Di Jester Feed
Di Monti e del suo incarico dobbiamo prima di tutto ringraziare il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e poi i partiti canaglia, cioè quei partiti che hanno contribuito ad affossare il Governo precedentemente eletto per far spazio a un Governo di tecnici che sta solo combinando disastri. Quei partiti, in altre parole, che hanno calpestato la democrazia italiana, pur di sovvertire l’esito elettorale del 2008.
Di Monti e del suo incarico dobbiamo prima di tutto ringraziare il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e poi i partiti canaglia, cioè quei partiti che hanno contribuito ad affossare il Governo precedentemente eletto per far spazio a un Governo di tecnici che sta solo combinando disastri. Quei partiti, in altre parole, che hanno calpestato la democrazia italiana, pur di sovvertire l’esito elettorale del 2008.
Ma dobbiamo anche ringraziare lo stesso Berlusconi e il suo Governo, i quali sono stati incapaci nel tenere la barra al centro nell’azione politica economica del nostro paese, anche a costo di mettersi di traverso rispetto al mercato finanziario e all’asse franco-tedesco.
In ogni caso, i risultati del Governo Monti parlano chiaro. Sono drammatici. Dimostrano che non si può uscire da questa crisi aumentando le tasse
e dunque riducendo il potenziale produttivo degli italiani. Non si può
uscire dalla crisi pagando gli interessi agli speculatori del debito
pubblico attraverso il prelievo forzoso di risorse dall’economia reale.
Perché è questo quello che sta accadendo: Monti sta prelevando i soldi dall’economia produttiva
per trasferirli nelle casse di società di investimento, di banche e
finanziarie varie, le quali non li rimettono nel circuito, ma li
investono nell’acquisto di altri titoli del debito pubblico in un
circolo vizioso senza fine.
Ma vediamo un po’ i dati del “successo” del Governo Monti, aggiornati in questa tabella.
I dati dimostrano una situazione davvero drammatica, peraltro confermata dalla Corte dei Conti,
la quale proprio ieri ha denunciato l’eccessiva pressione fiscale che
ha avvitato l’economia italiana in una recessione pericolosa.
Fonte:Jester.it