L’Iran annuncia di arricchire l’uranio: Israele e USA preparano la risposta

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Di Lorenzo Vita
L’Iran  ha annunciato che entro un mese saranno completate le centrifughe per l’arricchimento dell’uranioE adesso si apre una nuova fase nei rapporti con il mondo.
A spiegare le prossime mosse del governo, è stato  Ali Akbar Salehi, il direttore dell’organizzazione iraniana per l’agenzia atomica (Oiea). L’impianto prescelto è quello di  Natanz, nella regione di Isfahan. Il livello di arricchimento arriverà a un volume di 190mila Swu (separative work units). “Speriamo che la struttura sia completata in un mese”, ha aggiunto Salehi. Ed ha confermato la comunità internazionale che il programma sarebbe rientrato nel quadro dell’accordo sul nucleare del 2015.

Stati Uniti e Israele preparano le contromosse

Israele e Stati Uniti hanno sempre chiarito che l’arricchimento dell’uranio da parte del governo iraniano sarebbe stato considerato un atto ostile. E Donald Trump, dopo l’annuncio di Ali Khamenei sulla volontà di attivare il processo di arricchimento, disse che ci sarebbero state “conseguenze molto severe”.
In queste “conseguenze”, è possibile che rientri anche un attacco ai siti nucleari iraniani prima che questi si attivino. Un’ipotesi non così remota, se si pensa alla dottrina israeliana di colpire preventivamente ogni Paese nemico ritenuto capace di costituire un arsenale nucleare. 
Basti pensare all’ultimo tweet di Mike Pompeo, segretario di Stato americano, dopo le notizie giunte dall’Iran: “Non permetteremo all’Iran di sviluppare un’arma nucleare. L’Iran è consapevole della nostra determinazione “. Parole arrivate dopo l’annuncio di Salehi sull’impianto di Natanz e che impongono alcune riflessioni. A cominciare da un’altra frase: “Non dovrebbe sorprendere nessuno se le proteste in Iran continuano”.
We’re watching reports that plans to increase its enrichment capacity. We won’t allow Iran to develop a nuclear weapon. Iran is aware of our resolve. It’s another example of Iran foolishly squandering its resources. It should surprise no one if protests in Iran continue.
Anche le immagini degli F-35 su Beirutconsiderate da molto come un atto di tracotanza da parte israeliana, potrebbero rientrare nella guerra mediatica tra Iran e Israele. L’Iran continua a mescolare le carte, promettendo accordi ma annunciando la ripresa dell’arricchimento dell’uranio. Mentre a Tel Aviv continuano a minacciare attacchi e utilizzano spesso i media per lanciare messaggi nei confronti dell’Iran. 

Gli Stati Uniti rafforzeranno Israele

Secondo l’intelligence israeliana, Donald Trump avrebbe approvato un piano per il rafforzamento delle forze armate israeliane in caso di guerra con l’Iran. Il piano prevede l’incremento delle capacità di difesa israeliane, ma anche l’aumento della presenza militare Usa in Israele.
In questo senso, non vanno sottovalutate le parole del segretario generale della Nato   Jens Stoltenberg sul fatto che l’Alleanza non avrebbe sostenuto Israele in caso di guerra con l’Iran. Le dichiarazioni sono arrivate dopo  l’incontro del segretario Nato con Trump. Probabilmente il leader dell’Alleanza non avrà voluto mettere gli alleati europei con le spalle al muro, visto che molti Stati membri del Patto atlantico sono contrari all’ostilità nei confronti di Teheran.
Il blocco composto da Stati Uniti e Israele non sembra intenzionato a cedere anche dopo queste frasi di Stoltenberg. E c’è da credere che il viaggio di Benjamin Netanyahu in Europa serva anche per testare le reazioni dei leader europei nell’eventualità di una nuova ondata di ostilità contro l’Iran.

Un messaggio anche per la Corea?

La scelta iraniana di arricchire l’uranio proprio quando Trump si è convinto a incontrare Kim Jong-un, impone anche un confronto con il nodo coreano.
Kim e Trump si incontreranno a Singapore fra cinque giorni. La scelta del governo iraniano di riprendere il processo nella centrale di Natanz proprio alla vigilia del vertice fra Usa e Corea del Nord rischia di scatenare reazioni indirette da parte di Washington. I due temi, Corea e Iran, sono molto legati fra loro.
Non va dimenticato che il giorno in cui Trump ha deciso di ritirare gli Usa dall’accordo sul nucleare iraniano, Pompeo viaggiava a Pyongyang per incontrare il leader nordcoreano. Tutto è strettamente connesso. E anche il tipo di reazione americana nei confronti della scelta dell’Iran sarà proporzionato al messaggio che si vorrà dare alla Corea del Nord.

Il viaggio di Rohani in Cina

Il presidente iraniano Hassan Rohani partirà domani alla volta della Cina per il 18esimo vertice dell’Organizzazione della cooperazione di Shanghai (Sco) a Qingdao. Rohani incontrerà Xi Jinpinge avrà colloqui anche con altri capi di Stato, in particolare anche il presidente russo, Vladimir Putin.

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