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MASSONERIA, ALCHIMIA E MESMERISMO IN “COSÌ FAN TUTTE” DI MOZART


Di Annalisa Stancanelli

Traendo spunto da scritti di Robbins Landon, Napoletano, Basso e Bramani, la musicologa Marilena Crucitti ha realizzato un’approfondita analisi dell’opera Così fan tutte, rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1790 e considerata “la più sostanzialmente esoterica delle tre scritte su libretto di Lorenzo Da Ponte, alla cui composizione Wolfgang Amadeus Mozart attese nell’anno della Rivoluzione Francese”.
Vi si possono, infatti, riconoscere i segni del patrimonio ermetico a partire dai temi peculiari delle nozze e della doppia coppia, con l’intervento di Don Alfonso leggibile come l’esperimento di un alchimista. Le interpretazioni più attuali dell’opera insistono sul potere trasfigurativo della musica, una “nuova” perfezione sonora che accompagna la stilizzazione descrittiva con sottintesi, al posto di violente sottolineature di affetti, invitando a considerarla come un vertice della produzione mozartiana di pura poesia.
Tuttavia alla struttura e ai suoi simboli nascosti, ai suoi modelli tematici, secondo la Crucitti, deve essere mirato lo studio di chi non crede più “nell’immagine di un Mozart poco interessato alle vicende politiche e culturali del suo tempo, chiuso e distratto nel suo universo di genio, che ha alimentato la fantasia popolare fino ai più recenti studi sul musicista che ribaltano lo stereotipo”.
Mozart_2Mozart, al contrario, era un uomo coltissimo inserito nei circoli intellettuali più avanzati della sua epoca, un uomo immerso nel secolo dei Lumi. Di queste sue frequentazioni e dei suoi interessi è efficace testimonianza proprio l’opera lirica presa in esame, che è ricordata come la più discussa fra le opere del grande musicista. Così fan tutte presenta molteplici livelli di lettura e mostra influenze diverse; proprio il suo polimorfismo la rende capace di trasportare gli appassionati in un’altra realtà, di far vivere loro un sogno.
“Io non so se questo è un sogno” s’interroga Despina, e un sogno letterario-filosofico-alchemico è celato nel coltissimo libretto di Da Ponte, che risente di influenze ariostesche e shakespeariane, così come si richiama alle Mille e una notte, alla vicenda di Lucrezia tramandata da Tito Livio e alla novella El curioso impertinente di Cervantes. L’equilibrio fra la raffinatezza della musica e la situazione teatrale deve essere sempre tenuto presente per la comprensione delle opere di Mozart e ancor di più di questa, nella quale si coniugano alchimia e massoneria servendosi del tema delle nozze, come nella migliore tradizione rosacrociana.
I documenti dell’epoca testimoniano inequivocabilmente l’appartenenza di Mozart alla Loggia Massonica “La Beneficenza” dove fu iniziato il 14 dicembre 1784 a Vienna. “Non si trattò” ha ribadito Marilena Crucitti “come spesso è stato scritto, di un’adesione puramente formale, dettata solo dalla necessità di avvicinare i ricchi mecenati dell’alta società; i contatti di Mozart con affiliati alla Massoneria risalgono ben prima del suo ingresso formale che fu il punto di arrivo di un lungo processo di assimilazione delle spinte ideali del tempo”.
Poiché in campo musicale la Massoneria non aveva ancora delle regole proprie, Mozart creò un simbolismo musicale che venne poi ripreso da altri musicisti massoni come Beethoven (come le note legate a due a due a significare il legame fraterno fra gli affiliati). L’adesione di Mozart alla Massoneria fu convinta ed entusiastica; essere massone significò per lui vivere sentendosi partecipe di un percorso condiviso. Il grande compositore risentì anche dell’ondata di irrazionalismo mistico nel quale si ritrovarono l’ermetismo, i culti misterici, il rosacrocianesimo, e delle finalità e dei riti dei “Fratelli Asiatici”, movimento scismatico nato dal grembo dei Rosacroce, che manifestavano prevalenti interessi per l’alchimia.
Ma sono le opere a parlare per l’autore, che in Così fan tutte inserisce simbologie massoniche intrecciate a molti altri piani rappresentativi che si innestano nel flusso dinamico dell’opera buffa italiana. E così il momento simbolico fondante nella trattatistica alchemico-massonica, il congiungersi delle forze motrici dell’universo maschile e femminile, le nozze, giungono alla fine dell’opera, dopo l’esperimento di guarigione mesmerica attuato da Despina; non solo un esperimento affettivo condotto tra le due coppie, Fiordiligi e Guglielmo, Ferrando e Dorabella, innescato dal vecchio filosofo Don Alfonso seguendo le tappe della trasformazione alchemica (nigredo, separazione, rubedo, scambio, e albedo, ricongiunzione), ma anche occulti riferimenti ad antichi riti iniziatici come il “katapontismós”, il salto nelle acque evocato nel terzetto “Soave sia il vento” che sancisce l’inizio della trasformazione in riferimento alla mutazione degli elementi in acqua nella prima fase dell’opus alchemica.
Ultima nota meritevole di approfondimento, la riflessione sull’esperimento condotto da Despina-medico, basato sulla teoria di Anton Mesmer del “magnetismo animale”, che assegnava un ruolo importante all’erotismo e all’induzione di stati di coscienza alterati che sembrano precorrere gli sviluppi dell’ipnosi, della psicologia del profondo e della psicoterapia. I tanti temi innovativi di Così fan tutte, come anche la perdita dell’identità, la fedeltà non più principio incontestabile ma continua ricerca di un punto d’incontro, ancora una volta rivelano in Mozart non solo il raffinato “architetto” musicale ma anche l’intellettuale al passo, o forse più avanti, dei suoi tempi, un genio “illuminato” e illuminista.
FOTO: Olio su tela di autore anonimo, Historisches museum der Stadt, Vienna. Rappresenta una riunione di Loggia Massonica a Vienna agli inizi del 1790. La prima persona seduta a destra è Mozart, in conversazione forse con Emanuel Schikaneder.

SULLO “STATO DI SOGNO” E (ALCUNE) SUE POSSIBILITA’


Di Gianluca Marletta

Per capire la realtà del sogno, é necessario innanzitutto distinguere lo stato di “sonno profondo” (dove l’essere è riassorbito in uno stato che non ha più alcun collegamento con la coscienza individuale – stato di cui non ci occuperemo in questa sede) da quello di “sogno” propriamente detto.
In senso stretto, il sogno è in realtà lo stato in cui l’essere – abbandonata ma non del tutto la manifestazione grossolana e corporea (permane infatti quella che la Bibbia chiama la “corda aurea” che collega anima e corpo) – si ritrova nella dimensione psichica, animica e sottile. La complessità dello stato sottile o animico é tale che non può in alcun modo essere affrontata in questa sede (Cfr. René Guenon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta, Cap. XIII); ma proprio tale complessità rende ragione dell’immensa vastità e della differente natura di ciò che, nel linguaggio profano, è semplicemente definito come “sogno”.
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Innanzitutto, l’essere riassorbiti nello “stato sottile” che la condizione di sogno implica, rappresenta pur sempre – e almeno in una certa misura – un affrancamento dai limiti corporei: per questa ragione, in tale modalità, “può capitare” anche involontariamente che l’essere “spazi” in condizioni e “luoghi” (intendendo il termine in senso simbolico) normalmente preclusi nello stato di veglia. 
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Ancor più interessante è l’analogia tra il SOGNO E LA MORTE (non è solo una “metafora poetica”, come immaginano gli esegeti profani, l’espressione del Cristo che indica i morti come “addormentati”). Immediatamente dopo il trapasso, infatti, la maggior parte degli individui giungono proprio in quella dimensione intermedia (l’Ade o lo Sheol degli antichi o della Bibbia) che è propriamente lo stato sottile (Taijasa nella Tradizione Indù). Questo, per inciso, implica anche che certi “incontri” con individui trapassati che possono avvenire in sogno siano (a volte) cose molto più “reali” di quanto si immagini (come testimoniato in tutte le Tradizioni spirituali – Cfr. I Racconti del Pellegrino Russo…), proprio perché la comunicazione tra due esseri è possibile solo ritrovandosi in uno stesso stato o modalità. Non è un caso che nella tradizione classica le Due Porte dei sogni fossero collocate proprio …all’ingresso dell’Ade.

La Tavola di Smeraldo


La Tavola di Smeraldo è un testo tradotto dall'arabo al latino nel XIII secolo che secondo la tradizione fu scritto da Ermete Trismegisto, il dio Thoth degli Egizi.





Geber (Djabir-Ibn-Hayyan), il celebre alchimista arabo, lo menzionò già in un suo scritto dell'VIII secolo, ma la sua diffusione in latino cominciò nel XII secolo con il testo Segreto dei Segreti, attribuito falsamente ad Aristotele.

Ne trattarono nei loro scritti anche Alberto Magno(vescovo domenicano tedesco), Bernardo il TrevisanoRoger Bacon (francescano inglese, italianizzato in Ruggero Bacone), Johannes Trithemius (abate benedettino tedesco, italianizzato in Tritemio), Heinrich Khunrath (medico tedesco)Michael Maier, (medico tedesco), Isaac Newton (fisico inglese), Eliphas Levi (esoterista francese), Madame Blavatsky e molti altri.

Ma veniamo al testo

1. Verum, sine mendacio certum et verissimum
E’ vero, è certo senza falsità e verissimo.

  • E' vero 3 volte... così come Ermete è Trismegisto (Mercurius Ter Maximus), che rappresenta sia l'assoluto, ovvero il Grandissmo Ermete o il testo di una Verità Assoluta.
    Ma è possibile interpretarla come una Verità Universale, valida contemporaneamente sui piani fisico, astrale e mentale.
2. Quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula Rei Unius.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una Cosa Unica.
  • Tutto ciò che esiste è cosituito di una Sola Sostanza, che prende gradi di densificazione e manifestazione differenti. Mente, astrale e fisico sono tutti aspetti di una medesima sostanza. Così possiamo dire che come la materia è energia densificata, anche i pensieri sono cose.
    Con la mente possiamo influire sul piano fisico; operando sul fisico possiamo influire sulla mente. Non sono entità separate.
3. Et sicut omnes res fuerunt ab Uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac Una Re, adaptatione.
Come tutte le cose provengono dall'Uno, per mediazione di quest'Uno; così tutte le cose sono nate per adattamento di questa Cosa Unica.
  • Una cosa importante che vorrei sottolineare nel testo è che l'Uno è chiamato Cosa Unica, quindi più che un dio personificato, una Cosa indefinibile, una energia che permea ogni cosa e che per sua differenziazione si manifesta in tantissime forme differenti.
4. Pater eius est sol, mater eius luna; portavit illud ventus in ventre suo: nutrix eius terra est.
Pater omnis telesmi totius mundi est hic.
Vis eius integra est, si versa fuerit in terram.
Suo padre è il sole, sua madre è la luna. il vento l'ha portato nel suo ventre: la terra è la sua balia.
Il padre di tutti i rituali del mondo è qui; la sua potenza è illimitata se vien convertita in terra.
  • Il padre è lo Spirito (la mente), la madre è l'Anima (l'astrale), il soffio vitale, l'energia gli ha dato forma e il corpo fisico lo nutre come una balia. Quindi noi non siamo il corpo fisico. Il corpo fisico ci nutre. Noi siamo fatti di Spirito ed Anima e tenuti insieme dal campo di energia vitale. Il segreto di tutti i rituali e di tutte le meraviglie del mondo è qui... nella mente. La sua potenza è illimitata quando la coscienza permea il corpo (consapevolezza, presenza).
5. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum.
Tu separerai la Terra dal Fuoco il sottile dallo spesso, dolcemente con grande abilità. Risale dalla Terra al Cielo, poi di nuovo ridiscende in Terra, e raccoglie la forza superiore ed inferiore.
  • Separa il corpo fisico dal corpo spirituale, il corpo sottile da quello spesso. Dolcemente, senza forzature, ma con ingegno ed abilità. Risali dalla terra al mondo dello spirito, poi ritorna in terra e raccogli le energie superiori ed inferiori. Separa e riunisci. Diventa un canale, diventa un Ponte (pontefice deriva da Pontifex, il ponte tra la dimensione fisica e la dimensione spirituale).
6. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit.
Così avrai la gloria di tutto il Mondo. Pertanto ogni oscurità fuggirà da te. Questa è la forza forte di tutte le forze; perchè vince ogni cosa sottile e penetra ogni cosa solida.
  • Operando in questo modo acquisirai la gloria di tutto il mondo (il Corpo di Gloria, un corpo energetico che manifesta in sè i 4 Attributi Divini Onnipotenza, Onniscienza, Onnipresenza e Immortalità). Questa la forza più potente dell'Universo ed ogni oscurità, cioè impotenza, indecisione ed errore fuggirà da te. Con questa forza potrai dominare ogni cosa sottile (mentale, energetica) ed ogni cosa fisica.
7. Sic mundus creatus est.
E’ in questo modo che il Mondo fu creato.
  • Così è stato creato il Mondo. Così l'uomo può ricreare se stesso come dio. Oppure in forma più poetica e sibillina possiamo dire che il microcosmo viene così ricreato ad immagine del Macrocosmo.
8. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est.
Quindi si potranno ottenere applicazioni meravigliose, con il metodo qui indicato.
  • Con questo processo si potranno realizzare cose meravigliose. I cosiddetti "miracoli" altro non sono che l'applicazione di queste "Leggi".
9. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi.
Per questo sono chiamato Ermete Trismegisto, perchè possiedo le tre parti della filosofia del Mondo.
  • Ermete è chiamato Trismegisto, Tre volte Grande perchè possiede la conoscenza della Filosofia del Mondo che è essenzialmente la Scienza delle Cause e degli Effetti. Le sue tre parti possono essere considerate il piano fisico, il piano astrale ed il piano mentale.
    Oppure potremmo dire che Ermete è Grande nelle Tre componenti della Tradizione Ermetica che sono Magia, Alchimia ed Astrologia.
10. Completum est quod dixi de operatione solis.
Ho detto tutto ciò che era da dire sull'Operazione del Sole.
  • Con questo Ermete afferma di aver detto tutto, di non aver tralasciato nulla e di non aver altro da aggiungere sull'Operazione del Sole, la divinizzazione dell'Uomo. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

     La Tavola di Smeraldo rappresentata nel testo del medico tedesco Heinrich Khunrath

Tra Esoterismo e Filosofia: Rudolf Steiner


Di Umberto Bianchi
Mi sono appena finito di legger tutto d’un fiato “La Scienza Occulta” di Rudolf Steiner ma, contrariamente alle generiche aspettative di chi vorrebbe sentirsi dare sul testo e sul personaggio Steiner un giudizio “tranchant”, estremamente positivo, entusiasta, sino al fanatismo, da una parte, o estremamente negativo, ipercritico, deluso e stroncatorio, dall’altra, il giudizio di chi scrive, non propende né per l’una, né per l’altra opzione, bensì ad un composito sguardo d’insieme, costituito da un insieme di chiaroscuri tale che, alle volte, diviene concretamente difficile arrivare ad una visione d’insieme completa ed obiettiva.
Ad onor del vero, va anzitutto detto che, quello steineriano, è un testo risultante da un pensiero visionario e come tale andrebbe, pertanto, preso ed interpretato. La ricerca di una coerente definizione ed esplicazione di una “Scienza Occulta”, conosce in Steiner, vari momenti. L’autore con il nitore ed il linguaggio semplificato di chi ben naviga con una certa collaudata maestria nella materia, mette il lettore scettico e dubbioso dinnanzi ad una primaria e ben mirata considerazione: è perfettamente inutile cercare di interpretare con criteri razionali, ciò che tale non è… lo sforzo sarebbe inutile e dannoso; è necessario, invece, cercare di porre la propria mente su un piano superiore e differente a quello della semplice e lineare cartesiana razionalità. Solo in questo modo si potranno recepire appieno le istanze di un sapere, altrettanto “scientifico”, quanto distante e non comprensibile e perciò stesso “occulto”, rispetto a quello usuale.
Una distinzione questa, salutare e necessaria alla continuazione di questa, ma anche di qualsiasi altra narrazione, che voglia frantumare e superare i parametri culturali della modernità illuminista, permettendo così, alla obnubilata mente di chi muove i primi passi in questa direzione, di poter spaziare ed arrivare a percepire dimensioni spirituali, altrimenti precluse. Diciamo che Steiner raccoglie e rielabora quelli che, delle scienze occulte, rappresentano i motivi più salienti. Nel rifarsi un po’ alla narrazione platonica, Steiner ci parla dei vari stadi della natura umana, partendo da un corpo meramente “fisico”, per passare via via ad uno stadio “eterico”, “astrale” e così via discorrendo, sino quasi ad arrivare a far coincidere l’animo umano con lo Spirito Assoluto, ricalcando, in questo, come in altri motivi, le elaborate indicazioni della metafisica Hindu che, a tal riguardo, ci parla di Atman, come manifestazione ultima di quanto poc’anzi accennato. La stessa metempiscosi delle anime, con tutto il processo di morte e rinascita, la teoria sull’accesso alle dimensioni superiori dell’Essere attraverso i vari stadi della meditazione e del pensiero (razionale, intuitivo, etc….), sembrano in qualche modo ripetere, attraverso l’interpretatio steineriana, i più classici motivi delle varie tradizioni esoteriche.
Laddove, invece, varrebbe la pena soffermarsi, al fine di estrapolare degli elementi non esenti da una certa originalità, è proprio la parte riguardante la genesi dell’uomo contestualizzata in una originale cosmologia, a detta della quale, ad ogni pianeta corrisponde uno stato dell’essere umano che, inizialmente presente solo ad uno stato gassoso, andrà via via condensandosi, partendo da Saturno sino ad arrivare alla Terra, attraverso vari pianeti (Giove, Luna, Venere), rappresentanti altrettanti stati dell’essere. La stessa umana civiltà è vista come una prosecuzione di questo processo di “condensazione”. Ad una fase “Atlantidea”, caratterizzata da una superiore conoscenza iniziatica, succederà una spiritualizzata e contemplativa civiltà Hindu, passando per tutta una serie di fasi (“persiana”, greco-latina, etc.), tutte caratterizzate da una graduale perdita di quella superiore carica di spiritualità che, retaggio dei precedenti stadi ontologici, vanno però consolidandosi verso un nuovo modello umano, in cui la figura del Cristo, assume un ruolo centrale, in quanto simbolo della nascita della pienezza di coscienza razionale, in Occidente e nel mondo intero.
Quella stessa presa di coscienza, genererà una civiltà i cui effetti sono tutt’oggi ravvisabili ed i cui sviluppi sono forieri di nuovi ed ulteriori stadi di evoluzione dell’umanità intera. Qui, la visione steineriana sembra attraversata da suggestioni tutte provenienti dall’emanazionismo gnostico, caratterizzato da un peculiare atteggiamento “negativo”, verso la materia, a sua volta vista come prodotto di una graduale ma irrimediabile caduta dello Spirito verso il basso. Tutto questo se non fosse che, il buon Steiner, ci parla di “evoluzione” della specie umana verso differenti e peculiari forme di spiritualità, per ogni epoca da questa attraversata.
Quale che sia la risposta certa, in grado dipanare il bandolo della matassa antroposofica, quello di Steiner rappresenta sicuramente uno di quei tentativi destinati a lasciare un segno, nella lunga scia di pensiero vitalista ed irrazionalista che ha caratterizzato il 19° ed il 20°secolo, in quanto la Scienza dello Spirito, qui sembra offrire un modello alternativo all’evoluzionismo darwiniano, non rappresentato dai soliti richiami chiesastici e fideistici. Al pari di altri autori a lui più o meno contemporanei, (basti pensare al Kremmerz o al precedente Eliphas Levi, sic!) anche lo Steiner cerca di dare una veste “scientifica” al sapere occulto, commettendo, a detta di chi scrive, un madornale errore.
Nel riprendere le varie suggestioni offerte dal Platonismo, dalla Gnosi, dalla cultura Hindi, dallo stesso Hegel (per quanto riguarda la figura cristologica…), guardando anche a Dilthey ed a Nietzsche, il nostro nell’intento di edificare una “Nova Scientia”, si fa prender troppo la mano ed arzigogola all’eccesso. Ampollose e pesanti le sue visioni sulla natura umana e sul suo rapporto con la morte. Altrettanto ampollose e contorte quelle sulla antropogenesi. Peggio ancora, va per la parte finale del testo steineriano, incentrato sulle prospettive del genere umano, stavolta declinate all’insegna di uno strabordante sentimento di “amore”, che tanto sembra possedere il dolciastro sapore di una sgangherata utopia progressista o di una narrazione New Age “ante litteram”.
Il tutto, molto incerto e confusionario, visto che non si riesce a capire cosa per “amore” il nostro voglia intendere. Steiner fu uomo sicuramente animato da grandi intuizioni e da una forte carica visionaria. Nell’alveo culturale della Teosofia, l’originalità della sua visione, sta proprio nella sua visione fortemente “occidentocentrica” ed imperniata sulla figura del Cristo, la qual cosa lo porterà alla rottura con la Teosofia di Madame Blavatskji e di Annie Besant che, anche se animata dai medesimi presupposti culturali, guardava ad Oriente ed alla cultura Hindu, sebbene interpretata e riletta ad “usum delphini”, secondo le suggestioni blavatskjiane.
Steiner lascerà sicuramente influenze in vari esponenti del pensiero esoterico, ma anche in quello più propriamente filosofico. Per quel che riguarda l’esoterismo, basti ricordare due importanti esponenti del Gruppo di Ur: Giovanni Colazza e Giovanni Antonio Colonna di Cesarò. Non senza voler ricordare anche la figura di Massimo Scaligero. Per quanto concerne il pensiero filosofico, la Jaspersiana teoria dell’Età Assiale dell’umanità, tutta incentrata su una generale e qualitativa presa di coscienza del genere umano, in un determinato arco di tempo della storia, sembra voler ricalcare delle mai sopite suggestioni steineriane.
Il pensiero dello Steiner, sembra volerci prepotentemente riproporre l’interrogativo, mai definitivamente risolto, sul senso della umana civiltà. Ovverosia se, quel nostro progressivo “solidificarci”, quel nostro allontanarci da un primigenio rapporto di osmosi ed immediatezza con l’Essere, abbia rappresentato una reale e positiva “evoluzione” per il genere umano o, invece, non sia stata la parabola di una caduta verso la dannazione della occidentale schiavitù alla civiltà Tecno Economica. Una risposta che, neanche lo Steiner, sembra riesca a darci, non riuscendo egli stesso a motivare e giustificare l’intero processo antropogenetico, tanto minuziosamente descritto, con le future ed “evoluzionistiche” prospettive del genere umano.
Ma forse, va bene così. Forse la non-risposta, la mancanza di certezza e definizione, rientra in ambedue delle più pregnanti espressioni dell’umano pensiero: quello filosofico e quello, più propriamente, esoterico. Nel primo, a prevalere delle volte, non è tanto la ricerca di una soluzione alla ricerca del senso della realtà, quanto il percorso indicato per cercare di pervenire al tanto agognato fine. Nel secondo, invece, a sovrastare il tutto, un’immagine direttamente mutuata dalla antica sapienza alchemica ed ermetica: quella di una sostanza universale che, nel cambiar continuamente forma e stato, permane, alfine, sempre la stessa.
E’ l’Azoth, o Azoto degli alchimisti, che va riaffacciandosi prepotentemente sulla scena e non solo per quanto riguarda l’umana microfisica, attraverso la ricerca della Pietra Filosofale, ma anche per quel che riguarda l’intero Ordine Universale ed il Destino del genere umano, intesi alla stessa guisa di una sostanza che, anche se in perenne mutamento, senza soluzione di continuità, resta nel proprio fondo sempre identica. E forse, questa potrebbe essere la risposta più appropriata a tutti quei tentativi che, nel cercare di trovare una soluzione a problemi come quelli della genesi del genere umano, della sua civiltà e dello stesso Universo, si infrangono costantemente sulla infinita complessità e contraddittorietà delle risposte che incontrano sul cammino.

Il Mistero Massonico

Proseguiamo in questo nostro approfondimento relativo a un fenomeno, tanto interessante quanto oscuro, qual è quello della massoneria.
La Loggia non è solo il luogo del magistero, della spiegazione, dell’insegnamento, ma è anche il luogo dove si amministra il tanto sospirato mistero, rivelato gradualmente attraverso l’allegoria (figura retorica per mezzo della quale l’autore esprime e il lettore ravvisa un significato riposto, diverso da quello letterale); è il luogo dove attraverso lo spettacolo, la scenografia, gli effetti ottici, si fa presa sull’emotività degli adepti. 

Da notare che troviamo, in questo modo, e ancora una volta, l’intreccio e la fusione delle due maggiori componenti del ‘700 illuministico: quella razionalistica e quella mitico-religiosa, attraverso le quali il mistero massonico si configura come un processo di illuminazione e di rigenerazione spirituale. Nella Loggia tanto l’iniziazione (ovvero la ricezione dell’adepto) quanto il passaggio di grado si compiono, come detto nel precedente articolo, attraverso il consueto schema: peccato-espiazione-rigenerazione.

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Il momento dell’espiazione, della sofferenza, si configura attraverso il viaggio di un uomo bendato, che nel rito dell’iniziazione viene rappresentato con una scenografia terrificante. Da questa situazione di dolore si esce soltanto dopo aver sostenuto alcune prove, superate le quali l’adepto presta il suo giuramento e, tolte le bende, vede la luce: è questo il momento supremo della rigenerazione. Secondo il catechismo di Venezia del 1788 si fanno balenare innanzi agli occhi dell’adepto diverse figure simboliche: i compagni puntano le loro spade verso di lui; il neofita vede gli astri, il firmamento, il Tempio, il globo. Il globo e gli astri stanno a rappresentare la concezione newtoniana (meccanica e deistica) dell’Universo; il Tempio è il simbolo della libertà e della giustizia. Tali parole risultano essere tuttavia innocue, in quanto spetta all’Oratore l’estrarre dall’ovvietà retorico-moralistica di questi termini il loro significato riposto, avvicinare l’adepto ai misteri. Ciò avviene per mezzo di un linguaggio allusivo e allegorico che solo i più capaci possono penetrare e che, attraverso un discorso per “coincidentia oppositorum” (il negativo non coincide con il nulla, in quanto da esso può estrarsi il positivo, il negativo può realizzarsi nel suo contrario; come nel discorso dell’Oratore: dalla morte nasce la vita), rivela con potente ambiguità che compito della Massoneria è quello di realizzare sulla terra l’uguaglianza reale e non meramente giuridica.

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L’Oratore afferma che il male e la corruzione non sono elementi eterni, che possono essere distrutti, che la situazione del mondo si può ribaltare distruggendo l’esistente, negando il negativo. Ed è proprio questa quella coincidentia oppositorum che giustifica la positività della distruzione come elemento necessario per la ricostruzione della vita.
L’Oratore parla sempre per allegorie, e il suo discorso è contraddistinto da una voluta gradualità; l’incognita del mistero sarà per cui rivelata a mano a mano, e potrà essere colta solo dai più capaci, dalle menti più sagaci (selettività dei grandi massonici). Nel catechismo veneto l’Oratore accoglie con tono di trionfo, di gioia, il nuovo fratello ed esprime la certezza che tutto si capovolgerà, che a poca distanza di tempo ci sarà un ribaltamento radicale, quasi apocalittico: ogni valore cambierà segno, il mondo vecchio crollerà a pezzi e tutto ciò darà origine a nuova vita, ad un sistema effettivamente giusto, alla ricostruzione del Tempio. Dalla morte nascerà la vita. Attraverso la divisione dei beni, le sperequazioni sociali scompariranno. Le figure diverse (linee, superfici, corpi simboleggianti le differenze economico-sociali) attraverso la divisione dei beni diventeranno quantitativamente eguali (angoli retti).
Il Maestro, il più alto grado della gerarchia massonica di struttura semplice, assimila a sé il mistero del leggendario maestro della Massoneria, Hiram (è il nome del re della città fenicia di Tiro che inviò a David e a Salomone materiali per la costruzione del Tempio), l’architetto che conosceva il mistero, la formula della costruzione del Tempio. Hiram venne ucciso, portando con sé il segreto della ricostruzione, ovvero della rigenerazione dell’umanità. Il rito per l’accettazione del Maestro si svolge secondo lo stesso schema generale dell’accettazione dell’adepto, anche se il segreto che l’Oratore svela al nuovo Maestro è più specifico ed arduo di quello rivelato al semplice adepto. A questo era stato rivelato il mistero dell’uguaglianza (reale, non giuridica), al Maestro si rivela, invece, la formula per porre in atto il progetto, sempre tramite allegorie.
Nel catechismo veneziano il rito si svolge in tre momenti: il primo va a descrivere la desolazione del mondo dopo la morte di Hiram e la distruzione del Tempio; il secondo formula il messaggio di salvezza, la speranza della ricostruzione del Tempio, la possibile rinascita di Hiram. Dalla morte può rinascere la vita; attraverso il terzo momento si insegna nella pratica come è possibile ricostruire il Tempio. Il nuovo mondo di eguali e liberi deve essere costruito attraverso la lotta, eliminando i vecchi gruppi dirigenti.
Nelle più antiche costituzioni massoniche si legge che la setta deve rispetto alla religione e obbedienza allo Stato. Ma con altrettanta decisione la Massoneria si pone al di sopra di entrambe le istituzioni. L’adepto può professare la religione nazionale, la al di sopra di essa egli rispetta i principi di tolleranza insegnati dalla setta. La dottrina e la regola della Loggia si pongono, dunque, al di sopra di quelle della Chiesa e dello Stato, riducendone logicamente l’efficacia. Sembra quasi che nella setta circoli uno spirito che potrebbe definirsi latamente liberal-democratico, che si manifesta in una struttura associativa che ricorre al diritto di rappresentanza, all’abitudine delle votazioni, alla elezione delle cariche, al diritto di ricorrere contro le deliberazioni considerate inique… Ma questa apertura democratica è limitata alla struttura verticale e gerarchica della setta, dalle attribuzioni del Maestro. L’impianto mistico-religioso, gerarchico della setta si riflette nella concezione stessa della Loggia. Questa è considerata come un mondo ordinato, un microcosmo, nel quale si rispecchia l’ordine universale del mondo newtoniano: ogni cosa ha il suo posto, ogni rito ha il suo cerimoniale. L’adepto entra a far parte di un Ordine divino. Entrare nella Loggia vuol dire entrare in un mondo armonioso, dove l’adepto sente le sue forze centuplicarsi. Tale sensazione si avvale, comunque, della riduzione dell’individualità del singolo: fa sì che l’uomo si senta più grande solo in quanto fa parte di un tutto, è membro della comunità, voce del coro. La Massoneria è, dunque, un’esperienza totalizzante in ogni suo aspetto.
La seconda linea dei sistemi massonici, quella a struttura complessa, sorse intorno al 1737 come forma di protesta dell’aristocrazia (francese, stuardista e cattolica) contro l’egemonia borghese della setta. Contro i borghesi che monopolizzavano i tra gradi massonici, i nobili si arroccarono in nuovi gradi più alti, che presero il nome di gradi scozzesi (viste le tendenze stuardiste dei promotori). Questi al principio furono cinque. Ma proprio perché la funzione che gli alti gradi vantavano era quella di conservare il segreto sepolto nelle rovine del Tempio (il mistero della rigenerazione), proprio per l’estrema latitudine e ineffabilità (molto verosimilmente per l’inconsistenza) dell’incognita, gli alti gradi si moltiplicarono vertiginosamente. In essi si annidarono nobili, cavalieri, sovrani, occultisti, teosofi, imbroglioni, millantatori. La Massoneria degli alti gradi si organizzò come una galassia di corpi settari dai nomi cavallereschi e fantasiosi, magico-burocratici, ordinati secondo una gerarchia di mistero e di direzione che culminava nell’inaccessibile firmamento dei superiori misteriosi. Questa concezione di una dirigenza altissima e inconoscibile rimarrà come un elemento portante nella mentalità dei settari. La latitudine del mistero e la moltiplicazione dei gradi rende amplissimo lo spettro della Massoneria scozzese; le sue ramificazioni vanno dalla destra ispirata dai Gesuiti e dalle correnti teosofico-reazionarie, alla sinistra nella quale il radicalismo anarchico di Weishaupt (di provenienza scozzese) confluisce, con la Massoneria azzurra, nella organizzazione delle Logge che prepareranno la Rivoluzione francese.

Magia, esoterismo e potere: la storia segreta

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Di Giorgio Cattaneo
Il mago in politica? Conta, sì. Ma non ha l’ultima parola. Certo, esiste: anche se i giornali non ne parlano mai. E spesso, proprio con il mondo esoterico sono in contatto i servizi segreti. Lo rivela il professor Giorgio Galli, autorevole politologo, per lunghi anni docente all’università di Milano. Un monumento della cultura italiana contemporanea. Classe 1928, ha all’attivo quasi cento titoli: dal volume d’esordio sulla storia del Pci, risalente al ‘53, fino all’ultimo lavoro, “Il golpe invisibile” (Kaos, 2015), che spiega “come la borghesia finanziario-speculativa e i ceti burocratico-parassitari hanno saccheggiato l’Italia repubblicana fino a vanificare lo Stato di diritto”. 
Intervistato da Fabio Frabetti e Paolo Franceschetti a “Border Nights” sul ruolo dell’occultismo nella politica, il professore chiarisce: la deriva “magica” dell’esoterismo ha certamente condizionato importanti leader del passato, Hitler in primis.

| (LINK DEL VIDEO DELL'INTERVISTA A GIORGIO GALLI SU BORDER NIGHTS,

Ma poi il fenomeno si è attenuato. Perché parlarne, allora? Perché non ne parla mai nessuno, a livello di ufficialità, se non per liquidare l’argomento in modo sprezzante, come se il fenomeno non esistesse. Altrettanto sbagliato, secondo Galli, l’atteggiamento iper-complottista di chi considera onnipotenti le società iniziatiche, massoneria compresa: hanno il loro peso, senz’altro, ma non possono decidere tutto.

Hitler e il Nazismo Magico
Le componenti esoteriche del Reich millenario
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La missione dello studioso: svelare retroscena occulti e, al tempo stesso, demifisticare – con l’occhio razionale dello storico – le tante mitologie connesse al presunto potere di grandi “maghi”, al fianco dei potenti della Terra. Nel mirino innanzitutto il leader del nazismo.

| (LINK- Video "Le Radici Occulte del Nazismo", estratto del documentario di Marco Dolcetta "Il Nazismo Esoterico", https://www.youtube.com/watch?v=c7c7Qs80KM4) |

 Un fenomeno al quale – tra Himmler e la società Thule – il professor Galli ha dedicato ben tre saggi. Il primo, “Hitler e il nazismo magico” (Rizzoli) risale al 2005. A seguire, “La svastica e le streghe”, una “intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse dell’Occidente”, pubblicata da Hobby & Work nel 2009, quattro anni prima di “Hitler e la cultura occulta”, libro uscito nel 2013, pubblicato ancora da Bur-Rizzoli.



Impossibile non notare il potere ipnotico che la retorica del dittatore esercitava su masse immense, durante le celebri adunate oceaniche del nazismo. Disponeva di tecniche occultistiche? «Intanto era nato a Braunau sull’Inn, paese che ha dato i natali a un numero di medium superiore alla norma: c’è chi ritiene che, in determinate zone della Terra, vi siano cariche magnetiche che conferiscano doti particolari, come quelle che caratterizzano i medium e i veggenti». Inoltre, aggiunge Galli, è noto che Hitler prese lezioni da Erik Jan Hanussen, famoso ipnotista austriaco che, «nei teatri, ipnotizzava gli spettatori, facendo creder loro che fossero reali fenomeni che erano solo immaginari».

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Lo stesso Hanussen, mago e illusionista, fu poi ucciso dai nazisti il 30 giugno del 1934 nella strage passata alla storia come la “notte dei lunghi coltelli”. Una buona occasione «per far sparire le tracce della formazione ipnotistica che Hitler aveva ricevuto». Ma una cosa è ammettere che Hitler credesse nell’occulto e si avvalesse di maghi come Hanussen, un’altra è pensare che il nazismo sia “esploso” in virtù della magia: «Mai, il nazismo, si sarebbe potuto affermare senza la sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale, senza la crisi del dopoguerra e senza la grande crisi del ‘29, tutti fenomeni che hanno determinato il destino del paese sino all’avvento del Terzo Reich».

L'ascesa di Adolf Hitler
Come nasque e si affermò il nazismo in Germania nel primo trentennio del Novecento
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Quindi attenzione: «Io non sostengo che l’esoterismo sia la chiave interpretativa della storia», precisa Galli. «Dico che ne è una delle componenti (e non delle più importanti), che però è stata completamente trascurata». E’ chiaro che a partorire il nazismo è stata la crisi politica, sociale ed economica patita dalla Germania a partire dal 1914. «Le cause che gli storici hanno studiato permettono di capire la vicenda tedesca anche senza bisogno di studiare l’esoterismo. Però, appunto, c’è anche l’esoterismo: e ha avuto un ruolo importante nella formazione culturale di una parte dell’élite nazionalsocialista».

La storia politica ed economica spiega tante cose, ribadisce Galli, ma «talvolta, in determinate circostanze, non spiega tutto». Secondo il gollista Maurice Schumanngruppi esoterici presenti anche in Vaticano hanno influenzato la nascita della stessa Unione Europea: «E’ una componente sin qui trascurata, meno importante di altre, ma che va tenuta presente». Giorgio Galli ha scritto anche un’introduzione al recente saggio “Mussolini e gli Illuminati”, nel quale Enrico Montermini mette in luce il rapporto (rimasto in ombra) tra il fascismo e l’esoterismo, dal ruolo di Giuseppe Cambareri – il mago di tanti ufficiali dell’esercito mussoliniano – all’intervento della massoneria anglosassone agli esordi delle camicie nere, fino al drammatico epilogo di piazzale Loreto, «macabro sacrificio rituale per celebrare simbolicamente la caduta dell’ultimo Cesare». Magia e dittature, ma non solo: «Lo stesso Churchill, che era massone – racconta Galli – si consultò moltissimo con l’ambiente esoterico, prima di decidere l’atteggiamento da assumere con Hitler». Furono alcuni esoteristi a confermargli che occorreva opporsi strenuamente al Terzo Reich: impossibile conviverci, perché avrebbe trasformato l’Europa nel peggiore degli incubi.

Mussolini e gli Illuminati
Da piazza San Sepolcro al rito sacrificale di Piazzale Loreto
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Esoterismo? «E’ una cultura che ha solide radici nella storia dell’Occidente», spiega Giorgio Galli al pubblico di “Border Nights”. «Bisogna risalire agli astrologi caldei, ai profeti ebraici, fino a personaggi molto recenti come René Guénon e Julius Evola». Si intitola “Occidente misterioso” un saggio del 1987, edito da Rizzoli, in cui Galli indaga tra “baccanti, gnostici, streghe”, ovvero “i vinti della storia e la loro eredità”. «E’ una corrente di pensiero che ha solide radici e si ripresenta anche in periodi di grande avanzamento scientifico». Per dire: erano esoteristi Cartesio e Newton. «Si tratta di una cultura che ha profonde radici nello sforzo umano verso la conoscenza: radici così solide che, dal ‘500 in poi, ha potuto resistere al grande avvento della rivoluzione scientifica». Quella dell’esoterismo «è un tipo di conoscenza che prevede approcci diversi da quelli scientifico-razionali». Metodo analogico, pensiero simbolico. Com’è che i politici entrano in contatto col mondo esoterico? «Esistono gruppi e associazioni che mantengono viva questa tendenza». Secondo la cultura esoterica, aggiunge il professore, «sulla Terra sono esistite civiltà molto remote, in genere scomparse per catastrofi naturali: l’esempio più noto sono i riferimenti che Platone fa ad Atlantide».

Giorgio Galli segnala un libro come “L’altra Europa”, nel quale l’autore – Paolo Rumor (figlio di Giacomo e cugino di Mariano, pluri-minustro Dc) – documenta «la convinzione che siano esistite civiltà terrestri delle quali sono rimaste tracce, e in cui affonderebbe le sue radici la politica che poi ha portato all’Unione Europea». Intorno all’anno Mille, dice Galli, in alcuni ambienti «era maturata quella convinzione», riguardo all’ancestrale discendenza da civiltà estinte. E quindi «ci sarebbe un rapporto tra antichi assetti sociali e il progetto dell’Ue, che in realtà è nato molto prima di quanto si ritenga». Se qualcuno ha in mente solo Jean Monnet, la Cee e l’Unione Europea si sbaglia: «Documenti di Mariano Rumor – afferma il professore – dimostrano che questo progetto sarebbe maturato molto più in là nel tempo, in ambienti legati alla cultura esoterica e alla convinzione dell’esistenza di antiche civiltà scomparse, che avrebbero lasciato tracce nella nostra cultura». Sicché, periodicamente, «emergono piccoli cenacoli, che credono di essere gli eredi di un antico sapere». Gli approcci sono diversi, aggiunge Galli: «Alcune società esoteriche sono orientate verso la conoscenza: per loro, l’esoterismo è uno strumento del sapere. In altri gruppi, invece, si ritiene che possa anche essere uno strumento per il potere».

Non ha molti segreti, per Giorgio Galli, la contaminazione esoterica della politica: ne parlava già nel 1995 in “Cromwell e Afrodite” (Kaos), o in libri come “La politica e i maghi, da Richelieu a Clinton”, pubblicato da Rizzoli nello stesso anno. Galli ha firmato studi sulla massoneria, su Fatima, sulla new age, sulle Torri Gemelle. Titoli accattivanti: “La venerabile trama”, del 2007 (Lindau), racconta “la vera storia di Licio Gelli e della P2”. In “Stelle rosse” (Alacran, 2007), mette a nudo “astrologia neo-illuminista a uso della sinistra”. Titoli espliciti: “Politica ed esoterismo alle soglie del 2000”, scritto con Rudy Stauder e pubblicato da Rizzoli nel 1992, e “Esoterismo e politica” (Rubbettino, 2010). E’ del 2004 il saggio “La magia e il potere”, ovvero “l’esoterismo nella politica occidentale”, edito da Lindau. Ma cos’è la magia? Solo superstizione?  «E’ un approccio culturale che si è manifestato in una fase della storia umana», spiega il professore a “Border Nights”, rispondendo alle domande di “Maestro di Dietrologia”. «Non credo che esista una magia con un reale potere», aggiunge. «Credo però che sia una convinzione diffusa». L’esoterismo, dice, è anche questo: «La convinzione che, facendo determinate operazioni, o con certe liturgie, si possano ottenere determinati risultati. La cultura esoterica è legata a questa convinzione, che però non è la mia».

I maghi, aggiunge Giorgio Galli, sono i rappresentanti di questo tipo di cultura: talvolta entrano in contatto col potere e talvolta no. «La rivoluzione scientifica ha reso meno sistematici quei rapporti: quelli che vengono chiamati Magi, astrologi e veggenti facevano parte normalmente del personale vicino al potere – a Roma e in Grecia, poi nelle corti medievali. Fino al ‘500-600 questi rapporti erano organici e continui, in seguito sono diventati più rari o soltanto occasionali». E i famosi maghi consultati da capi di Stato? «In alcuni casi – risponde Galli – ci sono società segrete che trasmettono questo tipo di cultura. Alcune – tedesche, francesi, inglesi – sono elencate in “Hitler e il nazismo magico”. Probabilmente ne esistono ancora, anche se adesso la loro influenza mi pare molto minore di quanto non fosse all’inizio del secolo scorso». Magia e potere, ma soprattutto divinazione: stelle, oroscopi, tarocchi. «Quello che so – aggiunge Galli – è che molti politici, anche di rilievo, consultano abitualmente astrologi e cartomanti: sono un aspetto popolare e diffuso di culture che hanno origini esoteriche, ma è anche un campo che si presta moltissimo alle truffe e alle manipolazioni».
Da Roma, ha contattato il professore un gruppo di tradizione esoterica che si definisce “Evoliani a 5 Stelle”, dal nome di Evola. «Sono degli esoteristi di cultura evoliana, che si esprimono positivamente attorno al Movimento 5 Stelle», precisa Galli. Non che l’esoterismo sia del tutto estraneo, ad alcuni aspetti del mondo grillino: «Lo stesso cortometraggio di Gianroberto Casaleggio, “Gaia”, esprime una cultura che qualche rapporto con quella esoterica potrebbe averlo: è collegata con la cultura delle grandi catastrofi, che poi alla fine danno un risultato positivo». Ma quello dei 5 Stelle è un populismo destinato a trasformarsi nella vera avanguardia tecnocratica del neoliberismo globalista? Giorgio Galli lo esclude in modo categorico. «I 5 Stelle secondo me sono ancora in una fase magmatica, in cui convivono componenti dell’anticapitalismo di sinistra e componenti dell’anticapitalismo di destra. Penso che siano in una fase di trasformazione – conclude il politologo – ma non credo affatto che possano diventare i nuovi strumenti del grande capitale: rimarranno sempre un movimento indirizzato a cambiamenti che, nella loro cultura, ritengono positivi. Che poi riescano nel loro intento è un altro problema, ma non credo che si mettano al servizio del potere capitalistico».

Fonte: http://www.libreidee.org/2018/04/giorgio-galli-magia-esoterismo-e-potere-la-storia-segreta/

I 7 Principi dell'Ermetismo secondo il Kybalion

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Di Magialiti

I 7 principi fondamentali sono i seguenti: mentalismo, corrispondenza, vibrazione, polarità, ritmo, causa-effetto, genere.

I - Il Principio del Mentalismo.
"Tutto è mente. L'universo è mentale."
Secondo questo principio, il Tutto, ovvero quella realtà esistenziale che sta alla base di ogni manifestazione esterna generalmente definita con il nome di 'fenomeno vitale', 'materia', 'energia', insomma tutto ciò che percepiamo attraverso i sensi materiali, non è altro che Spirito Inconoscibile che - sebbene non definibile - può essere considerato come una Mente Universale Vivente ed Infinita. 




Tutto l'Universo, quindi, non è che una creazione mentale del Tutto, soggetto alle sue leggi. E sia globalmente che in ogni singola parte, esiste nella mente del Tutto.
Grazie a questo principio si possono spiegare tutti quei fenomeni psichici che tanto scalpore suscitano nell'uomo, pur restando sempre al di fuori del campo della scienza. Comprenderlo significa poter usare a proprio vantaggio le leggi dell'Universo mentale, difendendosi dal pericolo di usarle in maniera casuale.
Grazie a questa chiave del sapere, lo studioso può entrare nel tempio della conoscenza mentale con passo sicuro. Essa infatti spiega la natura profonda della 'forza', della 'energia', della 'materia', e la loro relazione con la 'mente.' Scrisse infatti uno dei Grandi Maestri:"Chi afferra l'essenza della natura mentale dell'universo è assai progredito sul sentiero della sapienza." Possiamo ritenere questa massima ancora valida, perché senza questo primo principio, invano si tentano le Porte del Tempio.

II - Il Principio di Corrispondenza.
"Com'è al di sopra, così è al di sotto; com'è sotto, così è sopra."
Tra leggi e fenomeni dei diversi piani di vita c'è sempre una corrispondenza. Comprendere questa regola significa risolvere molti dei paradossi e dei segreti della natura. Anche se al di sopra della nostra portata vi sono molti piani d'essere, con l'applicazione del principio della corrispondenza ne possiamo scoprire molti lati che altrimenti rimarrebbero oscuri. Inoltre, essendo questa una legge universale, vale su tutti i piani: materiale, mentale, spirituale. La sua importanza presso gli ermetisti era tale da essere considerata uno dei mezzi mentali più efficaci per la eliminazione degli ostacoli che impedivano al nostro sguardo di infrangere i muri del mistero.
Grazie alla sua applicazione si riuscì ad intravedere il volto della egizia Iside, e si imparò a passare con intelligenza dal noto all'ignoto; un pò come accade con i principi geometrici, in base ai quali si possono misurare da lontano le dimensioni di stanze e i movimenti di soli e pianeti. 
Con lo studio della monade, l'ermetista comprende l'arcangelo.

III - Il Principio della Vibrazione.
"Tutto si muove, tutto vibra, niente è in quiete."
Gli enunciati di tale principio, che vengono sempre più confermati dalla scienza moderna, erano già noti migliaia di anni fa dai maestri dell'antico Egitto. Con esso sono spiegabili le divergenze tra le varie manifestazioni della materia, della mente, ed anche dello spirito, tutte riconducibili ai diversi 'quanta' di vibrazione. Dunque, tutto vibra: dalle forme di materia più rozze al Tutto, lo spirito assoluto; più alta la vibrazione, tanto più elevata la posizione nella scala della spiritualità.

Lo Spirito vibra così intensamente che sembra in pieno riposo, proprio come la ruota gira a volte tanto velocemente da sembrare ferma. Allo stesso modo, all'altra estremità della scala stanno forme di materia così rozze che le loro vibrazioni sono talmente esigue da sembrare in riposo.
Dai neutroni agli elettroni, dagli atomi alle molecole, per giungere fino ai mondi e gli universi, tutto vibra. Lo stesso discorso può farsi per l'energia e la forza, che assumono la loro denominazione proprio dai diversi gradi di vibrazione, come anche per i piani mentali, dalla cui vibrazione dipendono i loro stati. Ed infine sui piani spirituali.
Tenere a mente questo principio e le leggi che lo regolano, fa si che gli ermetisti possano controllare le proprie e le altrui vibrazioni mentali. Lo stesso principio vale poi per esercitare un certo potere sui fenomeni naturali. "Chi comprende questa grande regola, ha in mano lo scettro della potenza." Così dice uno scrittore antico.

IV - Il Principio della Polarità.
"Tutto è duale; tutto è polare. Per ogni cosa c'è la sua coppia di opposti. Come simile e dissimile sono uguali, gli opposti sono identici per natura, e differiscono solo di grado. Così gli estremi si toccano. Tutte le verità non sono che mezze verità, e ogni paradosso può essere conciliato."
Grazie a questo antico assioma ermetico si può avere una spiegazione a quei paradossi che per tanto tempo hanno tenuto in dubbio l'uomo e che possono essere così esplicati: "tesi e antitesi hanno uguale natura, ma sono diverse per grado." O anche: "gli opposti sono identici, differendo solo di grado. Cosicché possono essere conciliati, e gli estremi finiscono per toccarsi. Nello stesso tempo, ogni cosa è e non è; ogni verità non è che mezza verità; tutte le verità sono per metà false; ogni cosa ha due facce", e così via.
Sono esempi della polarità di tutto ciò che è in natura; del fatto che gli opposti non sono altro che i due estremi della stessa cosa, ma con diverse gradazioni, proprio allo stesso modo in cui caldo e freddo, consistendo la loro diversità solo in differenza di grado, sono in realtà identici, sebbene opposti.
Discorso analogo può essere fatto per il piano mentale. Ad esempio, esaminiamo l'amore e l'odio; essi sono stati mentali a prima vista del tutto in antitesi. Malgrado ciò, tra i vari gradi di odio ed amore vi è un punto intermedio che è neutro. Basta riflettere un attimo per capire che siano diverse gradazioni su una stessa scala.

Inoltre - regola fondamentale per gli ermetisti - bisogna comprendere che le vibrazioni di amore possono essere mutate in vibrazioni di odio, e viceversa. E non solo nel proprio spirito. E' probabile che molti fra coloro che leggono queste righe abbiano avuto esperienza diretta della rapidità con cui si può passare dall'amore all'odio e da questo all'amore. Essi si saranno certamente resi conti che tutto ciò è possibile grazie all'uso della volontà, ovvero con l'ausilio degli insegnamenti ermetici.

Bene e male, abbiamo detto, non sono che i poli opposti della stessa cosa, e nessuno quanto uno studioso ermetico è a conoscenza dell'arte di trasmutare il male in bene, in base alla applicazione del principio polare.

Per concludere, l'arte della polarizzazione finisce col divenire una fase dell'alchimia mentale, praticata da maestri antichi ed attuali. Rendersi padroni di questo principio significherà per ognuno potere invertire la propria polarità, e anche quella altrui, naturalmente dopo un lungo studio adeguato.

V - Il Principio del Ritmo.
"Ogni cosa fluisce e rifluisce; ogni cosa ha fasi diverse; tutto s'alza e ricade; in ogni cosa è manifesto il principio del pendolo. L'oscillazione di destra è pari a quella di sinistra: tutto si compensa nel ritmo."

E' questo il principio con cui si comprende che in ogni cosa c'è un movimento, un moto che rifluisce, una simmetria eterna tra due poli. Così esisterà sempre per ogni azione una reazione, per ogni innalzamento un abbassamento. Tutto ciò vale per ogni cosa: i pianeti, i soli, l'energia e la materia; gli uomini, gli animali e la mente.

La potenza di questo principio regolatore può rinvenirsi nella creazione e nella distruzione dei mondi; nello sviluppo e nella corruzione dei popoli; negli stati mentali umani, conoscendo i quali l'ermetista riesce a neutralizzarne gli effetti. Ciò avviene per mezzo della legge mentale della neutralizzazione; se non si può annullare il principio, o perlomeno arrestarlo, si può sfuggire, in parte ai suoi effetti.

Questa è l'arte degli ermetisti: compreso il principio, imparare ad usarlo, invece che subirlo. Quindi, se l'ermetista si polarizza su un certo punto, neutralizza la forza ritmica del pendolo che - oscillando - lo condurrebbe all'altro polo. Quasi tutte le persone che hanno raggiunto una certa capacità di autocontrollo riescono in parte ad esercitare questa funzione; il maestro lo fa volontariamente, raggiungendo quel grado di equilibrio e forza mentale che risulta incredibile per la massa, sempre oscillante, proprio come un pendolo.

I metodi di contro-azione e neutralizzazione dei principi di polarità e del ritmo formano una delle parti più importanti della alchimia mentale ermetica.

VI - Il Principio di Causa ed Effetto.
"Ogni effetto ha la sua causa; ogni causa ha il suo effetto; tutto avviene in conformità di una legge; 'caso' è il nome dato ad una legge che non si conosce; pur se esistono diversi piani di causalità, niente sfugge alla legge."

Cioè, tutto avviene secondo una legge; non esiste il caso. Se ci sono diversi piani di causalità per i quali i più alti dominano gli infimi, nulla può sfuggire alla legge. L'ermetista può innalzarsi al di sopra del normale piano di causa ed effetto (entro certi limiti). Ben sappiamo che le masse sono condizionate dallo ambiente, tanto da potere essere mosse secondo gli altrui desideri come pedine degli scacchi, vinte da mille cause esterne. Ma coloro che giungono al piano superiore riescono a dominare il proprio carattere, i propri stati d'animo, le proprie emozioni, e di conseguenza l'influenza di ciò che li circonda, diventando cause e non più pedine. Essi possono dire digiocare la partita della Vita, e di non essere giocati! Essi usano il principio; non ne sono gli attrezzi; se pure obbediscono ai piani di causalità superiori, dominano sul loro piano. In queste parole è condensata la grande ricchezza della disciplina ermetica; chi può, ne approfitti.

VII - Il Principio del Genere
"Il genere si manifesta in ogni cosa e su tutti i piani; ogni cosa ha il suo principio maschile e femminile."

Ogni cosa appartiene a un genere; ovunque troviamo il maschile o il femminile. Tutto ciò vale, oltre che per il piano fisico, anche per quello mentale e spirituale. Quanto al fisico, il principio ha la sua evidenza nel sesso, e nei piani superiori resta invariato, pur assumendo forme più alte.

Non c'è possibilità di creazione fisica, mentale e spirituale, senza la applicazione di questo principio. Comprenderlo significa illuminare argomenti finora oscuri alla maggior parte della umanità. Esso opera sempre in funzione della creazione e rigenerazione. Tutto è fondato su questo principio. Ogni elemento femminile ne contiene uno maschile, e viceversa. In questo principio è racchiusa la chiave di gran parte dei misteri della vita.


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