Il capo della polizia catalana e i vertici indipendentisti interrogati a Madrid



Di Francesco Olivo

Dalla piazza al tribunale e viceversa. La battaglia tra Spagna e Catalogna vive un’altra giornata di tensione. Il maggiore dei Mossos d’Esquadra, Josep Lluis Trapero, è stato interrogato per un’ora dai giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid. L’accusa è gravissima: sedizione, per non aver garantito la sicurezza dei colleghi della polizia spagnola impegnati, lo scorso 20 settembre, in un’operazione contro il referendum indipendentista. Pena massima: 15 anni. Al termine della deposizione il capo della polizia catalana non ha rilasciato dichiarazioni. 

Prima del maggiore, sempre a Madrid, sono stati ascoltati anche Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, leader dei due principali movimenti secessionisti, protagonisti assoluti della mobilitazione di questi mesi. A loro si imputa la manifestazione sotto l’assessorato all’economia, il cui svolgimento impediva di fatto ai poliziotti spagnoli di uscire dalle sedi perquisite. 

Difficile che i giudici possano chiedere misure cautelari per il maggiore dei Mossos, al massimo, ipotizzano i giuristi, si può arrivare al ritiro del passaporto. I giudici non hanno chiesto misure cautelari per il maggiore Trapero. Mentre i due Jordi qualche rischio di arresto lo corrono.  

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