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Quella cyberwar silenziosa tra gli Stati Uniti e la Russia

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Di Roberto Vivaldelli
“L’Occidente è in uno stato di guerra cibernetica con la Russia”.   A dirlo è Robert Hannigan, già direttore del Government communications headquarters, l’agenzia governativa britannica che si occupa di sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio. “Negli ultimi cinque o dieci anni le agenzie di intelligence hanno visto crescere il legame tra cybercrime e stati nazionali”, ha osservato  Hannigan a margine di un convegno a Londra. “Non abbiamo visto nessuno rimanere ucciso o gravemente ferito a causa di attacchi informatici, ma se si inizia a manomettere i controlli industriali o le reti sanitarie può essere solo una questione di tempo prima che qualcuno si faccia male o che qualcuno alla fine venga ucciso”.
Nel mirino dell’ex direttore dell’agenzia inglese  non c’è solo la Russia, ma anche l’Iran e la Corea del Nord. In poche parole, tutti gli stati cosiddetti “Paese non allineati”. Ma al netto delle accuse di Hannigan, ciò che è comprovato è che tra Russia e Occidente è in corso una cyber coldwar da non sottovalutare.

Nuove sanzioni contro Mosca

Mentre Donald Trump tende la mano al presidente russo Vladimir Putin, proponendo di allargare il G7 alla Russia, il deep state prosegue imperterrito la sua crociata contro il Cremlino. Come spiega Newsweek, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro i cittadini russi e le compagnie sospettate di avere legami con gli attacchi cyber ai danni di Washington. L’ultimo aggiornamento, pubblicato dal Dipartimento del Tesoro, ha aggiunto i nomi di tre cittadini russi e cinque società a una “lista nera” di funzionari russi responsabili, almeno secondo Washington, del presunto hackeraggio della campagna elettorale presidenziale americana del 2016.
“Gli Stati Uniti sono impegnati in uno sforzo continuo per contrastare gli agenti malintenzionati che lavorano per volere della Federazione Russa e delle sue unità militari e di intelligence”, ha sottolineato in una nota il segretario al Tesoro Steven T. Mnuchin. Divetechnoservices, agenzia con sede a San Pietroburgo, è l’obiettivo principale delle nuove sanzioni. “Le entità designate hanno contribuito direttamente al miglioramento delle capacità informatiche della Russia e quindi mettono a repentaglio la sicurezza degli Stati Uniti e dei nostri alleati”, ha continuato Mnuchin. Le persone sanzionate sono Vladimir Kagansky, Alexander Tribun e Oleg Chirikov, che Mnuchin identifica come proprietari della Divetechnoservices.

La Russia crea il suo cloud privato

Mentre Washington si muove con le sanzioni, la controparte non sta certo a guardare. Internet, così come lo conosciamo oggi, altro non era che Arpanet, ovvero una creazione del Dipartimento della Difesa negli Stati Uniti per facilitare le comunicazioni tra installazioni informatiche in caso di una guerra nucleare o di altre gravi catastrofi.
Il giornale russo Izvestia riporta che il Cremlino sta facendo ora la stessa cosa: creare un cloud privato con lo scopo di archiviare informazioni riservate. Questo permetterà al Paese di immagazzinare informazioni riservate all’interno dei suoi confini e in maniera del tutto indipendente dall’Internet globale. Secondo DefenseOne, questo nuovo cloud è composto da hardware e software  completamente russi, ed è molto economico. Il costo è stimato in circa 290 milioni di rubli, pari a circa 6,25 milioni di dollari, e si prevede che sarà completo e operativo entro il 2020. Il software è basato su Linux, quindi un open source privo di interferenze da parte di aziende americane e multinazionali come Microsoft. Un grande passo avanti per Mosca, in una cyber war senza esclusione di colpi. 
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