Breaking News

3/breakingnews/random
Visualizzazione post con etichetta archeologia misteriosa. Mostra tutti i post

I monoliti di Yangshan





Di Andrea Rebuscini
https://misteridelpassato.wordpress.com/

Vicino a Nanchino, in Cina, si trova l’antica cava di pietra di Yangshan, utilizzata per diversi secoli come fonte di pietra per edifici e monumenti, e famosa soprattutto per la gigantesca stele non finita ed abbandonata durante il regno dell’Imperatore Yongle all’inizio del XV secolo. 






L’incredibile progetto di estrazione della stele, viene paragonato ad altri progetti di lavori pubblici dell’era Yongle, che includevano il lancio della Flotta del Tesoro per le spedizioni del grande navigatore cinese Zheng He, o la costruzione della Città Proibita a Pechino.

L’Imperatore Yongle, ordinò il taglio di una gigantesca stele, che sarebbe stata destinata al Mausoleo di Ming Xiaoling del suo defunto padre. Secondo il consueto disegno di una stele commemorativa cinese, venivano tagliati tre pezzi separati: la base della stele rettangolare (piedistallo), il “corpo” stele e la “testa” della stele (corona).

Dopo che la maggior parte del lavoro di taglio della pietra era stato fatto, gli architetti però, si resero conto che spostare pietre così grandi da Yangshan a Ming Xiaoling, per non parlare di installarle lì in un modo appropriato, non sarebbe stato fisicamente possibile...


Di conseguenza, il progetto fu inevitabilmente abbandonato.

Le incredibili dimensioni e le attuali stime di peso delle stele sono le seguenti: La base della stele, 30,35 m di lunghezza, 13 m di spessore, 16 m di altezza, 16,250 tonnellate; Il “corpo” della stele, 49,4 m di lunghezza, 10,7 m di larghezza, 4,4 m di spessore, 8.799 tonnellate.


La “testa” della stele (o corona), 10,7 m di altezza, 20,3 m di larghezza, 8,4 m di spessore, 6,118 tonnellate. Secondo gli esperti, se la stele fosse stata finita e assemblata, installando il “corpo” della stele verticalmente sulla base e terminando con la “testa” della stele, sarebbe stata alta circa 73 metri.



La più grande 'piramide' del mondo ha 28 mila anni e non si trova in Egitto


Gigantesca “piramide” celata dalla terra emerge in Indonesia: è a strati e antichissima

Di Andrea Centini
https://scienze.fanpage.it

Sulla cima del Monte Padang, nella parte occidentale dell'isola di Giava (Indonesia), è stata scoperta un'antichissima e immensa “piramide” nascosta da terra e vegetazione. Si tratta di un tempio costruito strato dopo strato nell'arco di millenni, del quale fino ad oggi era conosciuta solo la parte superficiale, dove è ospitato un sito archeologico avviato all'inizio del XIX secolo.



I ricercatori dell'Istituto delle Scienze indonesiano guidati dall'archeologo Danny Hilman Natawidjaja sospettavano da tempo che una parte della collina non fosse completamente naturale, tuttavia non immaginavano che tutta l'area sotterranea – alta una trentina di metri – fosse un'immensa costruzione artificiale. “Credevamo che in passato questa collina fosse una specie di edificio. Si è scoperto che si estende molto più in basso, consiste di diversi strati ed è in realtà l'intero volume della collina”, ha dichiarato all'agenzia di stampa russa Rio Novosti il geologo Andang Bakhtiar, supervisore dell'area archeologica. Gli scienziati hanno svelato l'arcano servendosi di immagini satellitari, rilevazioni radar, tomografie a raggi X e altri metodi di scansione. Grazie ad essi hanno rilevato i gradoni di un tempio che si estende per ben 150mila metri quadrati.

CONTINUA su: https://scienze.fanpage.it/gigantesca-piramide-celata-dalla-terra-emerge-in-indonesia-e-a-strati-e-antichissima/

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


“La più grande piramide del mondo ha 28 mila anni”


Di Sabrina Pieragostini

http://www.extremamente.it

La più grande ed antica piramide del mondo non si trova in Egitto e nemmeno in Cina. Si erge a Gunung Padang, un’altura nel nord-ovest dell’isola di Giava, in Indonesia– non distante dall’area colpita nei giorni scorsi da un violento tsunami- ed è nascosta sotto uno spesso strato di pietre e terra. Ma la piramide, per ora, è solo una convinzione del gruppo di ricercatori che tra mille polemiche da alcuni anni sta studiando questa collinetta (anche se Gunung, in lingua locale, signifca “monte”). Per tutti gli altri, sotto il più vasto sito megalitico dell’Asia sud-orientale- una meraviglia scoperta all’inizio del XX secolo- non c’è nient’altro che roccia.

Durante l’ultimo meeting dell’American Geophysical Union, che si è svolto tra il 10 e il 14 dicembre 2018 a Washington D.C., i ricercatori indonesiani hanno presentato ai loro increduli colleghi i dati raccolti sondando il terreno con strumentazioni sofisticate e con scavi mirati, per dimostrare la loro tesi: Gudung Padang non è quello che sembra- una collina naturale sormontata da un gran numero di pilastri e monoliti sparsi sulla sua superficie- ma il risultato della stratificazione di  quattro diverse strutture edificate in epoche differenti, di cui il sito megalitico è solo l’ultimo e quindi il più recente.

“I nostri studi provano che la costruzione non copre solo la parte superiore, ma si arrotola lungo i pendii coprendo un’area di circa 15 ettari almeno. Il livello superiore consiste di pile orizzontali di colonne di roccia basaltica che formano terrazzamenti a gradoni,  decorato con composizioni esotiche di colonne in verticale che formano mura, percorsi e spazi”, si legge nell’abstract dello studio il cui titolo tradotto suona “Prove di una ampia struttura piramidale precedente il 10 mila a.C.  sul Monte Padang, Giava Occidentale, Indonesia”. Ma continuiamo a leggere: “Il secondo strato, che è stato in passato erroneamente interpretato come una formazione rocciosa naturale, sepolto 1-3 metri al di sotto della superficie, è un riempimento spesso alcuni metri costituito da una disposizione più compatta e avanzata di simili rocce colonnari in una matrice a grana fine.”

Prosegue poi così la descrizione del team indonesiano, guidato da Danny Hilman Natawidjaja, geofisico dell’Istituto di scienze indonesiano: “Anche il terzo livello è una disposizione artificiale di frammenti rocciosi con varie tipologie che si estende fino a 15 metri di profondità. Esso si poggia su una lingua di lava basaltica massiccia e fratturata, modificata e modellata dalla mano dell’Uomo. Le indagini hanno anche rivelato prove di ampie cavità e caverne sotterranee. Risultati preliminari nella datazione al radiocarbonio indicano che il primo livello è stato costruito circa 3.000/3.500 anni fa. Il secondo tra 7.500  e 8.300 anni fa. Il terzo strato è stato costruito prima di 9500 anni fa e potrebbe essere antico di 28 mila anni”.

Nella loro presentazione hanno spiegato anche come hanno condotto le loro indagini geofisiche, combinando il radar di penetrazione del terreno (GPR) e la resistività multicanale con la tomografia sismica aumentata dai dati ottenuti con il carotaggio del terreno (compiuto in 7 punti diversi della collina, fino ad una profondità di 33 metri) e con gli scavi archeologici.”In questo modo, possiamo comparare e verificare i risultati ottenuti con un metodo con quelli ottenuti con gli altri per una migliore comprensione delle strutture sotterranee”. La descrizione è corredata di dettagli molto tecnici che tralasciamo, messi a disposizione degli altri geologi ed archeologi quando vorranno esaminare lo studio, che ad oggi non ha ancora ricevuto la revisione paritaria.

Dunque, la convinzione di Natawidjaja e compagni è che Gunung Padang  sia un tesoro archeologico immenso e misterioso di cui per ora conosciamo solo la parte più superficiale: al di sotto di quel cumulo di pilastri di andesite basaltica, si nasconderebbero delle costruzioni molto più antiche e sofisticate. A quanto pare, ci sarebbero anche delle camere- o comunque, degli spazi vuoti- per le quali il gruppo di ricerca auspica studi più approfonditi, per riuscire a capirne lo scopo. Ma chi, 28 mila o anche 10 mila anni fa, avrebbe potuto edificare una struttura del genere, una sorta di piramide a gradoni? Forse una civiltà di cui non abbiamo più né traccia né memoria?

“La gente pensa che gli antichi fossero dei primitivi, ma questo monumento dimostra che è un errore”, ha detto in passato Natawidjaja al Sidney Morning Herald. E di recente, ha dichiarato di ritenere il sito di Gunung Padang non una tomba, come ipotizzato finora, ma un tempio di enormi dimensioni. Se così fosse, sarebbe il più antico mai scoperto e cambierebbe per sempre le nostre nozioni sulle culture sbocciate durante le epoche preistoriche. Anzi, se i proclami del team indonesiano fossero fondati, probabilmente la storia andrebbe riscritta da capo.

I petroglifi di 3000 anni fa lasciati in Canada sono scandinavi?

Peterborough Stone petroglyphs (Robin L. Lyke)

Di 
Tara MacIsaac 
https://www.theepochtimes.com/

Centinaia di petroglifi sono incisi su una lastra di calcare cristallino di circa 180 piedi per 100 (un terzo delle dimensioni di un campo di calcio) a Peterborough, in Canada . Potrebbero essere stati lasciati dai nativi americani di Algonquin circa mille anni fa, o dai commercianti scandinavi qualche migliaio di anni fa. Quest'ultima affermazione sfugge alla comprensione comune della storia , che pone gli europei nel Nuovo Mondo molto più tardi. Ma ha avuto alcuni sostenitori di spicco.




Dicono che le raffigurazioni di animali, simboli solari, forme geometriche, barche e figure umane sulla cosiddetta Pietra di Peterborough riflettono uno stile usato nel Vecchio Mondo. 
Una grande nave è stata disegnata in uno stile comune in Scandinavia.


Ad esempio, una nave di grandi dimensioni è stata disegnata in uno stile comune in Scandinavia, secondo il professore dell'Università di Boston Robert Schoch, un geologo istruito a Yale. Le opinioni di Schoch sulla Pietra di Peterborough sono state registrate dal giornalista Charles Giuliani nel suo articolo "An Alternative View of the Distant Past". 

La nave è dotata di un ampio remo dello sterzo a poppa, che è incluso solo in navi lunghe più di 100 piedi. Non è noto che la popolazione locale nativa abbia prodotto tali vasi. Alcuni sostengono che i nativi lo immaginassero come una nave spirituale, che non intendeva raffigurare le proprie navi. 

Esperti divisi su origini native americane

Il biologo di Harvard ha trasformato l'epigrafo Barry Fell e l'epigrafista istruito a Harvard e l'archeologo David Kelley entrambi hanno identificato i glifi come una scrittura proto-Tifinagh dal Nord Africa. Eppure questa antica scrittura dal Nord-Africa è stata apparentemente usata dagli scandinavi.

Scandinavi che usavano una scrittura del Nord Africa?

Kelley ha paragonato i petroglifi di Peterborough ai glifi in Europa e Nord Africa. Scoprì che il proto-Tifinagh era usato nella Scandinavia dell'Età del Bronzo, più a sud in Italia e nel Nord Africa.
Il Proto-Tifinagh diede ai norvegesi illetterati la capacità non solo di registrare la propria lingua, ma di produrre record comprensibili per i loro partner commerciali mediterranei.

- Dott. Robert Schoch , Università di Boston

Nel suo libro del 1982, "Bronze Age America", Fell sosteneva controverso che i simboli della Pietra di Peterborough fossero raggruppati in modo significativo per documentare l'impresa commerciale di un re nordico dell'Età del Bronzo, Woden-lithi. La traduzione di Fell di parte delle iscrizioni recita: "Woden-lithi, di Ringerike, il grande re, ordinò che le rune fossero incise. Una nave ha preso. In-honor-of-Gungnir era il suo nome ... Per il lingotto di rame di ottima qualità è arrivato il re attraverso un processo ".

Mentre Kelley non era d'accordo con la traduzione esatta di Fell, era d'accordo sul fatto che la sceneggiatura fosse probabilmente lasciata dai commercianti scandinavi. Fell stimò che la data dei petroglifi fosse circa del 1700 aC . La stima di Kelley era dell'800 aC. Mentre molti accademici beffeggiavano le affermazioni di Fell, la reputazione di Kelley era più sicura, poiché si era guadagnato la fama per la sua decifrazione dei glifi maya.

Kelley ipotizzò che una singola rotta commerciale correva dal fiume Niger alla Scandinavia, e che gli scandinavi collegavano quella rotta al Canada .

Schoch elaborò il motivo per cui gli scandinavi avrebbero potuto usare la scrittura berbera nord-africana del proto-Tifinagh: "Molti di questi popoli erano abili navigatori e commercianti, come lo erano i norvegesi . Il commercio ha indubbiamente riunito berberi e norvegesi, e nel corso di quel contatto hanno imparato qualcosa delle rispettive lingue."

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.theepochtimes.com/petroglyphs-left-in-canada-by-scandinavians-3000-years-ago_1734445.html

Traduzione di Vàturu Erriu Onnis Sayli per https://sadefenza.blogspot.com

https://sadefenza.blogspot.com/2018/06/i-petroglifi-di-3000-anni-fa-lasciati.html

Il mistero di due 'culture gemelle': Gli Egizi e gli Inca


Risultati immagini per EGYPTIAN INCA

Di Richard Cassaro

Molte analogie sconcertanti e irrisolte collegano gli antichi Egizi ai pre-Incas/Incas -anche se entrambe le culture si sono evolute ai lati opposti del pianeta, separate dagli oceani.

Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, ritennero che entrambe le culture ereditarono la stessa saggezza da una fonte estremamente vecchia, una “civiltà madre” comune, di cui la storia si è quasi dimenticata del tutto. Per i vittoriani questa ipotesi spiegherebbe bene i paralleli presenti tra questi due popoli. Gli studiosi vittoriani hanno chiamato questo genitore comune “Atlantide”.




Oggi, gli studiosi mainstream rifiutano categoricamente la teoria di Atlantide
.....


Tuttavia non vennero ignorati in epoca vittoriana. In effetti, le menti dei più brillanti studiosi del passato credevano che Atlantide fosse reale, ecco il perché:

PIRAMIDI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono piramidi di pietra e piramidi a gradoni nel deserto lungo i fiumi e in linea con i punti cardinali. In entrambi i casi, i defunti venivano sepolti all’interno.
MUMMIE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…mummificavano i loro morti, a simboleggiare la vita oltre la morte. Le mummie furono sepolte dentro le piramidi, spesso con offerte di cibo e oggetti personali. Entrambe le culture credevano nella vita oltre la morte.
MUMMIE CON LE BRACCIA INCROCIATE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…incrociavano le braccia dei loro morti mummificati. Questo serviva per simboleggiare lo stato di “equilibrio” nella morte, raggiunto grazie ad una vita equilibrata. Le due braccia indicano gli opposti in equilibrio.
LE MASCHERE FUNERARIE D’ORO
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano maschere d’oro sopra i volti dei loro morti, a simboleggiare il ritorno all’eternità, “all’altra parte” del velo, alla più alta casa nei cieli, la quale è eterna e spirituale, a differenza della terra, che è temporanea e fisica. Si trasmette anche, in senso alchemico, l’idea che, mentre erano qui, queste anime eterne abbiano preso il controllo della loro forma umana trasformandola in oro.
COLLANE CON ANIMALI ANTITETICI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ornavano i loro morti con collane d’oro le cui estremità sono formate da animali a due teste rivolte verso l’esterno, a simboleggiare l’equilbrio tra la nostra natura umana e quella animale. Questo stato d’”equilibrio” è il risultato della trasformazione alchemica, ecco il perchè dell’oro.
SIMILITUDINI NELLA LAVORAZIONE DELLA PIETRA
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…lavoravano in maniera molto simile la pietra, anche nei minimi dettagli. Come può essere spiegato?
LIVELLO DI PRECIONE NEL SCOLPIRE LE PIETRE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…tagliavano la pietra in maniera straordinariamente precisa, tanto che a tutt’ora è difficile inserire un foglio di carta in mezzo alle pietre. Spesso non venne utilizzata malta. Questo simboleggia il tentativo di ottenere la perfezione o di avvicinarsi ad essa, elevandosi verso lo spirituale, l’eterno, la nostra casa celeste.
PORTE TRAPEZIOIDALI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruivano porte trapezoidali, che significano il progresso spirituale. Il trapezio è simile a un triangolo, che denota l’ascensione e la trascendenza spirituale. La porta trapezoidale venne utilizzata da molte culture antiche. Essa riguarda una sorta di stato futuro dell’umanità verificatosi già in un lontano passato, quando la gente era tranquilla e aveva raggiunto il nirvana. Questa porta è il simbolo della grande saggezza, una volta posseduta dai nostri antenati.
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…disegnarono due serpenti simmetrici sopra l’ingresso delle porte trapezoidali. Qui vi è l’idea di bilanciare le energie opposte, tramite questi animali gemelli in equilibrio simmetrico. Questa immagine dell’”opposto equilibrato” sembra essere l’”ideale” che veniva insegnato accedendo ai templi di cui queste porte erano le entrate.
TESCHI ALLUNGATI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… allungavano i teschi dei loro figli per affinare i sensi e migliorare la visione spirituale. Questa pratica, apparentemente bizzarra non ha destato neppure il minimo scalpore tra gli studiosi.
OBELISCHI (CON GEROGLIFICI)
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… costruirono ed eressero obelischi sacri come simbolo del potere maschile, della fertilità, della nascita, della longevità e della forza. Gli obelischi erano molto rispettati: erano tra i punti di riferimento più venerati.
TEMPLI A PROVA DI TERREMOTO
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono edifici antisismici utilizzando lo stesso tipo di design (inclinazione verso l’interno), che ha resistito alla prova del tempo.
RELIGIONE SOLARE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il simbolismo solare come parte distintiva della loro religione, che era sostanzialmente identica. In Egitto la divinità solare era Ra, in Perù la divinità solare era Inti. In entrambe le culture, tu sei la divinità solare, il sole è il tuo simbolo, la tua anima. Tu sei un sole. Tu sei un sole eterno divino. L’essere umano si è incarnato volontariamente nella materia, ma ora ha dimenticato il suo Sé spirituale, perdendo la via per casa.
SIMBOLOGIE SOLARI PARALLELE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…usavano divinità animali in pose simmetriche le quali fiancheggiavano un emblema solare posto al centro. Proprio come il sole equilibria perfettamente l’inverno e l’estate, ovvero le stagioni estreme… è di vitale importanza, per i nostri soli interiori (il sole simboleggia la nostra anima eterna o Sé) di bilanciare le nostre energie positive e negative gemelle come gli istinti, appetiti, ecc, al fine di rimanere in equilibrio e in armonia con la natura.
UN ANIMALE IN FRONTE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano sulla fronte un animale per evocare il potere del Terzo Occhio. Entrambe le culture capirono che siamo in grado di creare uno stato di trance in cui è possibile “risvegliare” “l’occhio della mente”, il nostro cosiddetto “occhio interiore”, o “Terzo Occhio”, un simbolo di illuminazione spirituale che si trova in fronte, sopra e tra i due occhi, esattamente dove l’animale si trova nell’immagine qui sopra.
SIMBOLO DELLA CROCE (CHAKANA/ANKH)
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il design a gradini, che simboleggia l’ascesa graduale dell’iniziato da uomo comune ad essere umano asceso. Roma non fu costruita in un giorno, non si trova il proprio “Cristo interiore” o “Buddha interiore” in un solo giorno. L’ascensione richiede tempo e impegno.
TRITTICO – I TEMPLI A 3 PORTE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono gli stessi templi a trittico. Il design a Trittico è un fenomeno presente in tutto il mondo architettonico e che simboleggia la stessa religione universale praticata in tutto il mondo antico. La religione si basa sull’”equilibrio degli opposti”. Le porte doppie esterne simboleggiano gli opposti (la nostra natura inferiore suddivisa in parte sinistra e destra ), mentre la porta di mezzo simboleggia il punto centrale dell’eternità (il Sé superiore). Il Trittico venne poi ereditato dai costruttori delle cattedrali gotiche, i massoni.
CHIUSURE IN METALLO
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpivano pietre che venivano poi unite insieme grazie all’utilizzo di fermagli metallici. Quali sono le possibilità che questa tecnica si sia evoluta, dopo milioni di anni di evoluzione umana, nello stesso esatto tempo (più o meno 1000 anni) ai lati opposti del globo?
ICONE DELLA DIVINITA’ CON IL BASTONE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…veneravano l’icona di un dio con la staffa che non è altro che il crocifisso perduto dell’antica religione universale. Non ancora documentato dagli studiosi, l’icona del dio con la staffa si trova ovunque in tutto il mondo antico e simboleggia l’uomo perfetto.
BARE ANTROPOMORFE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…progettarono bare antropomorfe per i defunti e somigliavano agli dei o agli eroi locali che hanno sconfitto la morte e hanno vissuto per raccontarlo. Questo è l’esempio che le masse dovevano seguire: noi tutti dobbiamo sfidare la morte (alla fine) e cercare di trovare la vera eternità al nostro interno.
CERCHIO SOLARE/TERZO OCCHIO IN FRONTE
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..disegnavano un cerchio in fronte per indicare la posizione del terzo occhio.
UN’IMMAGINE SOLARE A DECORAZIONE DEL TERZO OCCHIO
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..decoravano il terzo occhio con immagini del sole. Il sole è un occhio nel cieli, molte antiche civiltà raffigurarono il sole come un occhio, non solo gli egiziani e gli Inca.
SIMBOLO DELL’OCCHIO
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..raffiguravano il “simbolo dell’occhio solare”, sia associando il sole all’occhio e viceversa. Entrambe le culture sapevano che l’occhio (l’occhio della mente o Terzo Occhio) vede il sole interiore (l’anima interna).
ARCHITETTURA MEGALITICA
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..costruirono i loro templi più importanti utilizzando pietre massicce dal peso di centinaia di tonnellate.
BARCHE COSTRUITE CON CANNE
ia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono imbarcazioni di canne
DIVINITA’ FLUTTUANTI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…dipinsero divinità fluttuanti
......................
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpirono simboli fallici e gli associarono alla fertilità.
SPIRALI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono spirali per simboleggiare il nostro ingresso / uscita da / per il mondo materiale / spirituale.
TEMPLI ELABORATI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono templi simili.
SERPENTI SIMMETRICAMENTE BILANCIATI
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono la simmetria nella maggior parte della loro arte, bilanciando idealmente i due opposti della natura umana.
ARTE SIMMETRICA
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…crearo opere artistiche molto simili tra loro, raffiguranti simbolismo esoterico e una forte dose di simmetria.
GEROGLIFICO DI ATEN (UN CERCHIO CON UN PUNTINO ALL’INTERNO)
Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono la loro divinità solare come un cerchio con un punto all’interno, ovvero un simbolo del Sè in entrambe le culture.
INDIZI DI ATLANTIDE ?
Gli Incas e gli egiziani sono due civilità profondamente simili. Dopo aver scoperto molti di questi paralleli, gli studiosi vittoriani credettero che le due culture erano figle della stessa cultura madre ancestrale o Cultura dell’età dell’oro “Atlantidea”.
Seguendo Platone e alcuni degli storici classici, pensarono che Atlantide sprofondò nell’oceano Atlantico a seguito di una sorta di alluvione/catastrofe, ma crearono degli avamposti su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico in modo da preservare la loro cultura.
ARTICOLO TRADOTTO DA NEOVITRUVIAN

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *