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Commemorazione vittime Eccidio di Schio- COMUNICATO CNDDU


In occasione delle celebrazioni della ricorrenza dell’eccidio di Schio, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio
del 1945 all’interno delle carceri della città, in cui persero la vita 54 vittime di cui 15 donne (Amadio Teresa;
Arcaro Teresa; Baldi Irma; Bernardi Settima; Bernardi Quinta; Dal Collo Maria Teresa; Dal Dosso Anna;
Dal Cucco Irma; Franchini Fernanda; Lovise Angela-Irma; Lovise Blandina; Magnabosco Lidia; Pancrazio
Giovanna; Rinacchia Giselda; Stella Elisa) la gran parte delle quali erano totalmente estranee a ogni
riferimento politico, per mano di alcuni partigiani della Divisione Garibaldi Ateo Garemi, il Coordinamento
nazionale docenti della disciplina dei diritti umani vuole condannare incondizionatamente la violenza
gratuita e disumana, come l’art. 3 della DUDU, insegna, in quanto esecrabile e belluino sistema per risolvere
contenziosi o peggio ancora per applicare la legge del taglione senza ricorrere alla giustizia vera o appellarsi
alla “pietas”, di cui ogni essere umano dovrebbe essere dotato a prescindere dal colore della propria casacca.

La vicenda veramente tragica e vergognosa venne stigmatizzata anche dal generale americano Dunlop,
governatore alleato nel Veneto, il quale amareggiato affermò “Sono qui venuto per una incresciosa missione,
per un anno e mezzo ho lavorato per il bene dell’Italia, la mia opera e la mia amicizia sono state, io lo so,
riconosciute e apprezzate, è mio dovere dirvi che mai prima d’ora il nome dell’Italia è caduto tanto in basso
nella mia stima, non è libertà, non è civiltà che delle donne vengano allineate contro un muro e colpite al
ventre con raffiche di armi automatiche e a bruciapelo. Io prometto severa e rapida giustizia verso i
delinquenti, confido che il rimorso di questo turpe delitto li tormenterà in eterno e che in giorni migliori la
città di Schio ricorderà con vergogna e orrore questa spaventosa notte e con ciò ho detto tutto”.

Oggi, malgrado i responsabili non abbiano pagato il loro debito per una strage così ingiustificabile quanto
efferata, il 3 febbraio 2017 di fronte al vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, Anna Vescovi, la figlia
dell'allora commissario prefettizio e pluridecorato capitano della Divisione Ariete in Africa Giulio Vescovi e
il suo carnefice, il partigiano Valentino Bortoloso hanno firmato un «atto di riconciliazione».
Il CNDDU auspicherebbe che un simile gesto così costruttivo venisse riproposto simbolicamente in futuro,
in presenza o in DaD, davanti a una delegazione di studenti di ogni ordine e grado per far comprendere
l’importanza della pace come conquista collettiva e origine di prosperità.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Matrimoni precoci, una grave violazione dei Diritti Umani: le spose bambine in Turchia e nel mondo- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende portare all’attenzione di tutti il
tragico fenomeno delle spose bambine che non solo persiste, ma che potrebbe diventare legge in Turchia.

Pochi mesi fa, infatti, tra le varie riforme presentate al Parlamento turco è stata proposta, come già
precedentemente nel 2006, la normativa Matrimonio riparatore che concede a chi è accusato di stupro la
possibilità di far cadere le denunce sposando la propria vittima. È stato inoltre precisato che la differenza di
età tra colpevole e vittima non deve superare i 10 anni, anche se la persona violata non ha raggiunto la
maggiore età. Ora se si tiene presente che tra le regole islamiche sulla pubertà e le nozze il matrimonio tra un
adulto e un adolescente (da 9 a 12 anni) non solo è ammesso, ma è considerato lecito, ne consegue che
diventa davvero complesso per l’Unione europea conciliare la richiesta della Turchia di entrare a far parte
dell’ONU con questo fenomeno che lede i diritti dei bambini.

È evidente che la notizia giunta dal parlamento turco ha sconvolto l’opinione pubblica mondiale, e ciò è
comprensibilissimo perché se passasse la legge in questione, si correrebbe il rischio di far aumentare il
numero delle violenze che si tramuterebbero, di conseguenza e con consenso della LEX, in matrimonio
riparatore. Ma nessuno, all’interno del Parlamento, ricordava che da tempo la Turchia vuole entrare
nell’Unione europea? Erano davvero tutti d’accordo? Ovviamente no! Le voci di dissenso sono arrivate
puntuali e numerose proprio durante la seduta. Ma non sono state prese in considerazione, nonostante le
accese manifestazioni di protesta e il presumibile eco mediatico che una tale proposta di legge avrebbe
generato. E così tale disegno di legge che calpesta i diritti delle vittime e dell’infanzia è andato avanti
noncurante del fragore generato. C’è un’altra cosa che inoltre spaventa e preoccupa a livello planetario. Se
questa legge passasse, anche lo stupratore di una bambina ne potrebbe usufruire e potrebbe trasformare il suo
reato in matrimonio riparatore. La natura del problema è ovviamente legata ad una radicata cultura
maschilista che crede nel riparo al torto subito, che crede di potere preservare l’onore di una famiglia. In
Italia quest’ultimo, che affondava le radici nel codice Rocco del ventennio fascista, fu abolito solo nel 1981.
Abbassiamo gli tutti gli occhi ogni volta che ce ne ricordiamo, perché poco meno di quarant’anni fa la legge
nel Nostro Paese permetteva di mutare una violenza sessuale in matrimonio per restituire onore e onorabilità
alla vittima e alla sua famiglia. La legge 530 lo spiegava in modo chiaro: “Il matrimonio che l’autore del
reato contragga con la persona offesa, estingue il reato”, quindi, bastavano poche parole di legge per far
diventare innocente un colpevole.

Negli ultimi anni la situazione è molto cambiata perché i matrimoni precoci risultano essere in contrasto con
i principi della Convenzione sui diritti del fanciullo redatta a New York nel 1989.
Nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile e l’uguaglianza di genere le Nazioni Unite hanno adottato
l’eliminazione del matrimonio riparatore e soprattutto di quello infantile diffusissimo in tanti Paesi votati alla
Shari’a, nell’Asia meridionale e nell’Africa subsahariana.
Il CNDDU vuole sottolineare con forza che il matrimonio riparatore rappresenta la sconfitta del diritto,
perché nasce da un pensiero distorto secondo il quale le donne, peggio ancora le bambine, possono essere
private della propria libertà di scelta in merito a decisioni esistenziali, come se fossero oggetti per i quali si
può rivendicare il possesso. Il matrimonio precoce è una delle più grandi violazioni dei Diritti Umani perché
tocca l’Infanzia e coinvolge oltre 700 milioni di spose bambine in tutto il mondo. A tal proposito l’Unicef sta
lavorando nei Paesi coinvolti per migliorare le leggi, le politiche e i servizi sociali. I risultati finora ottenuti
sono incoraggianti, ma ancora lontani dal pieno traguardo.
Bisogna quindi continuare su questa strada e promuovere, nei Paesi in cui il fenomeno è radicato, una scuola
che lavori incessantemente sulle tematiche della parità di genere e che permetta alle bambine di svincolarsi
dai barbari retaggi del passato che non permettono la piena realizzazione dell’esistenza. Tuteliamo la loro
esistenza. Difendiamo le spose bambine con la forza del diritto.
Non è solo un hashtag quello che ora lanciamo, ma un urlo di speranza! #BAMBINENONSPOSE

Prof.ssa Rosa Manco
CNDDU

"Wildlands", l'accativante nuovo singolo di ELYAZ


Di Salvatore Santoru

Recentemente il giovane musicista ELYAZ ha pubblicato un nuovo singolo chiamato "Wildlands"(1). 
La canzone risulta molto accattivante e, inoltre, presenta delle sonorità decisamente interessanti.

Il singolo presenta sonorità EDM e, allo stesso tempo, è contraddistinto da influenze elettroniche.
Oltre a ciò, sono presenti anche influssi vocali pop e influenze riconducibili a sonorità elettro "neotribal" e richiami alla world music.

Nel pezzo vi sono anche 'richiami' a certa dance/house melodica, anche con sonorità che strizzano l'occhio anche alla trance e alla deep house.

NOTA :

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/07/elyaz-e-uscito-wildlands.html

Elyaz, è uscito “Wildlands”


Mauro Elias Morone, in arte Elyaz (ee-lie-us), originario di Bologna, Italia, è un musicista, cantante e produttore musicale. Nasce nel 1993, figlio del noto chitarrista fingerstyle Franco Morone. Negli anni impara a suonare la chitarra, il piano, e ad esplorare la sua voce. Tutto questo lo porta a scoprire la sua vera passione nel creare e produrre musica.

Elyaz si è perfezionato come Tecnico del Suono presso l’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, conseguendo nel 2017 anche il certificato internazionale in Film e Televisione presso la University of California, Los Angeles - UCLA. Come artista ha deciso di mettersi alla prova seguendo il proprio istinto, lavorando e studiando sulle sue produzioni come Sound Designer, ottenendo così un completo controllo creativo e una piena libertà artistica.

Elyaz ha iniziato a lavorare come DJ/Producer nel 2016 con le prime tracce e remix in collaborazione con l’etichetta discografica DFC. In seguito con Whispers si è guadagnato una posizione nella Top 10 della Spinnin’ Records Talent Pool. Nel 2018 Break the Distance apre un nuovo capitolo nella sua storia e nel suo stile di produzione, consentendogli di comparire anche nel suo primo video ufficiale.
Elyaz mira a realizzare molti altri progetti, seguendo il suo spirito creativo attraverso la sua passione e il suo stile.

Presentazione di “Wildlands”:

Scritto, prodotto e interpretato da Elyaz “Wildlands”, il suo nuovo singolo, proietta la visione sulla bellezza e la potenza della nostra terra. Paesaggi incontaminati custodiscono il segreto, indicandoci la strada. Con passi delicati ma anche incisivi la ragazza rappresenta un simbolo armonico che richiama le origini. Noi correremo molto lontano, il messaggio è dirompente e combattivo. Siamo tutti dei guerrieri a protezione e rispetto del nostro selvaggio pianeta.



Data rilascio: 3 Luglio 2020
genere: Dance pop
Label: auto-produzione

Web links:






Commemorazione vittime Strage nazista di Cavriglia- COMUNICATO CNDDU



Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani vuole menzionare la strage nazista di
Cavriglia, avvenuta il 4 luglio 1944 in provincia di Arezzo, in cui persero la vita 192 civili (93 morti a
Meleto Valdarno, 73 a Castelnuovo dei Sabbioni, 4 a San Martino, 2 a Massa Sabbioni, 11 a Le Matole).

 Le
dinamiche con cui si svolse il dramma furono atroci: gli uomini, divisi dalle donne, furono trucidati in massa
nella piazza cittadina dai reparti tedeschi specializzati della Divisione Hermann Göring; a morire furono
indistintamente giovanissimi e anziani. Vogliamo sottolineare il coraggio con cui i due parroci, insigniti della
medaglia d’Argento al Valor Militare, il 7 luglio 1991, Don Ferrante Bagiardi, Don Giovanni Fondelli, si
sono spesi fino all’ultimo cercando di salvare vite umane, purtroppo non riuscendovi e perdendo anche la
propria.
L’evento storico drammatico di oggi, così come altri verificatisi durante la Seconda Guerra Mondiale, deve
diventare patrimonio “memoriale” collettivo non solo come mera trasmissione di fatti, misfatti, eroismi e
crudeltà connesse agli eventi bellici, ma come magma vitale di riflessioni e ridefinizione critica dei rapporti
tra gli esseri umani. Le proposte didattiche che possiamo avanzare sono molteplici e pluridisciplinari, adatte
anche per sviluppare percorsi tematici “olistici”, il cui obiettivo finale, sia la consapevolezza del valore
intrinseco di ogni vita umana. Soprattutto in sede di esame di Stato, per la scuola secondaria di I e II grado,
le interrelazioni tra le varie discipline, unite da una tematica comune di contenuto umanitario, possono
costituire il fulcro della prova orale: traendo spunto da un episodio storico, come quello di oggi, diventa
immediato collegare riferimenti storici, letterari, filosofici, artistici e giuridici. Ancora è possibile partire
dell’esperienza del “particolare” per attingere all’ “universale”, per cui si potrebbe far riferimento, nel nostro
caso, al documentario realizzato nel 2007 da Filippo Boni e Nedo Baglioni, intitolato “La Comunità colpita”
(https://www.facebook.com/ComunediCavriglia/videos/677227729143159/?v=677227729143159), in cui sono presenti le
testimonianze di due ex bambini della seconda Guerra mondiale (Emilio Polverini e Paolino Camici), i quali
raccontano il proprio stato d’animo. Stato d’animo comune a tutti coloro che siano stati segnati dal marchio
del conflitto bellico esteso a inermi civili. Stato d’animo che i nostri poeti e narratori hanno perfettamente
esternato con i loro versi e le loro pagine; stato d’animo di chi era la vittima e di chi, da carnefice, si sentiva
in perfetta pace con la propria coscienza, come spiega Hannah Arent “Le azioni erano mostruose, ma chi le
fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.”

Infatti chi ha commesso crimini orrendi in molti casi si sentiva appunto innocente o addirittura legittimato: la
propaganda, il lavaggio del cervello, l’ignoranza, ma soprattutto la mancanza di un’autentica formazione al
rispetto dell’altro ha generato mostri inconsapevoli. Come afferma Elio Vittorini “Potremo mai avere una
cultura che sappia proteggere l’uomo dalle sofferenze invece di limitarsi a consolarlo? Una cultura, che le
impedisca, che le scongiuri, che aiuti ad eliminare lo sfruttamento e la schiavitù, e a vincere il bisogno,
questa è la cultura in cui occorre che si trasformi tutta la vecchia cultura”.

La “cultura” nuova, agognata probabilmente da Ungaretti, intessuta di visione, speranza, libertà, che nel suo
immaginifico senso poetico associava alla luce e per la quale molti erano caduti: “Qui / vivono per sempre /
gli occhi che furono chiusi alla luce / perché tutti / li avessero aperti / per sempre
alla luce (Giuseppe Ungaretti, Per i morti della Resistenza)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

M.I.L.F // Fuori la cover acustica di "While My Guitar Gently Weeps"


While My Guitar Gently Weeps, è il nuovo singolo dei M.I.L.F., cover del celebre brano dei Beatles scritto da George Harrison.
L'omaggio ai Fab 4 è un dono che la band fiorentina ha deciso di fare alla figlia del loro manager: la canzone, che fa da ninna nanna alla bimba e la tranquillizza, si è velocemente trasformato in un singolo.
La storia dei M.*.L.F. ha avuto inizio nel 2010 come un nuovo ed eccitante progetto che include un mix di Hard/Rock, Glam/Metal e Punk.
Dalla loro nascita la band ha suonato nei migliori club d' Italia come l'Honky Tonky, il Legend e il Rock 'n' Roll a Milano, le Officine Sonore a Vercelli e in tantissimi altri sparsi per la penisola, aprendo live di band come i Punkreas. Tutto questo movimento ha portato a una conseguente crescita di pubblico.
In ogni show generalmente non mancano alcune cover degli artisti che influenzano da sempre i M.*.L.F, come AC/DC, Queen, Motley Crue, Aerosmith, Guns 'n' Roses, Cult, Dead Daisies e Kiss.
Nel 2016 firmano il loro primo contratto discografico con la 
Buil2Kill Records, dando alla luce il loro primo disco dal titolo "More Than You", acclamato da pubblico e critica.
Dopo alcuni cambi di lineup la formazione attuale vede Simone Galli (Voce), Zip Faster (chitarra, cori), Ciccio (chitarra, chitarra acustica, cori), Andrea Devoti (basso), Mirko Bernardi (batteria).
Marzo 2018 insieme all'uscita del singolo, 
"Hottest Dream" la band annuncia di aver firmato un contratto di management con Sorry Mom! e nell’anno successivo segue la firma con Volcano Records & Promotion con la quale esce l’album “Rolling Thunder” nel gennaio 2020.


Link allo static video: https://www.youtube.com/watch?v=0q2iHoCD1S0&feature=youtu.be

www.facebook.com/MILFROCK

Street Art File Print #SeaToLove Edition - La Poster Art di Ischia Street Art denuncia l’inquinamento marino



Street Art File Print
#SeaToLove Edition

La Poster Art di Ischia Street Art denuncia l’inquinamento marino
Con 6 Artisti per i 6 Comuni dell’Isola
Dal 10 al 15 luglio 2020 – Ischia

Continua con #SeaToLove Edition Street Art File Print, l’innovativo progetto d’arte urbana che da qualche mese invade il centro urbano di Ischia e che fa della Poster Art e dell’attacchinaggio il mezzo di denuncia degli eccessi della nostra società e delle questioni politiche e sociali che affliggono il mondo.

Sei gli artisti coinvolti per altrettante opere di poster art che verranno diffuse, dal 10 al 15 luglio, nei sei comuni dell’isola: i lavori di Qwerty, Haterisk, Antonino Perrotta in arte Attorep, Annalisa Grassano, Samuele Vesuvio e Larva, creati appositamente per la manifestazione, riempiranno muri e spazi urbani di Casamicciola, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Barano, Forio e Ischia Porto.

Promosso da Ischia Street Art Gallery con il sostegno dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, che da anni si batte per la tutela e la valorizzazione del mare isolano,  Street Art File Print #SeaToLove si propone di denunciare l’inquinamento marino e l’abuso di sostanze contaminanti che infestano di rifiuti tossici il nostro mare, attraverso l’affissione su vasta scala di poster artistici che affrontano tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente.
Una vera e propria operazione di guerrilla marketing, un atto simbolico, spiazzante e up to date, volto a colpire l’immaginario e fare leva sulle coscienze, con lo scopo di risvegliare la consapevolezza che il consumismo smodato incide negativamente sul futuro del nostro ecosistema.
Street Art File Print #SeaToLove prevede un percorso artistico interno a Ischia Street Art Gallery, visitabile e accessibile a tutti negli orari di apertura della galleria, nella quale verrà allestita una mostra di poster art con tutti i progetti inviati dagli artisti che hanno aderito all’iniziativa, tra cui anche quelli di Teisa e raPoetry ft Er Buio.

Salvatore Iacono, gallerista/attivista e fondatore di Ischia Street Art, discussa anti-galleria underground sita nel cuore dell’isola, prosegue dunque la sua “rivolta ideologica” contro i sistemi che ci governano e in cui siamo costretti a vivere e si fa portavoce degli artisti che inviano le loro opere in galleria. E così Salvatore da gallerista diventa street artist su commissione in una sorta di “street art delivery”, compiendo un atto sul filo dell’illegalità, attuando le sue performance con una semplice colla da manifesti e attaccando, per le vie del centro, numerosi poster a tema.

Gli interventi urbani fanno infatti parte di Street Art File Print, progetto nato dall’emergenza Covid19, che ha decretato la paralisi di ogni attività riguardante le arti, la musica e lo spettacolo, ponendosi come la risposta rivoluzionaria all'atonia creativa e psicologica dell’arte nel delicato momento storico legato al lockdown.

Street Art File Print consiste nel documentare video-fotograficamente l’affissione in diretta che avviene nel centro urbano, o in galleria, dei poster inviati dagli artisti e riprodotti da file in alta risoluzione. E lo stesso gallerista/antigallerista diventa protagonista documentando l'atto espositivo, registrato e utilizzato come un happening, al fine di recuperare il senso di una comunicazione immediata e diretta, di una fresca estemporaneità.
Street Art File Print si pone come un atto di ribellione intellettuale, come strumento di comunicazione espressiva, definitivo dallo stesso Iacono "iconoclasta, dissacrante e provocatorio”, al quale possono accedere tutti quegli artisti urbani, illustratori, designer, writers, street artist, in linea con i temi d'impatto sociale che sono il fermento vitale di Ischia Street Art. Unica regola: libertà assoluta alla creatività ed al messaggio sociale degli artisti senza vincoli di mercato, senza che ci sia dietro un sistema clientelare, curatela, vincoli contrattuali tra galleria ed artisti.

Street Art File Print di Ischia Street Art è diventato subito una novità di rilievo internazionale, una boccata d’ossigeno nel marasma delle proposte, un esperimento unico nel suo genere e rispondente all'attuale situazione mondiale per la brevità dei tempi di realizzazione e per i costi minimi. Nonostante la frenata ed il blocco totale che il Covid19 ha inferto all'umanità, l’arte e la creatività non smettono di pulsare e di far sentire la propria voce anche grazie ad una semplice ed effervescente idea tutta italiana, anzi ischitana, quella di Salvatore Iacono che ha creato nei vicoli saraceni di Forio una fucina di energia creativa ed un punto di riferimento importante per il mondo dell'arte contemporanea.

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Raffaella Roberto
raffaella.robe@gmail.com 

Commemorazione giudice Ferlaino vittima di mafia e solidarietà a Gratteri- COMUNICATO CNDDU


Comunicato stampa - Commemorazione giudice Francesco Ferlaino vittima di mafia e solidarietà a Nicola Gratteri procuratore di Catanzaro

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende commemorare la figura del
giudice Francesco Ferlaino, ucciso dalla ndrangheta sotto casa, in località Nicastro, una frazione di Lamezia
Terme, alle 13:30 del 3 luglio 1975, a colpi di lupara. L’impegno del magistrato fu essenziale nel contrastare
il fenomeno delle organizzazioni criminali in diversi settori economici chiave della società; si occupò anche
di alcuni importanti processi alla mafia siciliana trasferiti in Calabria per legittima suspicione. Ferlaino fu
animato da un alto senso dello Stato sia nelle occasioni pubbliche che private, che lo determinò con tenacia
ad affrontare una realtà malavitosa negata, tentacolare, oscura e proprio per questo più insidiosa.
Dall’inchiesta sulla sua morte risulta che nessuno ha pagato.

 Era un uomo solo in un contesto difficile. In un
contesto in cui la vita di un giudice onesto valeva molto poco, dove le relazioni sociali / economiche erano
viziate dalla collusione ed evasione.
Lo Stato, da allora, ha reagito grazie all’operato di uomini coraggiosi (magistrati, poliziotti, carabinieri,
finanza etc.) che sono morti in nome del proprio dovere; fortunatamente anche tanti eventi positivi hanno
contrassegnato la marcia dolorosa ma inesorabile della legalità.
Ora si apprende che il giudice Nicola Gratteri qualche giorno fa sarebbe stato oggetto di un piano criminale
finalizzato al suo assassinio.

Il CNDDU esprime la massima solidarietà nei confronti del procuratore di Catanzaro e nel contempo
manifesta piena fiducia nel suo lavoro.
La cultura della legalità si alimenta nelle aule scolastiche attraverso l’introiezione delle regole giuridiche e
dei diritti umani; proprio per questo confidiamo nell’impegno degli insegnanti al fine di arginare
l’abbandono e la dispersione scolastica nonché veicolare valori civici condivisi.
Ci auguriamo che il dottor Gratteri possa continuare a lavorare in sicurezza per la collettività.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

"Duep": il nuovo EP dei Roofsize, tra sunti electro e atmosfere psichedeliche


Di Salvatore Santoru

Recentemente è uscito "Duep", il nuovo EP dei Roofsize(1).
L'EP presenta diversi spunti interessanti ed è contraddistinto dall'utilizzo, ben amalgato, di diverse e particolari sonorità.

Si parte con l'Intro "Intervenzione", caratterizzato da atmosfere shoegaze e da passaggi electro-rock.
"Duep" prosegue con "Carta Forbice Pietra", un brano dalle sonorità decisamente pschedeliche e che risente anche dell'influenza di sonorità post-punk e di certo alternative rock.

Si prosegue con il pezzo elettronico "Moor°3" e con "Kids", brano più chiaramente di matrice rock-elettronica con venature alternative e psichedeliche.
Il quinto brano è "Room°4, un intermezzo elettronico e contraddistinto da "inquietudini" alternative.

L'EP si conclude con "Mr. Miyagi", una canzone ben bilanciata tra sonorità rock psichedeliche, spunti alternative ma anche influenze post-punk, punk e free jazz.
Come in "Carta Forbice Pietra", anche in tale brano è presente una parte vocale volutamente ripetitiva mentre gli altri brani sono strumentali.

NOTA:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/07/e-uscito-duep-il-secondo-ep-dei-roofsize.html

Sintesi incontro Ministero dell'Istruzione- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani comunica che nella giornata di oggi,
alle ore 11:00, si è svolto un incontro incentrato sulle problematiche riguardanti l’educazione civica e le
istanze della classe di concorso A046 - discipline giuridiche ed economiche su piattaforma digitale Teams
con l’ufficio gabinetto del ministro Azzolina.

 Alla riunione hanno partecipato il prof. Romano Pesavento
(presidente CNDDU); il prof. Alessio Parente (segretario generale CNDDU); il dott. Dario Siggia (Ufficio di
Gabinetto MI) ed alcuni tecnici del ministero; l’on. Elisabetta Barbuto (M5S). Dopo un’introduzione
generale sulle problematiche riscontrate da parte del prof. Romano Pesavento afferenti alla mobilità, ai tanti
progetti in cui il Coordinamento è impegnato per sviluppare l’area della legalità, come la nostra attività
didattica “Olimpiadi digitali dei Diritti Umani”, e alle nostre iniziative per l’introduzione della disciplina di
Educazione civica, giacché materia autonoma nelle scuole di ogni ordine e grado, senza trascurare le criticità
proprie dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole a partire dall’a.s. 2020/2021, il prof. avv.
Alessio Parente ha illustrato alcune soluzioni giuridiche per sciogliere le questioni nevralgiche che tanto
hanno angustiato i docenti e su cui più volte avevamo richiamato l’attenzione: la possibilità durante le
assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni di riequilibrare le situazioni di scompenso registrate nella fase di
mobilità e, per la classe A046, lo sviluppo di azioni tali da valorizzare le competenze e le conoscenze di tale
personale in via sperimentale nella scuola di I grado e negli istituti di secondo grado dove non sia previsto il
Diritto (Discipline giuridiche ed economiche). 

L’on. Elisabetta Barbuto è intervenuta rimarcando i disagi
della categoria e sostenendo con forza l’importanza di controllare con accuratezza il numero elevato e
sospetto delle precedenze (l. 104/92) maggiormente presenti laddove sussista un blocco prolungato nella
mobilità; inoltre ha dichiarato di voler occuparsi personalmente delle questioni affrontate con l’intento di
arrivare presto a un esito positivo. L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco di riaggiornarsi in futuro
per intrattenere ulteriori approfondimenti.

 Il prof. Alessio Parente, al termine della riunione, ha elaborato una
scheda di riepilogo molto dettagliata in cui ha enucleato i concetti – chiave della riunione, con i relativi
sviluppi, la quale è stata inoltrata alle autorità presenti.
Auspichiamo fortemente che le esigenze della classe docente possano trovare autenticamente una soluzione
adeguata nell’azione del Ministero dell’Istruzione.

Prof.ssa Debora Cavarretta
CNDDU

È uscito "DUEP", il secondo EP dei Roofsize



Giovanni Giardina (drums) e Salvo La Rosa (keyboard), provenienti da generi musicali differenti, nel 2014 decidono di formare un duo strumentale. Il suono dalla matrice rock, punto di incontro per entrambi, e la voglia di lanciarsi nella sperimentazione verso l'elettronica danno vita ai Roofsize.

Nel 2015 lavorano sul loro primo "mini EP" omonimo ed autoprodotto "ROOFSIZE". Nell'aprile 2016 fanno il loro esordio sul palco de: "Arezzo Wave Sicilia", iniziando così a partecipare ad una serie di contest nazionali come la 7^ edizione di "Musica Contro Le Mafie", con il brano "Attía EH!". Nel luglio del 2017 fanno parte del contest lanciato dalla rivista "Classic Rock Italia".
A settembre del 2018 concepiscono "Intervenzione", una performance estemporanea che unisce musica e pittura, ideata e realizzata insieme al pittore IGOMENICO.
Nel 2019 vincono il Premio Compilation alla 31^ edizione del "Rock Targato Italia" e vengono selezionati per partecipare al "Sanremo Rock 2020".

Oggi si presentano con "DUEP" il loro 2° Lavoro autoprodotto. L'EP, registrato e mixato da Valerio Ragusa, raccoglie i brani presentati ufficialmente al pubblico nel corso dei loro ultimi live.
L'EP è disponibile sia su supporto fisico (CD), acquistabile su spedizione contattando la band o direttamente ai loro concerti, e in digitale (Spotify, Deezer, Googleplay, ITunes e tanti altri).

Link per lo streaming dell'album:


Track list:

1 Intervenzione
2 Carta Forbice Pietra
3 Moor#3
4 Kids
5 Room#4
6 Mr. Miyagi
Data release:
01 luglio 2020

Genere:
Rock/elettronico

Weblinks:

Frederick Livi n' CrownHeads- "No More Fight!" è l'ultimo atteso singolo


FREDERICK LIVI N' CROWNHEADS- NO MORE FIGHTS!
 E' L'ULTIMO ATTESO SINGOLO

NoMore Fights! ultimo singolo di Frederick Livi n' CrownHeads è una canzone scritta qualche anno fa, ma di grande attualità. 
Attraverso il forte tema socio/politico l'autore incita chi ascolta a non combattere più, nella consapevolezza che la corsa  estenuante tentando di realizzare il sogno bugiardo che ci è stato venduto, di un mondo libero, deve essere fermata. 
Non combattere più per riappropriarsi del piacere delle cose semplici, in cui ritrovare la vera libertà. 

Frederick Livi festeggia quest'anno i 20 anni di carriera cominciata, nel 2000 con i CrownHeads,  fino al 2007  quando Frederick intraprende il suo percorso solista mantenendo CrownHeads come band progetto, con il nome Frederick Livi n' CrownHeads. Con la sua musica Frederick ha raggiunto molte parti del mondo, vincendo un prestigioso premio per la migliore colonna sonora del film "Betania" il Tabloid Witch Award all'accademia delle arti ad Hollywood (CA) USA. Si è trasferito a Praga, città in cui ha vissuto per oltre dieci anni e che è stata fonte di grande ispirazione. Nel 2020 inizia un altro importante capitolo musicale grazie all'incontro con Sorry Mom! con la quale esce il singolo No More Fights!, anticipazione del disco di prossima uscita.


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