Piano Condor, i nuovi documenti

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Di Roberto Vivaldelli
La Casa Bianca, attraverso il lavoro del National Security Archive – un istituto indipendente non governativo di ricerca con sede a Washington – ha reso pubblici i documenti declassificati dallaCIA inerenti le operazioni eseguite negli anni ’70 e ’80 dai governi dittatoriali dell’America Latina, mirate a reprimere ed eliminare i leader dell’opposizione.  
Si tratta di nuove informazioni importanti riguardanti la nota Operazione Condor (o Plan Condor), il coordinamento segreto tra i servizi di intelligence delle dittature militari di Argentina,BoliviaBrasileCileParaguay e Uruguay che sulla carta ambiva a combattere il “terrorismo” ma nei fatti aveva l’obiettivo di reprimere, con ogni mezzo, le forze socialiste e rivoluzionarie in America Latina e all’estero. Non è un mistero che tale piano si avvalse talvolta della complicità o della connivenza della CIA e dell’FBI. La documentazione, citata dall’agenzia di stampa venezuelana Telesur, porta alla luce nuovi elementi legati all’accordo volto a facilitare la cooperazione e lo scambio di informazioni sui ” terroristi “, nome dato ai leader dell’opposizione dai governi coinvolti.
Nei nuovi documenti, resi pubblici nelle scorse ore dall’amministrazione Obama, si parla soprattutto della violenta repressione in Argentina tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 e dei crimini compiuti dal governo golpista di Jorge Rafael Videla, dove emerge, in particolare, un report della CIA del 1977: il governo argentino di allora si era infatti posto l’obiettivo di eliminare i leader dei movimenti ostili a Videla all’estero e in Europa, tra cui anche membri e attivisti legati adAmnesty International.

Le operazioni in Europa

“La missione delle squadre dell’operazione Condor all’estero – si legge nel documento – era quella di liquidare i leader dei terroristi, a qualunque livello”. Nelle oltre 500 pagine declassificate si parla inoltre delle terribili torture che dovette subire il socialista Alfredo Bravo, già presidente dell’Assemblea permanente per i diritti umani in Argentina. Fu Robert Pastor, braccio destro diZbigniew Brzezinski – consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza di Jimmy Carter, dal 1977 al 1981 – a raccogliere le informazioni e raccontare quello che dovette sopportare Bravo in quel periodo.
Pastor narra che i piedi di Bravo “venivano immersi in un secchio di acqua gelata, fino a quando non erano praticamente congelati, e poi messi nell’acqua bollente”: il leader socialista venne inoltre “sottoposto a potenti elettroshock e buttato in acqua legato, quasi fino all’annegamento”. In un altro documento, l’Agenzia d’intelligence del Dipartimento di Stato americano sottolinea come le “sei nazioni sudamericane che facevano parte della rete del Plan Condor” avevano concordato di “intraprendere omicidi di latinoamericani in Francia”.

In attesa di altri documenti inediti

La prima tornata di documenti declassificati è stato rilasciata nel mese di agosto. Secondo ilNational Security Archive, altri file verranno pubblicati prossimamente. Gran parte della documentazione da declassificare, secondo la Casa Bianca, si trova attualmente nelle biblioteche degli ex presidenti Jimmy Carter, Gerald Ford, Ronald Reagan e George Bush. Si tratta, secondo Washington, di “uno sforzo storico del governo degli Stati Uniti per cercare di identificare i documenti che portino alla luce i crimini contro i diritti umani compiuti in Argentina tra il 1974 e il 1984”.Carlos Osorio, responsabile del progetto relativo al Sud America presso il National Security Archive , spiega che “con la pubblicazione di questa documentazione, il presidente Obama ha contributo fattivamente alla causa per i diritti umani in Argentina”.

Il Processo in Italia

Nel febbraio del 2015 è iniziato, davanti ai giudici della terza Corte d’Assise di Roma, il primo grado del processo sul Plan Condor. Dopo dieci anni di indagini la lista degli imputati include 21 persone e comprende ex autorità militari e di governo delle sei nazioni coinvolte, accusati a vario titolo della scomparsa avvenuta, tra il 1973 e il 1978, di 23 italiani. L’ultima udienza del processo si è svolta, sempre a Roma, lo scorso 2 dicembre.

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