Andrea Pucci ha rinunciato alla co-conduzione di Sanremo 2026. Il comico milanese è stato travolto da un'ondata di polemiche e insulti dopo l'annuncio della chiamata di Carlo Conti.
Pucci ha motivato il passo indietro facendo riferimento addirittura a minacce pervenute contro la sua famiglia e, più in generale, a un clima ostile venutosi a creare soprattutto dopo le critiche politiche pervenutegli anche da parte di alcuni parlamentari di sinistra che l'hanno accusato di essere fascista, omofobo, e intollerante.
Perché Pucci ha rinunciato alla co-conduzione del Festival
Andrea Pucci ha annunciato il ritiro oggi citando insulti, minacce ed epiteti ricevuti da lui e dalla famiglia nelle ultime ore, quando si è diffusa la notizia della sua partecipazione al Festival di Sanremo.
In una dichiarazione integrale diffusa sui social e riportata dai media, ha spiegato che l'"onda mediatica negativa" ha alterato il "patto fondamentale" con il pubblico, rendendo impossibile esercitare la professione.
A 61 anni, dopo difficoltà fisiche passate, Pucci ha rifiutato una "lotta intellettualmente impari", ringraziando Conti e la Rai per l'opportunità.
In più, ha rigettato le accuse di essere "fascista", "omofobo" o "razzista", affermando:
preferendo un confronto democratico e sereno tra destra e sinistra.
La decisione arriva dopo giorni di bufera social, con il comico che torna al teatro per un contatto diretto col pubblico, evitando i "tribunali sommari del web".
Perché la sinistra aveva gridato allo scandalo per la sua chiamata a Sanremo
Fatto sta che la sinistra aveva attaccato Pucci fin dall'annuncio del 5 febbraio della sua partecipazione al prossimo Festival, etichettandolo con parole come "fascista, razzista e omofobo" a causa del suo humor considerato offensivo.
I parlamentari Pd della Commissione Vigilanza Rai, a proposito della sua presenza, avevano scritto:
I dem avevano citato insulti a Tommaso Zorzi per l'orientamento sessuale oltre che volgarità razziste.
Tra i casi: un tweet volgare su Zorzi, gli insulti a Selvaggia Lucarelli ("bruttissima"), il compiacimento per le vittorie della destra in cui aveva definito "zecche" i militanti di sinistra, i paragoni beffardi su Elly Schlein ("Un mix di Alvaro Vitali e Pippo Franco").
Pucci, che si è definito "l'unico comico di destra", è stato accusato di politicizzare Sanremo, visto come "vetrina meloniana".
Alcune testate vicino alla sinistra hanno amplificato lo scandalo, mentre Codacons l'ha definito "un personaggio divisivo" opposto allo spirito unificante che dovrebbe animare il Festival.
Ma tant'è: davanti a tutto questo, Pucci ha preferito fare un passo indietro. Almeno per ora.
Il commento di Giorgia Meloni
Nel frattempo, tramite i suoi canali social, è arrivato il commento di Giorgia Meloni sulla rinuncia di Andrea Pucci al Festival di Sanremo:
Per la premier, si è venut a creare una situazione inaccettabile:
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