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Lettera dei ministri dell’Europa meridionale: “L’Ue sbaglia i calcoli”

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Di Francesco Olivo

L’Ue ha un problema di metodo nel calcolo del deficit strutturale e quindi dei bilanci. Lo scrivono in una lettera i ministri economici dei Paesi mediterranei, Italia, Spagna, Francia e Portogallo, ovvero i Paesi con i dati più allarmanti alla voce deficit. I destinatari sono il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici.  

Pier Carlo Padoan, Luis De Guindos, Michel Sapin e Mario Centeno chiedono alla Commissione di Bruxelles di tenere conto, data la fallacia dei metodi di calcolo seguiti finora, delle «condizioni economiche derivanti da un prolungato periodo di bassa inflazione, bassa crescita, alta, disoccupazione» per definire «cambiamenti significativi nella metodologia per le stime della crescita potenziale e dello scarto rispetto alla crescita effettiva». 

La Commissione, secondo i ministri dei Paesi mediterranei, «deve tenere conto dell’attuale situazione economica e dei limiti metodologici» nella valutazione delle politiche di bilancio degli Stati e nelle raccomandazioni ai paesi. Si tratta di un passaggio fondamentale che riguarda i margini di manovra che l’Italia e gli altri Paesi potranno avere nella preparazione dei bilanci 2018.  

I quattro ministri partono dalla considerazione che «l’eredità dell’ultima crisi è tuttora visibile» anche se la ripresa continua anche se a ritmi «modesti». «In alcuni paesi le conseguenze negative di un periodo protratto di bassa inflazione, bassa crescita, alta disoccupazione e gli effetti di isteresi amplificati da incertezze politiche significative a livello globale inclusi i rischi di un aumento del protezionismo, potrebbero portare a effetti negativi a lungo termine sul potenziale di crescita se non affrontati decisamente». Per questo «vanno usati tutti gli strumenti di politica economica a disposizione per assicurare che crescita e occupazione tornino a livelli sostenibili». 

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