Sono cinque le persone fermate e portate in Questura dopo gli scontri avvenuti ieri pomeriggio a Milano, durante la manifestazione contro i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 e la presenza dell’agenzia ICE. Il corteo, inizialmente pacifico, è partito da piazzale Medaglie d’Oro per poi attraversare diversi quartieri della città. Intorno alle 18 però, in zona Corvetto, alcuni manifestanti incappucciati e dotati di caschi, si sono staccati con l’intento di raggiungere la tangenziale est. Dal gruppo sono partiti lanci di fumogeni e petardi contro le forze dell’ordine che hanno risposto con l’utilizzo degli idranti e gas lacrimogeni. Scene di guerriglia urbana che hanno fatto il giro del mondo, riprese dai tanti giornalisti stranieri che erano a Milano per seguire i Giochi e contestate fortemente dalla premier Giorgia Meloni.
“Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano ‘contro le Olimpiadi’, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire”, scrive sui social la Presidente del Consiglio. “Solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”, conclude la premier.
CROSETTO: TOLLERARE VIOLENZE INDEBOLISCE ITALIA NON MELONI
“Non sono pericolosi delinquenti quelli che hanno tagliati i cavi per non far partire i treni ed hanno manifestato con violenza contro le Olimpiadi. No. É il Governo piuttosto che vuole cercare il pretesto per…? Per cosa? Per poter evitare che i gentili ragazzi che manifestavano a Torino la loro libertà, cercando di accarezzare con un ‘martelletto’ un pericoloso omaccione vestito con una divisa, siano messi in libertà dopo 3 giorni in tempo magari per essere a Milano a fare le stesse cose? Per poter evitare che i servitori dello Stato siano presi a calci un giorno dai manifestanti e poi dallo stato (scritto in minuscolo apposta) stesso nelle settimane successive? Per dare più mezzi a chi difende cittadini, leggi, democrazia, rispetto a chi vuole abbatterla? Perché non riusciamo ad essere compatti almeno quando é giusto esserlo, nel condannare dei delinquenti violenti e nel difendere la legalità? Perché persino un ex capo della Polizia cerca di polemizzare? Tra l’altro dimenticando la sua stessa cultura politica, che é uguale alla mia, e la sua stessa storia perché ricordo benissimo la ‘circolare Gabrielli’ il giorno successivo i fatti di Piazza San Carlo, giustamente durissima. Perché non è possibile essere comunità quando sarebbe doveroso esserlo? Chi si comporta come ieri a Milano o la settimana scorsa a Torino non lo fa contro il Governo pro tempore, lo fa contro lo Stato, la Repubblica, l’Italia. Tollerarlo significa indebolire l’Italia non la Meloni”. Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
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