Il lungo
elenco di
banche americane fallite dall’inizio della crisi finanziaria
globale del 2008 ha raggiunto quota 468.
Lo scorso mese di dicembre le autorità statunitensi hanno imposto la
chiusura dei battenti alla Community Bank of the Ozarks, un istituto
di credito con sede a Sunrise Beach nel Missouri. Il numero dei
fallimenti dichiarati nel 2012 si
ferma a51 contro
i 92 (2011), 157 (2010), 140 (2009), 25 (2008) e 3 nel 2007. Intanto
la Casa Bianca ha raggiunto un accordo
d’emergenza con
i leader repubblicani al Senato e alla Camera per evitare le
conseguenze del Fiscal
cliff (baratro
fiscale, termine usato dal vampiro della FED Ben Bernanke). Il tetto
sul debito
federale è
stato formalmente toccato il 31 dicembre scorso a oltre 16.400
miliardi e il Tesoro solo con una serie di manovre straordinarie,
quali il rinvio di stanziamenti per i piani pensionistici dei
dipendenti pubblici, ha creato un margine di circa 200 miliardi che
verrà però esaurito entro marzo. L’espressione fiscal
cliff si
riferisce al rischio di dover aumentare le tasse e tagliare
drasticamente la spesa pubblica (crollo del Pil e recessione) se non
si fosse trovato l’accordo su come ridurre l’abissale debito
pubblico Usa. Nel pacchetto sono contenute misure come l’aumento
al 39,6% dell’aliquota sui redditi superiori ai 400mila dollari per
contribuenti individuali e ai 450mila dollari per le famiglie. C’è
anche un aumento dal 35% al 40% della tassa di successione sulle
eredità superiori ai 5 milioni e un aumento dal 15 al 20% delle
tasse sui guadagni di capitale per chi ha un reddito superiore ai
450mila dollari. Dalla Casa Bianca, prima di ripartire per le Hawai
dove è in vacanza la famiglia, Barack
Obama ha
detto: «Grazie ai voti dei repubblicani e dei democratici al
Congresso firmerò una legge che aumenterà le tasse per il 2%
degli americani più ricchi e
al tempo stesso eviterà aumenti di tasse che potrebbero portare
l’economia di nuovo in recessione». Il maggiordomo di Wall Street
omette però di dire che per ora è stato evitato solo il rischio di
un collasso fiscale, poichè (è un dato di fatto) un piccolo effetto
recessivo in ogni caso ci sarà, perchè l’ammontare del taglio di
bilancio in queste misure rimane parziale e il ciclo economico Usa
continuerà a essere debole, con ripercussioni globali. Basta solo
non urtare gli interessi dei
grandi centri di potere.