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COSTRUIRE L'EDIFICIO DELL'ESSERE

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Di Roberto Daniel Villalba 
Non è casuale né “romantico” che, ad esempio, 柔道家 judo-ka (l’esperto di Ju-do) significhi letteralmente “la casa del judo”, dacché ka 家 sta per “casa”, quindi “abitazione” (dell’uomo). In altre parole: dalla solidità delle conoscenze basiche teorico-pratiche (tei sei 定勢) dipenderà l’eventualità di costruire col concorso del tempo la capienza, il peso e l’altezza della struttura dove abiterà l’essere dell’artista marziale, pur garantendo la sua stabilità. 



Se la base empirica e teorica è sufficientemente salda il viandante potrà costruire su di essa un edificio analogico di tre piani: fisico, mentale e spirituale. Ovvio: volontà sua e tanto di fortuna permettendo, “fortuna” che non è altro che karma कर्म: “azione” ( 業 in cinese, gou in giapp.) intesa come il risultato o la reazione conseguenziale delle azioni compiute.
Quindi il lavoro esterno (fisico) inizia nella tappa di Shu, prosegue passando per Ha, per completarsi in Ri. Dacché c’è un lavoro esterno da farsi durante tutta la vita, l’esercitazione di un praticante non finisce quindi con Shu; nel wai kong c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare o qualcos’altro di già saputo da mantenere o da perfezionare. Nel punto in cui Shu si conclude inizia Ha e al wai kong, che fin lì era preminentemente un fare fisico-imitativo (formativo), si aggiunge parallelamente la traccia di un secondo lavoro maggiormente vincolante, perché mentale: il nei kong



Bu-Do Esoterico
La dimensione interiore delle Arti Marziali Orientali
€ 20


Proseguendo ad oltranza, wai e nei intrecceranno un rapporto di collaborazione psico-fisica risolutamente proporzionato. Verso la fine di Ha inizia un terzo percorso: Ri, indicante la dinamica più alta a cui può aspirare un essere umano: la realtà spirituale, fonte d’ogni creatività e quindi di massima libertà. Come risultato di un ben riuscito lavoro congiunto del wai (di valenza yin) e del nei kong (dinamica yang) si profilano le avvisaglie dello shen kong.
•    Nella tappa di Shu 守 sotto l’istruzione di un retto insegnante l’apprendista marziale apprende,  appunto; ma a dire il vero egli viene piuttosto plasmato dalle conoscenze degli esperti in materia. Tali conoscenze sono ciò che di oggettivo, d’impersonale, la generazione dei veterani tramanda alle nuove leve, costituendo di fatto la tradizione “orizzontale” o storica: il densho
•    Nella tappa di Ha 破il viandante interiorizza tali conoscenze, le fa sue: le comprende, divenendo così un maestro, un potenziale diffusore dell’insegnamento della scuola. Nondimeno la comprensione del lavoro esterno apre la possibilità al lavoro interiore, che se il praticante vuole, inizia proprio da qui.
•    Nella tappa di Ri 離 il soggetto esteriorizza le nuove conoscenze che emergono dal suo estro. Diventa quindi un “rivelatore” dell’inedito, o se vogliamo dirlo con più garbo: un genuino artista. Ciò è segno che si è reso degno di accogliere in sé gli input della Memoria vivente: la Tradizione perenne o “verticale” che dimora nel reame spirituale; per cui egli scorge la verità sfolgorante delle cosiddette “esperienze wu”: la serie di satori 悟りche lo condurranno gradualmente alla realizzazione della propria Sopra-natura, ovverossia al kensho 見性.

Fonte: estratto dall'8° capitolo di Bu-do esoterico. La dimensione interiore delle Arti Marziali Orientali (Nexus Edizioni, 2018).
L'AUTORE 
Roberto Daniel Villalba nasce a Buenos Aires nel 1950. Iniziato alla pratica dello yoga e delle arti marziali a 15 anni, nel 1969 ottiene la cintura nera 1° Dan di Judo. Nel 1971 raggiunge il 1° Dan di
Taekwon-Do. Ha iniziato ad insegnare Judo e TKD nel prestigioso Istituto Vecchio di Mar del Plata nel 1970. Nel 1974 viaggia negli USA per perfezionarsi nel Tang Su Do, stile di karate coreano, che nel 1977 introduce in Italia. Nel 1984 è promosso 1° Dan di Kendo. Nel 2009 gli viene conferito onorificamente l’8° Dan di TSD. Laureato in Filosofia Classica presso la Pontificia Università Lateranense, specializzato in Orientalismo e in Scienza delle Religioni, ha inoltre compiuto studi di Antropologia Archeologica presso l’Università Nazionale di Mar del Plata. Con la casa editrice Edizioni Mediterranee ha pubblicato due libri sul Tang Su Do (1991 e 1994).

RIO 2016: LO JUDOKA SAUDITA SI RIFIUTA DI SFIDARE L'ATLETA ISRAELIANO

Rio 2016, judo. Matteo Marconcini perde ai quarti, ora va a ripescaggi
Da parte di delegazioni arabe si registrano atteggiamenti, prese di posizione, di aperta ostilità verso quelle israeliane. La judoka Joud Fahmy saudita, dopo il primo turno con il match contro Christianne Legentil dalle Mauritius, ha «saltato» l’ incontro con Gili Cohen, israeliana.
Come scrive liberoquotidiano.it con Caterina Maniaci, ufficialmente le notizie diffuse indicano che Fahmy avrebbe subito lesioni al braccio e alla gamba, ma secondo i media israeliani si tratterebbe di un incidente diplomatico, creato ad hoc proprio per evitare il combattimento con l’ israeliana. Insomma, l’ atleta saudita non avrebbe voluto avere contatti con la concorrente israeliana. L’ Arabia Saudita non riconosce Israele, anche se stanno arrivando segnali concilianti, che potrebbe preludere a un cambiamento di posizione.
Due settimane fa una delegazione saudita si è recata a Gerusalemme e ha incontrato funzionari e politici israeliani. Un ex ministro del governo israeliano che ha incontrato il gruppo in visita ha dichiarato che i legami normali tra i due Paesi potrebbero realizzarsi tra non molto.

Però l’ atmosfera a Rio non appare così rasserenante. Prima dell’ episodio con le atlete dello judo, c’ è stato un altro episodio, pochi giorni fa, proprio in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi. La delegazione libanese ha rifiutato di far salire sul loro stesso autobus gli atleti israeliani. I quali sono stati costretti a salire su un autobus a parte. Il fatto non è passato inosservato, ma alla fine tutto è finito con una ammonizione alla delegazione libanese.Olimpiadi Rio 2016, diretta tv e streaming su Rai 2, Raisport 1 e Raisport 2. Le Olimpiadi di Rio 2016 saranno visibili in chiaro sui canali Rai, previste oltre 15 ore di diretta al giorno tra Rai 2, Raisport 1 e Raisport 2Il calendario con tutte le garedegli atleti azzurri (cliccare qui).Il palinsesto completo di Rai 2 (cliccare qui) e lo streaming di Rai 2 (cliccare qui). Il palinsesto completo di Raisport 1 (cliccare qui) e lo streaming di Raisport 1 (cliccare qui). Il palinsesto completo di Raisport 2 (cliccare qui) e lo streaming di Raisport 2 (cliccare qui).

RIO 2016, IL JUDOKA EGIZIANO RIFIUTA LA STRETTA DI MANO DALL'ISRAELIANO

Rio 2016, il judoka egiziano rifiuta la stretta di mano dall'israeliano
Nel corso degli ottavi di finale di judo, categoria 100 chilogrammi, alle Olimpiadi di Rio 2016, l’atleta egiziano Islam El Shehaby ha rifiutato la stretta di mano del suo avversario, l'israeliano Ori Sasson.
Il gesto di El Shehaby non è stato apprezzato dal pubblico presente allo stadio, che ha infatti iniziato a fischiare l’atleta.
Sottrarsi a una stretta di mano dopo un incontro di judo è estremamente insolito, il che rende il gesto dell'egiziano ancora più irrispettoso.

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