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L’Islanda consente a tutti i cittadini di sottoporsi al test per il Coronavirus: ecco cosa è stato scoperto


Di Anna Ditta

Mentre nel resto del mondo i test per il Coronavirus sono quasi esclusivamente dedicati ai pazienti sintomatici, in Islanda chiunque voglia essere sottoposto al test per il Covid-19 può farlo gratuitamente, senza necessariamente avere sintomi, essere stato all’estero di recente o essere entrato in contatto con persone positive. Il paese, che conta solo 364mila abitantiè infatti in grado di effettuare i test sulla sua intera popolazione: una mossa che potrebbe aiutare il resto dei paesi a sciogliere importanti dubbi sulla percentuale di asintomatici e sui relativi rischi di contagio.
Finora in Islanda sono state sottoposte al test 19,500 persone, oltre il 5 per cento degli abitanti del paese. I dati hanno evidenziato 1.220 contagi, 2 vittime, e 236 guariti. Oltre 7,800 persone si trovano in quarantena e la metà delle persone diagnosticate col Covid-19 erano già isolate quando è arrivata la diagnosi di Coronavirus, secondo i dati del governo.
Ad approfondire la questione dei test per il Covid-19 in Islanda è un articolo di Siobhán O’Grady pubblicato sul Washington PostIl risultato più importante emerso finora grazie a questi test, come ha spiegato Kari Stefansson, direttore esecutivo di deCODE Genetics, al Washington Post, è che circa la metà dei positivi era asintomatica al momento del test, anche se avrebbe potuto sviluppare sintomi in seguito. I test hanno rivelato inoltre informazioni genetiche che i ricercatori possono utilizzare per tracciare la diffusione geografica del virus.

L’epidemia in Islanda

Il primo caso di Coronavirus confermato in Islanda era stato registrato alla fine di febbraio. Si trattava di un paziente rientrato da poco tempo da un viaggio in Italia. Nelle settimane successive sono emersi altri casi sparsi sull’isola. Il contenimento dei contagi è avvenuto grazie a un’attenta tracciatura dei contatti delle persone risultate positive, ma nel frattempo è stata potenziata la capacità del paese di eseguire i test.
Nel paese, solo alcune aziende hanno chiuso, mentre le scuole sono state chiuse solo parzialmente in risposta alla pandemia. Il distanziamento sociale è stato incoraggiato, ma i piccoli gruppi di persone possono ancora incontrarsi. Secondo l’ultimo modello di previsione, il paese arriverà a 1,700 casi, ma il numero potrebbe raggiungere i 2,800 in uno scenario molto peggiore, con gli ospedali saranno probabilmente maggiormente sotto pressione a metà aprile.

La mancata zona rossa di Alzano Lombardo e Nembro: le domande senza risposta


Di Veronica Di Benedetto Montaccini

La nota tecnica dell’ISS
Prima del lockdown nazionale annunciato la sera del 9 marzo, le uniche zone rosse erano quelle di Codogno e degli 11 comuni del lodigiano. Ma una nota riservata dell’Istituto Superiore di Sanità – che noi di TPI abbiamo potuto visionare – evidenziava, già lo scorso 2 marzo, “l’incidenza di contagi da Covid-19 nei comuni bergamaschi di Alzano Lombardo e Nembro, e anche in quello bresciano di Orzinuovi, raccomandandone l’isolamento immediato e la chiusura, con la creazione di una zona rossa come quella di Codogno”. Ciò tuttavia non è mai avvenuto. E tutt’oggi quell’area è il focolaio principale che ha fatto diventare Bergamo il lazzaretto d’Italia.

Le zone di Nembro e Alzano hanno 25 mila abitanti, 370 aziende, quattromila lavoratori e 680 milioni di fatturato all’anno. Nell’inchiesta realizzata in più parti da Francesca Nava abbiamo sottolineato come nella gestione di questa emergenza la macchina dello Stato si sia ancora una volta incagliata nel dilemma tra salute ed economia. Tra importanza della vita per tutti i cittadini, anche le fasce più deboli, e produttività.

Le prime conferme
La nota dell’ISS non è un’opinione, si tratta di una precisa indicazione nero su bianco. Durante le ultime settimane la Regione Lombardia e il Governo Conte si sono più volte rilanciati la palla delle responsabilità, senza dare però risposte.

Dopo l’inchiesta di TPI, il 26 marzo 2020 la Protezione Civile conferma che la nota riservata dell’ISS era stata letta e valutata dal comitato scientifico.

Poi, arriva una seconda conferma: la Regione e il governo sapevano. Come emerge dal filmato della conferenza stampa del 6 marzo scorso in Lombardia, l’assessore al Welfare Giulio Gallera dichiarava che l’Istituto Superiore di Sanità aveva formulato – tre giorni prima – una richiesta precisa al governo: chiudere Alzano Lombardo e Nembro. “Quando per la prima volta –  dice lo stesso Gallera – ci siamo confrontati con l’ISS tre giorni fa (il 3 marzo ndr) che aveva formulato una richiesta precisa al governo… Ecco se 3 giorni fa fosse arrivata questa risposta, si evitava un’incertezza. Traete voi le conseguenze”.

Le domande senza risposta
La protezione civile ha dato tre diverse spiegazioni, nelle diverse risposte alle domande poste da noi di TPI durante le quotidiane conferenze stampa per il bollettino delle 18. Eccole qui:
1. “Dopo Lodi non potevamo chiudere altre aree”. Ma l’ISS nella nota dice che quella chiusura era necessaria per la salute pubblica. Quindi perché “non potevano”?
2. “Di lì a poco il governo avrebbe preso un nuovo provvedimento”. Quel provvedimento arriverà però solo 1 settimana dopo, l’8 marzo e stringerà solo sui comportamenti individuali, non toccherà le aziende (per quelle passeranno altre 2 settimane). Ma soprattutto non isolerà i focolai, come era invece stato fatto con successo a Codogno e nel lodigiano.
3. “Le misure adottate dal governo sono state prese in ossequio ai principi di proporzionalità e adeguatezza”, ha detto a TPI il capo della protezione civile Borrelli. Purtroppo sono i decessi a smentire questa affermazione.

Perché quella nota dell’ISS è rimasta volutamente inascoltata? Di chi è esattamente la responsabilità della mancata chiusura a zona rossa? Con la conferenza stampa del 6 marzo, l’assessore Gallera ha messo le mani avanti e scaricato ogni responsabilità sul Governo? Eppure la Regione Lombardia avrebbe potuto agire e istituire la zona rossa. Chi ha fatto pressioni per lasciare quei comuni aperti, nonostante l’enorme rischio contagi? Queste domande non possono restare senza una risposta.

I precedenti: la Regione Lombardia non ascolta il grido d’aiuto

Non è solo la nota dell’ISS ad essere stata sottovalutata. Bisogna fare un ulteriore passo indietro per trovare un altro segnale della gravità dell’emergenza completamente ignorato dalla Regione.
Era il 22 febbraio quando Angelo Giupponi, direttore dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (AREU) di Bergamo, inviava un’email all’assessorato al Welfare della regione Lombardia, diretto da Giulio Gallera. Il medico sottolineava “l’urgente necessità di allestire degli ospedali esclusivamente riservati a ricoverati per Covid-19, così da evitare promiscuità con altri pazienti e quindi diffusione del virus nelle strutture ospedaliere”.
Solo il giorno prima, Mattia, 38enne di Codogno, era risultato positivo al tampone per il Coronavirus, e tutti gli sforzi della Regione erano concentrati sulla creazione della “zona rossa” in provincia di Lodi. Le vittime del virus in Italia erano ancora contenute (il 21 febbraio la prima vittima confermata del Coronavirus, Adriano Trevisan, morto in Veneto).

"ONE OF THOSE NIGHTS", È USCITO IL NUOVO SINGOLO DI RAIP


"One of Those Nights", nuovo singolo di Raip, parla di due persone che scappano dalla realtà quotidiana, dallo stress e dai guai per andare alle Hawaii e godersi la vita sotto una palma con un drink in mano e a fare festa. Il brano vuole infatti trasmettere leggerezza e trascinare chi ascolta in un atmosfera estiva e frizzante.
Elio Cusumano in arte Raip è nato il 12 gennaio 1990 a Köln in Germania, dove, dopo una serie di spostamenti è tornato e dove è entrato in contatto per la prima volta con la musica rap. Durante gli anni ha scritto testi e a prodotto basi quasi sempre per altri artisti, fino a quando ha sentito il bisogno di far uscire il proprio Alter Ego e dargli finalmente una voce. Due anni fa il debutto con "Non Scendo", seguito da molteplici uscite.
Il 31 marzo 2020 esce l'ultimissimo singolo "One of Those Nights" in collaborazione con Sorry Mom! 

 
Itunes : 

Inchiesta su Bettino Craxi


Di Matteo Luca Andriola

L’uscita del film Hammamet, di Gianni Amelio, nei cinema dal 9 gennaio 2020 e interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino che recita il ruolo dell’ultimo leader del Partito socialista italiano negli ultimi mesi vissuti nell’omonima città tunisina – in esilio per sostenitori, in latitanza per i detrattori – ha ovviamente diviso l’opinione pubblica, divisa fra il giustizialismo detrattore grillino o de «Il Fatto Quotidiano», che limita le vicende del politico a quelle giudiziarie, alla riscoperta bipartisan: l’ex premier Matteo Renzi ha dichiarato  a La7 di aver «scoperto in Craxi un leader che quando ha fatto il presidente del Consiglio ha impostato una stagione di riformismo che comunque rimane. Craxi è stata una colonna di questo Paese», mentre l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, riporta la «Provincia Pavese» del 21 gennaio 2020, parte della delegazione in Tunisia, ritiene che «nella politica di oggi nessuno [è] di questo livello». Il senatore del Pd Tommaso Nannicini, su «Il Foglio» del 19 gennaio 2020, avvalora il giudizio di Gerardo D’Ambrosio («su Craxi non esistono prove di arricchimento personale, la sua molla era politica»), elencando i meriti del politico: «riforma istituzionale; strategia euro-atlantica; scala mobile; […] offensiva culturale in nome di un anticomunismo di sinistra col muro di Berlino ancora in piedi». Non è un giudizio legato al ventennale della morte del politico: Massimo D’Alema nel libro Controcorrente, dirà nel 2013 che «Craxi, aldilà delle sue discutibili scelte e delle responsabilità che si assunse, era un uomo di sinistra»; l’allora segretario dei Ds Piero Fassino, nel 2007, lo inserirà in una immaginario Pantheon della sinistra insieme  a socialisti del calibro di Rosselli, Matteotti, Nenni e Pertini, portando nel 2009 Walter Veltroni a dire: «Craxi interpretò meglio di ogni altro uomo politico come la società italiana stava cambiando» e che la sua politica estera «fu grande: ci fu l’episodio di Sigonella ma anche la scelta di tenere l’Italia nella sfera occidentale, senza intaccare autonomia e dignità del Paese».
È il caso, a vent’anni dalla sua morte e a oltre trentacinque dal suo governo (1983-1987), di fare un’analisi equilibrata, più distaccata di quella del leader del Pci Enrico Berlinguer che dirà: «Craxi è un bandito di alto livello […], uno dei più micidiali propagatori dei due morbi che stanno avvelenando la sinistra italiana – l’irrazionalismo e l’opportunismo – che il maggiore partito della sinistra italiana ha il dovere di combattere e debellare». Ma la critica, all’epoca, nascerà da un fenomeno che va analizzato, e che stava colpendo anche i comunisti italiani: la mutazione genetica del Psi e della sinistra tout court, che ne favorirà l’allineamento col riformismo liberalsocialista occidentale.

L’emergenza Coronavirus e il possibile cambio di paradigma


Di Salvatore Santoru

In questi giorni il mondo sta affrontando l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, dichiarata pandemia globale da parte dell’OMS l’11 marzo del 2020(1). Questa pandemia, che notoriamente sta interessando duramente anche l’Italia, è stata considerata come parte di una vera e propria ‘sfida epocale’. Difatti, come riportano alcuni opinionisti ed analisti, la stessa emergenza legata al Coronavirus potrebbe essere caratterizzata dall’avvicendarsi di importanti cambiamenti strutturali. Tali cambiamenti potrebbero trasformare la società occidentale e mondiale e, inoltre, potrebbero ‘innescare’ la creazione di nuovi paradigmi culturali e sociali, ma anche politici/geopolitici o di altro tipo.
Di seguito proverò ad elencare, in modo comunque ‘incompleto’, un ipotetico e possibile scenario relativo alla crisi dell’attuale processo di globalizzazione. Scenari di altro genere saranno probabilmente affrontati in futuri articoli.

Il ‘neoliberalismo globalista’ e le sue criticità

Negli ultimi anni la società occidentale è stata dominata da un ‘paradigma sistemico’ fondato economicamente sul neoliberismo e, socialmente e culturalmente, sulla promozione strumentale delle istanze di matrice liberal. In tal modo, si può affermare che la ‘Weltanschauung’ dominante è stata incentrata su un ‘neoliberalismo’ basato su una concezione ‘globalista’ della politica e della società.
Tuttavia, al di là delle rosee aspettative dei suoi fautori, tale ‘neoliberalismo globalista’ si è dimostrato ricco di contraddizioni e non scevro da problematiche di varia natura. Infatti, se è certamente vero che l’attuale processo di globalizzazione ha portato diversi benefici bisogna dire che è altrettanto vero che la sua avanzata ha causato la nascita e/o il permanere di nuovi squilibri(2)Oltre a ciò, sia l’adozione di politiche ‘globaliste’ che la promozione di un’economia deregolamenta sono diventati strumenti di consolidamento del potere delle élite e/o delle oligarchie attualmente dominanti.
D’altro canto, c’è anche da dire che l’utilizzo strumentale delle tematiche dei diritti civili è in qualche modo servito per ‘nascondere’ gli attacchi ai diritti sociali che hanno interessato le nazioni occidentali negli ultimi anni e, in tal modo, per impedire l’eventuale unione delle due istanze. Proprio tali attacchi ai diritti sociali sono avvenuti tramite la promozione di ‘privatizzazioni selvagge’ e il graduale smantellamento del welfare e, in seguito, il consolidamento di governi alla mercé dell’alta finanza e della grande industria sovranazionale. In linea di massima, si è creato un sistema incentrato sulla promozione dei privilegi di ristrette élite e basato sugli intrecci tra il grande capitale privato e il mondo della politica sempre più dipendente da esso.
Tali ‘intrecci’ sono serviti per garantire la perpetuazione di un sistema che, in barba agli stessi principi del liberalismo e del liberismo classico, è diventato sempre di più fondato sul dominio ‘semi-oligopolistico’ di grandi gruppi finanziari e industriali internazionali (3). Tale sistema ha presentato delle innumerevoli criticità e sono in molti, da sinistra a destra, a chiederne un cambiamento o un possibile superamento.

Il possibile cambio di paradigma e la ‘globalizzazione regolata’

L’attuale emergenza del Covid-19 ha accelerato la messa in discussione dell’attuale status quo e, d’altronde, sono sempre di più gli appelli ad un possibile cambio di rotta. Un aspetto estremamente fondamentale, da un punto di vista ‘sistemico’, è stato quello relativo alla riscoperta del senso comunitario e ciò si è visto fortemente in Italia e in altre nazioni.
Questa ‘riscoperta comunitaria’ risulta molto interessante e, in fin dei conti, si tratta di un riconoscimento individuale e individualista dell’essere parte di un ‘destino comune’. Quest’approccio di ‘individualismo solidale’ risulta anche alquanto indispensabile nell’eventuale trasformazione dell’attuale società occidentale e mondiale, in quanto potrebbe rimettere al centro un ‘primato dell’etica’ che sembrava smarrito.
C’è anche da dire che tutto ciò potrebbe porre fine al paradigma egemone dell’individualismo ‘egoistico’ attuale, un paradigma nato in contrapposizione ai vecchi e coercitivi ‘paradigmi comunitaristici’ e ‘collettivistici’. Argomentando brevemente su ciò, bisogna dire che tale ‘individualismo egoistico’ ha portato non solo alla legittima messa in discussione di tali paradigmi ma anche alla graduale delegittimazione di qualunque valore o idea non conforme ai diktat del ‘neoliberalismo globalista’.
Tutto questo è stato accompagnato dalla promozione di un sistema apparentemente del tutto ‘libero’ ma incentrato su una feroce ed estrema competizione, sopratutto economica e finanziaria. Tale estrema ‘competizione selvaggia’ è stata alla base dell’attuale processo di globalizzazione e la ‘deregolamentazione’ su cui è stata basata è diventata, d’altronde, una sua legitimizzazione.
Come già ricordato, a lungo andare lo stesso attuale processo di globalizzazione ha finito per portare nuovi squilibri di varia natura: economica/ambientale, sociale e così via. Stando a diversi opinionisti, oggi più che mai urge il passaggio ad una globalizzazione maggiormente sostenibile e ‘regolata’. Un processo di globalizzazione che sia basato sulla promozione della libertà e che, allo stesso tempo, rimetta al centro l’etica e un bilanciato mix tra competizione e collaborazione economica e politica.

Note :

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE.

NEGATIVE // "Rio" è il terzo singolo del duo Pop/EDM estratto dall'album di prossima uscita "No Time to Cry"


RIO

E' IL TERZO SINGOLO DEL DUO POP/EDM ESTRATTO DALL'ALBUM DI PROSSIMA USCITA "NO TIME TO CRY"


“RIO” è il terzo singolo del duo Pop/EDM NEGATIVE, estratto dall'album di prossima uscita "No Time to Cry".
In questo lavoro i NEGATIVE hanno mantenuto lo stile delle altre canzoni EDM uscite fino ad ora, esplorando però sound nuovi, come le vibes latineggianti che portano l'ascoltatore direttamente dentro le ambientazioni carioca ricercate dalla band. Il tutto è arricchito dalla presenza di trombe, percussioni al ritmo di Samba e dalla importante partecipazione della voce di Gessica Mondoni.
Il brano però, pur presentandosi come il più allegro del disco, è sorretto dall'anima malinconica che caratterizza le canzoni del duo e che si può percepire nelle strofe.
Il video ufficiale, disponibile su youtube, è un mini film diviso in 3 atti ambientato a Rio de Janeiro. Mette in contrapposizione il divertimento della band che suona in un locale, alla tristezza e malinconia espressa dalla protagonista del video. Non mancano come in tutti i video della band le coreografie di ballo che accompagnano l’intreccio dei protagonisti sullo sfondo di una RIO illuminata dai fuochi d’artificio.

 

Negative è un progetto Pop/EDM che nasce a fine 2018 e composto da Andrea Bignami e Michele Lorandi.
Provenienti entrambi dal mondo del Punk Rock e dopo numerosi concerti con le rispettive band For Sore Eyes e Downflyers, i due ragazzi si lanciano nella produzione di nuova musica seguendo altre fonti d’ispirazione quali the Chainsmokers, Avicii, Zedd Martin Garrix, etc… non abbandonando mai la propria identità forgiata dalle band californiane dei primi anni 2000.
Dopo aver scritto i primi pezzi esce il singolo “Rewind”, prodotto da Becko e accompagnato da un videoclip ufficiale al quale si aggiungono Melania Deldossi e Giulia Ferrari come ballerine.
Nel novembre 2019 esce il secondo singolo “Champagne On The Dancefloor”, prodotto da Robin Marchetti (Rabbit Productions) e nel marzo 2020 l'inedito "Rio" in attesa dell’uscita del disco “No Time To Cry” prevista per inizio 2020.


Video: https://www.youtube.com/watch?v=UcER-fBQDEU


ASCOLTA QUI RIO!

Spotify: https://spoti.fi/2UPmk1A
Youtube: https://bit.ly/2QVmjZ6
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Love Ghost – è uscito il video di "Chasin' Money and Bi...s"


Love Ghost è una rock band di Los Angeles. Il loro singolo "Let It All Burn" può essere trovato nella playlist ufficiale di Spotify "New Noise", nelle playlist ufficiali di Apple Music "Breaking Hard Rock" e "Fresh Blood", e molte, molte altre.

La band è composta da Finnegan Bell (chitarra e voce solista), Ryan Stevens (basso, voce di sottofondo), Samson Young (batteria e voce di sottofondo), Daniel Alcala (chitarra) e Cory Batchler (tastiere). Attualmente stanno lavorando a un nuovo album con il leggendario produttore Danny Sabre (The Rolling Stones, U2, David Bowie, Marilyn Manson, ecc.).

News Felice - Love Ghost – è uscito il video di "Chasin' Money and ...

Nel 2019 hanno girato l'Irlanda, il Giappone (11 spettacoli a Tokyo, Osaka, Kobe e Kyoto), ed erano una delle band sul palco principale al Festivalfff di Ambato, Ecuador. Love Ghost ha vinto numerosi premi tra cui la migliore rock band alternativa (Hollywood Music in Media Award), il premio Jean Luc Goddard (un premio annuale da Cult Critic Magazine) e premi in oltre 50 festival cinematografici in tutto il mondo per i loro video musicali. La band ha aperto per Buckcherry, Berlino, Smash Mouth, The Young Dubliners, The Tubes, Fuel, The Wallows, Ozomatli e il cantautore irlandese Mundy.

Alcune parole su "Chasin 'Money and Bit...s":

""Chasin 'Money and Bi...s" è una visione satirica di tutte le cose che la maggior parte delle persone della nostra età apprezza di più (soldi, ragazze s..y, macchine eleganti, credenziali, fama). È una fuga edonistica da tutto il rumore del mondo", secondo le parole della band.



Il video è stato diretto da Julian di SK Films (Famous Dx, Soulja Boy, Brian Fresco).

video link: https://www.youtube.com/watch?v=BzNnIUeLcwY

Spotify: https://open.spotify.com/track/5bxZ9xa7aPN6yH51DApwW2

Apple and itunes links:

iTunes: https://music.apple.com/us/album/chasin-money-and-bitches-single/1499033974?ls=1&app=itunes

Apple Music: https://music.apple.com/us/album/chasin-money-and-bitches-single/1499033974?ls=1

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Twitter: https://twitter.com/@LoveGhost_

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Giornata Mondiale della consapevolezza dell'autismo 2020- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani in occasione della ricorrenza annuale World
Autism Awareness Day, istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 2007 e da allora celebrata il
2 aprile di ogni anno, intende richiamare l’attenzione di tutti, sui diritti delle persone affette dallo
spettro autistico.

La Giornata Mondiale dell’Autismo rappresenta, infatti, un momento di consapevolezza e
riflessione importante perché incoraggia tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere
misure per sensibilizzare l’opinione pubblica. Il 2 aprile è quindi il giorno in cui le singole
organizzazioni dedicate all’Autismo, esistenti in tutto il mondo, si riuniscono per collaborare
insieme nell’ambito della ricerca scientifica. Una delle organizzazioni scientifiche e di volontariato
più impegnata a livello mondiale è certamente AUTISM SPEAKS. Quest’ultima ha promosso nel
2010 l’iniziativa “Light it up blue” per aumentare la conoscenza e la consapevolezza sull’Autismo.
Attraverso quest’iniziativa AUTISM SPEAKS si rivolge, oltre che ai privati cittadini, alle pubbliche
amministrazioni di tutto il mondo affinché a titolo simbolico e rappresentativo, illuminino un
proprio monumento o edificio caratteristico di blu. Nel corso delle varie edizioni sono stati
illuminati di blu, tra gli altri, l’Empire State Building di New York, il Cristo Redentore di Rio de
Janeiro, la grande piramide di Giza in Egitto, l’Arco di Costantino a Roma e tantissimi monumenti
di tutto il mondo e del Nostro Paese.

Illuminare di blu i monumenti più belli del mondo significa ricordare a tutti che l’Autismo non è
una malattia che prevede una diagnosi e una cura. L’Autismo è una sindrome che riguarda tutta la
morfologia della persona, che interessa ogni aspetto del suo essere. Ogni individuo affetto da
autismo è unico, ciò vuol dire che esistono infinite combinazioni della sindrome. Ed è questo che
vuole raccontare la Giornata Mondiale sull’Autismo.

Il CNDDU, in questo momento di emergenza collettiva in cui il Covid-19 non dà tregua a nessuno,
chiede ai colleghi docenti della scuola italiana di promuovere iniziative affinché gli studenti
comprendano il valore della diversità. Da quando le scuole sono chiuse le famiglie delle persone
con disabilità hanno iniziato a sentirsi particolarmente sole.

Questa è davvero l’emergenza nell’emergenza che in Italia stanno vivendo migliaia di famiglie
italiane. Infatti, oltre alle tante problematiche che l’emergenza sanitaria in corso presenta, le
famiglie di persone con disturbi dello spettro autistico (DSA) devono affrontare un’altra emergenza,
quella della loro gestione e cura 24 ore su 24, quindi le famiglie si trovano davanti a sfide ancora
più complesse: scuole chiuse, centri sanitari e socio-assistenziali chiusi, sospensione delle attività
terapeutiche e assistenza domiciliare, nella maggior parte dei casi, sospesa. A ciò bisogna
aggiungere tutte le difficoltà che vive chi non si è creato una rete di sostegno, possibile soprattutto
grazie alla scuola e ai progetti che ruotano intorno a gruppi di lavoro pubblici e privati.

Bisogna riconoscere, però, che la scuola italiana sta facendo grandi sforzi per essere vicina ai suoi
studenti. La scuola s’impegna ogni giorno per permettere a tutti i ragazzi, specie quelli più fragili e
in difficoltà, di sentire il legame quotidiano con i propri professori i quali stanno vivendo, ci
teniamo a sottolinearlo, momenti assai complicati alla ricerca di proposte che rendano al meglio
l’offerta formativa a distanza.

Ma non per questo la scuola italiana rinuncia al suo obiettivo più importante che è quello di essere,
per prima cosa, una comunità educante per tutti, nessuno escluso.
Per tale ragione, il CNDDU chiede al mondo della scuola di illuminare le coscienze a distanza,
anche stando da casa, dietro a un computer. Per questa occasione abbiamo pensato di chiedere ai
docenti della scuola italiana di Primo e Secondo grado una copertina di Classroom azzurra, perché
l’azzurro è colore che le Nazioni Unite scelsero per l’Autismo, e poi di lanciare per gli studenti
l’hashtag #SIAMOTUTTIUNICI che consiste nella condivisione su Classroom, di una foto-collage che creeranno i ragazzi, fornendo ognuno di essi un’idea, uno spunto, e ricollegandosi
ovviamente all’hashtag! Una foto-collage buffa, improvvisata, ma vera! Perché non c’è nulla di più
vero: siamo tutti unici! E se questa idea viene condivisa soprattutto dai giovani che si trovano
spesso a confrontarsi in classe con compagni affetti dallo spettro autistico, allora davvero la
giornata celebrativa ha raggiunto il suo obiettivo che è quello di provare a maturare una piena
consapevolezza sull’Autismo.

Prof.ssa Rosa Manco
Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani

La politica economica di Bettino Craxi: tra rigore e sviluppo


Di Verdiana Garau

Ripercorrere gli anni dal 1983 al 1987, ci porta a raccontare la costruzione di ciò che viene definito da molti un capolavoro della politica economica italiana. Il nostro Paese, in soli quattro anni, riuscì a passare agilmente da una situazione di disastro ereditato, a diventare una delle prime potenze industriali del mondo. In quegli anni l’Italia entrò a far parte del gruppo G7, grazie alla crescente forza economica che le permise di imporsi sullo scenario internazionale. 
Era il giugno del 1983, quando l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, convocò Bettino Craxi per conferirgli l’incarico di formare il Governo. Era la prima volta che un socialista era chiamato a dirigere il Paese. La situazione politica italiana era in sofferenza e quella economica versava in condizioni difficili. Tra i socialisti, la disponibilità della DC a permettere che la guida del Governo fosse affidata ad un socialista, venne vista con sospetto. 
Lo scenario in cui si affacciò il nuovo leader del Psi era quello di una seria stagnazione, stagnazione che durava da tre anni. Il PIL era inferiore ai livelli del 1980, l’occupazione in calo, gli investimenti in caduta libera, il potere d’acquisto dei salari in permanente difficoltà, nonostante il loro elevato incremento eroso da un’inflazione intorno al 20%. Lo spread superava i 1100 punti base. I conti con l’estero negativi, così come quelli interni. 
Nelle sezioni si respirava grande aria di scetticismo. “Il Governo farà fino in fondo quello che sarà necessario fare, ma ogni partito e gruppo sociale, dovrà assumersi la propria responsabilità.” Disse Bettino Craxi nel suo discorso di insediamento. “La strada del risanamento finanziario è una strada obbligata. Essa sarà percorsa con tenacia”.  “Occorre una politica dei redditi, per abbattere l’inflazione e ridurre il differenziale con gli altri paesi”. 
Fu così che cominciò la politica di rigore del Governo Craxi. Occorreva una vasta operazione nella finanza pubblica come nel settore reale dell’economia. Subito la spesa sociale venne sottoposta ad un’ampia revisione. Applicando la dottrina De Michelis, le prestazioni cominciarono ad essere corrisposte per fasce di reddito (i giornali definirono l’operazione “L’Italia in fasce”): ai redditi bassi le prestazioni venivano assegnate nella totalità, alle fasce intermedie venivano ridotte e ai redditi medio-alti, le prestazioni venivano corrisposte parzialmente o del tutto annullate. Così si fece per la scala mobile dei pubblici dipendenti e pensioni, gli assegni familiari, l’adeguamento delle pensioni al minimo.
L’altro intervento riguardò il settore reale, più specificatamente diretto a frenare l’inflazione dal lato dei costi e dei prezzi. Venne stipulato con il Sindacato e le altre parti sociali, quello che viene ricordato come l’Accordo di San Valentino del 14 febbraio 1984: con quell’accordo venne sospesa l’erogazione di tre punti di scala mobile, nel quadro di un’ampia operazione di contrasto all’aumento dei prezzi, in concomitanza al blocco dei prezzi amministrati, quello dell’equo canone e la stretta sorveglianza dei prezzi privati. Sul mercato del lavoro vennero introdotte numerose novità, come i contratti di solidarietà, il tempo parziale, i contratti di formazione e di lavoro, assunzioni per chiamata diretta.
L’operare della scala mobile a punto unico, secondo i socialisti, riproduceva e amplificava l’inflazione e schiacciava i salari, costringendo i datori di lavoro a riadeguare il compenso dei lavoratori più qualificati. Il risultato che si produceva era la crescita elevata e insostenibile del costo del lavoro, con la perdita di competitività dei nostri prodotti.

Mountain’s Foot: è uscito l’album omonimo


I Mountain's Foot nascono nel Verbano Cusio Ossola verso la fine del 2016, dall'unione di quattro vecchi amici, tutti reduci da diverse esperienze in gruppi rock del territorio. Il gruppo propone il suo rock and roll “old school” di chiaro stampo 70’s, ispirato ai grandi mostri sacri degli anni 60 e 70.

Presentazione di “Mountain’s Foot”:

E’ disponibile dal 27 Marzo 2020 su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico, la nuova fatica discografica dei Mountain’s Foot, che rilasciano per DELTA Promotion il primo disco omonimo ufficiale “Mountain’s Foot”. 
Anticipato in questi mesi da due singoli “Little Big Valley Man” e “Admirable Vision”, in questo strepitoso album, la band sembra essersi impossessata del demone del rock'n'roll, sia spiritualmente che artisticamente. In queste 9 tracce che compongono l’album, l’ascoltatore può immergersi nel sound e nelle atmosfere seventies.

mountain'as foot

Link per l’ascolto:


Mountain’s Foot

Data di rilascio: 27 Marzo 2020
Artista: Mountain’s Foot
Durata: 45:00 min
Genere: Rock’n’roll
Label: DELTA Promotion

Web Links:


Contatti Label:


Sito Ufficiale: www.deltapromotion.org

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