Macron e Merkel da Trump decideranno il futuro anche dell’Italia. E cercheranno di evitare la guerra

[L’analisi] Macron e Merkel da Trump decideranno il futuro anche dell’Italia. E cercheranno di evitare la guerra 

Di Alberto Negri

Avvitati nella formazione del nuovo governo, gli italiani forse non si accorgeranno neppure che una parte dei loro destini politici ed economici questa settimana vengono decisi altrove, cioè negli Stati Uniti dove è in visita da Trump il presidente francese Emmanuel Macron che sarà raggiunto il 27 dalla cancelliera Angela Merkel. Sul tavolo dei negoziati l’accordo sul nucleare con l’Iran, che gli Usa vorrebbero abolire, ma anche la questione dei dazi doganali e una lotta al terrorismo che sta assumendo in Medio Oriente ben altri contorni, quella della spartizione della regione in zone di influenza.

Perché il dossier iraniano è decisivo e interessa direttamente anche l’Italia? 

Qui si gioca la vera partita sugli equilibri mediorientali. In Siria, dopo gli inutili raid americani francesi e britannici, si sta chiudendo il primo capitolo della guerra, vinta dalla Russia e da Teheran che sono riusciti a tenere in piedi il regime di Bashar al Assad. Adesso si apre il secondo capitolo, quello dello scontro geopolitico tra Iran, Israele a Arabia Saudita. Emerge in primo piano il vero bersaglio della guerra per procura siriana: la repubblica islamica degli ayatollah che dall’Iraq al Libiano, passando per Damasco, ha ampliato  la sfera di influenza della Mezzaluna sciita.
Israele, oltre a Riad, è in primo piano in questa battaglia. Lo si è capito molto bene con i raid israeliani sulle postazioni iraniane in Siria e con la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme _ attraverso lo spostamento da Tel Aviv dell’ambasciata Usa _ come capitale dello stato ebraico, contro ogni accordo internazionale Onu. Nell’ambito del disimpegno americano del Medio Oriente, Israele riveste il ruolo dei principale alleato di Washington e di “poliziotto” della regione. 
Ma gli americani debbono anche soddisfare le richieste dei sauditi, già in difficoltà nella guerra dello Yemen contro i ribelli sciiti zayditi Houthi alleati dell’Iran. I sauditi vogliono cancellare l’accordo con Teheran o altrimenti avere il via libera per iniziare anche loro la corsa a procurarsi una bomba atomica, aprendo quindi la strada a una pericolosa escalation nucleare nella regione.

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