Cosa c’è di vero nella notizia dell’arresto di Alex Saab


Negli ultimi due giorni si sono susseguite notizie contrastanti su Alex Saab, l’ex ministro dell’Industria del regime venezuelano di Nicolás Maduro. Alcuni media hanno detto che Saab è stato arrestato in Venezuela, ma il suo avvocato, Luigi Giuliano, per ora ha smentito: ci sono ragioni però per avere dubbi sulle dichiarazioni di Giuliano, anche se per ora nessuna delle due versioni ha ottenuto conferme solide. In tutto questo non si sa dove sia Saab.

Il presunto arresto ha comunque attirato molte attenzioni anche in Italia, soprattutto per il ruolo che Saab aveva avuto nella liberazione del cooperante italiano Alberto Trentini.

Saab si era inserito nelle trattative per Trentini per provare a ottenere l’archiviazione del procedimento penale in cui era imputato in Italia per riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Il processo si è concluso con un patteggiamento lo scorso 31 ottobre, senza che Trentini fosse scarcerato. La mediazione di Saab si era quindi dimostrata più inconsistente di quanto lui avesse fatto intendere fino a quel momento a chi seguiva le negoziazioni. Nello stesso processo era imputata anche sua moglie, la modella italiana Camilla Fabri, viceministra per la Comunicazione internazionale del Venezuela.

La notizia dell’arresto è stata diffusa mercoledì sera dalla radio colombiana Radio Caracol. Poco dopo è stata ripresa dall’agenzia di stampa Reuters e dal New York Times, che l’hanno confermata con fonti loro che però sono rimaste anonime (quindi stiamo parlando di una situazione in cui non ci sono ancora conferme ufficiali, o dichiarazioni pubbliche di qualche funzionario). I media statunitensi hanno scritto che l’arresto è stato fatto durante un’operazione congiunta di Venezuela e Stati Uniti e che insieme a Saab è stato arrestato anche Raúl Gorrín, imprenditore e proprietario della rete televisiva venezuelana Globovision, che in passato era stato molto critico nei confronti del regime di Maduro.

Il giornalista Roberto Deniz, che si è molto occupato di Saab per la testata investigativa armando.infoha detto che secondo tutte le fonti e le prove che è riuscito a raccogliere finora Saab è attualmente detenuto nella capitale Caracas.

Secondo queste prime ricostruzioni, si starebbe valutando l’estradizione di Saab negli Stati Uniti nei prossimi giorni. Non è però ancora chiaro su quale base: al momento non è nota un’indagine statunitense a carico di Saab, che però ha precedenti penali nel paese.

L’altra versione dei fatti è quella sostenuta tra gli altri dall’avvocato di Saab, Luigi Giuliano. Contattato dal Post, Giuliano ha smentito la notizia dell’arresto e ha sostenuto di avere incontrato Saab mercoledì nella capitale venezuelana Caracas e di averlo trovato «molto sorpreso da questa notizia». Giuliano ha sostenuto che Saab avesse passato la giornata tra la sua casa e il suo ufficio, e che avrebbero dovuto incontrarsi di nuovo giovedì. Per ora non si sa se si siano incontrati. Giuliano ha detto anche che Saab stava valutando di smentire la notizia del suo arresto, ma che non voleva creare tensioni con il governo venezuelano. Non è chiaro in che modo.

La versione di Giuliano va un po’ presa con le molle. Giuliano potrebbe avere ragioni per nascondere l’informazione dell’arresto, se questo comportasse fare gli interessi del suo cliente. Inoltre Saab solitamente è molto attivo sui suoi profili social, ma non pubblica niente da mercoledì. E infine sia New York Times che Reuters sono due giornali molto affidabili: non è impossibile che sbaglino entrambi, ma è poco probabile.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.ilpost.it/2026/02/06/alex-saab-arresto/

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