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LA GESTIONE DI PORTAFOGLI DI INVESTIMENTO

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 Attività che consiste nella gestione su base individuale nell’interesse dei clienti di valori mobiliari compresi nei rispettivi “portafogli” (v. servizi di investimento). Il servizio era già denominato gestione di patrimoni mobiliari (più precisamente “gestione di patrimoni, mediante operazioni aventi ad oggetto valori mobiliari”, secondo la dizione dell’art. 1, lett. C della l. 2.1.1991 n.1). 




La nuova denominazione è stata introdotta dal d.lg. 23.7.1996 n. 415 (recepimento della direttiva 93/22/CEE del 10.5.1993 relativa ai servizi di investimento del settore dei valori mobiliari ecc.), trasfuso nell’art. 24 TUF. 1. Intermediari abilitati. L’esercizio professionale del servizio è riservato da quest’articolo ad alcuni intermediari autorizzati e cioè SIM e altre imprese di investimento, SGR, banche, agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale (v. agente di cambio). 2. Disciplina del contratto. Al servizio di gestione di portafogli di investimento si applicano le seguenti regole (art. 24 TUF): a) il contratto è redatto in forma scritta; b) il cliente può impartire istruzioni vincolanti in ordine alle operazioni da compiere; c) l’impresa di investimento, la società di gestione del risparmio o la banca non possono, salvo specifica istruzione scritta, contrarre obbligazioni per conto del cliente che lo impegnino oltre il patrimonio gestito; d) il cliente può recedere in ogni momento dal contratto, fermo restando il diritto di recesso del gestore ai sensi dell’articolo 1727 c.c.; e) la rappresentanza per l’esercizio dei diritti di voto inerente agli strumenti finanziari in gestione può essere conferita al gestore con procura da rilasciarsi per iscritto e per singola assemblea nel rispetto dei limiti e con le modalità stabiliti con regolamento dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la Consob; f)l’esecuzione dell’incarico ricevuto può essere delegata, anche con riferimento all’intero portafoglio, a soggetti autorizzati alla prestazione del servizio di gestione di portafogli di investimento solo su autorizzazione scritta del cliente. Sono nulli i patti contrari a queste disposizioni e la nullità può essere fatta valere solo dal cliente. È nulla (art. 23 TUF) ogni pattuizione di rinvio agli usi per la determinazione del corrispettivo dovuto dal cliente e di ogni altro onere a suo carico. In tali casi nulla è dovuto. Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta. 3. Regole di comportamento. I gestori devono attenersi a queste regole di comportamento: a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati; b) acquisire le informazioni necessarie ai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati; c)organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, operare sempre in modo da assicurare da assicurare comunque ai clienti trasparenza ed equo trattamento; d) disporre di risorse e di procedure, anche di controlla interno, idonee ad assicurare l’efficiente svolgimento del servizio; e) svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee alla salvaguardia dei diritti dei clienti sui beni affidati. L’agire in nome proprio e per conto del cliente da parte del gestore deve essere autorizzato per iscritto. 4. Separazione patrimoniale. Gli strumenti finanziari e le somme di denaro dei singoli clienti, detenuti a qualunque titolo dal gestore costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell’intermediario e da quello degli altri clienti. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori dell’intermediario o nell’interesse degli stessi, né quelle dei creditori dell’eventuale depositario o sub-depositario o nell’interesse degli stessi. Le azioni dei creditori dei singoli clienti sono ammesse nei limiti del patrimonio di proprietà di questi ultimi. Per i conti relativi a strumenti finanziari e a somme di denaro depositati presso terzi non operano le compensazioni legale e giudiziale e non può essere pattuita la compensazione convenzionale rispetto ai crediti vantati dal depositario o dal sub-depositario nei confronti dell’intermediario o del depositario. Salvo consenso scritto dei clienti, il gestore non può utilizzare, nell’interesse proprio o di terzi, gli strumenti finanziari e le disponibilità liquide di pertinenza dei clienti, detenuti a qualsiasi titolo (art. 22 TUF).
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