Ucraina, dubbi su Hunter Biden e i biolab: le email che lo inchiodano

mar 31, 2022 0 comments


Di Roberto Vivaldelli

Hunter Biden ha davvero finanziato bio-laboratori in Ucraina? Se sì, per quale motivo e a quale scopo? Secondo le mail pubblicate in esclusiva dal Daily Mail, l’accusa del Cremlino contro il figlio del Presidente Usa, Joe Biden, potrebbe trovare qualche riscontro nella realtà e non essere una strampalata “teoria cospirativa” volta a gettare fango sulla presidenza Usa. Come scrive la testata inglese, il comandante delle forze di protezione nucleare, biologica e chimica russe, ha affermato che esisteva uno “schema di interazione tra le agenzie governative statunitensi e i bio-laboratori ucraini” e ha sottolineato il “finanziamento di tali attività da parte di strutture vicine all’attuale leadership statunitense, in particolare il fondo di investimento Rosemont Seneca, guidato da Hunter Biden”. Sebbene gli esperti d’intelligence statunitensi abbiano etichettato tali accuse come “propaganda russa”, le e-mail contenute del laptop del figlio del Presidente Usa dimostrerebbero che Hunter Biden ha donato milioni di dollari a Metabiota, un appaltatore del Dipartimento della Difesa specializzato nella ricerca sulle malattie respiratorie.

Le e-mail che inchiodano Hunter Biden e i suoi affari in Ucraina

Hunter Biden avrebbe messo in contatto Metabiota con una società di gas ucraina, Burisma, per un “progetto scientifico” che coinvolge i bio-laboratori in Ucraina; il figlio del Presidente Usa è stato nominato nel cda di Burisma a seguito del colpo di stato di Euromaidan, nel 2014. Nell’aprile dello stesso anno, come si evince dalle e-mail, la vicepresidente di Metabiota Mary Guttieri ha scritto una mail ad Hunter Biden in cui delineava un piano su come affermare “l’indipendenza culturale ed economica dell’Ucraina dalla Russia”. “Grazie mille per aver dedicato del tempo al tuo intenso programma per incontrare Kathy Dimeo, dirigente di Metabiota. Abbiamo apprezzato molto la nostra discussione”, ha scritto Guttieri. Quattro giorni dopo, il dirigente di Burisma Vadym Pozharskyi ha scritto ad Hunter Biden rivelando che il figlio dell’allora vicepresidente aveva lanciato un “progetto scientifico” che coinvolgeva Burisma e Metabiota in Ucraina. “Per favore, trova alcuni punti iniziali da discutere allo scopo di analizzare il potenziale di questo progetto, che hai chiamato ‘Science Ukraine'”, ha scritto Pozharskyi. Le e-mail del governo Usa, qualora si rivelassero autentiche, dimostrerebbero che il Dipartimento della Difesa ha assegnato a Metabiota un contratto da 18,4 milioni di dollari tra febbraio 2014 e novembre 2016, con 307.091 dollari stanziati per “progetti di ricerca in Ucraina”. 

L’accusa contro il Figlio del Presidente USA

Come riportato in precedenza da InsideOver, nei giorni scorsi ha fatto molto discutere negli Stati Uniti l’intervento del celebre anchorman di Fox NewsTucker Carlson, che ha ripreso un’inchiesta del sito conservatore National Pulse. La tesi della testata americana di destra è che una società di investimento diretta da Hunter Biden è stata uno dei principali finanziatori di una “società di monitoraggio e risposta alla pandemia” che ha collaborato all’identificazione e all’isolamento di agenti patogeni mortali nei laboratori ucraini, ricevendo nel frattempo fondi dal Dipartimento della Difesa. Si tratta proprio di Rosemont Seneca Technology Partners (RSTP), una sussidiaria della Rosemont Capital fondata da Christopher Heinz, contava infatti sia Hunter Biden che Heinz come amministratori delegati. Heinz è il figliastro dell’ex Segretario di Stato americano, John Kerry. Tra le realtà che quest’ultima finanziava c’è Metabiota, una società con sede a San Francisco ha come mission quello di rilevare, tracciare e analizzare le “malattie infettive emergenti”. I rapporti finanziari rivelano che RSTP ha finanziato per la prima volta Metabiota nel 2015, con un contributo di circa 30 milioni di dollari. Tesi che ora sembrerebbe essere confermata dalle mail pubblicate dal Daily Mail, anche se in questi casi il condizionale è sempre d’obbligo.

Il dubbio sulla figura di Hunter Biden e sui suoi affari in Ucraina rimane, a maggior ragione dopo che, a seguito di mesi e mesi di smentite, è stato il New York Times a confermare finalmente l’esistenza del famigerato laptop del figlio del Presidente Usa, prima prontamente etichettato come “disinformazione russa”. Come ricorda il Premio Putlizer Glenn Greenwald, infatti, il 14 ottobre 2020, meno di tre settimane prima che gli americani votassero, il quotidiano più antico della nazione, il New York Post ha iniziato a pubblicare una serie di rapporti sui rapporti d’affari del leader democratico Joe Biden e su suo figlio, Hunter, in paesi in cui Biden, in qualità di vicepresidente, esercitava una notevole influenza, tra cui Ucraina e Cina. Risultato? Chiunque abbia diffuso notizie su questa storia, è stato brutalmente censurato dai social media della Silicon Valley. Ora il presunto finanziamento dei-lab in Ucraina dovrebbe indurre il Presidente Joe Biden e suo figlio a chiarire, definitivamente, questi controversi rapporti con il Paese ex-sovietico. A maggior ragione ora. Per molto meno – il Russiagate – l’ex Presidente Usa, Donald Trump, è stato messo alla gogna.

FONTE: https://it.insideover.com/politica/ucraina-dubbi-su-hunter-biden-e-i-biolab-le-email-che-lo-inchiodano.html

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