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FILIPPINE, attacco terroristico di matrice islamista radicale durante la messa domenicale: almeno 20 persone sono rimaste uccise


Di Salvatore Santoru

Nuovo attacco terroristico di matrice islamista radicale. Questa volta l'attentato è avvenuto nelle Filippine ed è stato compiuto dai miliziani di Abu Sayyaf.
Più specificatamente, la strage è avvenuta durante la messa domenicale nella cattedrale di Jolo.

 Come riporta la Stampa, vi sono state almeno 20 persone morte(15 civili e 5 soldati).

Filippine, militanti Isis assediano la città di Marawi: 21 morti, scontri a fuoco nelle strade e gruppo di cattolici in ostaggio

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FONTE E ARTICOLO COMPLETO:https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/25/filippine-militanti-isis-assediano-la-citta-di-marawi-21-morti-scontri-a-fuoco-nelle-strade-e-gruppo-di-cattolici-in-ostaggio/3613895/

Il capo della polizia decapitato, edifici governativi presi d’assalto, una cattedrale data alle fiamme, il prete e una dozzina di fedeli cattolici presi in ostaggio: le Filippine sono piombate nel caos per la guerriglia portata avanti da alcuni militanti affiliati all’Isis. E il presidente Rodrigo Duterte, eletto nel 2016, ha proclamato la legge marziale nel sud del Paese, promettendo di usare il pugno di ferro contro la crescita dell’estremismo islamico, considerata una minaccia alla sicurezza nazionale. “Sarò duro”, ha affermato il presidente, tracciando un collegamento tra la sua legge marziale e quella dell’ex dittatore Ferdinand Marcos e dicendosi pronto a tenerla in vigore per un anno, senza escludere di estenderla da Mindanao a tutto l’arcipelago a maggioranza cattolica se la minaccia islamica dovesse propagarsi.
La crisi è scoppiata martedì 23 maggio a Marawi, una città di 200mila abitanti nell’isola di Mindanao, dopo un blitz fallito dell’esercito per mettere le mani su Isnilon Hapilon, comandante del gruppo ribelle Abu Sayyaf e considerato tra i terroristi più pericolosi del Paese. I miliziani hanno chiamato i rinforzi del gruppo islamico Maute, che ha giurato fedeltà all’Isis. Decine di uomini armati hanno assaltato diversi edifici tra cui un carcere e una chiesa, a cui hanno appiccato il fuoco. Un sacerdote e almeno altre 13 persone tra fedeli e personale della chiesa sono state prese in ostaggio, con la minaccia di ucciderli se l’esercito non interromperà l’offensiva. Si contano almeno 21 morti, tra cui 12 militanti islamici, negli scontri con l’esercito, e migliaia di residenti hanno ormai abbandonato le proprie case mentre proseguono le operazioni militari per riprendere il controllo delle aree occupate dai combattenti, che continuano ad avere 13 persone sotto ostaggio.
L’esplosione di violenza ha sorpreso Duterte mentre si trovava in visita a Mosca per incontrare Putin. Il leader è tornato in patria mercoledì, dicendosi pronto a combattere gli estremisti e proclamando la legge marziale a Mindanao. Già nei mesi scorsi Duterte aveva lanciato un’offensiva contro alcuni piccoli gruppi islamici radicali che avevano giurato fedeltà all’Isis, con scontri nelle campagne che avevano causato decine di morti. La prospettiva della legge marziale era stata evocata più volte: “Vi avevo detto di non costringermi a farlo”, ha dichiarato mercoledì. “Se volete morire, morirete. E se molte persone dovessero morire, che sia così”.

FILIPPINE,L'ISIS AVANZA E OCCUPA MARAWI

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Di Salvatore Santoru

L'ISIS e i suoi alleati avanzano nelle Filippine.
Come riportato dalla Stampa(1) "con un blitz a sorpresa i gruppi jihadisti filippini alleati con l’Isis hanno occupato la città di Marawi, 200 mila abitanti, nell’isola meridionale di Mindanao."
Sempre stando a quanto riportato da la Stampa, "Le formazioni Abu Sayyaf e Maute si sono unite per formare un battaglione di “500-800 combattenti” e "Sono armati con moderni fucili mitragliatori, armi pesanti, fuoristrada."

NOTA:

(1)http://www.lastampa.it/2017/05/25/esteri/filippine-lisis-controlla-una-citt-di-mila-abitanti-bKfvEg1IlN8NW04BWjnANN/pagina.html

Filippine, ristoratore ed ex missionario italiano rapito da un commando nel suo locale

Filippine, ristoratore ed ex missionario italiano rapito da un commando nel suo locale

Un ristoratore italiano ed ex sacerdote missionario, Rolando Del Torchio, 56 anni, è stato rapito da sette uomini armati che sono entrati nel suo caffè-pizzeria, all’interno del compound del Andres Bonifacio College, spacciandosi per clienti. Il sequestro – confermato dalla Farnesina che ha attivato tutti i canali – è avvenuto a Dipolog City, nel sud delle Filippine, zona dove sono attivi diversi gruppi separatisti musulmani. Il commando, secondo la polizia, è salito a bordo di un motoscafo ed è fuggito via mare.





Del Torchio, originario di Angera (Varese), è arrivato per la prima volta nelle Filippine nel 1988 come missionario del Pime(Pontificio Istituto Missioni Estere). E’ rimasto a Sibuco, città a maggioranza musulmana, fino al 1996 quando dismise la tonaca. Secondo il sito di informazione filippino Rappler.com, infatti, il 56enne era rimasto disgustato dal dilagare del fenomeno della pedofilia all’interno della Chiesa che ha coinvolto anche la Filippine. Aveva comunque scelto di rimanere sull’isola diMindanao per lavorare con un’organizzazione non governativa che forniva assistenza agli agricoltori.
Aveva poi aperto un suo ristorante, il “Ur Choice Cafè”, teatro del sequestro. A Mindanao e nella stessa Dipolog City, capitale della provincia di Zamboanga del Norte, sono presenti diversi gruppi ribelli musulmani, parte di una guerriglia separatista per ricavare maggiore autonomia in un arcipelago a maggioranza cattolica. Alcuni di questi gruppi sono più che altro bande di criminali, che si finanziano anche con il rapimento di stranieri.
“Era scampato a un attentato una quindicina di anni fa, quando alcune persone avevano sparato contro di lui mentre si trovava insieme al vescovo locale”. Lo ha raccontato all’Ansa il cugino del ristoratore, Andrea Del Torchio, titolare di una gastronomia ad Angera. “Erano riusciti a salvarsi rifugiandosi sotto i letti – ha proseguito – e Rolando era rimasto traumatizzato. Si tratta di posti pericolosi, che lui ama nonostante la situazione difficile”.

I bambini schiavi nelle miniere d’oro delle Filippine: un problema culturale da risolvere, oltre ad essere una questione etica



 La povertà “porta a queste cose. Purtroppo i bambini vengono sfruttati in tutti i lavori di un certo tipo, come anche le donne. Ma il fenomeno non si limita al problema della povertà, è un fatto anche culturale: non c’è ancora l’idea che i bambini devono andare a scuola fino a una certa età”. Padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere a Zamboanga, commenta così ad AsiaNews la pubblicazione di un rapporto dell’Osservatorio per i diritti umani (Hrw), che ha posto l’attenzione sulle migliaia di minori sfruttati nelle miniere d’oro delle Filippine, in condizioni disumane ed esposti al rischio di avvelenamento da mercurio.










Nonostante la legge filippina proibisca di lavorare fino alla maggiore età (18 anni), bambini anche di 9 anni vengono calati decine di metri sotto terra per diverse ore a scavare, a volte (ma non sempre) aiutati da bombole d’ossigeno. Molti di essi muoiono asfissiati. Il mercurio, che viene utilizzato per separare l’oro dal minerale grezzo, può portare disabilità e danni cerebrali permanenti se usato in continuazione.
I ragazzini sono pagati una miseria, a fronte di un prodotto che vale 1.127 dollari ogni 30 grammi. Le Filippine sono il 20mo produttore mondiale di oro e circa 300mila persone sono impiegate nel settore. Di questi, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro, almeno 18mila sono bambini e bambine.
Il rapporto dello Hrw è stato commentato anche da p. Edu Gariguez, segretario della Caritas nazionale, secondo cui il fenomeno “distrugge l’idea che le miniere portano lo sviluppo. Al contrario, le miniere opprimono i poveri”. “Il governo – continua p. Gariguez – si limita a monitorare il lavoro minorile nelle miniere e non penalizza i datori di lavoro”.
Lo sfruttamento dei minori è un fenomeno molto diffuso nelle Filippine, e non si limita al settore minerario. Secondo uno studio condotto dall’Organizzazione ecumenica per l’educazione al lavoro e alla ricerca (Eiler) e finanziata dall’Unione Europea, ci sono due bambini lavoratori ogni 10 famiglie nelle zone minerarie. “È umiliante ammettere che non sempre le famiglie stesse sono contrarie allo sfruttamento dei propri figli – continua p. D’Ambra – ma l’estrema povertà le spinge ad esporre i minori a traffico umano, prostituzione online e lavoro sottopagato”.
Il governo, secondo il missionario, non è totalmente inerme di fronte al problema: “Non ha la forza di sradicare il fenomeno nella sua interezza, certo. La popolazione cresce ad un ritmo che le autorità non riescono a sostenere, ci sono moltissimi giovani. Alcune iniziative però sono portate avanti – afferma p. D’Ambra –, per esempio il governo finanzia circa 6 milioni di famiglie povere incoraggiandole a mandare i figlia a scuola. Se non mandano i figli a studiare non ricevono gli aiuti. Ma non è abbastanza”.

Paura in un villaggio vacanze nelle Filippine: sequestrati tre turisti occidentali

filippine

http://www.interris.it/2015/09/22/73258/cronache/cronaca/paura-in-un-villaggio-vacanze-nelle-filippine-sequestrati-tre-turisti-occidentali.html

Un commando composto da undici uomini armati ha rapito nelle filippine tre turisti occidentali. Un cittadino norvegese, due canadesi e una donna del luogo sono stati sequestrati da un villaggio di vacanze, l’Holiday Ocean View Samal Resort, situato nella parte meridionale dell’isola. Tra le persone che sono state rtapite anche il direttore del resort di origini norvegesi. Due ospiti giapponesi ha cercato di intervenire, purtroppo senza successo e il gruppo di malviventi è fuggito a bordo di un motoscafo. Il commando ha cercato di rapire anche un’altra coppia di stranieri che si trovava a bordo del loro yacht, ancorato nel porto turistico del villaggio, ma fortunatamente non sono riusciti nel loro intento.






 Le autorità locali hanno disposto un blocco navale, in questo modo si cerca di impedire ai rapitori di raggiungere l’isola di Basilan, dove i militanti del gruppo terroristico Abu Sayyaf – di ideologia islamista – solitamente nasconde i suoi ostaggi. Comunque, al momento non è ancora chiaro il sequestro sia da attribuire a questo gruppo terroristico.
Le persone sequestrate sono un cittadino norvegese, Kjartan Sekkingstad, manager del villaggio vacanze in cui si è verificato il rapimento, e due canadesi, John Ridsel e Robert Hall. Secondo le informazioni in possesso delle forze dell’ordine la filippina coinvolta è la moglie di uno dei due canadesi.

Tifone spaziale

Un’immagine del tifone Maysak scattata dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti nella Stazione spaziale internazionale. Il tifone si sta dirigendo verso le Filippine, dove è atteso per il fine settimana. - Samantha Cristoforetti, Ap/Ansa

Un’immagine del tifone Maysak scattata dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti nella Stazione spaziale internazionale. Il tifone si sta dirigendo verso le Filippine, dove è atteso per il fine settimana. Samantha Cristoforetti, Ap/Ansa

Fonte:http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/01/tifone-spaziale

Filippine vietano sesso on line, si rischiano 6 mesi reclusione

 Londra, 28 set.Le Filippine sono il primo Stato a vietare ufficialmente il sesso via internet. Il cybersex e' diventato illegale nel paese asiatico e gli utenti che saranno beccati a praticare sesso virtuale online rischieranno fino a sei mesi di reclusione e multe di oltre quattromila euro. Il divieto e' parte del Cybercrime Prevention Act. Il piano governativo contro i crimini virtuali e' stato firmato e trasformato in legge dal presidente Benigno Aquino, secondo quanto riportato dal Sun. - La legge descrive il sesso cyber come "il coinvolgimento volontario, il controllo, la gestione diretta o indiretta di qualsiasi atto lascivo e sessuale con l'ausilio di un sistema informatico". L'obiettivo principale del provvedimento, a detta dei promotori, e' diminuire il numero di donne che vendono prestazioni sessuali sul web.

Fonte:http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201209281517-ipp-rt10170-filippine_vietano_sesso_on_line_si_rischiano_6_mesi_reclusione

Google Street View da oggi si tuffa negli oceani

Google Street View da oggi si tuffa negli oceani

Di Fabio Deotto
C’è un modo di dire, che gli americani usano in situazioni di questo tipo: “Beat him when he’s down”. Letteralmente significa “colpiscilo mentre è a terra” ed è una sorta di incarnazione meschina del nostro “batti il ferro finché è caldo”. È un po’ quello che sta facendo in queste ore Google con Apple. A soli sette giorni dal disastroso debutto delle nuove mappe di Cupertino, prima ha Eric Schmidt ha sventolato l’indice redarguendo Apple per aver scelto di sbarazzarsi di Google Maps, poi, in queste ore, Google ha dimostrato di aver imparato anche a mappare i litorali oceanici.
Da oggi, in alcune selezionate località, sarà possibile spingere l’omino giallo di Street View fin dentro l’acqua e per qualche centinaio di metri in navigazione subacqua sui fondali oceanici. In Australia, puoi osservare una tartaruga che nuota in mezzo a un branco di pesci, ma anche prenderti un minuto per scrutare il tramonto in semi-immersione, accoppiando la vista della barriera corallina a quella dell’isola al crepuscolo. Sull’isola di Apo, nelle Filippine, invece puoi osservare coralli antichi, mentre alle Hawaii puoi avere un assaggio dell’oceano pacifico nel suo splendore.
Per rendere possibile ciò, il team di Google Maps ha collaborato con la Catlin Seaview Survey (CSS), un’organizzazione che si occupa dello studio delle barriere coralline. Per ottenere le prime panoramiche marine, la CSS ha messo a disposizione un rivoluzionario macchinario chiamato SVII che assomiglia a un cannone subacqueo e consente di catturare immagini a 360 gradi a ritmo continuo. SVII è dotato di 3 fotocamere ed è primo macchinario fotografico subacqueo comandato tramite tablet (un Samsung Galaxy tab), ne esistono solo due esemplari in tutto il mondo. Negli ultimi sei mesi i sub della CSS hanno dovuto percorrere più volte i tratti interessati, spostandosi a una velocità di 1,6 chilometri all’ora e scattando immagini panoramiche ogni 3 secondi.
Il risultato sono immagini effettivamente spettacolari che, tuttavia, non hanno come unico scopo quello di sollazzare gli utenti Google (e magari convincerli una volta di più che non ci si improvvisa cartografi), il progetto ha anche una finalità educativa. Come spiega il Project Director di CSS Richard Vever: “Il più grande problema con l’oceano è che lontano dagli occhi e quindi dal cuore per la maggior parte di noi. Il 99% delle persone non ci hanno mai fatto un tuffo e mai lo faranno. Uno delle più grandi problematiche riguardanti la preservazione degli oceani è come coinvolgere la gente, questo è un formidabile modo per farlo.”

Fonte:http://mytech.panorama.it/Google-Street-View-oceani-mappe

Filippine, salgono a mille i morti del tifone Washi

È salito a quasi mille il numero dei morti per il tifone Washi che ha colpito le Filippine, causando inondazioni e frane nei villaggi costieri nel sud musulmano dell’arcipelago. Lo ha reso noto l’Organizzazione nazionale per la prevenzione delle catastrofi precisando che i morti accertati sono 957 mentre 49 sono i dispersi.
Oggi il presidente Benigno Aquino visiterà le due città più colpite dal tifone: Cagayan de Oro, dove si contano 579 morti, e Iligan, dove le vittime sono 279. Le autorità cittadine stanno cercando di prevenire epidemie e hanno scavato fosse comuni per seppellire i cadaveri ormai in decomposizione.
Aquino III ha assicurato alla popolazione che il governo ha già stanziato 8,6 milioni di dollari per la ricostruzione e soprattutto per aiutare le famiglie che hanno perduto le proprie case: si stima vi siano 330mila sfollati, 43mila dei quali sono in centri di evacuazione stracolmi dove mancano servizi e strutture adeguate – e le ricostruire le infrastrutture distrutte.

Da E-il mensile

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