno sgomberando il presidio di piazzale Maslax – si legge sul social netowork – Ci sono circa 100 persone che ancora dormono in strada non ricollocate dal Comune. Raggiungeteci". Il tweet fa riferimento a un incontro avvenuto la scorsa settimana tra gli attivisti che operano nell'improvvisato campo d'accoglienza alle spalle della stazione Tiburtina e l'assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale. Al termine di quell'incontro l'assessora Laura Baldassarre aveva annunciato a Fanpage.it la definizione di un calendario che avrebbe dovuto consentire ai migranti aventi diritto, nel giro di quattro giorni, "di essere accolti presso le strutture di Roma Capitale", in vista di uno sgombero che era comunque considerato imminente.

Oggi l'annunciato sgombero è arrivato, con tanto di blindati presenti sul posto, ma come fa sapere Baobab nel presidio di piazzale Maslax ci sono ancora circa cento persone che attendono una sistemazione dal Comune. Le forze dell'ordine, stando a quanto riportano gli attivisti di Baobab, avrebbero chiuso i cancelli e circondato il campo non consentendo all'inizio a nessuno di entrare né di uscire. Successivamente i primi migranti hanno raccolto i propri effetti personali e sono usciti dal campo, salendo su dei bus diretti al centro immigrazione di via Patini: "Le questioni sociali, a Roma, si risolvono così: polizia e ruspa – scrivono delusi gli attivisti – Il Campidoglio a 5 stelle non è diverso né dai precedenti, né dalla Lega. Una vergogna infinita per questa città".

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://roma.fanpage.it/baobab-sgombero-al-presidio-di-piazzale-maslax-a-roma/

L'Unità di Gramsci a Lele Mora? "Sarò io il direttore". Ma l'editore smentisce


Di Claudio Cartaldo
La nuova Unità, il giornale fondato da Antonio Gramsci e per anni legato al Pci e ai partiti della sinistra, potrebbe finire nelle mani di Lele Mora.
È lui stesso a confermare a Stasera Italia le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi.
"Ci sono degli investitori stranieri - non europei, non italiani - che credono nella mia persona - ha detto - L'Unità è già stata comprata da due gruppi di 'signori' che hanno abbastanza soldi e hanno un buon investimento da fare: uno dei due è un mio amico e mi ha chiesto se volevo dirigere il giornale".
L'acquisto del giornale e la nuova direzione sarebbe cosa "già fatta". "Partiremo subito con un giornale online - ha aggiunto Lele Mora - Dobbiamo ancora sederci attorno a un tavolo e formare la squadra, ma ho intenzione di prendere dei buonissimi nomi".
Ma l'editore del quotidiano l'Unità, Piesse, "in relazione alla notizia apparsa in questi giorni su alcuni organi di stampa" precisa "di non avere alcun tipo di contatto nè alcuna trattativa con i signori Lele Mora e Marcello Silvestri e con retewebitalia.net, in relazione al quotidiano l'Unità". E ancora: "Privo di qualsiasi fondamento è anche che il signor Mora, o altro qualsiasi soggetto con lui collegato, sia il nuovo direttore del giornale. Abbiamo dato mandato ai nostri legali per sporgere querela nei suoi confronti".

Sinead O’Connor: “I bianchi non musulmani sono disgustosi”. Polemiche per il tweet razzista


Dopo essersi convertita all’Islam, la cantante irlandese Sinead O’Connor ha pubblicato su Twitter un post che lei stessa definisce “estremamente razzista” e che ha subito sollevato molte polemiche. Sinead O’Connor, o meglio, Shuhada Davitt come ora si fa chiamare, si scaglia infatti contro i “bianchi non musulmani” che definisce “disgustosi”. “Sono tremendamente dispiaciuta – ha scritto – .Quello che sto per dire è qualcosa di così razzista che non avrei mai pensato che la mia anima potesse sentirlo. Ma davvero non voglio trascorrere ancora tempo con persone bianche (se è così che si chiamano i non musulmani). Non per il momento, per nessuna ragione. Sono disgustosi”.
I'm terribly sorry. What I'm about to say is something so racist I never thought my soul could ever feel it. But truly I never wanna spend time with white people again (if that's what non-muslims are called). Not for one moment, for any reason. They are disgusting.
4.916 utenti ne stanno parlando

Non si sono si sono fatte attendere le polemiche: in molti hanno fatto notare alla cantante come lei stessa abbia la pelle bianca, ma sono stati soprattutto i musulmani ad attaccarla, sostenendo che l’Islam non odia o ama le persone sulla base del colore della loro pelle. Altri hanno parlato di imbarazzo per l’Islam, perché questa religione non le consente di essere razzista e generalizzare. In tanti hanno lanciato l’hashtag #notintheirname, cioè “non nel loro nome”. Da parte sua, Sinead O’Connor si è giustificata dicendo che a volte c’è bisogno di qualcuno che faccia “il lavoro sporco”.

MELBOURNE, ISIS rivendica attacco terroristico. L'autore è di origine somala


Di Salvatore Santoru

Violenza a Melbourne, in Australia.
Più specificatamente, un terrorista di origine somala ha appiccato le fiamme alla propria automobile e ha accoltellato tre persone

L'attacco è stato rivendicato dall'Isis.

NOTA:

(1) https://www.ilmessaggero.it/mondo/melbourne_uomo_esplosione_terrorismo_auto_passanti_accoltellati_ucciso-4095806.html

Strage in California, l'autore è un'ex marine che aveva combattuto nella guerra in Afghanistan


Di Salvatore Santoru

Nuova violenza negli USA. Più specificatamente,è avvenuta una sparatoria in un bar di Thousand Oaks, il 'Borderline Bar& Grill'. 
Andando maggiormente nei particolari, la sparatoria è avvenuta durante un evento musicale country in cui erano presenti almeno 200 ragazzi frequentanti l'università. 

Durante l'attacco il killer, il 28enne Ian David Long, era completamente vestito di nero e utilizzava una maschera sul volto nonché un capello da baseball.
Approfondendo, Long era un'ex marine che aveva combattuto nella guerra in Afghanistan e in seguito al conflitto aveva sviluppato alcuni disturbi psichiatrici.

PER APPROFONDIRE: ARTICOLO SU BLASTING NEWS

Ha 69 anni ma ne dimostra almeno venti in meno, imprenditore olandese vuole cambiare la propria età anagrafica


Di Salvatore Santoru

Recentemente un noto imprenditore olandese, Emile Ratelband, ha deciso di fare causa allo Stato in quanto si sente vittima di una discriminazione legata alla sua età.
Più specificatamente, l'uomo ha 69 anni ma ne dimostrerebbe almeno 45 e ciò stando ai medici che l'hanno visitato.

 Tenendo conto di ciò, Ratelband ha sostenuto di voler cambiare la sua età legale da 69 a 49 anni e ha argomentato che grazie a ciò potrebbe non essere più vittima di discriminazione ageista nei siti e nelle app di dating come Tinder.

PER APPROFONDIRE: ARTICOLO SU BLASTING NEWS

QUEL SILENZIO SU ASIA BIBI DA PARTE DEI MEDIA MAINSTREAM E DI CERTO 'PROGRESSISMO'


Di Salvatore Santoru

Recentemente è stata liberata Asia Bibila donna cristiana accusata di blasfemia in Pakistan(1). La donna era stata condannata nel 2009 e il suo caso non era diventato troppo 'mainstream'.
Difatti, i principali mass media occidentali ed internazionali ne hanno parlato relativamente poco e poco(o nulla) è stato fatto dai movimenti cosiddetti 'progressisti', dai movimenti di un certo femminismo o persino da quelli legati alla tutela dei diritti civili.

Ciò viene ricordato polemicamente da certa destra e da settori dell'associazionismo cattolico e, al di là delle proprie vedute su ciò, bisogna dire che pare proprio che ci sia stato un certo disinteresse nei confronti della Bibi.
Ciò forse per il fatto che sia una donna cristiana e cattolica o forse anche per il fatto che la vicenda sia avvenuta nell'Asia del Sud, un continente di cui si parla relativamente poco nei media mainstream e che sembra non interessare troppo nemmeno i movimenti del 'terzomondismo' e del 'globalismo umanitarista' in generale.

NOTA:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/11/asia-bibi-e-stata-liberata.html

Asia Bibi è stata liberata


IL POST

Asia Bibi, la donna cristiana accusata di blasfemia al centro di un caso di cronaca giudiziario ormai seguito in tutto il mondo, è stata liberata dal carcere: otto anni dopo l’inizio del processo e a una settimana dalla sentenza della Corte Suprema del Pakistan che ne aveva stabilito l’innocenza. La sentenza, anziché portare alla sua scarcerazione, aveva causato le proteste degli islamisti ultraconservatori in tutto il Paese. Bibi è uscita dal carcere di Sheikhupura, nel Punjab, in cui si trovava ed è stata portata in aereo nella capitale Islamabad, dove si trova sotto custodia in un luogo sicuro per proteggerla, viste le minacce nei suoi confronti. Il ministero degli Esteri pakistano ha confermato che non ha lasciato il Paese; Bibi dovrà forse affrontare un nuovo processo a causa della richiesta di un giudice islamista di rivedere l’assoluzione stabilita dalla Corte Suprema, cosa che potrebbe richiedere altri anni e costringerla a restare in Pakistan ancora a lungo.

Nel 2010 Bibi era stata accusata di avere insultato il profeta Maometto durante un litigio con alcuni vicini di casa avvenuto l’anno precedente. In questi otto anni, trascorsi perlopiù in isolamento, aveva sempre sostenuto la sua innocenza. La scorsa settimana i magistrati avevano deciso che poteva essere liberata subito dal carcere perché l’accusa aveva fallito nel dimostrare “oltre ogni ragionevole dubbio” la sua colpevolezza.

LA DIFFERENZA TRA TRAP E RAP


Di Salvatore Santoru

Negli ultimi anni si è fortemente diffusa a livello mainstream la  trap music, prima negli USA e poi nel resto del mondo. La popolarità del genere ha causato e sta causando accessi dibattiti tra i alcuni suoi sostenitori e quelli del rap più tradizionale.

Il fatto è che vi sono delle importanti differenze tra il rap classico e la trap, la quale è nata da un'evoluzione del Southern Rap(1).
Andando maggiormente nello specifico, tra le differenze più importanti vi sono quelle stilistiche e testuali nonché quelle legate all'attitudine.

Difatti, nella trap le sonorità prettamente musicali sono maggiormente oscure e i testi mediamente più crudi ed espliciti rispetto al rap tradizionale.
Inoltre, vi sono delle evidenti differenze anche nelle tecniche vocali e ritmiche e si va dal classico 'ritmo 4-4' del rap al 'non andare a tempo' del sottogenere della trap noto come drill(2).
Oltre a ciò, vi sono evidenti differenze nell'immagine che danno gli artisti di sé e nella loro estetica(3).

Difatti, se una buona parte del 'rap tradizionale'(specialmente old school) era fondata su un'atteggiamento sociale indirettamente o direttamente critico ciò potrebbe non sembrare per il trap, ritenuto maggiormente 'disimpegnato'.

Beninteso, bisogna ricordare che anche molto rap è legato alla 'leggerezza' e all'esaltazione(provocatoria o meno) degli eccessi della società di consumo e che anche la trap può essere socialmente impegnata nonostante l'apparenza farebbe pensare di no.

Detto ciò e come già accennato in precedenza, la trap è parte della musica hip hop e rappresenta un'evoluzione della 'South Coast'.

NOTE E PER APPROFONDIRE:

(1)https://en.wikipedia.org/wiki/Trap_music#1990s%E2%80%932000s:_Origins 

(2)https://www.dlso.it/site/2016/05/18/drill-music-cosa-e/

(3)https://blowhammer.com/it/blog/post/rap-vs-trap-le-differenze/

LA DIFFERENZA TRA UNA FAKE NEWS E UNA BUFALA


Di Salvatore Santoru

Da diverso tempo nei media si parla molto del fenomeno delle fake news, quasi sempre facendo riferimento alla loro diffusione sul web. Su ciò, c'è da dire che le 'notizie false' hanno effettivamente avuto un'imponente risonanza con l'avvento di Internet e, allo stesso tempo, bisogna riconoscere che esse sono sempre esistite(1).

Inoltre, bisognerebbe ribadire che oltre alle fake news sono sempre esistite anche le leggende metropolitane e le bufale propriamente dette. A proposito delle stesse bufale, c'è da segnalare che esse non sono propriamente un sinonimo di 'notizia falsa' e viceversa. 

Il fatto è che, sia in ambito quotidiano come talvolta anche in quello giornalistico, si tende a parlare di fake news e di bufale come se fossero due termini sempre intercambiabili e ciò ha creato alcune controversie sull'utilizzo di queste terminologie. Andando maggiormente nello specifico, c'è da dire che sussistono delle piccole differenze e la principale è quella che la bufala(l'hoax) è 'indeterminata' mentre la 'fake news' è 'temporalmente limitata'(2).

Oltre a ciò, c'è da dire che la bufala è totalmente 'fake' e inverosimile per antonomasia mentre ciò non è detto che sia lo standard per una 'fake news'(3).
Difatti, quando si parla di 'notizie false' si fa sovente riferimento anche e sopratutto a news distorte e/o basate sulla disinformazione, la faziosità o la propaganda.
Insomma, una 'fake news' potrebbe anche essere una notizia decisamente manipolata e fuorviante ma anche con un'apparente 'plausibilità' e un limitato 'fondo di verità' e per ciò è più difficile da riconoscere rispetto a una tipica bufala, come può essere quella degli 'asini che volano'.

NOTE E PER APPROFONDIRE:

(1) https://en.wikipedia.org/wiki/Fake_news#Historical_examples 

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Discussione%3ABufala#Fake_news_e_bufala 

(3) https://www.agi.it/cronaca/fake_news_bufale_corso_camisani_calzolari-2101198/news/2017-08-29/

Asia Argento insulta la madre a causa delle sue critiche nei confronti di Fabrizio Corona


Di Salvatore Santoru

Asia Argento ha insultato la madre Daria Nicolodi. La causa dell'insulto, reso noto su Twitter dalla stessa Nicolodi, è la critica che la donna ha fatto nei confronti dei due sullo stesso social network.



Più specificatamente, la donna aveva definito la neocoppia come  un pò 'inguiata' e la Argento ha scritto alla mamma che è una donna e madre 'fallita e pessima'.

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) https://www.huffingtonpost.it

Elisa Isoardi e Matteo Salvini si sono lasciati

La conduttrice televisiva Elisa Isoardi ha pubblicato una foto su Instagram per annunciare di essersi lasciata con Matteo Salvini, suo ex compagno e ministro dell’Interno. Isoardi ha accompagnato la foto con una citazione di Gio Evan, un poeta e autore trentenne molto popolare su internet. L’intimità della foto pubblicata da Isoardi, che la mostra a letto insieme a Salvini, è stata molto discussa sui social network. Salvini e Isoardi – che da quest’anno conduce La prova del cuoco su Rai 1 – stavano insieme dal 2015.

America al voto, referendum su Trump


Di Paolo Mastrolilli

Oggi in America si tiene il referendum su Trump, come ha ripetuto lui stesso, e il consenso generale tra i sondaggisti è che i democratici prenderanno la maggioranza alla Camera, mentre i repubblicani la conserveranno al Senato. Se non ci saranno sorprese, sempre possibili, questo risultato sarebbe una sconfitta per il presidente, e avrebbe un impatto tanto sulla seconda metà del mandato, quanto sulla campagna per la rielezione nel 2020. 

In palio nel voto midterm ci sono tutti i 435 seggi alla Camera, 35 al Senato e 36 poltrone da governatore. Per conquistare la Camera, i democratici devono togliere 23 deputati ai repubblicani. Per prendere il Senato gliene basterebbero tre, ma l’impresa è più difficile perché dei 35 posti in palio solo 9 appartengono al Gop, e molti dei 26 in carica dell’opposizione corrono in Stati vinti da Trump nel 2016. Secondo il sito FiveThirtyEight, i democratici hanno 87,3% di possibilità di conquistare l’aula bassa, e 16,7% quella alta. Sono favoriti per i governatori di Michigan e Pennsylvania, ma potrebbero farcela anche in Florida, Iowa, Ohio e Wisconsin. Un esponente democratico ci ha girato questi sondaggi interni: «Noi vinciamo la Camera con 20 o 30 seggi. I repubblicani il Senato, aumentando la maggioranza a 3 o 4 seggi. Noi vinciamo in Arizona e Nevada, e prendiamo gli stati di Illinois, Massachusetts, Florida, Michigan, New Mexico, Wisconsin e Ohio. Beto O’Rourke ha ancora una chance di battere Cruz per il posto di senatore in Texas». Un esponente repubblicano ha risposto così: «Noi conserviamo il Senato, e abbiamo una piccola possibilità di salvare la Camera. Ma non fidatevi dei sondaggi». Nemmeno i democratici lo fanno, e infatti basano le loro speranze più sull’affluenza registrata alle primarie, che non sui rilevamenti. 

Spese altissime  
Queste sono state le elezioni midterm più costose di sempre, e potrebbero battere il record di votanti. Trump ha puntato su immigrazione e poi economia, e i democratici sul fatto di non essere Trump, che però significa molto per le scelte pratiche. 
Gli scenari possibili sono tre. Se i repubblicani conservano Camera e Senato, ottengono un successo senza precedenti che lancia il capo della Casa Bianca verso la rielezione. Se i democratici prendono entrambe le aule, è una bocciatura catastrofica per il presidente. Se l’opposizione conquista la Camera è una sconfitta per Trump, con tre conseguenze gravi: primo, non potrà più far passare leggi, senza compromessi con i democratici; secondo, sarà esposto all’impeachment, che comincerà nell’aula bassa, a seconda dei risultati dell’indagine del procuratore Mueller sul Russiagate; terzo, l’amministrazione rischierà di essere paralizzata dalle inchieste che l’opposizione potrà avviare nelle varie commissioni. Se poi i democratici otterranno i governatori in stati chiave come Pennsylvania, Michigan, Florida, Ohio, Iowa e Wisconsin, guadagneranno un vantaggio importante in vista delle presidenziali del 2020. Però dovranno gestire con equilibrio l’eventuale successo, ricordando che Clinton e Obama avevano perso le prime midterm del loro mandato iniziale, ma poi erano stati confermati alla presidenza, come potrebbe fare anche Trump.  

Il mistero dell'uccisione di Khashoggi, l'Express: 'Aveva le prove dell'uso di armi chimiche saudite in Yemen'


Di Salvatore Santoru

Secondo il Daily Express Jamal Khashoggi stava per rivelare l'utilizzo di armi chimiche da parte dell’Arabia Saudita nello Yemen.
Inoltre, riporta un articolo del sito web legato al 'Giornale' Piccole Note ripreso da l'Antidiplomatico, il giornalista saudita stava per ottenere prove su ciò.  

Andando nei dettagli, la fonte anonima dell'Express sostiene di aver incontrato il reporter una settimana prima dell'omicidio e di averlo trovato “triste e preoccupato”.
Sempre secondo tale fonte anonima, Khashoggi avrebbe sostenuto che la sua fonte di preoccupazione era proprio legata alle rivelazioni che doveva fare sulla guerra in Yemen.