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L'artista più pagato del mondo ha 82 anni, fuma 40 sigarette al giorno e dipinge con l'iPad

Di  Nicoletta Orlandi Posti David Hockney  ha messo a segno un altro colpo. Quando il martelletto del battitore di Christie's a New...


Di Nicoletta Orlandi Posti

David Hockney ha messo a segno un altro colpo. Quando il martelletto del battitore di Christie's a New York ha chiuso l'asta a 90.312.500 di dollari (79.708.155 di euro) assegnando a un anonimo collezionista il suo dipinto Portrait of an artist (pool with two figures), l'ottantaduenne pittore britannico è diventato l'artista vivente più caro al mondo. Nessuno aveva mai raggiunto una cifra simile: Jeff Koon, che poteva vantare fino a giovedì sera il titolo, si era fermato ai 58,4 milioni di dollari tirati fuori dal portafogli nel 2013 dal miliardario americano Peter Brant per Orange balloon dog, un enorme cane arancione in acciaio inossidabile largo quattro metri e alto tre creato nel 1994.




Tre metri è anche lunga la tela di Hockney: realizzata nel 1972 per la critica è forse l'opera più rappresentativa di tutta la sua produzione. Il dipinto raffigura due uomini: uno che nuota in una piscina e l'altro vestito in piedi sul bordo della vasca che lo osserva, immersi in un paesaggio verde che ricorda quello del sud della Francia. Il personaggio in piedi è il fidanzato dell'artista, il pittore statunitense Peter Schlesinger con il quale ruppe proprio durante la realizzazione dell'opera; quello in acqua è lo stesso Hockeny che visse male la fine della relazione portandolo verso un periodo di solitudine e depressione. Emblematica anche la piscina: soggetto ricorrente nelle opere dell'artista britannico è simbolo della vita edonistica delle ville americane che aveva frequentato, ma anche specchio e punto di partenza per affrontare temi ben più complessi, come, ad esempio la libertà e l'omosessualità. La sua è una sfida al modo occidentale di rappresentare il mondo: con uno stile apparentemente semplice ostenta la spensierata atmosfera californiana e fissa sulla tela un istante che diventa eterno; così la vita di Hollywood si trasforma in natura morta.


Il capolavoro è stato messo in vendita dal miliardario Joe Lewis, proprietario anche della squadra di calcio inglese del Tottenham Hotspur (che vanta una collezione di opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Francis Bacon e Lucian Freud), dopo essere stato esposto tra il novembre 2017 e il febbraio 2018 al Metropolitan Museum of Art di New York in occasione di una retrospettiva dedicata al maestro di Bradford. Il record stabilito giovedì sera da Christie's allinea Hockney alle quotazioni degli scomparsi grandi artisti americani della Pop Art, Andy Warhol e Roy Lichtenstein
Ma guai a definirlo un artista pop: è un'etichetta che gli va stretta. Del resto il pittore è pure illustratore, incisore, disegnatore, tipografo, fotografo, scenografo ed ha sempre cercato strade nuove per fare arte testando se stesso e costringendo chi guarda a considerare ciò che è tradizionale in modo innovativo. E a 82 anni, quaranta sigarette al giorno («solo Davidoff, me le portano dalla Germania»), non si è ancora stufato di esplorare il mondo dell'ispirazione artistica: dagli studi sperimentali sull'uso degli specchi e lenti nella pittura antica è passato al fax, alla Polaroid, alla fotocopiatrice e più recentemente all' iPhone e all'iPad che usa come fosse la tela su cui dipinge usando le dita (spesso la mano sinistra, nonostante sia destrorso, per dare al dipinto uno stile particolare) a mo' di pennello intinto nei colori virtuali. All'inizio era un gioco: inviava le immagini realizzate con il cellulare agli amici e ai collaboratori per sapere cosa ne pensassero. Ma con il tempo, colpito dall' immediatezza del gesto e dalla velocità delle reazioni dei destinatari ci ha preso gusto a dipingere sul tablet ed ha iniziato a creare vere e proprie opere d'arte, molte delle quali fatte en plein air come gli impressionisti, che sono finite in gallerie e musei.
Ovviamente il risultato tra una tela dipinta e una disegnata sul tablet è diverso, ma per Hockney, «una cosa non esclude l'altra».
«La tecnologia», sostiene l'artista, « ha sempre cambiato il senso delle immagini e le immagini sono il potere. Se l'arte fa a meno delle immagini, perde ogni possibilità, ogni potere».
Lui di certo non perderà quello di ribaltare le regole del mercato: con l'arte virtuale non esiste più la differenza di prezzo tra egli "originali" e le "riproduzioni", così come cambia - vista la velocità di esecuzione - il valore estetico ed economico del lavoro.
È l'inizio di una rivoluzione.


FONTE: https://nicolettaorlandiposti.blogspot.com/2018/11/lartista-piu-pagato-del-mondo-ha-82.html

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