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2013, l’anno più violento dalla seconda guerra mondiale

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Il 2013 è stato, insieme al 2011, l’anno che ha fatto registrare più guerre dopo la seconda guerra mondiale. È questo il dato che emerge dal “Barometro” diffuso ieri dall’istituto di Heidelberg per l’indagine sui conflitti internazionali. L’anno scorso ci sono state venti guerre, due in più rispetto al 2012, e più conflitti armati. Alle guerre in Afghanistan, Iraq, Siria e Pakistan (gli scontri nelle regioni tribali) si sono tra le altre aggiunte quelle in Mali e nella Repubblica Centroafricana. Per gli esperti dell’istituto tedesco, inoltre, gli scontri tra le forze del nuovo Governo egiziano e i Fratelli musulmani hanno raggiunto in taluni casi le caratteristiche di una guerra.
Nel suo rapporto annuale, l’istituto ha contato l’anno scorso 414 conflitti in tutto il mondo, nove in più rispetto all’anno precedente. Tra questi, 45 sono stati considerati molto violenti. Venti di questi sono stati catalogati come guerre, mentre i restanti venticinque vengono considerati guerre limitate. Lo studio divide infatti i conflitti in 5 livelli — il più grave dei quali è appunto classificato come guerra — in base a criteri come l’utilizzo della forza militare, le vittime o flussi di profughi e rifugiati. «Nel 2013 il conflitto con il maggior numero di vittime è stato quello combattuto in Siria», ha detto Peter Hachemer, presidente dell’istituto.
Ma moltissime vittime si registrano anche in altri Paesi. Come in Iraq, che ha contato mille morti nel solo mese di agosto. Un numero elevatissimo, passato in realtà sotto silenzio, visto che la guerra che si combatte nel Paese, con le violenze quotidiane tra sciiti e sunniti, non riesce a ottenere l’attenzione dei media.
Così come i tanti conflitti che insanguinano l’Africa, che in verità meriterrebbero più attenzione, non fosse altro perché la metà delle situazioni violente classificate come guerre dall’istituto di Heidelberg ha avuto luogo nella regione sub-sahariana del continente africano: solo in Sudan e nel Sud Sudan sono state registrate cinque situazioni di conflitto che hanno raggiunto il livello più preoccupante, mentre vere e proprie guerre sono state combattute, oltre che nel Mali e nella Repubblica Centroafricana, in Somalia, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo.
Le altre guerre sono state combattute in Medio Oriente (Egitto, Siria, Yemen, Iraq e Afghanistan) e Asia (Pakistan e Filippine con gli scontri tra forze governative e gruppi secessionisti islamici). Per quanto riguarda il continente americano, l’unica Nazione presente nella lista delle situazioni più gravi è il Messico. Il rapporto si sofferma infatti sul confronto estremamente violento in atto nel Paese tra i cartelli della droga e sulla lotta delle forze di sicurezza contro il narcotraffico. Lo scorso anno il Messico ha dovuto contare più di diecimila assassinii e a rendere più grave l’emergenza ha contribuito la comparsa sulla scena nazionale delle cosiddette autodifese, gruppi armati che in talune regioni hanno combattuto sia contro i cartelli della droga che contro lo Stato.
Le situazioni di conflitto continuano ad alimentare un settore fiorente, uno dei pochi che non risente della crisi economica a livello planetario: il mercato delle armi. Secondo il Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) solo nel 2012 sono stati investiti 1.750 miliardi di dollari in spese militari. Di questa cifra, ben l’8 per cento è destinata alle guerre in Medio Oriente. E anche di questo si parla poco. Troppo poco.


Fonte:http://www.tempi.it/2013-l-anno-piu-violento-dalla-seconda-guerra-mondiale

Le spese militari italiane più care del 2013 (oltre agli F35)


Di Simone Cosimi

Quello dei cacciabombardieri F-35, o meglio degli Joint Strike Fighter, è solo uno dei tanti nodi sul tavolo del governo Letta. Forse, però, uno dei più sentiti dall’opinione pubblica, che si è divisa e mobilitata come non mai, per esempio tramite una petizione-lampo da 300mila firme su Avaaz.com. Una partita da 12-14 miliardi di euro che sembrava in parte disinnescata. O almeno, come altre patate bollenti, momentaneamente rinviata al prezzo di uno scomposto colpo di reni del Consiglio supremo di difesa. E che invece rischia di tornare a spaccare la strana maggioranza Pdl-Pd-Sc. Lo scorso 26 giugno è stata infatti approvata alla Camera una mozione unitaria che prevede la sospensione del programma per dare spazio a un’indagine conoscitiva di sei mesi, ma non l’uscita dell’Italia dal consorzio internazionale guidato dall’americana Lockheed Martin. Il seguente voto al Senato, in programma nella seduta di mercoledì scorso, è invece slittato per il blocco dei lavori parlamentari richiesto dal Pdl e accordato da democratici e montiani. Tutto rinviato a lunedì pomeriggio. Inghippo salvifico, per i parlamentari di Guglielmo Epifani: a palazzo Madama la discussione prometteva infatti, come d’altronde ancora promette, di incrinarsi intorno alla mozione anti-F-35 depositata da alcuni senatori Pd capitanati da Felice Casson. 

La voce relativa agli aerei della discordia non è ovviamente l’unica inserita nei bilanci, spesso non chiarissimi, dei ministeri della Difesa e dello Sviluppo economico per il 2013. E non è, a sorpresa, neanche la più pesante. Il Rapporto 2013 dell’ Archivio Disarmo, realizzato da Fulvio Nibali con la direzione scientifica di Luigi Barbato e consultabile integralmente online, raccoglie una sorta di Top 13dei programmi militari più costosi del 2013. Ecco quali sono. 

Velivoli da combattimento Eurofighter 2000 – 1 miliardo 194,6 milioni di euro
Si tratta del caccia multiruolo europeo alla fine ribattezzato Typhoon, anche questo dalla lunga e tormentata storia – il consorzio nacque addirittura nel 1983, se ne ricorda nel 1997 la strenua difesa dell’allora ministro della Difesa Beniamino Andreatta – realizzato in cooperazione con Germania, Regno Unito e Spagna, ed entrato in servizio nel 2003, per l’Italia l’anno successivo a Grosseto. Il programma si concluderà nel 2021 per un costo totale di 21 miliardi e 100 milioni di euro. Per il 2013 sono di 51,6 milioni le “poste finanziarie”, cioè i soldi messi sul piatto dalla Difesa, e un miliardo 143 milioni quelli che fanno capo al ministero dello Sviluppo economico. 

Fregate Europee Multi Missione (Fremm) – 655,3 milioni di euro
Si tratta di un programma, in cooperazione con la Francia, per l’acquisto di dieci fregate europee multi missione, le cosiddette Fremm. I cugini transalpini le chiamano Classe Aquitaine, da noi sono state battezzate Classe Bergamini. Andranno a sostituire le fregate delle Classi Lupo e Maestrale. Costo totale dell’operazione: 5 miliardi 680 milioni di euro per un completamento previsto nel 2019. La prima tricolore è stata consegnata alla Marina Militare lo scorso anno. In questo caso i fondi vengono per il 2013 dal ministero dello Sviluppo economico: 655,3 milioni di euro. 

Velivoli Joint Strike Fighter – 500,3 milioni di euro
Si tratta appunto dei famigerati F-35, realizzati in cooperazione con Usa, Regno Unito, Canada, Danimarca, Norvegia, Olanda, Australia, Turchia, Singapore e Israele per le fasi di sviluppo, industrializzazione e supporto. I mezzi – il cui numero, già abbassato a 90 unità, è a questo punto destinato a essere rivisto – costano ognuno fra i 99 e i 106,7 milioni di euro. Per il 2013 i fondi del ministero della Difesa ammontano a 500,3 milioni. L’anno prossimo saranno 535,4 e nel 2015 657,2. Sostituiranno Tornado, Am-x e Av-8B. Completamento previsto per il 2047. 

Programmi a valenza interforze - 297,6 milioni di euro
Sono programmi militari che riguardano l’ ammodernamento e il rinnovamento tecnologico dei mezzi e dei sistemi operativi in inventario, oltre che dei supporti operativi e delle apparecchiature in dotazione a enti, centri e comandi interforze. Tutto quello che serve, insomma, per supportare mezzi e sistemi messi in comune fra Aeronautica, Marina ed Esercito. C’è dentro di tutto: dall’aggiornamento agli standard internazionali ai sistemi di difesa personale fino a telecomunicazioni, ricerca sanitaria, centri tecnici, poligoni, manutenzione straordinaria, ripristino dei mezzi dopo l’azione. Costo totale per il 2013: 297,6 milioni di euro della Difesa. 

Sommergibili di nuova generazione U-212 - 1^ e 2^ S – 191,8 milioni di euro
Anche questo è un programma in cooperazione, stavolta con la sola Germania, e prevede l’acquisto di quattro sommergibili classe U-212, logistica inclusa. I Classe Todaro – ne abbiamo già due in flotta fin dal 2006/2007 – sostituiranno i più vecchi Classe Sauro ancora in servizio. Costo totale: un miliardo 885 milioni di euro, di cui 970 per la prima serie da completare entro l’anno prossimo e 915 per la seconda, da chiudere entro il 2016. Per quest’anno il ministero della Difesa pagherà 191,8 milioni di euro. 

Velivolo Jamms/Caew-Bm&C – 132 milioni di euro
È un programma che prevede l’acquisto di un velivolo multi-sensore/multi-missione Jamms, Joint airborne multisensor multimission system. Si tratta, fuori dalle sigle, di un aereo-radar per supportare le operazioni delle forze nazionali e alleate impegnate in operazioni militari nel controllo e nella sorveglianza dello spazio d’azione. Non si tratta del solo aereo ma anche di un sistema più ampio che comprende piattaforma aerea, sistema di comunicazione e raccolta informazioni Signal Intelligence-Electronic Support Measures, radar di osservazione ad alta quota per l’individuazione di oggetti in movimento e dal segmento di terra per analizzare i dati. Costo totale entro il 2016: 580 milioni di euro. Per il 2013 sono 132 dalla Difesa. 

Veicoli blindati medi 8x8 Freccia – 130,1 milioni di euro
Supporto tattico, protezione e sicurezza delle unità dell’esercito nel corso delle operazioni sul campo. A questo serviranno i 249 veicoli blindati medi detti Freccia, derivati dai Centauro, che hanno esordito nel 2010 in Afghanistan. Sono 8x8 in grado di trasportare 11 uomini completamente equipaggiati: un pilota, due operatori in torre e otto soldati nel comparto posteriore. L’operazione costa un miliardo e mezzo di euro entro il 2016. Quest’anno arriveranno 30,4 milioni di euro dalla Difesa e 99,7 dal ministero dello Sviluppo economico. 

Elicotteri da trasporto medio dell’Esercito Italiano – 125 milioni di euro
All’ottava piazza dei programmi militari più costosi del 2013 c’è quello per l’acquisto del nuovo elicotteroBoeing CH47F da trasporto medio, cioè il mitico Chinook – uno dei modelli più diffusi al mondo, 1.200 esemplari delle varie versioni prodotte dagli anni Sessanta – nella versione rilasciata nel 2001. Quindi neanche l’ultima disponibile. I nuovi apparecchi sostituiranno i CH-47C, roba di fine anni Sessanta, giunti a “ fine vita tecnica”. Sono i mezzi che usiamo nelle operazioni di peacekeeping. Il programma costa 974 milioni di euro entro il 2018. Per il 2013 125 milioni di euro dal bilancio della Difesa. 

Velivoli da pattugliamento marittimo – 122,8 milioni di euro
Il programma costa 122,8 milioni di euro per il 2013, in carico alla Difesa, e punta a sostituire i velivoli Atlantic, cioè i Breguet Br-1150 alcuni dei quali ancora operativi, con i nuovi ATR72MP, un paio già sostituiti l’anno scorso. Costo complessivo: 360 milioni di euro entro il 2019. 

Programmi a sostegno dello strumento terrestre – 122,1 milioni di euro
Anche in questo caso, un po’ come per i programmi a valenza interforze, si tratta diammodernamento e rinnovamento dei mezzi terrestri, degli aeromobili, dei supporti operativi e di molti altri capitoli legati al settore degli ammodernamenti minori, dei supporti operativi e della logistica dei mezzi di terra. Ci sono in mezzo anche la verifica ambientale e la bonifica di alcune servitù militari e l’addestramento, oltre alle munizioni di vario calibro. La cifra si decide anno per anno, nel 2013 è di 122,1 milioni di euro. 

Ammodernamento velivoli da combattimento Tornado Mrca – 108,3 milioni di euro
Va bene che intendiamo pensionarli, ma intanto bisogna ammodernarli, i vecchi Tornado sviluppati dagli anni Settanta. Ecco 108,3 milioni di euro (100 dallo Sviluppo economico e 8,3 dalla Difesa), nel 2013, per il programma di mezza vita dei velivoli costruiti insieme a Germania e Regno unito, per fare in modo che possano decollare fino al 2020-2025. Costo totale: un miliardo 200 milioni di euro entro il 2015. 

Programmi a sostegno dello strumento aereo – 97,8 milioni di euro
Ancora un programma di ammodernamento minore, di adeguamento tecnologico e supporto logistico della flotta aerea tricolore, oltre che dei mezzi e sistemi d’arma collegati. In questa voce rientra anche l’acquisizione di mezzi speciali, forze speciali e Centro sperimentale di volo. Si decide quanto serve anno per anno, per il 2013 97,8 milioni di euro dalla Difesa. 

Sistema missilistico superficie-aria terrestre e navale Fsaf – 95,8 milioni di euro
Chiude la Top 13 dei programmi militari più ingenti dell’anno quello in cooperazione con la Francia. Obiettivo: realizzare una famiglia di sistemi per la difesa antimissile e antiaerea a corta e media portata da usare a terra e su nave. Un programma che costerà nel complesso 1,7 miliardi di euro entro il 2020. Per quest’anno 95,8 sul bilancio del ministero della Difesa. 

Fonte:http://daily.wired.it/news/tech/2013/07/12/spese-militari-2013-f-35-472482.html

BILDERBERG 2013: PROBABILE L'INGHILTERRA, POSSIBILE LA GERMANIA


Di Jurriaan Maessen
ExplosiveReports.Com

James P. Tucker Jr. – il giornalista che indaga sul gruppo Bilderberg – ha recentemente comunicato (1) che il prossimo incontro si terrà nelle vicinanze di Londra, mettendo quindi in dubbio che il gruppo si incontri nuovamente a Chantilly, in Virginia. La possibile data fornita al giornalista “veterano”1 dalla sua fonte di fiducia va dal 6 al 9 giugno.



“Non è ancora sicuro” scrive Tucker, “c'è la possibilità che il meeting si svolga nuovamente nel lussuoso hotel Westfields Marriot vicino all'aeroporto internazionale Dulles tra il 21 e il 26 giugno”.

Un programma pubblicato (2) recentemente da un portale di informazione dell’Unione Europea sembra concordare con la fonte di Tucker. Nel contesto della “agenda digitale” dell’habitué del Bilderberg Neelie Kroes – oggi vice presidente della Commissione Europea – è stato pubblicato un programma dei suoi spostamenti di quest’estate. Il programma riafferma la validità della fonte di Tucker, nonostante non abbia bisogno di essere convalidata in quanto si è dimostrata giusta in innumerevoli occasioni.

Il programma vede Neelie Kroes presenziare a due diverse conferenze a Londra come a “Le Web” dal 5 al 6 giugno. Sempre a Londra inoltre, parteciperà al “Founders Forum” dal 12 al 14 giugno. Quindi è molto probabile che Bilderberg avrà davvero luogo vicino Londra, come ha suggerito la fonte di Tucker. Questo programma conferma inoltre la data prevista della prossima riunione, vale a dire in una sede ancora ignota tra il 6 giugno e l'11 giugno 2013. Poiché Kroes si perde raramente un incontro, approfitterà probabilmente dell'intervallo di tempo tra le due conferenze per mettersi comoda nel corso del meeting Bilderberg.

Nonostante sia più probabile che il Bilderberg 2013 quest'anno avrà luogo nelle vicinanze Londra, ho trovato altri programmi che sembrano suggerire la Germania come una possibilità. Dopo alcune investigazioni degli impegni di altri habitué di Bilderberg, la Germania sembra essere davvero una possibilità.

Perché la Germania?
Alla fine di aprile 2013 l'attuale regina d'Olanda passerà la torcia della tirannia nelle mani del suo primogenito, William-Alexander. La regina, che partecipa ogni anno al Bilderberg, passerà con ogni probabilità le sue attività del Bilderberg a William ed a sua moglie. Ora, si dà il caso che nel contesto dell'abdicazione della regina Beatrice, la prima visita internazionale (3) della coppia reale in quanto re e regina d'Olanda, li porterà nel sud della Germania dal 3 al 7 giugno. Dal 12 giugno in avanti, il re viaggerà per alcune province olandesi così come nelle settimane precedenti al 3 giugno. Questo ci porta a pensare che il re appena consacrato verrà riconsacrato al Bilderberg dall’8 all’11 giugno.

Se la fonte di Tucker è corretta, il Bilderberg 2013 avrà luogo dal 6 al 9 giugno. È quindi probabile che il re e la regina continueranno il loro viaggio in Germania partecipando alla riunione del 2013, durante o al termine della loro missione d’affari nel sud della Germania. Ciò non esclude ovviamente Londra come probabile sede, poiché il re e la regina possono volare a Londra con facilità grazie al loro jet privato. Tuttavia, nel contesto degli altri possibili partecipanti e dei loro impegni, una sede in Germania sembra essere una possibilità e Londra una falsa pista.

Il presidente della Siemens Peter Löscher, ad esempio, sarà a Berlino tra il 5 e 6 giugno (4) per un incontro industriale. Nel 2012 Löscher era presente sia a Chantilly, Virginia sia all'incontro del Bilderberg del 2011. Se parteciperà all’imminente conferenza, sarà disponibile dal 7 giugno in avanti: questo coincide con la visita del re e della regina nel sud della Germania e con altri giocatori globali. Ciò non indica necessariamente che la riunione del Bilderberg si terrà in Germania quest'anno, ma è probabile che l’incontro annuale si terrà dopo il 6 giugno. Un'altra importante personalità della Siemens, Peter Y. Solmssen, presiederà un meeting (5) a Monaco il 7 e l'8 giugno il cui tema centrale sarà “La crescita attraverso l'innovazione”. Possiamo pertanto supporre che non sarà presente a Bilderberg quest'anno.

Secondo il programma preliminare, la missione d’affari del sud della Germania (6) ha termine il 6 giugno a Friedrichshafen, città nel sud della Germania. Se diamo per scontato che il nuovo re e sua moglie presenzieranno all’incontro Bilderberg di quest'anno, la data fornita da Tucker (6-9 giugno) si rivela giusta così come per i programmi di Neelie Kroes.

Tuttavia un altro habitué del Bilderberg, il principe belga Filippo, sarà assente perché presiederà una missione d’affari belga (7) negli Stati Uniti d'America dal 2 al 9 giugno 2013. Se questo sembra poter coincidere con una nuova possibile visita a Chantilly, gli impegni tengono estremamente occupato l’Altezza Reale in California. Ciò porta a pensare che gli Stati Uniti d'America non ospiteranno la conferenza del Bilderberg di quest'anno. A mio avviso, lo scenario più probabile è che il principe viaggi in aereo verso l'ignota sede in Germania o in Gran Bretagna e raggiunga il gruppo successivamente, il 9 giugno.

Ciò che rende Londra la sede più probabile ad ospitare il Bilderberg 2013 è anche la presenza del “dirigente dell’anno” della Shell, Peter Voser (presente nel 2012) che prenderà parte ad alcuni impegni (8)a Londra il 19 giugno 2013, nove giorni dopo la presunta data della conferenza. Questo fatto sembra parlare a favore di un incontro a Londra.

D’altronde le posizioni precise di altri partecipanti nel mondo sembrano indicare che la conferenza si terrà in Germania nel 2013. Mi aspetto che il presidente europeo e il ragazzo prodigio di Bilderberg, Herman Von Rompuy, saranno presente all’incontro Bilderberg quest'anno. Un controllo sui suoi spostamenti di giugno non ci rivela molto, eccetto il fatto che terrà una conferenza nella città belga di Turnhout (9) il cui tema sarà “Il silenzio e la leadership” (una combinazione che Von Rompuy conosce molto bene). Possiamo quindi pensare che Von Rompuy (un partecipante del 2011) raggiungerà i suoi colleghi forse nella vicina Germania, subito dopo le sue riflessioni. Altrimenti alla prima occasione scapperà alla volta di Londra con il suo aereo di linea pagato dai contribuenti.

Si da il caso che dal 4 al 7 giugno 2013 si terrà una delle più grandi conferenze in Europa, la “Settimana Verde” (Green Week) (10), con “relatori internazionali di alto profilo”, secondo una notizia della UE. E’ molto probabile che il commissario europeo per l’ambiente, Janex Potocnik, sarà nuovamente presente (come lo scorso anno), coincidendo con la presunta conferenza del Bilderberg poco dopo. Nell’altro caso potrebbero condividere posti business-class di ritorno in Inghilterra.

Neanche i programmi del nuovo presidente del gruppo Bilderberg, Henri de Castries, ci rivelano molto. Parteciperà probabilmente all’incontro informativo degli azionisti della sua compagnia globale AXA Group a Tolosa, Francia, poiché, secondo il sito web del gruppo AXA (11), questi meeting sono diretti dal presidente e amministratore delegato Henri de Castries o da un membro dell’amministrazione.

In breve: analizzando i programmi dei “soliti sospetti”, possiamo notare che molti di loro sono impegnati fino al 7 giugno e che saranno disponibili dall’8 giugno in avanti. Pertanto l’8 giugno sembra possa essere la data di inizio.

Poiché il nuovo re d’Olanda ha scelto personalmente la Germania come destinazione della sua prima visita internazionale ufficiale, sospetto che questa possa diventare la sede effettiva dell’incontro di quest’anno. Vorrei ricordare ai lettori che un rapporto (12), pubblicato nel settembre del 2012 e basato su quasi 60 anni di storia sul gruppo Bilderberg, individuava la possibile sede dell’incontro in Grecia, in Italia o in Germania. Nonostante Londra rimanga la location più probabile, penso che dovremmo tenere in considerazione la Germania – specialmente se consideriamo il fatto che il re e la regina d’Olanda parteciperanno sicuramente all’incontro di quest’anno, dopo la loro visita all’inizio di giugno. Mi rendo conto che tutto questo contraddice le preziose informazioni di Tucker, che si sono dimostrate corrette così tante volte da rendere il mio insistente ipotizzare incoerente e privo di senso. C’è però un’ultima considerazione da fare, che mi porta a pensare alla Germania come possibile luogo di atterraggio degli avvoltoi del Bilderberg di quest’anno.

A marzo di quest’anno, la Commissione Trilaterale ha riunito il meeting annuale a Berlino (13), mostrando una forte presenza tedesca. L’evento è stato ospitato da Michael Fuchs e presieduto dall’habitué del Bilderberg Jean-Claude Trichet, ex presidente della BCE. Persino la cancelliera Angela Merkel è stata invitata a partecipare all’evento, donando un significato speciale a questo particolare incontro. Poiché la Trilaterale è di natura collegata a Bilderberg, è possibile che il meeting di Berlino preannunci una conferenza Bilderberg tedesca.

In conclusione, la sede del prossimo incontro del Bilderberg è meno importante dei temi decisi dai magnati che vi si incontrano. D’altronde, sarebbe bello poter accogliere questi globalisti nella giusta location per dargli il benvenuto che meritano.

Fonte:http://explosivereports.com/2013/04/08/bilderberg-2013-probably-england-possibly-germany/

Traduzione a cura di GIULIA PERINO per www.Comedonchisciotte.org

Note


1) http://americanfreepress.net/?p=9464
2) http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/dae/itemdetail.cfm?item_id=9836
3) http://www.koninklijkhuis.nl/agenda/agenda/2013/juni/toekomstige-koning-willem-alexander-en-koningin-maxima-bezoeken-duitsland/
4) http://www.zvei.org/Verband/Jahreskongress/Seiten/default.aspx
5) http://www.amcham.de/events/annual-membership-meeting.html
6) http://www.nag.aero/activiteiten/event/handelsmissie-zuid-zuitsland-2013.html?eventId=
7) BELGIAN TRADE MISSION PRESIDED BY HRH PRINCE PHILIPPE (formato word)
8) http://www.terrapinn.com/conference/world-national-oil-companies-congress/speaker-peter-VOSER.stm
9) http://www.spes-forum.be/spes/page.php?FILE=agendadetail&ID=1262
10) nhttp://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/news/events/green-week-conference/
11) AXA_CoteAXA_20130325_VA.pdf
12) http://www.axa.com/en/shareholders/advisorycommitte/
1) 13) http://www.theglobalistreport.com/2013-bilderberg-group-meeting/ berlin-prog-in-feb-2013-for-paricipants.pdf

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11717&mode=&order=0&thold=0

Le pagelle delle elezioni politiche 2013



Di Andrea De Luca
http://andreainforma.blogspot.it

Grillo 10: non ha vinto, ha stravinto. Cavalcando l'onda della protesta e del populismo è diventato il primo partito italiano. Realtà
Berlusconi 8: ha 7 vite come i gatti. E' pensare che era avviato sul viale del tramonto. Ma la sua influenza nei media è stata ancora una volta determinante. Invincibile
Bersani 5: è inutile attaccare gli elettori di Berlusconi se, negli ultimi tempi, c'è stata un'apertura verso Monti. Un po' di autocritica servirebbe. E se al suo posto ci fosse stato Renzi? Deludente
Monti 4: c'era da aspettarselo. Probabilmente ha influito il suo governo tecnico che ha grandi responsabilità, anche se non tutte sue. Triste
Ingroia 3: un partito che nasce meno di due mesi fa e va da solo non può pretendere miracoli. Rimpianto
Giannino 2: altro che curriculum falsi, fino a pochi mesi nessuno lo conosceva. Non pervenuto

Fonte:http://andreainforma.blogspot.it/2013/02/le-pagelle-delle-elezioni-politiche-2013.html

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