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Arabia Saudita, erede al trono contro l’illegalità: arrestati 10 principi e decine di ex ministri

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Mohammed bin Salman

Di Rolla Scolari

Nel giro di poche ore l’Arabia Saudita è stata scossa ieri da notizie e avvenimenti destinati ad avere un impatto sul resto della regione. La guerra che Riad porta avanti in Yemen contro i ribelli Huthi sostenuti dal rivale iraniano è arrivata per la prima volta nel cuore del regno dei Saud. È stato infatti intercettato non lontano dall’aeroporto internazionale un missile lanciato proprio dai ribelli da 1.200 chilometri di distanza, in Yemen. Ed è in una Riad già in tensione per quell’avvicinarsi minaccioso di una guerra finora rimasta fuori dai confini che in serata sono emerse notizie che sembrano raccontare un riassestamento di equilibri o squilibri politici tutti interni alla famiglia reale. È stata l’emittente satellitare al-Arabiya, canale saudita, a dare notizia che l’anziano sovrano Salman, in serata ha emesso diversi decreti reali: da una parte è stato rimosso il ministro dell’Economia Adel Fakeih e nominato il suo vice, e soprattutto è stato licenziato il capo della Guardia nazionale, il principe Mutaib bin Abdallah, uomo con antiche pretese al trono e vicino all’ex principe ereditario, (l’ex) potente Mohammed bin Nayef, allontanato da re Salman dalla successione soltanto a giugno, per fare spazio al figlio Mohammed bin Salman (MBS). 

Commissione anti-corruzione  
In questi rimescolamenti di corte sicuramente il giovane e ambizioso MBS ha un ruolo strategico e centrale. Un altro annuncio dato dalle televisioni saudite è stato infatti quello ieri sera della creazione di una commissione anti-corruzione, guidata proprio dall’erede al trono, che non ci ha messo troppo ad agire: sono arrivati immediati gli arresti di diverse personalità anche legate alla famiglia reale, come - secondo quanto riportato dai social media in serata - il ricchissimo uomo d’affari Waleed bin Talal.  

L’ambizioso piano del principe  
La catena di eventi ha subito attivato analisi e commenti su siti e social media e non soltanto quelli arabi. Da mesi il principe MBS, che prima di diventare erede al trono è stato l’architetto della difficile e sanguinosa guerra in Yemen e ha presentato un ambizioso piano per sganciare l’Arabia Saudita dalla dipendenza dal petrolio, Vision 2030, cerca visibilmente di costruirsi un importante spazio a corte e una rete di alleati nella regione e oltre. E i rimpasti – è ancora presto per capire la portata degli arresti - sembrano rafforzare il suo potere in ascesa. 

Le dimissioni del premier libanese Saad Hariri  
La densa giornata saudita ha dato alle cronache anche le dimissioni - con un discorso da Riad - del premier libanese Saad Hariri, alleato dei Saud. Davanti alle telecamere, il primo ministro libanese ha accusato l’Iran, principale rivale di Riad ma alleato delle milizie sciite di Hezbollah, al governo nel suo Libano, di ingerenza negli affari della regione.  

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Arabia Saudita

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