Breaking News

3/breakingnews/random
Visualizzazione post con etichetta medicina. Mostra tutti i post

Il plasma può fermare il Covid-19? La risposta degli esperti


Intervista di Francesco Boezi a Pietro Chiurazzi

Di Francesco Boezi
Il professor Pietro Chiurazzi è un genetista. Si occupa di Dna. E il Dna, in qualche modo, ha a che fare con questa storia del plasma dei guariti dal Covid-19. Vedremo bene perché. Chiurazzi è un professore associato della Università Cattolica, Facoltà Medicina e Chirurgia. All’interno del Policlinico Gemelli, è un dirigente medico dell’Unità operativa complessa di genetica medica. “C’è molta confusione in giro”, esordisce.
Una “confusione” che può però essere “giustificata” per via dello stato di emergenza, che certo non facilita una descrizione chiara del quadro. Chiurazzi ha anche comparato le sequenze del Dna del Sars-Cov2, contribuendo a dimostrare, con buone probabilità, la compatibilità del virus con un’evoluzione naturale. Il Covid-19 nulla dunque avrebbe a che fare con manipolazioni umane da laboratorio. In questo articolo, abbiamo già parlato di quello studio.

L’argomento del giorno, dal punto di vista medico-scientifico, è il plasma dei guariti…
Un punto mi risulta chiaro: a rigor di logica, questo trattamento ha una sua utilità. In molti casi, specie in situazioni di emergenza, l’uso del plasma dei guariti può essere determinante. Sul lungo periodo, invece, il plasma non è certamente la soluzione migliore. La nostra speranza è che, avendo adesso una maggiore conoscenza della patologia e dell’infezione, non sia più necessario arrivare a rianimare un paziente. Bisogna fare testing a pioggia (tamponi per l’Rna virale ai sintomatici e ricerca degli anticorpi agli asintomatici ed ai guariti), più test possibili e più presto possibile, in modo tale da iniziare a fare prima ciò che deve essere fatto, a seconda del quadro clinico.
Più test possibili, ma il sistema immunitario sembra rispondere in modo diverso da paziente a paziente..
Se ci sono delle difficoltà respiratorie, possono essere utilizzate coperture cortisoniche importanti. Infatti, apparentemente, una iper-reattività del sistema immunitario innato di alcuni pazienti rappresenta una concausa importante dei problemi respiratori. In alcuni casi, non è tanto il virus che uccide cellule e polmoni, ma è l’eccessiva reazione immunitaria a colpire. La risposta immunitaria, in alcuni soggetti, è esagerata. Questa iper-reattività potrebbe dipendere anche da fattori genetici: il Dna, in alcune circostanze, ordina di rispondere in quel modo. Quindi alcuni pazienti guariscono proprio grazie al sistema immunitario, mentre altri, invece, avendo una reazione esagerata, fanno sì che i polmoni si riempiano di liquido per la troppa infiammazione. Inoltre è importante prevenire una tromboembolia polmonare (e non solo) iniziando tempestivamente, ma sempre sotto controllo medico, una terapia anticoagulante con eparina.
E quindi il plasma dei pazienti guariti? 
Serve, ma è una scelta di emergenza. Bisogna avere un donatore compatibile con lo stesso gruppo sanguigno e poi le donne non possono donare. Infatti, donne in età fertile o che abbiano avuto delle gravidanze, sviluppano degli anticorpi anti-Hla che possono essere molto pericolosi per il ricevente.  Infine esiste un rischio di reazione allergica (fino a shock anafilattico) per alcuni soggetti che reagiscono a proteine del plasma che differiscono naturalmente tra individuo e individuo o di cui, per motivi genetici, possono essere privi. E questo potrebbe avvenire nel corso di una seconda somministrazione.
Quindi ci sono dei rischi..
Dei rischi ci sono. Quelli infettivi però sono bassissimi. In Italia c’è un alto grado di controllo sulle donazioni. Ad esempio il rischio di contrarre l’epatite B con l’uso di emoderivati è inferiore ad uno su un milione. Non possiamo escludere mai del tutto ogni rischio, ma in certi casi il gioco può valere la candela.
E i costi della trasfusione del plasma dei guariti? 
Di per sé i costi non sono enormi.
Ma il plasma è comunque sottoposto a molti attacchi…c’è un pregiudizio ideologico?
Il costo – come detto – non è eccessivo, ma la preparazione e l’organizzazione dovrebbero essere molto accurate. Noi al Gemelli potremmo in teoria somministrare il plasma dei guariti. Però attenzione: non tutti gli anticorpi di coloro che sono guariti dal Covid-19 sono neutralizzanti, cioè in grado di bloccare la progressione della infezione. Significa che non tutto il plasma di tutti i guariti risulta davvero utile contro il virus. Per valutare il titolo degli anticorpi dei soggetti guariti servirebbe un laboratorio di microbiologia con livelli di sicurezza molto elevati perché bisogna poter maneggiare il virus. E perché è necessario dimostrare su colture cellulari che quegli anticorpi di quello specifico donatore sono capaci di bloccare l’infezione. Però, dagli studi su altri coronavirus, sappiamo che un certo quantitativo degli anticorpi sviluppati è comunque neutralizzante e praticamente tutti i pazienti finora analizzati producono anticorpi a partire da 20 giorni dopo l’inizio dei sintomi.
E quindi? 
Si può supporre che, al di sopra di un certo titolo anticorpale contro questo nuovo coronavirus, il plasma di un soggetto guarito sia neutralizzante. E’ possibile che in Lombardia, per via della assoluta emergenza, qualche verifica sia stata saltata, senza preoccuparsi insomma se c’erano titoli sufficienti di anticorpi effettivamente “neutralizzanti”. L’alternativa, del resto, era quella di non fare nulla, mentre gli studi dei colleghi cinesi hanno confermato una certa efficacia delle trasfusioni di plasma. Ora attendiamo la pubblicazione dei dati relativi ai trattamenti eseguiti dai colleghi del Nord del Belpaese.
Sembra nascere un derby tra sostenitori del vaccino e sostenitori del plasma…
Penso che questo sia un contrasto sbagliato e controproducente. Possono servire entrambi gli strumenti in contesti epidemiologici diversi. Sulla linea del fonte, con la medicina di guerra, tutto può essere utile. Il plasma del donatore guarito può essere d’aiuto. Il vaccino, quando l’infezione è avanzata, non serve a niente. Tutti ci auguriamo che il vaccino arrivi ed è possibile che divenga presto realtà con i tanti laboratori impegnati nel suo sviluppo. Alcuni temono che il virus muti troppo rapidamente per ottenere un vaccino valido per tutti i “ceppi” circolanti, ma alcune proteine, come la Spike (le antenne del virus che ne consentono l’ingresso tramite il recettore ACE2) sembrerebbero essere più “costantei”, per cui la speranza di un vaccino è fondata. Certo dovrebbe essere disponibile a costi accessibili e ovviamente proposto su base volontaria ai soggetti più “fragili” ed agli operatori sanitari che sono professionalmente più esposti.

Brusaferro (Iss): “La settimana prossima prenderemo decisioni su risultati Fase 2”


Di Biagio Chiariello

La curva dell'epidemia da Covid 19 "va decrescendo, è un segnale che prosegue" e "stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni", inclusa la Lombardia. Stiamo andando verso un numero di casi molto basso un po' in tutte le regioni, inclusa la Lombardia. Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata oggi 8 maggio dall'istituto sull'andamento epidemiologico dell'epidemia di Covid-19.

“Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all'andamento dei casi nei primi giorni dalla riapertura che dal 4 maggio hanno segnato l'inizio della Fase 2” ha aggiunto l’esperto. Dall'analisi settimanale della cabina di regia tra ministero e Regioni si potranno fare ragionamenti per decidere misure successive.

L'incidenza di letalità si conferma soprattutto nelle fasce d'età più elevate. Su 2400 deceduti, la maggioranza ha come prima causa infezione di Covid, invece il 12% delle vittime aveva già concause che si sono sovrapposte, ha detto ancora Brusaferro nella conferenza stampa settimanale.

Sono stati 6.395 i casi di Covid-19 diagnosticati negli stranieri, pari al 5% dei casi complessivi diagnosticati in Italia. Lo ha invece detto l'epidemiologo Giovanni Rezza, dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

FONTE: https://www.fanpage.it/attualita/brusaferro-iss-la-settimana-prossima-prenderemo-decisioni-su-risultati-fase-2/

De Donno, scomparsi i profili Facebook dello pneumologo


Di Salvatore Santoru

Scomparsi i profili Facebook dello pneumologo Giuseppe De Donno.
Lo ha riportato recentemente la "Gazzetta di Mantova", che ha scritto che il fatto è avvenuto a seguito della partecipazione di De Donno ad una puntata di "Porta a Porta"(1).

De Donno è diventato ultimamente noto per il sostegno dato alla terapia del plasma, una cura che potrebbe avere efficacia contro il Coronavirus.

Attualmente, la stessa plasmaterapia sta venendo studiata dalla stessa comunità scientifica mondiale.

NOTA :

(1) https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/05/06/news/scomparsi-i-profili-facebook-dello-pneumologo-de-donno-1.38811099

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

FOTO: https://www.tpi.it

Plasmaterapia, De Donno: 'Abbiamo aiutato pazienti gravi, ci stanno chiamando da tutto il mondo'


Di Salvatore Santoru

La plasmaterapia contro il coronavirus potrebbe rivelarsi efficace.
Intervistato da Tgcom24(1), il pneumologo Giuseppe De Donno si è detto 'possibilista'.

Più specificatamente De Donno, primario presso il Reparto di Pneumologia dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova, ha dichiarato che con il plasma hanno aiutato anche pazienti gravi e che ora stanno applicando la pubblicazione" dello studio che dimostrerebbe gli effetti positivi della terapia del plasma.

NOTA :

(1) https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/cura-plasma-de-donno-pneumologo-a-tgcom24-ci-stanno-contattando-da-tutto-il-mondo_17951608-202002a.shtml

Plasmaterapia, De Donno contro Burioni: “Lui sta in tv, noi lavoriamo”


Plasmaterapia, primario Pneumologia Mantova contro Burioni: “Lui sta in tv, noi lavoriamo”

Di Filippo M. Capra

L'infusione di plasma iper immune (o super immune) nell'organismo di pazienti gravemente malati di Covid è una cosa molto seria. Lo dice Giuseppe De Donno, il primario di Pneumologia dell'ospedale Carlo Poma di Mantova che, insieme al Policlinico di Pavia, ha sperimentato la plasmaterapia con successo.

De Donno contro Burioni: Lui stia in tv, noi lavoriamo

"Siamo riusciti a realizzare questa sperimentazione che è molto seria – dichiara De Donno – anche se qualcuno ha voluto farla passare per una cosa ciarlatanesca". Le dichiarazioni sembrerebbero indirizzate al virologo Roberto Burioni, che recentemente ha commentato la terapia come "nulla di nuovo", al quale viene riservata una stoccata sui diversi ruoli che, a detta di De Donno, i due coprono: "Lui va in tv a parlare, noi lavoriamo 18 ore al giorno al fianco dei nostri pazienti", ha detto il primario di Penumologia del Carlo Poma di Mantova a Radio Cusano Tv Italia. E con il lavoro profuso sinora, il nosocomio mantovano e quello pavese sono riusciti a trovare "un'arma magica", come la definisce De Donno, "che ci consente di salvare più vite possibili". A tal proposito, il professore spiega di non volersi arrogare alcun merito circa l'invenzione di nulla, parlando di un perfezionamento di un'idea "che già esisteva". "Il nostro protocollo è ambiziosissimo", ha spiegato De Donno, rivelando che già un'ottantina di pazienti sono stati trattati con la plasmaterapia con successo.

Banche plasma per aiutare gli altri ospedali
Per rendere possibile questa tecnica, sono stati fondamentali i donatori di sangue dei guariti Covid che devono avere caratteristiche fondamentali e il cui plasma deve essere certificato come contenente di anticorpi iper immuni. Ognuno dei guariti, ha spiegato De Donno, dona poco più di mezzo litro di sangue ma, per usarlo, d'ora in poi, pare stiano sorgendo degli impedimenti: "Adesso ogni volta dobbiamo chiedere l'autorizzazione al Comitato etico e questo ci fa perdere tempo prezioso", spiega il primario di Pneumologia del Carlo Poma. Certo, il plasma può essere congelato, motivo per cui a Mantova hanno creato una banca del plasma per conservarlo ed eventualmente aiutare gli altri ospedali che ne fanno richiesta. De Donno ha detto che "creando banche plasma in giro per l'Italia riusciremmo ad arginare un'eventuale seconda ondata".

FONTE: https://www.fanpage.it/attualita/plasmaterapia-primario-pneumologia-mantova-contro-burioni-lui-sta-in-tv-noi-lavoriamo/

Il dottor Shibo Jiang su 'Nature'- Non autorizzare vaccini e farmaci per il COVID senza sufficienti garanzie di sicurezza


                                             VOCI DALL'ESTERO

Sulle pagine dell’autorevolissima rivista Nature, lo scienziato Shibo Jiang mette in guardia da una frettolosa approvazione di trattamenti e vaccini contro il Covid-19. Benché ci sia davvero una grande urgenza di controllare l’epidemia che sta mettendo a rischio la salute e le condizioni economiche dei popoli in tutto il mondo, autorizzare un vaccino o una cura saltando le rigorose procedure previste per l’approvazione dei farmaci potrebbe portare a rischi ed effetti molto controproducenti per il futuro.

Di Shibo Jiang, 16 marzo 2020

Dobbiamo sviluppare urgentemente misure per affrontare il nuovo coronavirus, ma la sicurezza viene sempre prima di tutto, afferma Shibo Jiang.

In tutto il mondo, vedo gli sforzi per sostenere programmi di “intervento rapido” volti a sviluppare vaccini e terapie contro il COVID-19. Diversi gruppi negli Stati Uniti e in Cina hanno già in programma di testare i vaccini in volontari umani sani. Non fraintendiamoci: è essenziale che lavoriamo nel modo più intenso e veloce possibile per sviluppare farmaci e vaccini che siano resi ampiamente disponibili in tutto il mondo. Ma è importante non prendere scorciatoie.

I vaccini per il morbillo, la parotite, la rosolia, la poliomielite, il vaiolo e l’influenza hanno una lunga storia di uso sicuro e sono stati sviluppati attraverso procedure in linea con i requisiti delle agenzie di regolamentazione.

Io stesso ho lavorato per sviluppare vaccini e trattamenti contro i coronavirus fin dal 2003, quando si è verificata la prima epidemia di sindrome respiratoria acuta grave (SARS). E la mia opinione è che i protocolli standard sono essenziali per la salvaguardia della salute. Prima di consentire l’uso di un vaccino per il COVID-19 nell’uomo, le autorità di regolazione dovrebbero valutarne la sicurezza nei confronti di una ampia serie di differenti ceppi virali e in più di un modello animale. Dovrebbero anche richiedere solide prove precliniche che i vaccini sperimentali prevengano l’infezione, anche se ciò probabilmente significherà aspettare settimane o addirittura mesi per rendere disponibili i modelli.

Si tratta di tempo ben speso. Il lavoro per il virus contro la SARS ha mostrato che si sono osservate risposte immunitarie preoccupanti nei furetti e nelle scimmie, ma non nei topi. Inoltre, alcuni frammenti di proteine ​​virali possono suscitare risposte immunitarie più potenti o meno rischiose rispetto ad altri, ed è sensato verificarlo negli studi su animali prima di sperimentarli sulle persone.

I governi sono comprensibilmente alla disperata ricerca di qualsiasi cosa possa prevenire le morti, le chiusure e le quarantene dovute al COVID-19. Ma per combattere questa malattia ci vuole un vaccino sicuro ed efficace. Il tasso di letalità della malattia è basso (3,4% secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, sebbene si tratti di numeri molto incerti), tuttavia i tassi di trasmissione sono elevati e il contagio è difficile da tracciare. Questo significa che molte persone – forse la maggior parte nelle zone ad alta diffusione – dovrebbero essere vaccinate per fermare il contagio e prevenire le morti. Al contrario, il virus Ebola ha un tasso di letalità molto elevato (in media intorno al 50%, ma che varia tra il 25% e il ​​90%), ma è meno contagioso, quindi la vaccinazione può essere più mirata.

Decenni fa, i vaccini sviluppati contro un altro coronavirus, un virus della peritonite infettiva felina, provocò un aumento del rischio dei gatti di sviluppare la malattia causata dal virus (T. Takano et al. J. Vet. Med. Sci. 81 , 911–915; 2019). Fenomeni simili sono stati osservati negli studi su animali condotti per altri virus, incluso il coronavirus che causa la SARS (YW Kam et al. Vaccine 25 , 729-740; 2007).

Le autorità regolatorie devono continuare a richiedere che gli sviluppatori dei vaccini verifichino le reazioni potenzialmente dannose negli studi su animali. Devono anche stare molto attenti a verificare la presenza di anticorpi contro qualsiasi coronavirus prima di arruolare volontari umani sani nei test sulla sicurezza del vaccino. I finanziatori devono fare molta attenzione a non incappare in novità pompate ad arte e sovvenzionare test davvero appropriati per lo sviluppo di farmaci e vaccini contro il coronavirus.

La Cina sta promuovendo diversi vaccini contro il COVID-19, di diversi tipi, e ha annunciato programmi per avere entro aprile prodotti pronti per i test sull’uomo in persone sane o per l’uso in emergenza. La mia preoccupazione è che ciò potrebbe significare che un vaccino venga somministrato prima che la sua efficacia e sicurezza siano state valutate a fondo in modelli animali o studi clinici. E negli Stati Uniti, la società di biotecnologia Moderna di Norwood, nel Massachusetts, ha inviato un vaccino sperimentale a RNA messaggero al National Institute of Allergy and Infectiouse Disease (NIAID) di Bethesda, per testarlo in un trial clinico. La piattaforma per la realizzazione di vaccini a base di mRNA ha dimostrato di essere sicura nell’uomo, ma questo vaccino contro il COVID-19 no. Il NIAID sostiene che il rischio di ritardare l’avanzamento dei vaccini è molto più elevato del rischio di causare malattie in volontari sani, ma il mio timore è che gli sviluppatori di vaccini procederanno troppo in fretta se si abbassano gli standard.

Più di 100 trattamenti per il COVID-19 sono elencati nel registro pubblico degli studi clinici in Cina. La maggior parte di questi riguarda un farmaco che è già stato approvato per un’altra malattia. Questo significa che non agiscono specificatamente contro i coronavirus umani e che non sono stati testati su modelli animali per il COVID-19, anche se questo normalmente sarebbe richiesto dalle autorità di regolazione cinesi. Ma c’è di più: gli studi realizzati per ottenere l’approvazione del trattamento per altre malattie spesso non tengono conto delle interazioni con altri farmaci. Il potenziale di tossicità sinergica deve essere valutato prima che “vecchi” farmaci di questo tipo entrino nei regimi di trattamento per il COVID-19.

C’è poi un altro fattore da considerare: la possibilità che i coronavirus emergenti e riemergenti provochino epidemie future. Il virus che provoca il COVID-19 potrebbe benissimo mutare in modi che renderebbero inutili vaccini e antivirali che precedentemente si erano dimostrati efficaci. Pertanto, qualsiasi agenzia di regolamentazione che consideri i modi per accelerare i test sulle cure dovrebbe anche soppesare la probabilità che questi farmaci lavorino anche più ampiamente che contro questo particolare coronavirus.


TRADUZIONE DI RODODAK PER VOCI DALL'ESTERO.

Coronavirus, Remdesivir non funzionerebbe. Aveva fatto 'boom' in Borsa e anche Bill Gates ne sosteneva l'efficacia


Di Salvatore Santoru

Il remdesivir non funzionerebbe.
Come riportato dall'AGI(1), l'antivirale prodotto da Gilead Sciences aveva entusiasmato le Borse mondiali. 

Stando a quanto ha riportato il Financial Times, il medicinale non ha superato i test cruciali stando ad uno sperimentazione cinese.

Lo studio cinese è stato considerato incompleto da parte della Gilead Sciences, che ha segnalato i potenziali effetti positivi del medicinale sui pazienti affetti da Covid-19.

Il Financial Times ha citato la bozza di un documento dell'Oms, bozza che sarebbe stata pubblicata in modo accidentale(2).
Il farmaco era sostenuto anche da Bill Gates, che in un recentissimo post sul suo blog aveva ribadito la sua convinzione che fosse, almeno potenzialmente, il medicinale 'maggiormente efficace' nella lotta al Covid-19(3).

NOTE :


(1) https://www.agi.it/estero/news/2020-04-23/remdesivir-antivirale-usa-non-funziona-8422895/


(2) https://www.ft.com/content/0a4872d1-4cac-4040-846f-ce32daa09d99


(3) https://www.gatesnotes.com/Health/Pandemic-Innovation

Avigan, Giappone dà il via alla sperimentazione


Di Salvatore Santoru

Negli ultimi giorni si era parlato molto del discusso farmaco giapponese Avigan, noto anche come "Favipiravir"(1).
La stessa Agenzia Italiana del Farmaco(AIFA) aveva deciso di autorizzare la sperimentazione del medicinale e tale decisione è stata criticata da alcuni esponenti della comunità scientifica, i quali hanno ribadito che vi sono al momento poche prove sull'efficacia dell'Avigan ed esistono diversi effetti collaterali di esso.

Comunque sia, recentemente anche il governo giapponese ha dato il via alla sperimentare del medicinale.
Tale news è stata resa nota dalla Fujifilm Toyama Chemical, la multinazionale che produce il farmaco.

Intanto, nell'ambito di un'intervista al Corriere Della Sera(2), il General Manager della Fujifilm Toyama, Junji Okada, ha specificato che la sperimentazione durerà sino al giugno 2020 e dovrebbe coinvolgere più di cento persone contagiate dal Covid-19.

PER APPROFONDIRE, ARTICOLO SU BLASTING NEWS :

https://it.blastingnews.com/cronaca/2020/04/avigan-il-giappone-ha-deciso-di-avviare-la-sperimentazione-del-discusso-farmaco-003105605.html

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/avigan-contro-coronavirus-laifa-da-il.html

(2) https://www.corriere.it/economia/aziende/20_aprile_01/avigan-tutto-quello-che-c-sapere-farmaco-giapponese-fujifilm-72d6da20-73ed-11ea-b181-d5820c4838fa.shtml

Coronavirus, il virologo Baldanti: "Un virus naturale è diverso da uno artificale'


Di Salvatore Santoru

Il video, datato 2015, di un servizio del TgR Leonardo su di un esperimento scientifico cinese ha fatto molto discutere in rete e nei media.
C'è chi ha collegato il 'supervirus' creato dall'esperimento allo stesso Covid-19, un legame che è stato smentito dalla comunità scientifica mondiale.

Inoltre, sulla questione è intervenuto anche il virologo Fausto Baldanti.
Lo stesso Baldanti, virologo del Policlinico San Matteo e dell'Università di Pavia, ha sostenuto che esistono delle nette differenze fra un virus naturale ed uno creato in laboratorio.

Oltre a ciò, il virologo ha affermato che l'esperimento del 2015 lo dimostra e ha ribadito che l'attuale Coronavirus è di origine naturale.

PER APPROFONDIRE- ARTICOLO SU BLASTING NEWS :

https://it.blastingnews.com/cronaca/2020/03/video-del-tgr-leonardo-su-un-supervirus-gli-scienziati-nessun-legame-con-il-covid-19-003098639.html

Avigan, il colosso farmaceutico che lo produce contro le sperimentazioni: 'Siamo preoccupati'


Di Salvatore Santoru

Recentemente l'AIFA ha deciso di approvare la sperimentazione dell'Avigan, il discusso farmaco giapponese di cui si sta parlando molto in questi giorni(1).
Tale decisione non è stata molto apprezzata dal colosso farmaceutico che produce il medicinale, la Toyama Kagaku Kōgyō, consociata giapponese della Fujifilm Holdings.

Più specificatamente, stando a quanto riporta il Corriere e altre testate nazionali, in un'intervista all'agenzia giornalistica DIRE la rappresentante delle pubbliche relazioni del colosso farmaceutico, Chiaki Hasegawa, ha sostenuto che la sua società è molto sorpresa dalla decisione dell'AIFA(2).

Inoltre, la Hasegawa ha dichiarato che lo stesso colosso sarebbe molto preoccupato per l'avvio dei test e ciò per via del fatto che, sino ad ora, i test riguarderebbero la versione cinese del medicinale e non ci sarebbero studi su pazienti che non sono giapponesi.

In questi giorni l'Avigan sta facendo molto discutere e bisogna ricordare che tale farmaco, approvato nel 2014 in Giappone come antivirale, si è rivelato efficace su alcuni casi di Covid-19 in Cina e Giappone e dallo stesso paese nipponico era stato ritirato a seguito di determinati effetti collaterali(3).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-avigan-ne-farmaco.html

(2) https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_24/coronavirus-ultime-notizie-dall-italia-mondo-cf3baef8-6d94-11ea-9b88-27b94f5268fe.shtml

(3) https://www.ilcapoluogo.it/2020/03/23/coronavirus-e-avigan-problemi-sugli-effetti-collaterali/

Coronavirus, ecco perché l'approvazione dell'Avigan potrebbe essere una buona notizia


Di Salvatore Santoru

Recentemente l'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato l'utilizzo dell'Avigan, il discusso farmaco giapponese di cui si sta parlando da alcuni giorni in Rete(1).
La decisione dell'AIFA è stata preceduta da alcune polemiche e, inoltre, è tutt'ora oggetto di pareri contrastanti.
In linea di massima, da una parte c'è chi sostiene che l'Avigan possa rappresentare "la cura" per il Covid-19 e dall'altra chi sostiene che la sua efficacia sarebbe una "bufala". 
Attualmente non esistono sufficienti prove sulla totale efficacia di tale farmaco, approvato come antivirale nel 2014(2), ma tuttavia i test effettuati in Cina e Giappone hanno dimostrato che tale medicinale può essere utile per certi casi di Coronavirus. 
Comunque sia e quale che sia la verità, la decisione dell'AIFA è tutto sommato positiva e sarebbe importante sperimentare l'Avigan allo scopo di appurarne la possibile utilità nella lotta contro l'attuale pandemia globale.
D'altronde, tenendo conto della gravità dell'attuale emergenza, è importante sperimentare le possibili utilità di alcuni medicinali ritenuti potenzialmente efficaci contro il Covid-19.
PER APPROFONDIRE:
NOTE:

Avigan contro Coronavirus, l'Aifa dà il via libera alla sperimentazione


Di Salvatore Santoru

Via libera alla sperimentazione dell'Avigan, il discusso farmaco giapponese di cui si sta parlando da pochi giorni in Rete e nei media(1).
Come riporta il Corriere Della Sera(2), la tematica è stata discussa dal Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia italiana del farmacoil ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato che lo stesso direttore AifaNicola Magrini, ha comunicato che si sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca.

Sino ad ora la possibilità dell'utilizzo dell'Avigan è stato oggetto di pareri contrastanti, come spiegato in un recente articolo che ho scritto per questo sito(3).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-avigan-ne-farmaco.html

(2) https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_marzo_23/avigan-via-sperimentazione-17ada1f4-6d19-11ea-ba71-0c6303b9bf2d.shtml

(3) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-il-farmaco-giapponese.html

Coronavirus, Avigan né farmaco miracoloso né propriamente bufala: ecco perché


Di Salvatore Santoru

In queste ultime ore si sta parlando abbastanza della possibile utilità di un farmaco giapponese, Avigan, nell'ambito della lotta mondiale contro il Coronavirus.

A tal riguardo vi sono pareri contrastanti e in Italia l'argomento è diventato virale a seguito di un video realizzato da un giovane che si trova in Giappone, l'imprenditore e farmacista romano Cristiano Aresu(1).

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha deciso di avviare la sperimentazione del medicinale e, inoltre, tra i pareri critici si è anche avuto quello del noto virologo Roberto Burioni(2).

In linea di massima, c'è chi sostiene che tale farmaco sarebbe una sorta di medicinale 'miracoloso' e invece chi parla dell'ennesima bufala.

Stando alle notizie e ai dati che si hanno ora, invece, si potrebbe anche sostenere che l'utilizzo dell'Avigan non sarebbe né una 'panacea' ma allo stesso tempo nemmeno una bufala vera e propria.

Difatti, è stato riportato su diversi media internazionali che il farmaco sta venendo studiato ed è stato recentemente sperimentato in Cina e, inoltre, da febbraio 2020 viene utilizzato in Giappone.

Oltre a ciò, la sua possibile efficacia sarebbe stata sostenuta anche da un funzionario del ministero cinese della Scienze e della Tecnologia cinese, Zhang Xinmin, ma ridimensionata da una fonte anonima del ministero della Sanità giapponese.

A quanto risulterebbe, stando alla stessa fonte giapponese, l'Avigan potrebbe essere efficace nel trattamento di alcuni casi di Covid-19 moderati mentre non lo sarebbe in quelli gravi.

Se le cose stessero così, si potrebbe sostenere che l'Avigan non è propriamente un "farmaco miracoloso" e che, allo stesso tempo, i suoi possibili benefici non sarebbero una "bufala" ma risulterebbero comunque limitati.

PER APPROFONDIRE:

NOTE:



----------------------------------------------------------------------

Avigan contro Coronavirus, Burioni non approva: 'Scemenze'


Di Salvatore Santoru

Nelle ultime ore si sta parlando molto dell'utilizzo di un farmaco giapponese, Avigan, nell'ambito della battaglia contro il Coronavirus.
Recentemente il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha annunciato, in una diretta Facebook, il suo sostegno all'avvio della sperimentazione del medicinale(1).

L'efficacia del farmaco antivirale è stata sostenuta anche da un giovane italiano che si trova in Giappone, Cristiano Aresu, e a tal riguardo vi sono diversi pareri(2).
Tra i critici e gli scettici dell'efficacia del farmaco ad essi vi è Roberto Burioni, il noto virologo dell'Università Vita-Salute San Raffaele(3).

Più precisamente, su Twitter lo stesso Burioni ha sostenuto che le notizie divulgate sull'Avigan sarebbero 'scemenze' e si tratterebbe di una nuova bufala.

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-zaia-annuncia-la.html

(2) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-cina-raccomanda-avigan.html

(3) https://video.ilsecoloxix.it/italia/arriva-l-avigan-presunto-farmaco-contro-il-coronavirus-burioni-scemenze-zaia-lo-sperimentiamo-in-veneto/59057/59037

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *