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In Usa top manager donne sono più pagate degli uomini, ma al vertice sono solo il 5%

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Di Salvatore Santoru

Le donne top manager guadagnano più dei loro colleghi uomini negli USA.
La notizia arriva dal "Wall Street Journal",come riportato dalla "Stampa"(1).
Secondo il quotidiano torinese,ventuno amministratrici "hanno ricevuto un pacchetto di compensi mediano (non medio, si tratta di un diverso concetto statistico) di 13,8 milioni di dollari, contro gli 11,6 milioni dei 382 colleghi maschi. "





Sempre secondo "La Stampa" per la prima volta "nei 28 anni in cui il Wsj ha condotto l’indagine, tre dei dieci amministratori delegati più pagati sono donne (Meg Whitman di Hewlett Packard Enterprise, Virginia Rometty di Ibm e Inda Nooyi di PepsiCo). Inoltre, le donne alla guida delle maggiori aziende americane hanno guadagnato più dei colleghi uomini in sei degli ultimi sette anni, anche se il divario si è ridotto dal 2014 in poi. "

Ma,sempre stando a quanto riportato sulla "Stampa",c'è da dire "che il numero di donne al timone di società quotate sullo S&P 500 è molto inferiore a quello di uomini nella stessa posizione: l’anno scorso erano 28, il 5% circa del totale, comprese sette che sono andate in pensione o hanno lasciato l’incarico dopo meno di un anno dalla nomina."

NOTA E PER APPROFONDIRE:

In Svizzera stravince referendum contro megastipendi top manager



Il referendum contro i megastipendi e i bonus milionari ha stravinto: indignati dall'avidità di top manager che hanno incassato somme astronomiche, gli svizzeri hanno lanciato un segnale chiarissimo sostenendo con uno storico 67,9% di voti l'iniziativa popolare lanciata da un piccolo imprenditore per porre un freno alle "retribuzioni abusive" e vietare liquidazioni e 'paracaduti' dorati per i vertici delle aziende quotate in borsa.

"Sono orgoglioso del popolo elvetico. E' stata una bella dimostrazione di democrazia. Una vittoria contro avversari potenti che hanno paventato terribili conseguenze economiche e occupazionali con campagne di stampa aggressive e tendenziose", si è rallegrato stasera il "padre" del referendum, il 52enne Thomas Minder, a capo di un'impresa familiare nel cantone di Sciaffusa (nord-est) e parlamentare conservatore indipendente.

Ed è vero che il chiaro verdetto delle urne è giunto al termine di una campagna intensa, che ha visto i partiti di centro destra, ma soprattutto la potente Federazione svizzera delle imprese, Economiesuisse, investire milioni per tappezzare la Svizzera con manifesti per mettere in guardia dal pericolo di licenziamenti e la morte del modello svizzero provocati da un'approvazione dell'iniziativa.

Per i fautori del No, la proposta approvata doterà la Svizzera "del diritto degli azionisti più restrittivo al mondo". Ma questo ed altri argomenti non hanno fatto breccia. Tutti i 26 cantoni hanno approvato l'iniziativa: un'unanimità piuttosto rara nel Paese di 8 milioni di abitanti, dove convivono lingue e culture diverse. Un vero e proprio tsunami con punte del 77,1 % nel canton Giura e che ha superato la soglia del 70%, anche a Zurigo (70,2%), capitale economica della ricca Svizzera. (ANSA)

Fonte:http://www.wallstreetitalia.com/article/1514493/democrazia/in-svizzera-stravince-referendum-contro-megastipendi-top-manager.aspx

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