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Deputato tedesco choc: "La Troika a Roma"

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Di Antonio Signorini

Roma - Italia, paese da invadere. Le gaffe tedesche non cessano di dare spettacolo. Dopo il commissario Oettinger, è stato il turno di un deputato europeo della Csu tedesca, Markus Ferber.
Nessuna carica rilevante, ma in un momento a dir poco delicato ha evocato la possibilità di un'invasione di Roma da parte della Troika in caso di salvataggio finanziario dell'Italia causato dall'attuale situazione politica e delle tensioni sui mercati. «Lo scenario peggiore sarebbe quello dell'insolvenza dell'Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze», ha detto alla televisione tedesca Zdf. Poi ha specificato che il Meccanismo di stabilità europe non avrebbe comunque la possibilità di salvare l'Italia.
Vero che fuori dai confini del Paese, le nostre turbolenze politiche vengono vissuta come il potenziale innesco di una crisi globale. Ieri è toccato all'Ocse occuparsi dei nostri affari. La nostra instabilità politica e la Brexit, «potrebbero aggiungere pressioni all'espansione nell'area dell'euro», si legge nell'Outlook dell'Organizzazione di Parigi diffuso ieri. Ma il segretario generale Angel Gurria, si è detto sicuro che «l'Italia è parte dell'Europa e dell'euro e resterà così».
Più preoccupante per noi un'altra previsione: «La ripresa dell'inflazione potrebbe consentire alla Bce di terminare entro la fine del 2018 gli acquisti» programmati con il Quantitative Easing.
Proprio ieri è stato diffuso il dato l'inflazione della Germania, salita in maggio del 2,2%. Lo 0,3% in più rispetto alle previsioni. Un dato che spingerà i paesi del Nord Europa a chiedere la fine anticipata della politica espansiva della Banca centrale guidata da Mario Draghi. Per l'Italia, e in particolare per il prossimo governo, significa maggiori difficoltà a piazzare i titoli di Stato, più spesa per gli interessi sul debito pubblico. Quindi margini di spesa ridotti e una maggiore esposizione alle turbolenze dei mercati. Il caso Italia potrebbe finire al centro di una riunione ad hoc della Bce.
In realtà ieri da Bruxelles sono arrivati solo segnali distensivi verso Roma e rassicurazioni sul fatto che nessuno nei palazzi europei vuole influenzare le vicende italiane.
«Formare il governo è una questione che risolve il popolo italiano», ha spiegato il portavoce del presidente della Commissione. Non spetta all'esecutivo europeo, ha spiegato, «intervenire» in tale ambito. Il portavoce ha ribadito che l'esecutivo Ue «ha piena fiducia nell'Italia» e nel suo presidente della Repubblica.
Martedì ha suscitato qualche sorriso la preoccupazione per l'Italia espressa dal governo della Grecia. Paese passato dalla cura della Troika e che ora si sta riprendendo dalla crisi delle finanze pubbliche.
Meno preoccupato il ministro dell'Economia tedesco Peter Altmeier, che ieri ha detto di avere «piena fiducia negli italiani che hanno sempre saputo superare le crisi».
Ma ieri sono arrivati segnali di attenzione per l'Italia anche da dal Tesoro americano. Un altro funzionario. Il segretario al Tesoro di Washington, Steven Mnuchin presto si riunirà in Canada con i colleghi del G7 per un incontro che avrà in agenda anche la crisi italiana.
Se sulla guerra commerciale Usa e Ue sono su fronti opposti, l'amministrazione americana si augura che l'Italia resti in Europa. «Credo che sarebbe meglio se risolvessero le cose dall'interno della zona Euro senza compiere cambiamenti significativi e certamente gli italiani hanno la possibilità di farlo», ha affermato un portavoce del Tesoro Usa.
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