Breaking News

3/breakingnews/random
Visualizzazione post con etichetta Spagna. Mostra tutti i post

La rinascita dei Paesi Baschi parte da uno stadio


Di Vincenzo Paliotto

Josean de La Hoz Uranga non avrebbe certamente lasciato una traccia indelebile nella storia peraltro gloriosa della Real Sociedad. La sua militanza con il club basco di San Sebastiàn arricchì la sua carriera di presenze prestigiose nella Liga, ma il giocatore nativo di Guipuzcoa era più che altro un valido e tenace comprimario, che contribuì comunque a cementare il carattere di quella squadra che ad ogni modo viaggiava all’inizio degli Anni Ottanta verso grandi ed inimitabili imprese. Militò come centrocampista nella Real Sociedad dalla stagione del 1972/73 a quella del 1977/78, totalizzando complessivamente 76 presenze. Anche sull’album delle figurine del calcio spagnolo risultava in una forma fisica forse precaria ed in qualche foto addirittura apparentemente con qualche kilo in più rispetto a quello usuale di un calciatore professionista. Ma le imprese di Josean De la Hoz Uranga non si limitarono soltanto a quelle sul terreno di gioco ed il basco si rese protagonista di uno di quegli eventi che avrebbero cambiato senza esagerare il corso della storia dei Paesi Baschi. Regione della penisola iberica notoriamente sempre turbolenta, anche negli anni tentacolari del franchismo ed attraversata dai lunghi momenti di tensione causati dall’ETA e dalla sua lotta ad oltranza contro il governo centrale.
Era il 5 dicembre del 1976 e l’Anoeta, il piccolo ma caldissimo impianto della Real Sociedad, ospitava il sentito derby tra la squadra di San Sebastiàn ed i titolati dell’Athletic Bilbao, per cui si prevedeva la solita battaglia sul terreno di gioco per il primato non solo regionale. Josean Uranga non venne convocato per quel match dal tecnico Iralegui, che in verità impiegò il suo giocatore in quella stagione in soltanto tre sporadiche occasioni contro il Burgos, il Las Palmas ed il Murcia. Ma la partita prevedeva comunque delle emozioni particolari e Josean aveva programmato proprio per quel pomeriggio qualcosa di clamoroso. Durante il suo tragitto verso lo stadio venne anche fermato a bordo della sua Fiat 127 da una pattuglia della Guardia Civil (la sua automobile era del resto nota negli schedari delle forze dell’ordine) che però non notarono e non si accorsero che a bordo della sua auto Josean aveva portato con sè anche la ikurrina, la bandiera dell’indipendentismo e del simbolismo basco, premurosamente ricucita con grande passione anche dalla sorella Ana Miren, che avrebbe aiutato il fratello nell’introduzione della bandiera stessa nello stadio, super sorvegliato dalle stesse forze dell’ordine.
Il Generale Francisco Franco era morto da poco, nel 1975 per l’esattezza, ma le ostilità verso i baschi tardavano comunque a cessare ed anzi forse non sarebbero mai terminate del tutto. L’accostamento tra la bandiera, il popolo basco e l’ETA era troppo evidente in un certo qual modo per ritenere anticostituzionale quel vessillo.
La lotta serrata all’indipendentismo e all’ETA erano ben note. Josean De la Hoz Uranga, che giocava al calcio, ma che faceva anche il militante politico, abertzale così come è noto nella lingua basca, tanto da essere noto negli ambienti come Trotsky, cioè un soprannome non da poco, pensò finalmente che la bandiera basca, messa fuori legge ormai dal lontano 1938, dovesse tornare a sventolare. E posto migliore in quel caso non poteva che essere allo stadio. L’idea di Josean non pareva essere tanto chiara in un primo momento nemmeno ad Ana Miren, ma una volta introdotta all’interno dello stadio, lo stesso Josean ci mise poco a far capire le sue intenzioni ai capitani delle due squadre Inaxio Kortabarria ed Angel Iribar, ma anche a tutti gli altri giocatori che sarebbero scesi in campo. Le idee politiche di Kortabarria ed Iribar del resto erano ben note ed il fatto di presentarsi sul terreno di gioco tenendo in mano la ikurrina entusiasmò tutti, non meno il folto pubblico presente sugli spalti. All’inizio della partita le due squadre si schierarono in mezzo al campo per salutare le rispettive tifoserie. Kortabarria ed Iribar tenevano in mano la ikurrina, mentre giusto al fianco del capitano della Real Sociedad stazionava in abiti borghesi Josean de La Hoz Uranga per testimoniare gli attimi di quel grande momento per il popolo basco.
Nel giro di pochi mesi, nel 1977, la ikurrina tornò ad essere legale per la Costituzione spagnola. E Josean de la Hoz Uranga vi aveva contribuito in maniera determinante. In pochi il giorno dopo si accorsero che si era giocato un bel derby vinto dalla Real Sociedad in maniera peraltro vistosa per 5-0.
* Animatore del blog “L’altro calcio”.

Formentera, ecco perché è perfetta per una vacanza in primavera



FUGA DI PRIMAVERA A FORMENTERA

Di Federica Creti *

Il 2020 è oramai iniziato da un po' e, dopo i bagordi delle feste, è già tempo di pensare ad una rotta primaverile in attesa delle ferie estive.
Formentera, la più piccola delle isole Baleari, è un’ottima meta per chi è alla ricerca di un clima mite e sogna lunghi pranzi al mare baciato dal sole. Facilmente raggiungibile dall’Italia (due ore scarse di volo fino ad Ibiza e poi 30 minuti di traghetto per Formentera) questo fazzoletto di terra è sempre più scelto come alternativa alle classiche mete del bel paese.

Il clima di Formentera
Rinomata per le sue spiagge caraibiche ed il mare cristallino vi domanderete se, tra aprile e giugno, potrete anche voi immergervi nelle sue splendide acque… Il clima a Formentera è di tipo Mediterraneo quindi mite. La sua peculiarità, che lo rende tanto amato, risiede nelle temperature che non scendono mai sotto i dieci gradi durante l’inverno e, in generale, gode di precipitazioni molto scarse. Va da sé che, con l’avvicinarsi della bella stagione, queste saliranno fino a toccare punte di 22-24 gradi durante la primavera.
Il bagno dunque non è possibile farlo ma le giornate sono spesso soleggiate e con temperature che permettono lunghe soste in riva al mare.

I circuiti verdi dell’isola
Il periodo che va da fine aprile ai primi di giugno è perfetto per chi ama le lunghe passeggiate immerso nella natura. Formentera, con la sua estesa macchia mediterranea ricca di piante aromatiche, regala scorci e panorami unici.
Un ottimo metodo per godere di tutto ciò è intraprendere uno dei numerosi circuiti verdi presenti sull’isola; ne esistono ben 32 ed ognuno di loro è in grado di svelarvi una Formentera autentica.
Non bisogna infatti dimenticare le origini rurali di questa piccola isola. Il turismo di massa è infatti un fenomeno attuale, lontano dai tempi in cui, molte famiglie isolane, con i loro mulini a vento lavoravano il grano e altre materie prime.
Decidere di percorrere delle “rutas verdes” (circuiti verdi in lingua spagnola) è un ottimo modo per scoprire l’isola da un punto di vista alternativo. Inoltre, per gli amanti della bicicletta, molti di questi sentieri presentano un terreno adatto alla loro percorrenza.
L’escursione in assoluto più bella e suggestiva è il Camino Romano anche conosciuto come Camì de Sa Pujada. 

Per intraprenderlo vi basterà raggiungere il piccolo centro abitato di Es Calò e da lì proseguire verso il sentiero che man mano sale sulla costa dell’isola. Il punto di arrivo sarà il Mirador de La Mola e, durante il tragitto, resterete letteralmente incantati dallo scenario che vi circonderà
La lunghezza è di circa 2 km ma, dato il sentiero sconnesso ci si può impiegare anche un’ora a salire. Mettete in conto anche le numerose pause per le fotografie di rito!

I ristoranti di Formentera
Se siete amanti della buona cucina e soprattutto del pesce, Formentera è il luogo che fa per voi. Come è consuetudine di ogni località internazionale di livello, sull’isola sono presenti cucine e ristoranti pronti a soddisfare anche i palati più esigenti. Dal sushi alla pizza napoletana passando per la celebre paella, a Formentera ogni sera avrete l’imbarazzo della scelta “a causa” dei numerosi ristoranti presenti.
Vi diamo qualche suggerimento per non perdervi alcuni luoghi top di gamma. Innanzitutto se volete mangiare un’ottima paella dovrete prenotare (in alta stagione anche con qualche giorno di anticipo) al ristorante La Mariterranea. Situato a Sant Ferran, questo piccolo e delizioso ristorante è specializzato in paella grazie alla proprietaria di origine valenciana. Troverete una ricca scelta di paella presentata sotto molteplici forme: da quella tradizionale con verdure e carne a quella nera con i frutti di mare, ogni pietanza vi lascerà senza parole.
Se invece una sera volete dedicare alla vostra compagna una bella cena romantica il ristorante Chezz Gerdi ad Es Pujols è quello che fa per voi. Troverete un’accoglienza quasi regale, luci soffuse ed una schiera di camerieri pronti a soddisfare qualsiasi vostra esigenza. Lasciatevi consigliare dal personale esperto e vivrete una serata indimenticabile.

Infine a Formentera troverete anche la pizza napoletana! Ai Quartieri Spagnoli, pizzeria che fa anche servizio ristorante, troverete pizze gustose in grado di soddisfare anche i più scettici. Assaggiate la loro “Margheritona”… il suo bordo ripieno di ricotta fresca vi conquisterà!
* Per maggiori info potete visitare il portale https://www.affittoformentera.com

Catalogna, l’unica soluzione è il referendum


Di Nicola Tanno

Sulla situazione che si è venuta a creare attorno alla richiesta di indipendenza non bisogna fidarsi dei giudizi superficiali. La questione catalana, con tutte le sue contraddizioni, non può essere rimossa.
La salma di Francisco Franco vola sul cielo di Madrid. Dopo quasi 45 anni dalla sua morte, 43 dalle prime elezioni democratiche e 23 anni di governi socialisti, finalmente lo stato spagnolo non si farà più carico della cura delle spoglie del Caudillo, ovvero del responsabile della Guerra Civile e di quarant’anni di dittatura. Il suo corpo è stato esumato dalla Valle de los Caídos (dove ancora è sepolto il fondatore della Falange, Primo de Rivera) e posto in una cripta della famiglia. La classe politica e intellettuale spagnola che si è chiesta per anni per quale motivo fosse ancora diffusa nel mondo la leggenda nera sulla democrazia spagnola, si deve essere posta il problema che forse la custodia del cadavere di un genocida non dovesse essere il migliore dei biglietti da visita. Un tentativo di mostrare i passi in avanti della democrazia spagnola, quindi, se non fosse che ci si è arrivati con un po’ di ritardo. E se non fosse, soprattutto, che mentre il cadavere del dittatore vola in elicottero, il mondo intero sta assistendo proprio in Spagna a una frattura politica territoriale senza precedenti nell’Europa occidentale dal 1945.
Dopo la sentenza che ha condannato dodici dirigenti indipendentisti a pene tra i 9 e i 13 anni  per i reati di sedizione e appropriazione indebita in occasione del referendum per l’indipendenza della Catalogna del primo ottobre 2017 e la successiva dichiarazione unilaterale, c’è stata un’ampia reazione popolare. Questa risposta, che ha coinvolto tantissima gente, merita un’attenta osservazione per le forze che l’hanno determinata e per le prospettive di questo conflitto. Si tratta di mobilitazioni attese da tempo ma di una portata numerica e di un radicalismo (metodologico e ideologico) accresciuti, nonché di una capacità organizzativa sorprendente. Di contro, la dura reazione delle forze di polizia (catalana e statale), l’incapacità pressoché totale del governo spagnolo di intavolare un dialogo politico con quello catalano – oltre alla prospettiva di lunghi anni di carcere per i dirigenti indipendentisti – lasciano presupporre che lo stallo per la soluzione delle rivendicazioni separatiste continuerà a lungo. C’è solo un modo per uscirne: convocare un referendum concordato e vincolante per permettere a tutti i cittadini catalani di scegliere il proprio futuro.

Spagna, ragazzo in sedia a rotelle sollevato dal pubblico durante il live metal


Di Salvatore Santoru

Grande gesto d'umanità al Resurrection Fest, un festival musicale che si sta svolgendo in questi giorni a Viveiroin Spagna. Più precisamente, durante il concerto degli Arch Enemy un giovane in sedia a rotelle è stato sollevato dalla folla.

In tal modo, il ragazzo ha potuto apprezzare ancora di più lo stesso live. La stessa foto è diventata virale in tutto il mondo e durante il concerto il giovane aveva la maglietta degli Slipknot, anch'essi presenti tra le band del festival.

Su ciò, bisogna dire che tale festival è uno dei più importanti per la musica metal e l'hardcore punk e quest'anno, oltre a Slipknot e Arch Enemy, ci sono anche gli Slayer e i Parkway Drive.

PER APPROFONDIREhttps://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2019/07/spagna-disabile-sollevato-dal-pubblico-durante-il-live-degli-arch-enemy-002945417.html

In Spagna hanno vinto i Socialisti di Sánchez

In Spagna è in corso lo spoglio delle schede relative alle elezioni anticipate che eleggono un nuovo Parlamento nazionale, che a sua volta darà la fiducia a un nuovo governo. Finora è stato scrutinato poco più del 90 per cento delle schede e i risultati sono favorevoli al partito del primo ministro uscente, il Socialista Pedro Sánchez. L’affluenza è stata superiore al 75 per cento, 9 punti percentuali in più rispetto alle ultime elezioni.
La diretta del País
Finora al PSOE, il partito di Sánchez, vengono attribuiti 122 seggi, mentre all’altro partito di sinistra, Unidos Podemos, 42 seggi. I due sarebbero vicini alla maggioranza di 176 seggi, anche se probabilmente Sánchez dovrà trovare un accordo anche con i partiti nazionalisti PNV (basco) e/o ERC (indipendentisti catalani). La situazione di ERC è particolare: il partito della sinistra indipendentista catalana sembra essere diventato la prima forza politica in Catalogna – superando l’altro partito indipendentista, Junts per Catanuya, e il partito di sinistra non indipendentista, il PSC, la sezione locale del Partito Socialista – anche se il suo leader, Oriol Junqueras, è incarcerato e sotto processo a Madrid per ribellione e sedizione, e rischia molti anni di carcere.
Secondo alcuni commentatori, il PSOE potrebbe provare a trovare un accordo con Ciudadanos, partito la cui collocazione politica è da anni oggetto di discussione, anche se di recente si è spostato sempre più a destra. L’ostacolo sembra essere il fatto che prima delle elezioni il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, aveva escluso qualsiasi possibilità di un’alleanza post-elettorale con i Socialisti di Sánchez.
A destra il Partito Popolare (PP) otterrebbe 65 seggi, Ciudadanos 57, Vox, il partito di estrema destra anti-immigrati e anti-femminista, 24. Il risultato di Vox in un certo senso è storico, perché è la prima volta dalla fine del franchismo che un partito di estrema destra entra nel Parlamento spagnolo: il risultato sembra comunque essere sotto le aspettative pre-elettorali, che si aggiravano attorno alla trentina di seggi.
I dati non sono ancora definitivi e per sapere qualcosa di più sicuro – soprattutto i vari scenari post-elettorali – bisognerà aspettare una percentuale consistente di schede scrutinate.

Catalogna, un anno fa il referendum disconosciuto: “Separatisti fanno irruzione in sede Generalitat di Girona”

Cortei, manifestazioni e blocchi stradali da parte dei separatisti catalani stanno segnando nelle principali città della regione l’anniversario del referendum indipendentista disconosciuto da Madrid. A Girona – riferisce il sito La Vanguardia – alcuni militanti hanno fatto irruzione nella sede locale della Generalitat, l’istituzione a capo della Catalogna riconosciuta da Madrid, con l’intenzione di strappare la bandiera spagnola. Manifestazioni sono in corso anche a Barcellona. “Non dobbiamo desistere dall’unico modo possibile per vivere in una piena democrazia: la Repubblica e il suo riconoscimento internazionale” dice il leader separatista catalano in esilio in Belgio, Carles Puigdemont, diffondendo via social un appello al popolo catalano a restare unito nel perseguire l’obiettivo di distaccarsi dalla Spagna. Nei giorni scorsi ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia con arresti e feriti. 
Catalogna, separatisti fanno irruzione nella Generalitat di Girona e strappano la bandiera spagnola: "Fuori, fuori"
Proteste hanno preso il via in varie zone della Catalogna fin dal primo mattino: i separatisti convocati via social dai Comitati per la Difesa della Repubblica (Cdr) hanno bloccato le principali strade, autostrade e ferrovie del nordest. I disagi maggiori a Girona, a nord di Barcellona, dove centinaia di attivisti hanno occupato i binari dell’alta velocità, mentre la polizia locale tentava di impedire l’accesso alla stazione. Blocchi stradali hanno interessato l’autostrada AP-7, principale arteria che collega con il confine francese, e le strade centrali di Leida e Barcellona, dove è prevista una grande manifestazione unitaria convocata dal presidente della Generalitat, Quim Torra, a partire dalle 18.30 di oggi, preceduta da vari appuntamenti ufficiali. Per le 22 di stasera gli universitari hanno indetto una “cacerolada” per chiedere la scarcerazione dei politici secessionisti ancora in prigione.

La mobilitazione è però già in atto: i Cdr hanno dato il via già alle 7 a tre ‘azioni a sorpresa’ in contemporanea in diversi punti della capitale: piazza Catalunya, il Mercado di Santa Caterina e piazza la plaza Letamendi. Migliaia di studenti presidiano pacificamente le strade di Barcellona, dove per mezzogiorno è previsto anche un corteo dai Jardinets de Gracia. Quim Torra e il resto del governo catalano erano invece questa mattina intorno alle 9 a Sant Julià de Ramis, dove la polizia intervenne un anno fa, davanti alle telecamere in diretta, per impedire con la violenza di esercitare il diritto di voto. Era il seggio dove avrebbe dovuto votare Puidgemont, che aveva poi depositato altrove la sua scheda. Sul posto, uno striscione dei separatisti con scritto: “Non dimenticheremo, non perdoneremo“.
Un anno fa il referendum disconosciuto da Madrid
Al primo anniversario del referendum non autorizzato sull’indipendenza della Catalogna, consultazione che ha fatto piombare la Spagna nella peggior crisi politica da decenni, si è arrivati in un crescendo di tensioni. Anche perché la spinta separatista nella regione non nasceva quel giorno, ma cresceva da anni. Nel marzo 2006 il Parlamento spagnolo approvò un nuovo statuto che rafforzava l’autonomia della Catalogna, aumentando i suoi poteri fiscali e giuridici, descrivendo la regione come una “nazione”. Ma nel 2010, dopo un appello del Partito popolare (Pp), la Corte costituzionale stabilì che la parola “nazione” “non aveva valore legale”. Il tribunale respinse anche il riferimento al catalano come “lingua preferita”. La decisione scatenò la protesta di centinaia di migliaia di catalani, che scesero nelle strade a dimostrare la propria contrarietà. Nel settembre 2012, nel giorno ‘nazionale’ catalano, più di un milione di persone manifestò a Barcellona per chiedere che la regione diventasse un nuovo Stato, mentre tutta la Spagna viveva un periodo di dura crisi economica. Giorni dopo, l’allora premier Mariano Rajoy il cui Pp era al potere rifiutò di negoziare maggior autonomia di bilancio con il presidente catalano, Artur Mas. Nel novembre 2014 la Catalogna sfidò Madrid e portò avanti un referendum simbolico e non vincolante sull’indipendenza. L’affluenza fu del 37%, di cui l’80% si espresse a favore della secessione. Nel settembre 2015 i partiti pro-indipendenza ottennero la maggioranza assoluta nell’Assemblea regionale e a novembre i deputati separatisti votarono in blocco per avviare il processo di separazione, ma la risoluzione fu bocciata dalla Corte costituzionale di Madrid. Nel gennaio 2016 il separatista Carles Puigdemont diventò presidente della regione e annunciò un referendum per l’autodeterminazione il 1 ottobre. La Corte costituzionale vietò il voto e man mano che la data si avvicinava la polizia arrestò funzionari e sequestrò materiale per il voto. Intanto, i catalani manifestavano. Nel giorno del referendum le forze di sicurezza intervennero sequestrando le urne delle schede in almeno 100 seggi: le immagini delle violenze che avvennero fecero il giorno del mondo. L’affluenza fu del 43%, di cui il 90% si espresse a favore del divorzio da Madrid, secondo le autorità locali. Rajoy non riconobbe il voto e il re Filippo VI condannò il tentativo, sostenendo le autorità nazionali per “garantire l’ordine costituzionale”.


Van pensar que podien impedir l'inevitable. A tots els qui vau fer possible l' 🗳, gràcies infinites. No ens desviem de l'únic camí possible per viure en una democràcia plena: l'assoliment de la i el seu reconeixement internacional https://www.youtube.com/watch?v=ykZB96b4xoU&t=22s 

I leader catalani, tuttavia, il 10 ottobre dichiararono l’indipendenza dalla Spagna. Madrid sospese l’autonomia regionale catalana, destituendo Puigdemont da presidente, dissolvendo il Parlamento e indicendo elezioni regionali per la fine dell’anno. Il 21 dicembre, con tre candidati separatisti in carcere e altri cinque in autoesilio, tra cui Puigdemont in Belgio, i partiti indipendentisti vinsero di nuovo ottenendo la maggioranza assoluta.Non potendo Puigdemont giurare dall’estero, il nuovo presidente catalano diventò Quim Torra, aprendo così al ripristino dei poteri autonomi. Intanto, il 1 giugno 2018 Rajoy è stato destituito con un voto di sfiducia in Parlamento e sostituito dal socialista Pedro Sanchez, che sulla questione catalana ha usato toni più morbidi e quindi ridotto la tensione. L’11 settembre circa un milione di persone ha poi marciato a Barcellona a sostegno dell’indipendenza, nel ‘giorno nazionale’ catalano, mostrando che il campo separatista è ancora capace di mobilitarsi.

Migranti, Spagna respinge in Marocco i 116 entrati a Ceuta: “C’è accordo del ’92”

Risultati immagini per Migranti, Spagna respinge in Marocco i 116 entrati a Ceuta: “C’è accordo del ’92”

Fatto Quotidiano

Il governo di Madrid ha rinviato in Marocco un gruppo di 116 migrantiche avevano fatto due giorni fa irruzione nell’enclave spagnola di Ceuta. I migranti, come confermato dal ministero dell’Interno, sono stati rimandati indietro nel paese nordafricano a gruppi di dieci in virtù di un accordo bilaterale firmato nel 1992. Enclave spagnola sulla costa marocchina, Ceuta è una meta prescelta da molti migranti che cercano di superare la barriera del confine per poi poter entrare nel territorio dell’Unione Europea. L’altro giorno ci hanno provato in 300 e in 116 sono riusciti ad anadare oltre la barriera di filo spinato alta sette metri che divide l’enclave spagnola dal territorio marocchino, l’Europa dall’Africa.
L’assalto dei migranti subsahariani era iniziato verso le nove. Le persone si sono arrampicate sulla rete, qualcuno l’ha tagliata con le cesoie, hanno gettato acido, escrementi, calce viva contro i pochi poliziotti di pattuglia e poi, una volta in territorio spagnolo, si sono inginocchiati in un gesto liberatorio. Qualcuno si è avvolto nella bandiera azzurra con le stelle dell’Europa che aveva portato con sé. Sette agenti e alcuni migranti sono rimasti feriti, secondo fonti dell’Associazione Unificata della Guardia Civil citate dal quotidiano El Pais. Quello dell’altro giorno è stato il secondo massiccio assalto all’enclave di Ceuta in meno di un mese. Il 26 luglio, dopo violenti scontri con la polizia, sono riusciti in 602 a sfondare la barriera nello stesso punto, Finca Berrocal, dove diverse curve nel percorso della rete creano angoli morti che complicano il controllo delle telecamere di sicurezza. E il Centro di prima accoglienza, che ha 512 posti, ospita oltre 1200 persone.

IMMIGRAZIONE, il ministro degli Esteri spagnolo contro Salvini: 'Fa politica brutale a spese dell'Europa'

Migranti, Spagna contro l'Italia: "Politica di Salvini è brutale"

Risultati immagini per josep borrell

Di Salvatore Santoru

Il governo spagnolo critica il governo italiano nell'ambito della questione migratoria.
Come riporta Today(1),in un'intervista al quotidiano economico tedesco 'Handelsblattil ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell ha attaccato la politica fatta da Matteo Salvini.

Più specificatamente, Borrell ha affermato che Salvini "fa una politica non solo a spese della Spagna ma a spese dell'intera Europa".
Inoltre, secondo il ministro spagnolo Salvini violerebbe "l'idea di Europa con la sua politica di isolamento".

NOTE:

(1) https://www.today.it/politica/migranti-spagna-contro-italia-salvini-borrell.html


(2) https://www.handelsblatt.com/politik/international/spanischer-aussenminister-josep-borrell-italien-macht-eine-politik-auf-kosten-ganz-europas/22883376.html

MONDIALI 2018, la Russia elimina la Spagna: è finita 5-4 ai calci di rigore

Risultati immagini per RUSSIA SPAGNA

Di Salvatore Santoru

Pareggio tra Russia e Spagna.
L'attesa partita, come riporta il Post(1) è finita 1-1 ai tempi regolamentari.

In seguito, la Russia ha vinto 5-4 ai calci di rigore e ha sancito l'eliminazione dal Mondiale della stessa Spagna.

NOTA:

(1) https://www.ilpost.it/2018/07/01/spagna-russia-mondiali-2018/

Spagna, c'è stato un 'incontro segreto' tra George Soros e il premier Pedro Sanchez


Risultati immagini per Sanchez soros

Di Salvatore Santoru

Recentemente il premier spagnolo Pedro Sanchez  ha incontrato il noto finanziere e filantropo fondatore della 'Open Society' George Soros.
Più specificatamente, come riporta un articolo di 'Ofcs Report'(1), l'incontro si è svolto mercoledì 27 giugno 2018 e, oltre a Sanchez e Soros, era presente anche il ministro degli Affari Esteri dell’Unione europea, Josep Borrell.

La notizia, come riportato sul sito web di Cesare Sacchetti 'La Cruna Del Lago'(2), è stata data dalla testata spagnola 'Ok Diario'(3).

NOTE:

(1) https://ofcs.report/internazionale/difesa-e-sicurezza-nazionale/incontro-segreto-tra-soros-e-sanchez-intanto-altri-guai-in-vista-per-il-magnate/

(2) https://lacrunadellago.net/2018/06/29/il-primo-ministro-spagnolo-incontra-in-segreto-soros/

(3) https://okdiario.com/espana/2018/06/28/sanchez-reune-secreto-moncloa-mayor-especulador-del-mundo-george-soros-2484178

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *