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Sana, si attende l’autopsia in Pakistan. Il padre e il fratello non potranno lasciare il Paese

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Risultati immagini per SANA PAKISTAN

Di Federico Gervasoni

Ci sono novità importanti sulla morte misteriosa di Sana Cheema, la 25 enne pachistana d’origine e divenuta cittadina italiana dallo scorso settembre, deceduta in circostanze non ancora chiarite una settimana fa in Pakistan. Il padre e lo zio della ragazza infatti non possono lasciare il proprio Paese e la zona dove Sana è stata sepolta si trova sotto sequestro. A rivelarlo è Raza Asif, segretario della comunità pakistana in Italia e che ieri è intervenuto nel corso di un presidio organizzato in Piazza Rovetta a Brescia. 

«Sarà inoltre eseguita l’autopsia sulla salma», ha detto Asif. Sana Cheema, da quindici anni residente nel capoluogo di provincia lombardo, da diverso tempo gestiva un’agenzia di pratiche automobilistiche in città. Perfettamente integrata la giovane poco prima di Natale era partita verso il Pakistan senza fornire particolari motivazioni ai conoscenti. Nelle prime ore di sabato il Giornale di Brescia, in contatto con un’amica della venticinquenne ha diffuso la notizia della sua uccisione, imputando la colpa nei confronti del padre e del fratello. La causa scatenante sarebbe stata il rifiuto della ragazza di accettare le nozze combinate che gli erano state imposte. 

I due uomini, inizialmente fermati con l’accusa di omicidio sono stati però rilasciati dopo un lungo interrogatorio. Appoggiato dagli altri abitanti del piccolo villaggio di Mangowal, nel distretto di Gujrat, papà Mustafa ha spiegato che la giovane sarebbe morta per malore, probabilmente un infarto. Versione in aperto contrasto con quella rilasciata dagli amici di Sana che fino all’ultimo hanno chiesto di riesumare la salma per fare chiarezza. Intanto, anche la Farnesina sta seguendo il caso tramite l’ambasciata italiana a Islamabad e sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per capire cosa sia realmente successo. 

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