Il ministro francese paragona ​Salvini a Ponzio Pilato

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Di Jacopo Bongini
Persiste il braccio di ferro a distanza tra Francia e Italia sulla questione migranti, acuitosi in queste ultime ore anche a causa della vicenda dei 58 migranti presenti sulla rediviva Aquarius 2.
Dopo che nella giornata di ieri il Primo Ministro Emmanuel Macron aveva messo in guardia sulla presunta crisi politica in corso tra l'Italia ed il resto d'Europa, oggi è il ministro francese agli Affari Europei Nathalie Loiseau a puntare il dito contro il governo di Roma ed in particolar modo contro il capo del Viminale Matteo SalviniIn un'intervista rilasciata ieri all'emittente transalpina Rtl il ministro Loiseau lo accusa infatti di lavarsene biblicamente le mani di fronte alla tragedia dei profughi nel Mediterraneo, dichiarando: "Il diritto internazionale è ormai violato da mesi. Oggi nel Mediterraneo vige la legge della giungla, con gli scafisti che mandano consapevolmente al naufragio i migranti e i richiedenti asilo a bordo di imbarcazioni incapaci di sostenere traversate di quel tipo. Queste imbarcazioni non possono peraltro neanche raggiungere i porti più vicini, cioè i porti italiani, perché essi sono stati chiusi a causa decisione di un uomo, Matteo Salvini. Questa decisione è anche ciò per cui oggi Salvini è indagato dalla giustizia italiana per sequestro di persona. Il signor Salvini oggi è come Ponzio Pilato, è osceno. Quando ci sono persone che rischiano di affogare, il signor Salvini preferisce guardare da un’altra parte".
Successivamente, la Loiseau ha altresì ribadito come la Francia stia facendo da mesi la sua parte nell'accoglienza dei profughi, coordinando le operazioni per il loro ricollocamento tra i vari paesi europei:"Lo scorso anno sono state ricevute dalla Francia circa centomila domande d'asilo. Io è da giugno che lo dico, la Francia è il paese che sì è sempre fatto carico della sua parte di migranti ogni volta che la navi delle Ong arrivavano al largo delle coste europee, oltre ad essere il paese che accoglie più rapidamente." - aggiungendo poi una contestualizzazione del fenomeno migratorio in merito agli sbarchi avvenuti quest'estate - "Circa 250 migranti sono stati complessivamente accolti dalla Francia quest'estate, una manciata di persone. Questo vuole dire che durante l'estate non c'è stato nessun flusso migratorio senza precedenti ma piuttosto il contrario, abbiamo avuto un numero di arrivi verso l'Italia che è stato dieci volte inferiore rispetto all'anno precedente".
Affermazioni quelle del ministro che tuttavia si scontrano con l'atteggiamento intransigente tenuto dello stesso presidente Macron, il quale proprio nella giornata di ieri non ha esitato ablindare i porti francesi sul Mediterraneo, manifestando esplicitamente la volontà di non accogliere nessuno dei migranti presenti sull'Aquarius 2 in attesa che venisse trovata una soluzione europea al problema - in seguito raggiunta con la spartizione dei 58 migranti tra Francia, Germania, Spagna e Portogallo - e dichiarando per bocca del suo portavoce Benjamin Griveaux: "L'umanità significa lasciare attraccare la nave nel porto più vicino e più sicuro. È attraverso la cooperazione con i nostri partner europei che forniremo una soluzione. Non cadiamo nella trappola che alcuni ci tendono". Il caso dell'Aquarius 2 sta pertanto mostrando in questi giorni le preoccupanti contraddizioni della classe politica europea, che trinceratasi - qui sì pilatescamente - dietro il principio del porto più vicino assomiglia sempre di più agli acerrimi nemici populisti da essa sempre condannati.

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