Breaking News

6/breakingnews/random

GOSSIP

3/cate1/Gossip

LIBRO DELLA SETTIMANA:

Russia Segreta
Massoneria, associazioni segrete, misteri e gruppi mistici nell'antica e moderna Russia
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
€ 16,00

Video

6/cate2/Video

MUSICA

5/cate3/musica

ULTIMI ARTICOLI

Venezia, studentessa cinese denuncia: "Insulti razzisti e sputi da due ragazzi sul treno"


Di Salvatore Santoru

Una 19enne di origine cinese, Valentina Wang, ha recentemente denunciato un episodio di razzismo avvenuto in un treno(1).

Più specificatamente la giovane, studentessa all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha pubblicato su Facebook un post in cui ha parlato dell'aggressione subita ad opera di due ragazzi.

Più specificatamente, la giovane studentessa ha scritto che i due prima si sono resi artefici di insulti ed in seguito anche di sputi.


NOTA E PER APPROFONDIRE:


(1) https://www.repubblica.it/cronaca/2020/01/19/news/venezia_le_sputano_addosso_perche_e_cinese-246131400/


--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

FOTO: http://www.le-ultime-notizie.eu

Depistaggio via d’Amelio, il pm Petralia: “Contrada e i servizi collaborarono alle indagini. In ufficio pure l’Fbi e il Bka tedesco”



Sulla strage di via d’Amelio non indagò solo la procura di Caltanissetta e i poliziotti di Arnaldo La Barbera. No, c’erano anche Bruno Contrada, il Sisde, ma pure l’Fbi e persino il Bundeskriminalamt tedesco. A raccontarlo è stato l’attuale procuratore aggiunto di Catania, Carmelo Petralia, all’epoca dei fatti tra i pm che a Caltanissetta indagarono sull’autobomba che il 19 luglio del 1992 uccise Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta. “Mi spiace dirlo ma la presenza di Bruno Contrada negli uffici della Procura di Caltanissetta” dopo le stragi mafiose del 1992 “mi evocava qualcosa di sinistro“, ha detto Petralia, deponendo al processo per il depistaggio Borsellino a Caltanissetta. Alla sbarra ci sono tre poliziotti, Fabrizio Mattei, Mario Bo e Michele Ribaudo, i funzionari di polizia che facevano parte del pool di investigatori che condusse l’inchiesta. Petralia, che non ha dato il consenso alle riprese, si sarebbe potuto avvalere della facoltà di non rispondere in quanto indagato di calunnia aggravata insieme alla collega Anna Palma, nel procedimento connesso a quello nisseno, aperto a Messina. Palma è stata sentita alla scorsa udienza.

Al pm Stefano Luciani ha raccontato le indagini a cui ha partecipato del periodo post stragi dell’estate del 1992: “Oggi è relativamente facile cogliere le criticità di quell’indagine. Ma allora c’erano i poliziotti che portavano elementi che avevano suscettibilità di sviluppo investigativo. Loro ci credevano e io non avevo gli strumenti per sospettare una malafede”, ha spiegato Petralia. Sottolineando che dopo le stragi mafiose del 1992 “l’Italia è stata molto scossa”. Ecco perché alle indagini parteciparono anche investigatori da altri paesi. “In ufficio c’era mezzo mondo ogni giorno. Tra questi c’erano l’Fbi e anche il Bundeskriminalamt tedesco. Mancava solo il Mossad…”. Ad aiutare gli investigatori non erano solo americani e tedeschi. “C’è stato un concorso di contributi incredibile – ha aggiunto Petralia – c’era anche la presenza di appartenenti al Sisde, che si concentrava in una venuta di funzionari, tra cui Bruno Contrada. Io lo vidi per la prima volta e mi colpì la sua faccia”. Cioè il superpoliziotto che nel dicembre del 1992 venne arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il magistrato ha ricordato di un pranzo all’hotel San Michele con magistrati e funzionari e tra i presenti c’era anche Contrada: notizia di quel pranzo era stata data dal fattoquotidiano.it nel 2018. Alla domanda del pm se Petralia fosse a conoscenza di indagini su Contrada da parte della Procura di Palermo, dice: “No“. Però poi aggiunge: “La sua presenza mi evocava qualcosa di sinistro”. Perché “mi riferivano del rapporto di scarsa stima che Giovanni Falcone aveva nei confronti di Contrada“.

Alla domanda se l’allora procuratore di Caltanissetta avesse “rapporti diretti” con Contrada Contrada Petralia risponde: “Non posso dire che Tinebra li avesse ma il primo contatto era certamente con il procuratore capo”. Però poi dopo che il pm Luciani legge in aula una serie di appuntamenti di Contrada con gli inquirenti nisseno estratti dalla agenda di Contrada, aggiunge: “Il rapporto del Sisde da parte dei magistrati, e ci metto oltre me anche Ilda Boccassini e Fausto Cardella, non c’era. Se questo rapporto c’è stato, come i dati estratti dall’agenda lo attestano, era un rapporto cn il Procuratore capo”, cioè Giovanni Tinebra.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.
Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.
Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.
Grazie,
Peter Gomez

Il paradosso di Loschmidt


Il paradosso di Loschmidt, conosciuto anche come paradosso di reversibilità, afferma che non dovrebbe essere possibile un'evoluzione irreversibile di un sistema termodinamico verso una situazione di equilibrio se la dinamica a cui obbediscono i costituenti elementari del sistema stesso (atomi o molecole) è temporalmente simmetrica.
Ciò pone la simmetria rispetto alla direzione dello scorrere del tempo di (quasi) tutti i processi fisici elementari in contrasto con ogni tentativo di dedurre da essi la seconda legge della termodinamica, che descrive il comportamento dei sistemi macroscopici.
Il fatto che tanto le leggi della dinamica (che regolano il moto dei costituenti elementari microscopici dei sistemi termodinamici) che la seconda legge della termodinamica (che invece descrive la transizione all'equilibrio di un sistema termodinamico a livello macroscopico), pur essendo apparentemente in conflitto reciproco, sono entrambe ben verificate, porta al paradosso.
Questo paradosso nacque come critica alla formulazione del teorema H di Ludwig Boltzmann, che è stato un tentativo di spiegare attraverso la teoria cinetica l'aumento di entropia di un gas ideale sottoposto a trasformazioni irreversibili.
Johann Josef Loschmidt osservò nel 1876 che se c'è la transizione di un sistema dallo stato A allo stato B che porta ad una diminuzione costante di H (successivamente venne definita l'entropia come -H, per cui qui si sta discutendo di un aumento di entropia), poi è possibile definire una transizione dallo stato B allo stato A invertendo le velocità di tutte le molecole, in cui H deve aumentare.

Bibliografia

  • J. Loschmidt, Sitzungsber. Kais. Akad. Wiss. Wien, Math. Naturwiss. Classe 73, 128–142 (1876)


------------------------------------------------------------------------------------------------------------

È allarme per un nuovo coronavirus dalla Cina: “Si trasmette da uomo a uomo”. Oms convoca riunione d’emergenza


Di Carmelo Leo

Nei primi anni Duemila ci fu la SARS, poi nel 2015 scoppiò l’epidemia di MERS: oggi, nei primi giorni del 2020, lo spauracchio è un nuovo coronavirus, il cui primo focolaio è stato rilevato in Cina, nella città di Wuhan, ma che già ha contagiato persone anche in altri centri. Il nome scientifico del virus è 2019-nCoV.
Secondo le prime stime, a pochi giorni dalla scoperta di questo nuovo virus ci sono già circa 1.700 casi di contagio, con addirittura 3 morti. Un team di esperti della National Health Commission cinese ha anche confermato un’altra grande paura dei cittadini, ovvero che il coronavirus si trasmette da persona a persona.
Tutto è partito a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei nella Cina centrale che vanta oltre 11 milioni di abitanti. Sembra inoltre che il virus si sia diffuso a partire da un mercato del pesce cittadino, anche se questa ipotesi non è ancora stata confermata. Sempre secondo la National Health Commission cinese, nel sud del Paese (nella provincia del Guangdong) ci sarebbero stati finora due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus.
Ci sono però notizie anche di contagi al di fuori della Cina, seppur sempre limitati all’Asia: due casi in Tailandia, importati da cittadini cinesi transitati da Wuhan; un caso in Giappone, emerso sempre tramite un cittadino passato per la città e un caso in Corea del Sud.

I sintomi del nuovo coronavirus cinese

sintomi del coronavirus cinese, spiegano i medici, sono molto simili allapolmonite. Ci sono quindi febbre alta, difficoltà respiratoria, raffreddore e debolezza generale.
Si chiama coronavirus proprio perché ha una forma di corona. La trasmissione può avvenire sia per via aerea, sia per contatto. Secondo le prime stime, ha un periodo di incubazione che va da due a dieci giorni. Come si è visto nei tre casi di Wuhan, questa patologia può essere anche letale.

Il rischio di una trasmissione anche in Europa

Ovviamente, c’è il timore che il nuovo coronavirus possa arrivare anche in Europa. Eppure, al momento, gli esperti si dicono tranquilli su un rischio contagio nel nostro continente.
Il rischio di diffusione nei paesi europei viene considerato estremamente limitato. Tuttavia l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nella figura del suo direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza per il 22 gennaio a Ginevra. L’obiettivo è accertare se il focolaio di casi “rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla”.
La notizia del contagio da persona a persona ha imposto anche alcune misure di prevenzione. Il ministero della Salute, ad esempio, ha appeso alcune locandine nell’aeroporto di Roma Fiumicino, nelle quali consiglia di “rimandare viaggi a Wuhan non necessari”. E anche di consultare il medico e vaccinarsi contro l’influenza “almeno due settimane prima del viaggio”. Nessuna psicosi, dunque. Ma la prudenza, in questi casi, non è mai troppa.

Massimiliano Rugo, da Meloni alla Sea Watch: "Non possiamo lasciare morire le persone"



Le storie di cambio di casacca non sono solo unilaterali: abituati come siamo a vedere persone 'di sinistra' cominciare a vestire i colori della destra più estrema, che possa succedere anche il contrario non ci pensiamo spesso. Eppure succede, anche se Massimiliano Rugo, ex Fratelli d'Italia non si può certo definire di sinistra. Anzi: tra i suoi obiettivi ci sarebbe quello di rifondare il Msi
Eppure Massimiliano Rugo, ex candidato sindaco a Bibbona (Livorno), la tessere di Fratelli d'Italia l'ha restituita. Non solo: ha contattato la Sea Watch e ha chiesto di potersi imbarcare nella stessa nave di Carola Rackete, la stessa contro cui la destra ha sbraitato negli ultimi mesi, per salvare i migranti. Perché, dice lui, "non si tratta di essere di destra o di sinistra, andare a soccorrere persone in pericolo che hanno alle spalle storie di dolore è semplicemente una scelta di buon senso. Si tratta di essere delle brave persone e di sfatare tutte quelle frasi di propaganda che vogliono convincerci che il pericolo sono gli immigrati. Trovo sbagliato fare campagna elettorale sulla loro pelle". 


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.globalist.it/politics/2020/01/20/massimiliano-rugo-da-meloni-alla-sea-watch-non-possiamo-lasciare-morire-le-persone-2051862.html

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
FOTO: http://www.destradipopolo.net

Mani Pulite, parla Di Pietro: 'Volevo arrestare Andreotti, Craxi era solo uno dei tanti'


Di Salvatore Santoru

Durante una recente intervista su l'Espresso(1), l'ex pm e politico Antonio Di Pietro ha detto la sua sulla stagione di Mani Pulite e sulla fine dell'era craxiana.

Entrando nello specifico, Di Pietro ha raccontato alla giornalista Susanna Turco che Bettino Craxi non era il principale indiziato ma '"uno dei tanti". 

Inoltre, come riporta Fanpage(2), nella stessa intervista il politico ha sostenuto che il suo obiettivo era quello di arrestare Giuli Andreotti.

Tuttavia, stando sempre alle parole dell'ex magistrato, ciò non fu possibile a causa delle pressioni di alcuni giudici.

Durante l'intervista della Turco, Di Pietro ha anche detto che mirava ad indagare "sull'ambiente malavitoso che girava intorno ad Andreotti", perché "Craxi era l'emergente, quello che faceva parte della Milano da bere".


NOTE E PER APPROFONDIRE:


(1) http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2020/01/17/news/antonio-di-pietro-bettino-craxi-giulio-andreotti-1.343057


(2) https://www.fanpage.it/politica/mani-pulite-di-pietro-rivela-avrei-arrestato-andreotti-se-gardini-non-si-fosse-ammazzato/


------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
FOTO: https://www.fanpage.it

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *