Tebboune ha spiegato che il suo Paese non vede l’ora di entrare a far parte del gruppo, con l’obiettivo di diversificare la sua economia, e ha dichiarato durante la sua recente visita in Russia che l’Algeria vuole determinare con urgenza la sua adesione. La BRICS Bank è stata fondata nel 2014 con un contributo iniziale degli Stati membri stimato in 100 miliardi di dollari. Da marzo è presieduta dall’ex presidente del Brasile Dilma Rousseff, che ricoprirà la carica fino al 2025.
Una delle peculiarità che caratterizza il BRICS è il suo presentarsi come potente alternativa di sviluppo dei mercati emergenti rispetto al blocco occidentale: nato, infatti, con l’obiettivo di esprimere posizioni unitarie nei consessi multilaterali, intensificando le relazioni politiche e commerciali tra i Paesi aderenti, in un secondo momento la sua maggiore ambizione è diventata quella di porsi come alternativa al gruppo del G7 con l’intento di modificare progressivamente la struttura del sistema finanziario internazionale. Anche con questo scopo, nel 2014, a Fortaleza, in Brasile, è stata istituita la Nuova Banca di Sviluppo come alternativa alle istituzioni di Breton Woods (FMI e Banca Mondiale). Uno dei principali obiettivi del gruppo è quello di consolidare l’uso di valute alternative al dollaro negli scambi bilaterali.
Finora l’Algeria ha ottenuto il sostegno di Russia e Cina nella sua richiesta di adesione al gruppo, il quale terrà il suo prossimo vertice – il quindicesimo – in Sudafrica ad agosto sul tema «BRICS e Africa: un partenariato per la crescita reciprocamente accelerata, lo sviluppo sostenibile e il multilateralismo inclusivo». Non a caso, i Paesi africani sono tra i più desiderosi di unirsi al gruppo, anche per sottrarsi all’influenza e all’egemonia del sistema finanziario occidentale. Allo stesso tempo, rappresentano un tassello importante per la creazione di quegli equilibri multipolari che il gruppo dichiara di voler perseguire.
