Nuove manifestazioni in Algeria. E c’è chi vuol rinviare il voto

mar 9, 2019 0 comments

Di Mauro Indelicato

Il 18 aprile si avvicina, ma in Algeria continua ad aleggiare una certa aurea di tensione e caos. In quella data in teoria gli algerini dovrebbero andare al voto, nella pratica sorgono i primi dubbi circa l’effettiva apertura delle urne. Dall’opposizione infatti, iniziano ad emergere posizioni comuni in cui viene chiesto il rinvio delle elezioni per uscire dall’impasse in cui il paese si trova da oramai alcune settimane. 
Tutto inizia con l’ufficializzazione della candidatura del presidente uscente Abdelaziz Bouteflika, al potere dal 1999 e proposto dal suo partito (il Fronte di Liberazione Nazionale) per un quinto mandato consecutivo. Ma il capo di Stato risulta afflitto dal 2013 dalle gravi condizioni di salute dovute ad un ictus. Da allora è costretto alla sedia a rotelle, presenta difficoltà nel parlare e non avrebbe la lucidità necessaria per adempiere al proprio ruolo. Ecco perché, dopo l’ufficializzazione della candidatura, in Algeria si assiste a manifestazioni di piazza importantiorganizzate soprattutto da giovani e studenti. 

La proposta del rinvio 

Già a dicembre all’interno dello stesso entourage di Bouteflika emergono primi dubbi sulla possibilità di far cadere il voto alla scadenza naturale del mandato del presidente. Il Fronte di Liberazione Nazionale non trova un sostituto, gli apparati dell’esercito mostrano perplessità su una possibile ricandidatura del capo dello Stato uscente, in generale l’Algeria non sembra pronta a vedere i propri equilibri garantiti da un nuovo leader. Dunque, piuttosto che tornare alle urne da più parti si suggerisce di rinviare le consultazioni. Secondo alcune indiscrezioni della stampa locale trapelate nello scorso mese di gennaio, anche alcuni parenti di Bouteflika avrebbero preferito un rinvio. Ma il governo e lo stesso presidente, o chi per lui viste le condizioni di salute, alla fine optano per la strada ordinaria del voto.

Le proteste che vanno avanti da giorni fanno nuovamente tornare a galla l’ipotesi del rinvio. Questa volta a parlare circa la necessità di posticipare la data del voto, sono alcuni partiti di opposizione. In particolare, dopo una riunione tenuta nella serata di giovedì, viene diffuso un comunicato nel quale si chiede “il rinvio del voto e l’apertura di una fase di transizione”. A firmare il documento è il partito Talaie Alhouriyat, guidato dall’ex primo ministro Ali Benflis, assieme a diverse formazioni islamiste: dal “Movimento per la società e la pace” al “Fronte per la giustizia e lo sviluppo“, collegato ai Fratelli Musulmani, passando anche per alcuni gruppi legati al disciolto Fis. Le firme sono anche dei rappresentanti del Partito dei Lavoratori e del Raggruppamento per la Cultura e la Democrazia. 
Il testo inviato poi alla stampa, parla della ricandidatura del presidente uscente come una “vera minaccia per l’integrità e la stabilità della Repubblica”. Secondo questi partiti di opposizione, una fase di transizione è l’unica via per dare tempo al paese di superare le tensioni e poter riorganizzarsi in vista di presidenziali non “turbate” dalle questioni inerenti Bouteflika. 

Continuano le manifestazioni

Intanto anche in queste ore ad Algeri si susseguono le manifestazioni. Università, piazze, luoghi pubblici sono oggetto di presidi e raggruppamenti da parte di numerosi giovani. Si chiede il ritiro della candidatura del presidente uscente e la volontà di vedere organizzate elezioni più trasparenti. Nonostante alcune misure varate dal governo per evitare massicci assembramenti di manifestanti, quali il ridimensionamento del servizi dei trasporti pubblici, le proteste vanno avanti. Nelle scorse ore anche un gruppo di deputati si unisce ai manifestanti. Ashourouq TV, una televisione locale molto seguita, parla di dimissioni di alcuni onorevoli che in questo modo vogliono esprimere solidarietà a chi in queste ore sta protestando. Tra questi deputati, alcuni sarebbero anche dello stesso partito di Bouteflika.
Da Ginevra invece arrivano notizia circa l’arresto di uno dei candidati alle prossime presidenziali. L’agenzia di stampa Dpa in particolare, rifacendosi a delle dichiarazioni di una portavoce della Polizia elvetica, nelle scorse ore lancia la notizia secondo cui Rachid Nekkaz sarebbe stato fermato nei pressi dell’ospedale dove è ricoverato dal 24 febbraio scorso Bouteflika. Nekkaz è un imprenditore franco algerino, il quale si vede respingere a febbraio la propria candidatura alle presidenziali per via della cittadinanza francese. Motivo per il quale lo stesso Nekkaz candida un cugino omonimo, che in caso di vittoria lo nominerebbe vice – presidente. Secondo la portavoce della Polizia svizzera, Nekkaz è sottoposto a fermo dopo una manifestazione in cui risultano presenti un centinaio di suoi concittadini. 

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