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Cosa c'è dietro la strage di Charlie Hebdo ?

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Di Salvatore Santoru

Sulla strage di Parigi sono sorte diverse e interessanti interpretazioni "dietrologiche" o ritenute tali, ma sino ad adesso si sono avute poche analisi che partono dal contesto geopolitico.

Un'interessante spunto per approfondire su questo tema può essere dato dalla notizia datata 5 gennaio, della decisione di Francois Hollande di revocare le sanzioni alla Russia in caso di progressi sul fronte ucraino.



Con questa decisione indubbiamente Hollande ha dato preludio a una momentanea pacificazione relazionale tra i paesi dell'Unione Europea e la Russia, seguita dall'organizzazione dell'incontro tra il presidente francese,Vladimir Putin, il premier ucraino Petro Poroshenko e la cancelliera tedesca Angela Merkel il 15 gennaio per discutere delle possibili soluzioni al conflitto ucraino.

Tre giorni dopo la decisione di questa revoca e dell'organizzazione dell'incontro risolutore è avvenuta la tremenda strage terroristica al Charlie Hebdo, e sorge spontaneo intuire che c'è qualcosa che non quadra.



Una questione che è non è passata inosservata nell'ambito della politica internazionale è l'assenza di Obama e di qualunque altro grosso funzionario statunitense dalla marcia di Parigi, mentre era presente un ministro minore, tanto che ironicamente Maurizio Crozza nella puntata di ieri del programma "Dimartedì", ha detto che era come se per l'11 settembre l'Italia avrebbe mandato Antonio Razzi.

Ora come ora, la revoca delle sanzioni Ue alla Russia e la pacificazione ucraina, potrebbero dare fastidio molto agli USA, e infatti com'è noto le sanzioni europee sono state volute dagli States, visto che economicamente sono controproducenti per ogni paese dell'UE, specialmente l'Italia, la Germania e la Francia.

Inoltre, proprio ieri 13 gennaio è stato diffuso un video dove alcuni membri dell'ISIS utilizzano un bambino per uccidere due uomini accusati dai terroristi di lavorare per i servizi segreti russi(Fsb).



La Russia è uno dei paesi nel mirino dell'ISIS, e d'altrocanto è l'alleato più forte della Siria, il paese da cui provengono gli stessi terroristi, e proprio grazie al veto russo all'ONU venne impedito l'attacco alla Siria programmato da USA e monarchie del Golfo, attacco che come ormai è riconosciuto da tutti, avrebbe portato la Siria a diventare una colonia del jihadismo internazionale, come è stato per la Libia.



Com'è noto i maggiori alleati dell'area mediorientale degli States sono l'Arabia Saudita e il Quatar, che hanno grosse responsabilità nell'avanzamento di ISIS e dell'islamismo radicale in generale.



Tra l'altro, lo stesso ex presidente dell'Iraq Al Maliki, dimessosi dopo l'avvento al potere dei terroristi nel paese, aveva accusato sauditi e Quatar di esserne i finanziatori, e un pò di tempo fa anche il ministro dello Sviluppo tedesco Gerd Mueller ha affermato che i terroristi di ISIS vengono pagati dal Quatar, come ripreso in un articolo molto interessante del 21 agosto 2014 sulla "Stampa" dell'esperto mediorientale Maurizio Molinari.



Sempre molto interessante risulta sapere degli accordi di cooperazione tra la Francia e l'Arabia Saudita del dicembre 2013, e sopratutto di quelli con il Quatar, comprendenti un piano di 50 miliardi di dollari di investimento da parte degli sceicchi sulle banlieus, da cui provenivano tutti i terroristi e in cui il radicalismo islamista sembra prendere sempre più piede.

Qatar

Inoltre, parlando di interessi economici, da un pò di tempo l'Arabia Saudita e gli USA si trovano in "guerra economica" contro la Russia e l'Iran, come raccontato in un articolo molto interessante di Orlando Sacchelli sul "Giornale".



Anche l'Iran risulta un paese fortemente nemico di ISIS, sopratutto per via del fatto che il primo è sciita, mentre l'ISIS, Al Qaeda e tutte le altre formazioni del terrorismo islamista si rifanno al fondamentalismo sunnita e al salafismo, che è un'ideologia che, insieme al wahhabismo, è fortemente diffusa e sostenuta dall'Arabia Saudita e dalle altre monarchie del Golfo.

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