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ATTACCO DI MANCHESTER,QUANDO IL COMPLOTTISMO E' MAINSTREAM: ANALISTA DELLA CNN SUGGERISCE IN DIRETTA CHE SI POTREBBE TRATTARE DI UNA "FALSE FLAG" DELL'ESTREMA DESTRA

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Di Salvatore Santoru

C'è complottismo e 'complottismo' a quanto pare.
Nella diretta dedicata alla strage di Manchester(1) l'analista della CNN Paul Cruickshank ha suggerito come prima teoria che l'attacco poteva anche essere una "false flag" architettata da parte dell'estrema destra(2).
L'analista della CNN ha citato il recente caso dell'arresto di un ufficiale di simpatie neonaziste che organizzava un'attacco "false flag" in Germania(3), ma c'è comunque da dire che nel caso di Manchester come in altri casi di attacchi terroristici la matrice islamista radicale è del tutto certa e qualunque "pista di estrema destra" esclusa.

Pare che vi sia un complottismo inaccettabile e un complottismo mainstream tutto sommato considerato legittimo,com'è in questo caso.

La questione non è le teorie cospirazioniste(legittime come altre) di Cruickshank ma è un certo doppio standard che viene fatto a proposito del complottismo, considerato e spesso non così a torto come 'ricostruzione fantasiosa' degli avvenimenti ma pare "da prima serata" in altri casi come questo.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/05/terrorismolisis-rivendica-lattacco-di.html

(2)http://www.mediaite.com/tv/cnns-paul-cruickshank-suggests-right-wing-false-flag-during-unfolding-manchester-report/

(3)http://www.ilfoglio.it/esteri/2017/05/10/news/un-ufficiale-tedesco-filonazista-preparava-un-attentato-false-flag-133722/

ATTACCO TERRORISTICO DI SAN PIETROBURGO,IL COMPLOTTISMO DIVENTA MAINSTREAM

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Di Salvatore Santoru

In ogni attacco terroristico dell'ISIS o attribuito a formazioni islamiste radicali vi sono teorie della cospirazione che sostengono che l'attacco sia o possa essere una "false flag".
In ogni attacco terroristico tali interpretazioni rientrano nell'ambito cospirazionista o comunque dell'informazione alternativa e sono molto criticate dai media mainstream, ma con l'attacco terroristico di San Pietroburgo le cose sono cambiate.

Difatti, proprio in diversi media mainstream si sono ipotizzate e create delle vere e proprie teorie del complotto che sostengono che l'attacco terroristico possa giovare al governo russo o arrivano ad ipotizzare che sia stato realizzato in realtà dallo stesso governo, per volere di Putin o dei servizi segreti, o che comunque in qualche modo c'è tale "zampino",diretto o indiretto.

Secondo queste teorie cospirazioniste tale attacco sarebbe avvenuto per sviare l'attenzione dalle attuali proteste russe e ricompattare il popolo russo intorno a Putin e al governo, governo che utilizzerebbe questo attacco per giustificare nuovi interventi militari in Siria e contro il terrorismo e l'isamismo radicale, che sarebbe utilizzato come "spauracchio" dallo stesso governo.

La cosa interessante è che queste teorie complottiste sono state diffuse e a volte create proprio da quei media mainstream che parlano ogni giorno della post-verità e dei danni delle ... teorie complottiste.

A riguardo, c'è da dire che chi ha creato e crede in queste teorie del complotto sull'attacco di San Pietroburgo ha tutta la libertà di crederci ma c'è anche da dire che indubbiamente c'è una sorta di doppio standard sul complottismo da parte di certi media mainstream, considerato per certe occasioni come una cosa da "imbecilli" e come una cosa da "cercatori della verità" in altre.

LA "TEORIA DEL COMPLOTTO" CHE SOSTIENE CHE LA LUNA SIA UN SATELITTE ARTIFICIALE

luna-satellite-artificiale

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2015/12/03/alcuni-ricercatori-pensano-che-la-luna-sia-un-satellite-artificiale-se-cosi-fosse-chi-lha-parcheggiata-li/


Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla! La Luna, con la sua presenza discreta, rende un servizio insostituibile al pianeta Terra e agli esseri viventi che si di esso vi abitano.Senza la Luna quasi il certamente il nostro pianeta sarebbe molto diverso da come lo conosciamo.





Se essa non ci fosse, il fenomeno delle maree sarebbe del tutto stravolto. L’acqua degli oceani sarebbe distribuita diversamente, occupando equamente le regioni equatoriali e quelle polari. Così, alcune correnti oceaniche non sarebbero mai sorte, impedendo la regolazione termica del pianeta e la formazioni delle nubi e quindi la circolazione atmosferica su scala globale.
Come spiega l’INAF, un altro fondamentale ruolo della Luna è la stabilizzatore dell’asse di rotazione. Attualmente il valore medio dell’inclinazione di questo asse rispetto al piano dell’eclittica è di 23 gradi e mezzo, e questo valore oscilla sì ma in un intervallo di meno di due gradi e mezzo nell’arco di circa 41 mila anni.
Se non avessimo la Luna ad orbitarci attorno, questa forbice sarebbe molto più elevata, fino a raggiungere valori prossimi a 90 gradi. In pratica, significherebbe che, seppure nel corso di milioni di anni, le calotte polari potrebbero migrare fino in prossimità dell’equatore!
Infine, un’altra importante funzione della Luna è legata alla cultura umana. Sui suoi movimenti sono stati basati i primi calendari. Basti pensare che il più antico calendario lunare è stato concepito circa 10 mila anni fa.
Lo stesso raggruppamento dei giorni in settimane e mesi rispettivamente sulla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali e sulla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane.
La settimana ha una valenza sacra in tutta l’area mesopotamica, culla anche della cultura ebraica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L’osservanza del sabato (il settimo giorno) e la cadenza settimanale sono accertate solo dopo l’esilio da Gerusalemme cui gli ebrei furono costretti dalla conquista babilonese del 586 a.C., ma probabilmente l’uso preesisteva da molto.
Secondo l’opinione di un certo filone di ricerca, tutti questi fattori non sarebbero semplicemente delle coincidenze naturali, ma condizioni determinate da un intelligenza per fare in modo che la Luna rendesse più stabile il pianeta Terra. In questa visione, non solo Luna non avrebbe origini naturali, ma sarebbe addirittura un’astronave con una finalità del tutto sconosciuta.
La teoria dell’Astronave Luna, conosciuta anche come la Teoria Vasin-Shcherbakov è stata proposta nel 1970 da Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, due membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze, in un articolo intitolato “La Luna è la creazione di un’intelligenza aliena?”.
Nell’articolo i due scienziati sostengono che il nostro satellite sarebbe un planetoide cavo realizzato da esseri sconosciuti in possesso di una tecnologia di gran lunga superiore a qualsiasi altra disponibile sulla Terra.
Enormi macchinari sarebbero stati utilizzati per fondere le rocce e creare grandi cavità all’interno della Luna, con il risultato di abbondanti fuoriuscite di lava sulla superficie lunare. La Luna sarebbe quindi costituita da uno guscio esterno, realizzato con le scorie metalliche della lavorazione delle rocce, e da uno scafo interno, una sorta di guscio più profondo.

Le anomalie della Luna

Nonostante le numerose visite eseguite grazie alle missioni Apollo, la Luna resta un enigma per gli scienziati sotto molti punti di vista.
Tuttavia, come affermano Vasin-Shcherbakov nel loro articolo, molti aspetti considerati finora enigmi lunari sarebbero spiegabili alla luce della loro ipotesi. L’origine della Luna è uno dei problemi più complessi della cosmogonia. Finora, le ipotesi in discussione sono state tre:
1) La Luna era una volta parte della Terra e un qualche tipo di forza la espulsa in orbita. Questa teoria, secondo i due ricercatori, è stata smentita dalle ricerche più recenti.
2) La Luna si è formata in maniera indipendente dalla stessa nube di polveri e gas della Terra, diventandone un satellite naturale. Ma allora perché c’è una grande differenza tra il peso specifico della Luna (3,33g per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5g)? Inoltre, le analisi sui sassi portati a Terra dalle missioni Apollo rivelano che la composizione delle rocce lunari è differente da quelle terrestri.
3) La Luna si è formata separatamente e lontano dalla Terra (forse fuori dal Sistema Solare). Ciò significa che il nostro satellite avrebbe navigato nel cosmo per lungo tempo e una volta giunta in prossimità della Terra, grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali, sarebbe stata catturata in un orbita geocentrica perfettamente circolare. Si tratterebbe di un complesso di fattori davvero eccezionale!
Di fatto, secondo Vasin e Shcherbakov, gli scienziati che studiano l’origine dell’Universo ad oggi non hanno alcuna teoria accettabile per spiegare come sia nato il sistema Terra-Luna. La loro ipotesi è semplice: la Luna è un satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra da parte di intelligenze non terrestri a noi sconosciute.
L’ipotesi dei due scienziati russi implica che la Luna deve essere vuota al suo interno, con un guscio sottile di metallo che spiegherebbe come mai i grandi crateri lunari, generalmente formati da impatti meteoritici, sono così poco profondi, presentando il fondo piatto o addirittura convesso, a differenza dei crateri più piccoli che hanno una profondità proporzionale al loro diametro.
Gli autori sottolineano che il materiale di superficie della Luna è composto prevalentemente da cromo, titanio e zirconio, tutti metalli refrattari, meccanicamente resistenti e con proprietà anti-corrosivo.
Se qualcuno avesse dovuto mettere a punto un materiale per proteggere un gigantesco satellite artificiale dagli effetti sfavorevoli degli sbalzi di temperatura, dalle radiazioni cosmiche e dal bombardamento meteoritico, probabilmente avrebbero scelto proprio questa miscela di elementi.
Questa considerazione spiega il motivo per il quale le rocce lunari sono un così straordinario cattivo conduttore di calore, un fattore che stupì molto gli astronauti delle missioni Apollo e i ricercatori della Nasa. Non era proprio quello l’effetto desiderato da chi ha progettato la Luna? Così scrivono i due ricercatori russi nell’articolo:
“Dal punto di vista ingegneristico, l’astronave che noi chiamiamo Luna è superbamente costruita. E questo spiega molto bene la sua longevità. È possibile che sia anche più antica del nostro stesso pianeta: alcune rocce lunari si sono dimostrate essere più antiche della Terra. Se questo è vero, questo però potrebbe valere per l’età dei minerali utilizzati e non per quando è sono stati utilizzati per costruire il satellite”.

Quando è stata messa lì? E da chi?

Secondo i due ricercatori, è difficile stabilire il tempo quando la Luna ha cominciato a brillare nel cielo. Ciò implica che potrebbe esserci stato un tempo in cui la Terra era senza Luna?
Alcuni studiosi di storia e di miti antichi hanno trovato nella letteratura antica alcuni brani tratti da autori importanti del passato nei quali si legge chiaramente che un tempo il cielo terrestre era senza la Luna, forse il ricordo più remoto dell’umanità.
Ippolito di Roma, un autore cristiano del II secolo, nel suo Refutatio Omnium Haeresium spiega che Anassagora e Democrito, due filosofi della Grecia antica, insegnavano che era esistito un tempo in cui non c’era la Luna.
Aristotele, nel frammento 591, scrisse che il territorio dell’Arcadia, prima di essere abitato dai greci era occupato dalla popolazione dei Pelasgi, una cultura proto-ellenica che secondo il grande filosofo esisteva prima che ci fosse una luna nel cielo; per questo motivo sono stati chiamati Proseleni.
Plutarco ne Le Questioni Romane parla degli arcadi come delle persone pre-lunari. Infine, il grammatico romano Censorino allude ad un tempo passato, quando non c’era la luna nel cielo.
Se, dunque, un tempo non c’era la Luna, chi l’ha messa lì e perchè? I due ricercatori russi ipotizzato che la Luna possa essere una nave spaziale molti antica, una sorta di antica arca di Noè utilizzata da un’antica civiltà per viaggiare nello spazio per migliaia di milioni di chilometri e giungere sul nostro pianeta per colonizzarlo: noi saremmo i loro discendenti.
Gli autori immaginano l’interno della Luna sia pieno di carburante per i motori, materiali e apparecchi per lavori di riparazione, strumenti per il sostentamento vitale e apparecchiature di osservazione. Vasin e Shcherbakov, non credono che la Luna sia ancora abitata, e probabilmente molti dei suoi dispositivi automatici hanno smesso di funzionare.
Ma in alcune ipotesi più malevole, alcuni teorici del complotto alieno credono che non solo la Luna sia ancora abitata, ma che svolga ancora un ruolo importantissimo nei piani degli ‘occupanti’ alieni.
Un po’ come descritto nel film “The Truman Show”, nel quale il regista del programma può osservare tutto ciò che accade dal suo ufficio posizionato nella finta luna, così i nostri ‘invasori’ utilizzano il nostro satellite come avamposto di osservazione per “l’esperimento uomo”.
D’altra parte, il fatto che la Luna mostra sempre lo stesso lato alla Terra (caratteristica molto rara in tutto l’Universo conosciuto) faciliterebbe il compito degli osservatori, che avrebbero la possibilità di osservare costantemente la Terra, senza dover aspettare ogni volta il completamento della rotazione della Luna sul proprio asse.
Ad ogni modo, secondo Vasin e Shcherbakov ci sarebbero moltissimi altri indizi, purtroppo solo circostanziali, a favore della loro ipotesi, che a prima vista potrebbe sembrare folle.
Un’idea pazza simile fu avanzata già nel 1959 dal professor Iosif Sklovskij, un eminente scienziato, in relazione ai satelliti di Marte, Fobos e Deimos. Dopo aver attentamente analizzato i dati, il ricercatore concluse che entrambi devono essere vuoti e perciò satelliti artificiali.
Quando scrissero l’articolo, i due ricercatori russi speravano che aver sollevato abbastanza questioni per fornire argomenti per una seria riflessione sulla materia, il cui risultato potrebbe risolvere i numerosi enigmi lunari e gettare luce sulla vera origine della specie umana.

HILLARY CLINTON E LE TEORIE DEL COMPLOTTO SULLA SUA MALATTIA



Di Selene Gagliardi

Polmonite sì, polmonite no. È questa la domanda che sta tenendo col fiato sospeso l'America intera, scossa dalla notizia che la candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti sarebbe affetta da una polmonite decisamente debilitante, tanto da portarla allo svenimento nel corso della recente commemorazione del quindicesimo anniversario dall'attacco alle Torri Gemelle. E Hillary Clinton è ripiombata nello stesso incubo del 2012, quando un problema intestinale la costrinse ad annullare un volo in Marocco. Ma stavolta ha una preoccupazione in più: le teorie complottiste che si stanno scatenando su di lei.
Se in un primo momento lo staff dell'ex first lady aveva parlato di un semplice colpo di calore per giustificare il malore della candidata alla presidenza, mentre successivamente si è accertata la versione della polmonite, il web non ha creduto per un solo momento alla versione ufficiale, producendo una serie di teorie, spiegazioni e giustificazioni che vanno ben al di là di ogni evidenza.
"Hillary è morta tempo fa. Quella che vediamo in tv è solo una sosia" sarebbe la spiegazione che va per la maggiore su Twitter, dove una utente del social di San Francisco lancia la raccolta di prove a favore di questa teoria tramite gli hashtag #HillarysBodyDouble e #HillaryHealth. E gli altri utenti hanno risposto in maniera massiva, tra veri sostenitori di questa spiegazione e più realistici (e ironici) commenti.
"Guardate Hillary in una foto del 2012 e in una foto attuale: non è lei, non ha lo stesso naso, le rughe sul suo volto sono diverse" afferma con decisione l'account "Always Trump", che nelle ore successive al malore ha portato a galla di una serie di presunte "prove" anche in favore della teoria che la malattia di Hillary (o della finta Hillary...) non sarebbe "solamente" una polmonite.
"Stringe le dita, è un sintomo di problemi neurologici. [...] Ha il parkinson!" è un'altra ipotesi dei complottisti, non contenti della spiegazione ufficiale. Ma c'è anche chi è pronto a giurare che si tratti di ben altro: avvelenamento. L'ipotesi, finora priva di qualsiasi prova, è stata avanzata da un noto medico nigeriano, Bennet Omalu, la cui vicenda fu raccontata nel film "Zona d'ombra". "Consiglio la campagna della Clinton di eseguire analisi tossicologiche del sangue della signora Clinton. E' possibile che sia stata avvelenata", ha twittato il medico la sera dell'11 settembre, diverse ore dopo che l'ex segretario di stato era stata costretta ad ammettere di avere una polmonite. "Non ho fiducia in Putin e Trump. Con questi due tutto è possibile", si legge in un secondo tweet, inviato poco dopo dal medico. Cittadino americano dal 2015, Omalu è un neuropatologo nigeriano che scoprì la CTE (encefalopatia cronica traumatica), malattia degenerativa del cervello dovuta a ripetuti colpi subiti alla testa.
La sua intuizione partì dall'autopsia di un ex stella del football americano che da anni dava segni di squilibrio. Solo dopo molte difficoltà, il medico riuscì a imporre la sua scoperta e a convincere la Lega Nazionale del Football americano ad affrontare la malattia, di cui soffrono vari ex giocatori.
Un colpo di scena che, del resto, si potrebbe ben spiegare con la climax di violenza (per il momento solo verbale...) che ha visto inscenarsi nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016.
"Ho sottovalutato il consiglio dei medici sulla mia polmonite, per questo ho avuto quel malore. Ora però mi riposerò per qualche giorno" è stata invece la replica dell'ex first lady ai microfoni della CNN. "Ora sto bene" è il commento che vorrebbe chiudere una polemica che, tuttavia, sembra destinata a continuare.
Ma la rete ha voluto dare anche una risposta comica e originale all'ondata di complottismo che ha intasato il web. Alcuni utenti, ad esempio, hanno confrontato la foto di Hillary con la sua rappresentazione fumettistica apparsa nella serie animata "The Simpson", per poi ironizzare: "Non è la stessa!" Tra le immagini virali riguardanti la Clinton, inoltre, c'è quella che ritrae il suo corpo come quello di un cadavere, mosso a comando da chi le è intorno.
Hillary, quindi, è l'eroina dei social di questi giorni. Saprà sfruttare una così forte penetrazione mediatica a suo vantaggio?

MALORE DELLA CLINTON, SPUNTA LA TEORIA DEL COMPLOTTO CHE ACCUSA PUTIN E TRUMP


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Di Salvatore Santoru
 In questi giorni si sta parlando molto del malore che ha colpito Hillary Clinton durante l'anniversario degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 a Ground Zero.
A quanto risulta, la Clinton avrebbe la polmonite e la notizia costituirebbe una parziale prova delle ipotesi e "dicerie" che da diverso tempo sostenevano che la Clinton avesse problemi di salute.
Comunque sia, la notizia ha fatto molto discutere e come capita spesso in tali occasioni sono nate alcune teorie della cospirazione, tra cui quella ipotizzata dal medico di origine nigeriana Bennet Omalu e che sostiene che dietro i malori della Clinton ci sarebbe una cospirazione ordita dal governo russo di Vladimir Putin oppure dal candidato repubblicano Donald Trump.
Secondo tale tesi, la Clinton sarebbe stata avvelenata e lo stesso Omalu ha dichiarato di non fidarsi per niente di Trump e Putin e che "con questi due tutto è possibile".

Trentacinque anni fa la morte di John Lennon. Dalla teoria del complotto della Cia alla frustrazione di McCartney

Trentacinque anni senza John Lennon Dal complotto della Cia alla frustrazione di McCartney


In 35 anni un genio della musica quanti capolavori puo' realizzare? In molti se lo stanno chiedendo in questi giorni, a sette lustri dall'omicidio di John Lennon avvenuto davanti al Dakota Building di New York l'8 dicembre 1980. Quel giorno Mark David Chapman sparo' quattro colpi alla schiena dell'ex Beatle e, mentre questi giaceva morente tra le braccia della moglie Yoko Ono, l'assassino invece di scappare si mise a leggere 'Il giovane Holden'. Il custode del Dakota Building grido' a Chapman: "Lo sai che cosa hai fatto?". L'uomo rispose con lucida freddezza: "Si', ho appena sparato a John Lennon".
La dinamica dell'omicidio piu' celebre della storia della musica e' stata oggetto di libri e film. Quando Lennon usci' di casa, Chapman gli strinse la mano e si fece firmare un autografo sulla copertina di 'Double Fantasy', suo ultimo album. Questa scena fu immortalata dal fotografo Paul Goresh.
  L'assassino aspetto' poi la sua vittima per circa quattro ore.
  Alle 22.52, vedendo il musicista rientrare insieme alla moglie, gli sparo' contro cinque colpi di pistola di cui quattro andarono a segno e uno gli trapasso' l'aorta. Gli agenti accorsi sul luogo del delitto si accorsero subito che le ferite riportate da Lennon erano molto serie e decisero di non aspettare l'ambulanza ma di caricarlo sull'auto di servizio per condurlo al vicino ospedale Roosevelt Hospital dove John Lennon fu dichiarato morto alle 23.07. Chapman fu arrestato senza opporre resistenza.
La morte dell'ex Beatle a soli 40 anni e' motivo di grande rammarico perche' potenzialmente avrebbe potuto regalarci ancora moltissimi capolavori. Basti pensare che la rivista 'Rolling Stones' lo colloca al quinto posto nella lista dei 100 cantanti piu' importanti. Ben tre brani di Lennon solista - 'Imagine', Give Peace a Chance' e 'Instant Karma!' - sono inseriti nelle Rock and Roll of Fame. Chi invece si e' rammaricato della tragica scomparsa di Lennon per motivi diversi e insospettabili e' l'ex compagno dei Beatles, Sir Paul McCartney, che ha confessato nel luglio scorso come la sua prima e immediata reazione alla notizia dell'assassinio fu di "frustrazione" perche' la sua uccisione ne aveva fatto un martire "elevandolo al livello di James Dean e anche oltre". Il 73enne co-fondatore e autore di alcune delle piu' belle canzoni della storia della musica, in un'intervista alla rivista americana 'Esquire' ha rivelato: "Quando John fu colpito a morte, a parte il puro orrore, capii subito cio' che sarebbe rimasto: Ok, ora John e' un martire. Un Jfk (John Fitzgeral Kennedy, il presidente assassinato nel 1963, ndr). E ho iniziato a sentirmi frustrato perche' la gente avrebbe iniziato a dire, 'Beh, i Beatles erano lui' e io e George (Harrison) e Ringo (Starr) saremmo scomparsi".
Sull'omicidio di John Lennon, killer e dinamica dell'assassinio, non ci sono dubbi ne' 'lati oscuri'. Eppure sulla figura di Mark David Chapman si continua a scrivere tanto e, nella logica del complotto legata alla morte prematura e violenta di tutte le star dello spettacolo (da Marylin Monroe a Jimi Hendrix, da Elvis Presley a Jim Morrison), anche per l'assassino di Lennon ha successo una letteratura di controinformazione. E cosi' c'e' chi esprime la convinzione che Chapman in realta' fosse un assassino della Cia a cui era stato fatto il lavaggio del cervello e 'programmato' a uccidere Lennon da elementi del governo statunitense. La teoria e' dettagliata e affascinante: nel 1976 Chapman fu visto alle Haiwaii, in un centro per agenti segreti della Cia e delle forze speciali, dove disagi mentali e ospedalizzazione lo portarono a cambiare diversi lavori.
I cultori del complotto ipotizzano che durante questo periodo la Cia ipnotizzo' e drogo' Chapman nell'ambito del programma Mk-Ultra, secondo quanto rivelato al Senato nel 1975, con tanto di lavaggio del cervello per fargli uccidere Lennon, che l'Fbi effettivamente spiava insieme alla moglie Yoko Ono per le sue simpatie di sinistra e il suo impegno antimilitarista. Molto piu' semplicemente, al di la' delle fantasie del complotto, David Chapman uccise Lennon perche' era matto. "Mi sembro' l'unico modo per liberarmi dalla depressione cosmica che mi avvolgeva.
  Ero un nulla totale e il mio unico modo per diventare qualcuno era uccidere l'uomo piu' famoso del mondo, Lennon", spiego' in una celebre intervista. "A otto anni ammiravo gia' i Beatles, come tanti altri ragazzini. Ma non ho mai pensato che Lennon fosse mio padre. E si sbaglia anche chi sostiene che mi credevo 'il vero Lennon' o che lo amavo alla follia - spiego' ancora -.
  Mi sentivo tradito, ma a un livello puramente idealistico. La cosa che mi faceva imbestialire di piu' era che lui avesse sfondato, mentre io no. Eravamo come due treni che correvano l'uno contro l'altro sullo stesso binario. Il suo "tutto" e il mio "nulla" hanno finito per scontrarsi frontalmente. Nella cieca rabbia e depressione di allora, quella era l'unica via d'uscita. L'unico modo per vedere la luce alla fine del tunnel era ucciderlo".
Chapman fu accusato di omicidio di secondo grado (secondo la legge statunitense) e, dichiaratosi colpevole, fu condannato alla reclusione da un minimo di 20 anni al massimo dell'ergastolo (quindi meno della possibile pena massima applicabile, che consisteva in almeno 25 anni).
  Nel 2000, scontato il minimo della pena, si e' visto rifiutare la richiesta di scarcerazione sulla parola. Dopo 30 anni trascorsi nel carcere di Attica, nel 2012 Chapman e' stato trasferito in quello di Wende, sempre nello Stato di New York.
  Il 23 agosto 2014, per l'ottava volta, la commissione giudicante dello stato di New York ha negato a Chapman la liberta' condizionata.

Il complottismo ai tempi dei new media

Di teorie del complotto ne è piena la storia dell’umanità ed è intrisa ogni ideologia: il web 2.0, con la possibilità di creare e condividere contenuti di qualsiasi forma, rielaborare e manipolare informazioni, è un terreno particolarmente fertile


Di Valentina Bernardinis e Nicola Strizzolo, università di Udine
È quasi inutile scriverlo - ma bisogna pur iniziare l’articolo -: in Internet, digitando “web conspiracy”, si presentano 77.600.000 risultati.
L’indicizzazione di Google presenta ai primi posti metasiti, che descrivono, fanno dei rank, sulla base dell’autorevolezza, della grafica, dell’attendibilità di tutti i siti che riportano complotti.
Vale la pena segnalare www.abovetopsecret.com/, che tra le tante notizie topsecret (come “Is Morgan Freeman the AntiChrist?” e ovviamente tante sugli UFO), riporta anche di un sottomarino nucleare armato con testate atomiche diretto in Siria (notizia riportata anche in www.controinformazione.info/la-russia-inserisce-la-sua-presenza-militare-in-siria-come-un-cuneo-contro-i-piani-statunitensi-e-franco-britannici/).
Di teorie del complotto ne è piena la storia dell’umanità ed è intrisa ogni ideologia [Soukup 2008]: vi possiamo annoverare le narrazione populiste di gruppi in difesa dei diritti civili, strategie della paura create dai gruppi egemoni per mantenere il potere. Gli effetti possono essere diversi: screditare gli avversari politici, come nel caso del maccartismo; mobilitare gruppi appartenenti a minoranze per il riconoscimento di diritti civili; costruire una comunità di persone che condividono credenze non ufficializzate, come coloro che sostengono l’esistenza degli extraterrestri o di cure alternative; incoraggiare un cinismo generalizzato e sfiducia verso le istituzioni, come nel caso di oppositori ai vaccini o persone che ritengono che le varie epidemie siano causate dall’intervento umano.
Nell’era dei new media, parte delle teorie della cospirazione sembrano particolarmente legate a forme di fruizione che genera piacere e che integra più modalità testuali e generi, sviluppando culture dell’intrattenimento «consapevoli e auto riflessive della cospirazione» [Knight 2002], intrecciate di film popolari, programmi televisivi e libri, che possono andare dal documentario al fantasy.
Appare evidente allora come il web 2.0, con la possibilità di creare e condividere contenuti di qualsiasi forma, rielaborare e manipolare  informazioni, siano terreno fertile per questo genere di pratiche culturali [Soukup 2008; Kata 2009 e 2011] caratterizzandola sulla base della proprietà dell’ipertesto che è il web [Soukup 2008].
Assieme all’elemento drammatico, cuore di ogni cospirazione, Fenster [2008] identifica una narrativa classica della cospirazione che è quella dell’eroe che cerca la verità e supera gli ostacoli.
Un altro elemento caratterizzante sono le prove, che attingono ai più disparati settori tecnico – scientifici: «la balistica, l’analisi del suono e delle immagini, esami medico forensi […] frammenti che vengono collegati insieme per dare senso ad una vasta cospirazione» [Soukup 2008].
Dall’analisi di siti complottisti sull’11 settembre nel web, Soukup individua 3 caratteristiche della retorica digitale delle teoria delle cospirazioni nell’epoca di Internet:
1.      Ipertestualità e apertura (mancanza di una chiusura definitiva);
2.      Bricolage;
3.      Entelechia.

1.      Ogni sito rimanda ad infiniti altri siti, usa filmati, articoli, blog, qualsiasi informazione che sia di supporto alla sua tesi, ma soprattutto, non dà risposte precise, semina invece di domande e molte risposte possibili. I documentari ad esempio pongono delle questioni sulla base delle apparenti contraddizioni, utilizzano, quella, che viene evinta dallo studio del siti contro i vaccini, la retorica del dubbio [Kata 2009] e non pongono delle conclusioni definitive (ricordano per certi versi la serialità televisiva).
2.      La possibilità dell’ipertestualità sviluppa dei bricolage che rappresentano uno sovversione dei testi e dei contesti dai quali i frammenti provengono e non rappresentano delle narrazioni coerenti e un’appropriata logica argomentativa.
3.      L’ipertestualità ancorata a livello planetario e la possibilità del bricolage spingono le teorie del complotto a spiegare tutte le cospirazioni possibili sussumendole dentro una macrocospirazione ad alto grado di generalità (es. Big Pharma rappresenta il cartello che riunisce in se tutte le più grandi multinazionali del farmaco o gli Illuminati aspirano ad un nuovo ordine mondiale).
Un’altra questione e se queste forme di espressione incidano o meno sulle decisioni delle persone: la paura diffusa contro le vaccinazioni, che viene incorporata nelle singole esperienze personali [e non scientifiche] e così diffusa ai loro gruppi sociali, esercita, effettivamente, una considerevole pressione sulla scelta di vaccinazione e crea una sottocultura sulle vaccinazioni [Kata 2009].
Nel 2000, il 70 % degli utenti internet di un campione USA [di 12.751 adulti, con 6.413 utenti; ww.pewinternet.org/files/old-media/Files/Reports/2000/PIP_Health_Report.pdf.pdf] sosteneva che le informazioni online avevano influenzato le loro decisioni di trattamento o meno. Nel 2006, il 16 % degli utenti (1.990 adulti su un campione di 2,928; www.pewinternet.org/files/old-media/Files/Reports/2006/PIP_Online_Health_2006.pdf.pdf) aveva cercato informazioni su immunizzazioni o vaccini [Kata 2009].
Elementi complottisti erano presenti in ogni sito anti vaccinazione analizzato da Kata [2009]: il 75 % dei siti accusava gli organismi di regolamentazione di tenere nascoste delle informazioni e che le vaccinazioni sono motivate esclusivamente dal profitto economico; il 63 % parlava di collusione tra le case farmaceutiche e i medici, in quanto gli effetti collaterali dei vaccini garantiscono lavoro ai dottori; metà dei siti sosteneva l’esistenza di una copertura del governo sui danni causati dai vaccini, oppure riportava ricerche a favore delle loro tesi, non menzionando però che erano state ritrattate dagli stessi autori o che in altri casi, gli stessi, erano stati accusati di cattiva condotta professionale e di aver falsificato i dati; per un quarto invece i dottori o hanno troppo paura di parlare contro i vaccini o sono ignoranti.
Inoltre il 38 % dei siti riportava che i vaccini hanno l’obiettivo di sterilizzare popolazioni o di diffondere informazioni genetiche per predisporre nuove pandemie; la metà di avere conoscenze che altri non hanno, come che con grandi quantità di Vitamina C si può prevenire l’antrace o la sindrome della morte in culla.
La rete ha diffuso un accesso democratico al sapere, ha di fatto, positivamente, reso più consapevoli i cittadini, e i pazienti, dei loro diritti e opzioni, dando loro la possibilità di scelte consapevoli ed autonome, ma è anche vero che dove proliferano sedicenti esperti, consigli autorevoli e fondati diventano solamente un parere in più [Kata 2009].
Il postmodernismo non accetta più un’unica fonte di verità [Kata 2009], questo comporta anche il diffondersi di una nuova epistemologia popolare [Soukup 2008] che si sviluppa in rete, che si autoalimenta attraverso quella che viene definita folksonomy, una tassonomia (una rete di collegamenti per la categorizzazione del sapere), di natura popolare, che nasce dal basso, nutrita proprio dallo spirito di condivisione e dalla libertà di accesso alle e di gestione delle informazioni: accesso al mondo che genera piacere nell’assecondare l’intuizione di schemi interpretativi della realtà [Soukup 2008]; è un modo di appropriarsi e di costruzione del mondo, dal basso.
Evoca per certi aspetti, le vicende di Domenico Scandella, detto “Menocchio”, che potendo accedere ai libri, grazie alla diffusione della stampa e all’osservazione di come i vermi nascevano dal formaggio, raggiunse ad una sua cosmogonia, non molto apprezzata dal sapere ufficiale: fu, dapprima arrestato, poi processato e condannato a due anni, ma non piegò il suo vizio a farsi domande sul mondo, al piacere di utilizzare l’ingegno e a diffondere le sue scoperte: venne bannato sul rogo, per ordine del Santo Uffizio, a Pordenone il 6 luglio 1601. Il suo sapere si scontrò con quello del potere egemone, di fatto, entrambi sbagliati.

NOTE:

-        Carbonetto Gianpaolo (2010), “Il formaggio e i vermi”: la forza del ragionamento e del dissenso, http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2010/10/26/news/il-formaggio-e-i-vermi-la-forza-del-ragionamento-e-del-dissenso-1.46223
-        Fenster M. (2008), Conspiracy Theories: Secrecy and Power in American Culture, Univ Of Minnesota Press
-        Kata A. (2010), A postmodern Pandora’s box: Anti-vaccination misinformation on the Internet, Vaccine 28 (2010) 1709–1716
-        Kata A. (2012), Anti-vaccine activists, Web 2.0, and the postmodern paradigm – An overview of tactics and tropes used online by the anti-vaccination movement, Vaccine 30 (2012) 3778– 3789
-        Knight P. (2002), Conspiracy Nation: The Politics of Paranoia in Postwar America, New York University Press
-        Soukup C. (2008), 9/11 Conspiracy Theories on the World Wide Web: Digital Rhetoric and Alternative Epistemology, Journal of Literacy and Technology 2 Volume 9, Number 3: December 2008, www.literacyandtechnology.org/uploads/1/3/6/8/136889/jlt_v9_3.pdf

Dizionario del complotto


Un governo ombra che decide le sorti del pianeta. Poche persone, ma con potere assoluto tanto da essere i veri responsabili della crisi economica, del traffico illegale di armi e stupefacenti, dei test sulle armi nucleari. Sono queste le inquitanti caratteristiche che lo scrittore russo Daniel Estulin attribuisce alla Bilderberg, una conferenza segreta annuale di tre giorni organizzata in un hotel di lusso tra Europa, Canada e Usa.






 A scatenare i complottisti di mezzo mondo, sono le caratteristiche di questo summit: vi si accede solo su invito, 130 persone in tutto scelte tra economisti, capi di Stato e banchieri. Manager e finanzieri. Media e pubblico non sono ammessi, la stampa rende nota solo la lista degli invitati e ultimamente l’elenco degli argomenti che verranno trattati. Ma di quel che davvero si discute, nessuno, oltre i partecipanti, sa nulla. Alla Bilderberg si parla di tutto. Dall’economia alla società e sempre su scala globale. 
Voluta per la prima volta dal banchiere statunitense David Rockefeller nel 1954, fu organizzata in un hotel dei Paesi Bassi, l’Hotel de Bilderberg, per l’appunto. 
Il russo Estulin vi ha dedicato ben due libri, in cui espone la sua teoria cospirazionaista: il Club Bilderberg servirebbe ai partecipanti per tessere le sorti economiche e politiche dei Paesi rappresentati, favorendo i propri stessi partecipanti. Estulin si dichiara nipote di un ex colonnello del Kgb degli anni cinquanta, cosa che gli avrebbe permesso di entrare in possesso di informazioni riservate. Ma i complottisti ferrati sul tema non mancano nemmeno all’Italia.
La Bilderberg e le teorie complottiste ad essa legate sono tornate di moda in Italia soprattutto quando vi ha preso parte l’allora primo ministro Mario Monti, nel 2012. Nell’anno successivo, gli italiani che vi hanno partecipato sono stati sei. Oltre a Mario Monti, anche la giornalista Lilli Gruber, l’allora amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè, l’allora ad di Intesa San Paolo Enrico Tommaso Cucchiani, Il ceo di Mediobanca Alberto Nagel e il presidente dell’italo argentino Techint Gruop Gianfelice Rocca. Nel 2014, sono stati solo quattro: la direttrice di RaiNews Monica Maggiorni, il presidente Fiat John Elkann e i “veterani” Mario Monti e Franco Bernabè.

Il 2 giugno 1992 il Britannia e la nave da guerra Battleaxe della Royal Navy gettarono le ancore nel porto di Civitavecchia. Sul panfilo si tenne un incontro al quale furono invitati 100 uomini d’affari, economisti e opinion leader. Tema dell’incontro: le privatizzazioni. Tra gli inviatati l’allora direttore generale del ministero del Tesoro italiano Mario Draghi, l’allora presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, l'ex presidente dell’Ina, Lorenzo Pallesi, a Jeremy Seddon, allora direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, fino all'ex direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta. La notizia veniva riportata in anticipo dai giornali .
Ma le teorie cospirazioniste si scatenarono a partire dall’nno successivo, quando la rivista Executive Intelligence Review, diretta dal complottista – a detta di molti - Webster Tarpley, diffuse una interpretazione particolare del convegno, sostenendo che su quel panfilo fu decisa la svendita delle imprese pubbliche italiane. 
Secondo molti, a bordo del Britannia ci furono anche Emma Bonino e Beppe Grillo, quest'ultimo intervistato – si dice - da Enrico Mentana giunto sul posto con la troupe del Tg5. Ma il giornalista ha recentemente definito questa notizia una «panzana da imbecilli»

Sarebbe nata nel 1776 ad opera di Johann Adam Weishaupt e inizialmente con il nome di "Ordine dei Perfettibili". La società degli Illuminati, il cui nome completo è Illuminati di Baviera, nasce come alternativa alla massoneria tedesca e la sua esperienza si sarebbe esaurita nel corso del 18 secolo. Condizionale d’obbligo visto che non manca chi ancora la crede esistente. La maggior parte dei membri, nel 18esimo secolo, appartenevano già ad altre società segrete e ricoprivano posizioni di prestigio nel clero, nella nobiltà, nella magistratura, nell'esercito, in ambito culturale, oppure erano rinomati avvocati. 
Ciascun membro che vi partecipa assume un nome mitico. Come per i massoni, la setta ha una struttura piramidale e diversi gradi di iniziazione cui corrisponde maggiore potere e una consapevolezza progressiva dei segreti del gruppo. 
Lo scopo, è inizialmente quello di diffondere i lumi della conoscenza e accompagnare i membri verso il perfezionamento morale. 
Dal XIX secolo in poi, specialmente tra i teorici del complotto, il termine "Illuminati" è stato associato generalmente a seguaci di società segrete di ispirazione occulta e/o mondialista, indipendentemente dal fatto che fossero effettivamente correlate all'Ordine degli Illuminati

Lobby potente, luogo si scambio di favori, rete di raccomandazioni e momento in cui coltivare i propri interessi economici e politici. È questa per ogni complottista che si rispetti la vera natura della Massoneria, una setta o associazione nata probabilmente nella seconda metà del ’600 e ancora viva. La massoneria si divide in diverse logge, sparse per il mondo. Ad unirle, è il comune riferimento alle regole stabilite nelle Costituzioni dei liberi muratori del 1723. Secondo tali norme, nelle Logge è vietato discutere di religione, di politica, di affari della società civile. Una regola simile a quella che contraddistingue la Royal Society, tra i cui membi ci furono molti fondatori della Gran Loggia di Londra, nata nel 1717. Una prescrizone seguita però in modo rigido soprattutto nei Paesi anglosassoni, e non altrove. Così come la partecipazione femminile, vietata dalle regole, ma presente in diversi Paesi. 
Ciascuna loggia massonica è governata da un maestro, detto Venerabile. Lo assistono il Primo e Secondo Sorvegliante. Le varie logge si raggruppano secondo principi geografici in Gran logge, guidate dal Gan Maestro, figura autocratica ma eletta democraticamente. Non esiste un’autorità massonica centrale. 
I massoni sono chiamati a ricercare la verità e realizzare la fratellanza universale del genere umano. Essi sono chiamati a sviluppare lealtà, amicizia, fedeltà, sincerità, bontà, altruismo, per migliorare in questo modo la società umana. Lo spirito promosso è quello di tolleranza universale. 
I gradi che ciascun membro può scalare sono tre: Apprendista Muratore, Compagno d'Arte, Maestro massone. A ciascun grado ci si prepara attraverso più lezioni, e ci si arriva mediante un rito di iniziazione. 
La cultura massonica prevede di non rivelare all'esterno ciò che viene svolto nel tempio dalle logge riunite ritualmente, per questo viene spesso detta “società segreta”, nonostante i membri non siano d’accordo con la definizione. 
Vi si accede solo attraverso un rito di iniziazione, Gli affiliati alle logge seicentesche e settecentesche erano in gran maggioranza esponenti della nobiltà, delle libere professioni e del commercio. Nel 1738 Papa Clemente XII ha emesso una scomunica per tutti i cattolici che appartengano alla Massoneria. 
In Italia, il caso più clamoroso e recente di condizionamento delle istituzioni da parte dei massoni fu la loggia di Licio Gelli, “propaganda due”, nota come P2 (vedi sotto). Silvio Berlusconi è stato iscritto alla P2 e il suo partito Forza Italia è considerato da molti il riferimento politico per la massoneria italiana dal 1994 in poi. 
Dopo il 2010, ci sono state in particolare le indagini P3 e P4. Nella prima la Procura di Roma ha indagato su una presunta associazione con scopo di dossieraggio, e sospettata anche di pilotare gli appalti pubblici e le sentenze. Nell’agosto 2011 la stessa procura ha annunciato la chiusura dell'inchiesta e tra gli indagati risultano Denis Verdini, Marcello Dell'Utri, Ugo Cappellacci, Giacomo Caliendo e Nicola Cosentino, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. Nella P4 invece viene ipotizzata l’esistenza di una presunta associazione a delinquere operante nell'ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. I magistrati della Cassazione e del riesame di Napoli hanno però sancito l'insussistenza degli indizi che provano il reato di associazione per delinquere.

«Un capitale umano qualitativamente preparato è il segreto del nostro successo». Con queste parole lo scorso settembre il capo dell'agenzia, Tamir Pardo ha lanciato l’iniziativa di reclutamento di nuovi agenti online, destando stupore tra molti. Perché con quell’annuncio sul web, la segreta, impenetrabile agenzia di intelligence israeliana, il Mossad (che significa «Istituto»), diventava tutto d’un tratto più familiare, quasi accessibile. 
Nata nel 1949, un anno dopo la proclamazione della nascita dello Stato di Israele, l'agenzia si occupa soprattutto di spionaggio, per lo più verso Paesi e organizzazioni arabi, per difendere la sicurezza nazionale di Israele.
Si stima che i dipendenti del Mossad siano circa 1.200.
Tra le missioni più importanti compiute dall’agenzia ci sono l’intercettazione del discorso segreto con cui Nikita Khruščёv denuncia i crimini di Stalin e la cattura del nazista Adolf Eichmann. 
Uno degli episodi più neri della storia in cui il Mossad ha giocato un ruolo da protagonista è quello relativo alla cosiddetta Lista di Golda. Dopo il sequestro e la morte di 11 atleti israeliani alle Olimpiadi del 1972, a Monaco di Baviera, da parte di fedayn arabi (uomini del sacrificio), Golda Meir, prima donna premier di Israele, ordina al Mossad la pianificazione e attuazione di una vendetta che colpisca tutti i mandanti e organizzatori dell’attacco delle Olimpiadi. Nasce Comitato X, una squadra segreta di agenti del Mossad che per anni semina stragi in Europa e Medio Oriente. 
Lo scorso agosto il quotidiano tedesco Spiegel ha rivelato che mentre il Segretario di Stato statunitense John Kerry cercava di riavviare i negoziati di pace in Medio Oriente, gli agenti del Mossad spiavano le telefonate dell’alleato per carpire tutte le informazioni utili possibili e conoscere le intenzioni dell’avversario, i palestinesi. Il premier israeliano, Benjamnin Netanyahu, quindi, aveva accesso a tutte le conversazioni tra il segretario di Stato Usa e i vertici palestinesi. 
Secondo molti, l'aereo Argo 16 dell'Aeronautica Militare italiana precipitato a Marghera il 23 novembre 1973 è stato sabotato dai servizi segreti israeliani del Mossad.

La P2, Propaganda due, è una loggia massonica nota, prima del dopoguerra, come Propaganda massonica. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, maestro venerabile della P2 divenne Licio Gelli. Una volta preso il potere al vertice della loggia, Gelli la trasformò in un punto di raccolta di imprenditori e alti funzionari statali, molti esponenti degli ambienti militari.
Il 17 marzo 1981, i giudici istruttori Gherardo Colombo e Giuliano Turone, durante l'inchiesta sul finto rapimento del finanziere Michele Sindona, fanno perquisire la villa di Gelli a Castiglion Fibocchi, Arezzo, e la fabbrica di sua proprietà (la Giole, sempre a Castiglion Fibocchi). Scoprono una lista di 962 tra alti ufficiali delle forze armate e funzionari pubblici aderenti alla P2. Vi compare l'intero gruppo dirigente dei servizi segreti italiani, ma anche parlamentari, industriali, giornalisti e personaggi come Silvio Berlusconi (allora non ancora in politica), Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo e l’editore Angelo Rizzoli. 
Pochi mesi dopo viene sequestrato alla figlia di Gelli il "piano di rinascita democratica", uno scritto contenente una sorta di piano di marcia per favorire la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato. Ma ci sono anche indicazioni per l'avvio di opere di proselitismo e un preventivo di quanto sarebbe costata l'acquisizione delle principali cariche istituzionali. Si sospettano attività eversive.
Già in un’intervista rilasciata l’anno prima, nel 1980, al Corriere della Sera, Licio Gelli esponeva un Piano di rinascita democratica, i cui obiettivi sarebbero dovuti essere: l'instaurazione della Repubblica presidenziale, la riduzione del numero dei parlamentari e l'abolizione delle loro immunità, l'abolizione del servizio militare di leva e la sua sostituzione con un esercito di professione.
Il 22 maggio 1981 la magistratura spiccò un ordine di cattura per Licio Gelli per violazione dell'art. 257 del codice penale (spionaggio politico o militare). Il 31 ottobre 1981, la corte centrale del Grande Oriente d'Italia espulse Gelli dal consesso massonico. La Commissione parlamentare d'inchiesta Anselmi ha concluso il caso P2 denunciando la loggia come una vera e propria «organizzazione criminale» ed «eversiva». Essa fu sciolta con la legge n. 17 del 25 gennaio 1982. Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, Gelli vive attualmente ad Arezzo, a Villa Wanda, dove sconta la detenzione domiciliare. La villa è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza il 10 ottobre 2013, per frode fiscale. Gelli è indagato dalla procura di Arezzo insieme ad alcuni familiari per reati fiscali per 17 milioni di euro.
Tra i vari crimini attribuiti alla P2, oltre al cospirazionismo politico per assumere il controllo dell'Italia, si possono citare la strage dell'Italicus, la strage di Bologna, lo scandalo del Banco Ambrosiano, l'assassinio di Roberto Calvi, l'ipotetico assassinio di Albino Luciani (ovvero Papa Giovanni Paolo I), il depistaggio sul rapimento di Aldo Moro, l'assassinio di Carmine Pecorelli e alcune affiliazioni con lo scandalo di Tangentopoli.
Dopo lo scandalo seguito al ritrovamento delle liste della P2, al posto del dimissionario Presidente del consiglio Arnaldo Forlani, fu insediato il repubblicano Giovanni Spadolini, che divenne così il primo Presidente del consiglio non appartenente alla Democrazia Cristiana della storia repubblicana.

Siamo nel 1903 e un documento noto come Protocolli dei Savi di Sion viene pubblicato e fatto circolare in Europa dalla polizia segreta della Russia zarista, la Okhrana. Il documento diffonde l’idea di una cospirazione ebraica planetaria tendente al dominio del mondo e a distruggere l’Impero russo.
...
Il piano di conquista del mondo da parte degli ebrei si sarebbe verificato attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.
Questo documento è stato pane per i denti di molte organizzazioni antisemite, che lo hanno usato per giustificare le proprie idee, e di molti fan del “complotto giudaico”. 

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