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Al cinema "Kedi - La città dei gatti", una dichiarazione d'amore

Risultati immagini per Kedi - La città dei gatti"

Di Serena Nannelli

"Kedi" in turco significa gatto e il documentario "Kedi - La città dei gatti", al cinema purtroppo solo oggi e domani (ma speriamo presto in tv), è un omaggio ai piccoli felini che abitano la capitale turca.

La regista Ceyda Torun, al suo esordio cinematografico con un documentario, racconta di come migliaia di gatti girino liberamente in una metropoli della quale sono parte essenziale. Gli abitanti non vedono in loro dei semplici animali ma i custodi dell'anima del luogo: del resto la caotica ed elegante vecchia Bisanzio è in continua trasformazione, ma ha nei suoi cittadini a quattro zampe una costante preziosa.
Da due mesi di riprese effettuate con droni e “macchine fotografiche per gatti”, in modo da avere panoramiche sui tetti così come scene in soggettiva, sono stati distillati settanta minuti in cui, da spettatori, visitiamo i vicoli e le strade della città in compagnia di sette guide d'eccezione, ognuna con peculiarità caratteriali diverse. Si comincia con Sari, una mamma gatta rossa e bianca che trascorre ore davanti a un negozio, fissando i clienti finché non ottiene cibo da portare ai suoi cuccioli. Bengu, invece, è grigia e dispensa fusa in cambio di coccole agli operai della zona industriale. Aslan, soprannominato "Little Lion" per il pelo lungo e la folta criniera, lavora come cacciatore di topi nei dintorni di un locale al porto, ricevendo come paga dell'ottimo pesce fresco. Psikopat, una gatta bianca e nera dal forte temperamento, vive invece in una delle zone più vecchie e appare un po' matta: gelosa del marito, sa farsi rispettare da tutti, cani randagi compresi. Poi si fa la conoscenza di Gamsiz, nel quartiere degli artisti, di Deniz, che è la mascotte del mercato biologico, e infine di Duman, residente nel quartiere chic in cui si trova il suo ristorante preferito.
Sentiamo raccontare di loro dalla gente del posto che sa prendersene cura senza mai interferire nell'equilibrio tra vita selvatica e domestica che queste creature conservano.
C'è chi fa notare come i gatti regalino benessere, abbiano tante diverse personalità proprio come gli umani e cambino una volta diventati genitori. Si riflette su come alcuni sembrino gelosi, altri più sensibili e tutti sappiano vivere, viziandosi, cercando coccole e mantenendosi indipendenti.
Si ascoltano frasi di persone semplici ma che custodiscono grandi verità come "se sei capace di apprezzare la compagnia di un gatto, di un fiore o di un uccellino, allora il mondo è tuo".
Di alcuni gatti è messo in luce lo spirito combattivo ma anche la capacità di non avvelenarsi l'esistenza, il che li rende d'ispirazione per molti bipedi. Si evince che siano ben consci di chi adottare come padrone, anche se raramente ne hanno uno solo, e si osserva come salvino chi ha bisogno di innamorarsi nuovamente dell'esistenza.
"Kedi - La città dei gatti" celebra il mistero, le sfaccettature e l'importanza di animali in cui ritroviamo i nostri stessi vizi e virtù ma che ci migliorano. Noi ci prendiamo cura di loro e loro di noi, insegnandoci a salvaguardare l'autonomia di chi amiamo.
Adottati da intere comunità, sono lo specchio delle persone con cui decidono di interagire e dei luoghi in cui decidono di dimorare.
Insomma, un gioiellino per amanti dei gatti ma non solo.

FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/kedi-citt-dei-gatti-dichiarazione-damore-1530703.html

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