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MKULTRA: Nuovi documenti desecretati

Di Emma Parry
I documenti rilasciati “riscrivono la storia” del progetto segreto e illegale della CIA chiamato MkUltra, secondo il ricercatore John Greenewald Jr che ha trascorso quasi 20 anni nel tentativo di ottenere questi files.
Documenti appena rilasciati, che i funzionari della CIA hanno nascosto per decenni, rivelano raccapriccianti dettagli riguardo gli esperimenti segreti di controllo mentale.
I nuovi documenti, rilasciati in base al Freedom of Information Act, rivelano come la CIA abbia fatto esperimenti su uomini e animali usando droghe, ipnosi e dispositivi elettronici come parte del progetto top secret – e illegale – di controllo mentale MKUltra.
La CIA portò avanti un programma segreto di esperimenti di controllo mentale negli anni ’50 e ’60
Sorprendentemente, la quantità di informazioni ancora mancanti o ridotte nei registri potrebbe significare che la CIA sta ancora eseguendo esperimenti tutt’ora, secondo gli esperti (chi segue questo sito sa gia` che l’MKULTRA, sotto differenti vesti, viene utilizzato tutt’ora n.d.r).
Un documento descrive in dettaglio come la CIA intendesse drogare “criminali in attesa di processo detenuti in un reparto di un ospedale penitenziario” nel tentativo di sviluppare “tecniche migliorate di interrogatorio”.
Un altro documento descrive l’interesse della CIA a sviluppare modi per causare amnesia negli esseri umani utilizzando spesso esperimenti “strani, inconcludenti o inusuali”.
Successivamente e` possibile leggere in dettaglio come stavano cercando di trovare modi per sviluppare tecniche vocali ipnotiche con le quali avrebbero potuto controllare le menti di “un vasto pubblico” e “aumentare la suscettibilità di gruppo”.
“Ci interessano gli esperimenti troppo pericolosi, troppo scioccanti, troppo insoliti per i test di routine”, si legge nella nota del 1956.
Questo documento descrive in dettaglio i piani per drogare i detenuti in un ospedale della prigione, per poi interrogarli
I registri descrivono anche esperimenti di controllo mentale su cani, gatti e topi con un cocktail di droghe e l’impianto di dispositivi elettronici – molto probabilmente come precursori di esperimenti sugli esseri umani.
Fecero anche ricerche sui pesci con proprieta` elettriche in grado di trasferire elettricita` l’un l’altro per creare un super soldato in grado di fare la stessa cosa.
I documenti sono stati ottenuti dal ricercatore John Greenewald Jr, che li ha pubblicati la scorsa settimana sul suo sito Web The Black Vault.
John, 37 anni, di Castaic, in California, ha dichiarato al Sun Online di combattere dal 1999 per ottenere dalla CIA dei documenti dicendo che “riscriveranno completamente la storia” del controverso progetto.
John, il proprietario del sito Web Black Vault ha fatto migliaia di richieste attraverso il Freedom Of Information Act per svelare segreti governativi
John sostiene che la CIA sta ancora cercando di nascondere i progetti che hanno avuto luogo negli anni ’50 e ’60.
“Stanno cercando di insabbiare quello che e` successo e questo non è evidenziato solo dalle battaglie combattute per ottenere i documenti, ma dai documenti stessi.
“E` possibile vedere da questi documenti che stavano facendo molti diversi tipi di ricerca con la droga su cani e gatti e altri animali.
“Impiantavano dispositivi elettronici negli animali per vedere se con impulsi elettronici potevano essenzialmente controllare il cervello.
Questo documento spiega in dettaglio come la CIA volesse sviluppare terribili soluzioni per torturare e interrogare i soggetti
“Se controlli e padroneggi quel tipo di tecnologia con cani e gatti, sei molto vicino all’applicazione umana. Si tratta quindi di uno sguardo molto interessante ai primi giorni di quella ricerca.
John crede che la CIA abbia deliberatamente mentito e ingannato sui documenti
MKUltra era il nome in codice per un programma top secret e illegale di esperimenti umani che la CIA portò a termine nei primi anni ’50 fino alla sua sospensione ufficiale nel 1973.
Lo scopo del progetto era identificare e sviluppare farmaci e procedure di controllo mentale da usare in interrogatori e torture nel tentativo di forzare confessioni e controllare il comportamento dei detenuti.
Sebbene la CIA abbia ammesso di aver eseguito l’operazione segreta durante le udienze del Congresso negli anni ’70, affermò che tutti i documenti relativi ad esso erano stati distrutti.
La battaglia per l’informazione di John iniziò nel 1999, quando chiese il rilascio degli unici documenti relativi all’MKUltra che la CIA non aveva distrutto: 30.000 pagine di documenti finanziari.
La CIA ha finalmente fornito a John le 30.000 pagine su CD-Rom nel 2004, ritenute un set completo di documenti relativi al progetto.
La CIA ha anche prodotto un rapporto dettagliato di 100 pagine sui pesci elettrici, nel tentativo di creare esseri umani in grado di generare elettricità
Solo nel 2016 un collega ricercatore realizzo` che ben 4.358 pagine, che la CIA sosteneva fossero nei CD, erano assenti e John inizio` la sua battaglia per ottenere le informazioni mancanti.
Anche se inizialmente la CIA affermo` che John aveva torto, ha finalmente ricevuto due scatole separate di documenti il mese scorso.
Tuttavia, la cosa più preoccupante, secondo John, è che mancano ancora almeno 1.245 pagine, le quali potrebbero contenere dettagli ancora piu` inquietanti.
Crede che le informazioni mancanti possano riguardare i progetti di controllo mentale top secret che sono ancora in corso.
Questo documento del 1953 rivela come la CIA stesse cercando di sviluppare un farmaco per la verità “miracoloso” che avrebbe fatto sì che le vittime dimenticassero tutto ciò che dicevano
“Le possibilità dietro queste informazioni redatte sono onestamente infinite – non sappiamo cosa c’è sotto questo materiale classificato”, ha detto John.
“Sappiamo da molti anni che il materiale relativo all’MKUltra è stato distrutto, ma se guardi questi documenti, ti rendi conto che esistono molte cose che vanno al di la` dell’MKUltra.
“Cominci a capire che MKUltra potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. “Certo conosciamo diverse informazioni riguardo al progetto ma cosa possiamo dire del materiale redatto? Non possiamo saperlo con certezza e cio` crea una certa inquietudine
“Stanno cancellando le informazioni perché dircelo sarebbe una minaccia alla sicurezza nazionale.
“Forse hanno paura che le persone vengano a conoscenza del fatto che questo progetto sia utilizzato anche ai giorni nostri? Sì, forse, ha senso. Sappiamo che il governo degli Stati Uniti fa cose che vanno al di là della legge che vanno oltre cio` che e` stato approvato.
“Edward Snowden ha dimostrato che le intercettazioni telefoniche vanno avanti, il che ovviamente è un po ‘diverso dal controllo mentale, ma storicamente è stato dimostrato che queste agenzie di intelligence sono state in grado di farla franca con la legge.
“Quindi, certamente, la CIA potrebbe aver continuato questo tipo di ricerca fino ai giorni nostri – quando guardi i dischi ti rendi conto che stavano ottenendo grandi risultati con questa ricerca.
“Se tutta questa roba fosse stata declassificata, con poche redazioni e i risultati fossero insuccessi, allora probabilmente il governo avrebbe tagliato i fondi e il progetto annullato definitivamente, ma quando leggi questi documenti ti rendi conto che stavano facendo passi da gigante.
“Sono sicuro che stanno usando oggi ciò che hanno scoperto negli anni Cinquanta e Sessanta.”
John, dopo aver inoltrato oltre 9.000 richieste attraverso il Freedom of Information Act ha pubblicato oltre 2 milioni di pagine di documenti online dal 1996, ritiene che la CIA abbia fatto di tutto per impedirgli di ottenere i documenti e abbia lettere e prove scritte che dimostrano il fatto che hanno mentito e ingannato. negli ultimi 20 anni.
Ora è determinato a ottenere i documenti mancanti.

TRADUZIONE DI NEOVITRUVIAN

Intelligence Usa: “La Cina ambisce a diventare la nuova superpotenza”

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Di Roberto Vivaldelli
La Cina vuole diventare la nuova superpotenza mondiale al posto degli Stati Uniti. A sostenerlo è Michael Collins, vice direttore aggiunto del Centro della missione dell’Asia orientale della Cia durante una conferenza sull’ascesa di Pechino all’Aspen Security Forum. Secondo l’ufficiale dell’intelligence statunitense, come riporta la Cnn, Xi Jinping sta conducendo una “guerra fredda” contro gli Stati Uniti.
“Quella che stanno combattendo contro di noi è fondamentalmente una guerra fredda, ma non come abbiamo visto con l’Unione Sovietica; questa contempla tutte le vie del potere lecito e illecito, pubblico e privato, economico e militare, per minare la posizione del rivale. I cinesi non vogliono fare guerre” ha sottolineato.

“La Cina è la più grande minaccia per gli Usa”

Secondo Collins, la minaccia rappresentata dalla Cina è la più grande sfida globale che gli Stati Uniti stanno affrontando ma l’ordine liberale Usa è ancora il più attrattivo: “Sono ottimista sul fatto che nella battaglia per norme, regole e standard di comportamento, l’ordine nazionale liberale sia più forte degli standard repressivi promulgati dai cinesi”, ha affermato. “Sono fiducioso del fatto che molti Paesi preferiscano questo ordine ai cinesi”.
I commenti di Collins dall’Aspen Security Forum hanno fatto eco a quelli di altri alti funzionari statunitensi, tra cui il direttore dell’Fbi Christopher Wray e del direttore dell’Intelligence nazionale Dan Coats, i quali hanno indicato la Cina come il pericolo più significativo per gli Stati Uniti oggi.
“Penso che la Cina, dal punto di vista del controspionaggio, rappresenti per molti versi laminaccia più ampia, più stimolante e più significativa che affrontiamo come Paese”, ha sottolineato il capo dell’Fbi. Coats ha osservato che gli Stati Uniti hanno bisogno di decidere se la Cina sia un “vero avversario o un concorrente legittimo”.

“Sconfiggere i cinesi con il soft power”

Secondo Susan Thornton, che ricopre il ruolo di vice segretario di Stato per gli affari dell’Asia orientale e del Pacifico, la chiave per contrastare l’ascesa di Pechino è il soft power. “Dobbiamo tornare a fare ciò che sappiamo fare bene, il nostro soft power è incredibilmente più potente del loro, non hanno lo stesso tipo di attrattiva che ha il sistema statunitense”. Questo perché, osserva, “i nostri partner in giro il mondo sa che siamo accanto a loro e sanno che non imporremo la nostra volontà”.

Kubark Counterintelligence Interrogation, il manuale sulle tecniche di interrogatorio dure della CIA

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Il Kubark Counterintelligence Interrogation è un manuale su tecniche di interrogatorio dure ovvero di tortura, di diretta derivazione militare, elaborato in USA e rivolto ai funzionari e agli agenti della CIA (Central Intelligence Agency), elaborato a seguito degli esperimenti condotti nel progetto MKULTRA.
La parola Kubark è un criptonimo con cui la CIA designava se stessa[1].

Storia

Il testo, del giugno 1963, è stato tenuto segreto fino al 24 gennaio 1997, quando è stato desecretato dalla NSA(National Security Agency) insieme ad un altro documento della CIA, lo Human Resource Exploitation Manual del 1983, per la cui realizzazione fu utilizzato in larga misura anche il "Kubark".
La divulgazione è stata possibile in seguito all'applicazione del Freedom of Information Act (FOIA), una legge degli Stati Uniti che obbliga il Governo a rendere noti i documenti ufficiali.

Contenuto e struttura

Il Kubark Counterintelligence Interrogation è un rapporto di 126 pagine basato su ricerche e inchieste scientifiche condotte da specialisti (contiene un'approfondita bibliografia) e redatto per l'addestramento all'ottenimento di informazioni di intelligence utili e necessarie alla sicurezza nazionale.
Il manuale è strutturato in dieci parti nelle quali vengono analizzate le figure dell'interrogato e dell'interrogante, lo screening (indagine, verifica) e i preliminari all'interrogatorio, le tecniche di controspionaggio (CI - counterintelligence) non coercitive e quelle coercitive in caso di “fonti resistenti” (resistant sources). Lo studio inizia con la trattazione dell'interrogatorio in generale (parti I, II, III, IV, V, VI) e continua con l'interrogatorio di controspionaggio (VII) e dell'esame di fonti resistenti (VIII, IX, X).
Il testo è stato diffuso con numerose parole e righe censurate; sono presenti parole in codice, alcune delle quali svelate, come Kubark che indica la CIA, MKULTRA cioè un progetto segreto della CIA (terminato nel 1973) per realizzare esperimenti sul controllo della mente umana, odenvy che sarebbe l'FBI (Federal Bureau of Investigation).

  1. ^ Prisoner Abuse: Patterns from the Past, su National Security Archive Electronic Briefing Book No. 122URL consultato il 5 settembre 2006.

MKULTRA: la CIA e il controllo della mente

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Di Giovanni Zagni
Intorno alle due del mattino del 28 novembre 1953, un uomo di nome Frank Olson venne trovato agonizzante sul marciapiede di fronte a un albergo di New York. Era caduto da una camera al decimo piano, rompendo i vetri della finestra chiusa, e indossava solo biancheria. Morì prima dell’arrivo dell’ambulanza. Nella stanza 1018A il custode di notte trovò un uomo seduto in bagno con la testa tra le mani. Pochi minuti prima aveva telefonato a un uomo dicendo solo: «È andato» («Hes gone») e ricevendo in risposta un altrettanto laconico: «Molto male» («That s too bad»).
Frank Olson era un biologo assegnato alla Divisione operazioni speciali (SOD) del Centro biologico dell’esercito USA di Camp Detrick, nel Maryland, in cui si portavano avanti ricerche sulle armi chimico-batteriologiche per l’esercito e la CIA. I suoi superiori lo tenevano da conto come un esperto nel suo campo e nessuno aveva mai notato che soffrisse di qualche tipo di disturbo mentale. Il 19 novembre 1953, nove giorni prima della sua morte, stava partecipando a una riunione riservata con membri dell’esercito e dei servizi segreti, in una baita a Deep Creek Lake, una località sperduta a circa centocinquanta chilometri dalla base.
Tre dei dieci partecipanti facevano parte di un’unità della CIA chiamata Technical Services Staff (TSS) e, dopocena, uno di loro versò senza farsi notare una piccola quantità di LSD in una bottiglia di Cointreau. Tutti i presenti tranne due bevvero; dopo una ventina di minuti, uno dei tre comunicò che erano stati drogati. L’allucinogeno fece effetto e verso l’una di notte tutti stavano ridendo e non riuscivano a portare avanti una conversazione sensata, per cui si ritirarono per la notte.
Dopo essere tornato a casa dalla sua famiglia per il fine settimana, Olson si presentò al lavoro il lunedì successivo in uno stato che assomigliava ad una profonda depressione. Il suo superiore, dopo alcune conversazioni con lui, decise che Olson aveva bisogno di assistenza medica immediata. Il 24 novembre venne accompagnato dal suo diretto superiore e da un uomo della CIA di nome Robert Lashbrook da un medico di New York, un immunologo di nome Harold Abramson, che partecipava ad alcuni programmi di ricerca sostenuti dai servizi segreti. Dopo le visite di Abramson, venne deciso che Olson aveva bisogno di essere ricoverato in un’unità psichiatrica.
La sera del venerdì successivo, 27 novembre, Olson e Lashbrook si registrarono allo Statler Hotel, di fronte a Penn Station. Più avanti, Lashbrook avrebbe testimoniato che, a cena, «Olson non sembrava più particolarmente depresso, e quasi il dottor Olson che conoscevo prima dell’esperimento». Andarono a letto intorno alle undici, dopo aver guardato un po di televisione. Tre ore più tardi Lashbrook venne svegliato dal rumore dei vetri infranti.
Per anni, la morte di Frank Olson rimase del tutto sconosciuta all’opinione pubblica americana, ad eccezione dei pochi che prestarono attenzione ai sintetici trafiletti sui giornali che diedero notizia del suicidio. Poi, a metà degli anni Settanta, una serie di inchieste del Congresso sulla CIA fecero emergere una verità inaspettata: che Frank Olson era il risultato più tragico, almeno tra quelli che era possibile documentare, di un vasto programma segreto portato avanti per oltre dieci anni dai servizi segreti sulle tecniche di manipolazione mentale, denominato MKULTRA.
1. Una nuova parola
Nel 1953 gli Stati Uniti stavano uscendo dall’impegno nella guerra di Corea. Da pochi anni aveva fatto il suo ingresso nella lingua inglese una nuova parola, brainwashing: un calco del cinese xi nao, letteralmente “lavare il cervello”. Si riferiva alle pratiche di pressione fisica e soprattutto psicologica che i cinesi e i nordcoreani erano accusati di portare avanti per manipolare il pensiero dei prigionieri politici o di guerra. Era stata popolarizzata da un libro del giornalista Edward Hunter, Brainwashing in Red China, che aveva descritto quelle pratiche grazie ai racconti di rifugiati politici a Hong Kong.
Gli spettacolari processi politici nel blocco sovietico, in cui gli imputati confessavano crimini che non avevano mai commesso, fecero nascere sospetti su tecniche simili usate dalla superpotenza comunista. Qualche anno più tardi, il lavaggio del cervello e la manipolazione mentale sarebbero entrati definitivamente nella cultura popolare attraverso il romanzo di Richard Condon The Manchurian Candidate, uscito nel 1959, e soprattutto con il film omonimo, in cui recitava Frank Sinatra. Nel film, il figlio di una famiglia politica americana subisce il lavaggio del cervello da parte dei nordcoreani quando viene catturato nella guerra di Corea e viene “programmato” per diventare un assassino.
Nell’atmosfera di profondo sospetto che avvolgeva quei primi anni della guerra fredda, alcuni episodi aumentarono le paure della CIA che il blocco comunista avesse a disposizione nuove armi nei loro arsenali, in grado di modificare lo stesso pensiero del nemico. Nel febbraio del 1952, l’ambasciatore americano in Unione Sovietica George Kennan paragonò davanti a un giornalista la vita nel paese comunista al suo periodo di prigionia nella Germania nazista. Pochi mesi dopo fu dichiarato persona non grata da Stalin ed espulso dal paese.
Kennan era uno dei diplomatici più importanti nei primi anni del secondo dopoguerra e uno dei principali artefici della politica estera americana nei primi anni della Guerra fredda. Qualunque fossero le sue reali motivazioni per lasciarsi andare a osservazioni così poco diplomatiche, alla CIA pensarono che Kennan potesse essere stato manipolato con tecniche che i servizi segreti occidentali erano ancora ben lontani dal controllare.
Non diversamente da quanto sarebbe accaduto pochi anni dopo per l’esplorazione spaziale, con il lancio del primo satellite del programma Sputnik, gli alti gradi dei servizi segreti americani sentirono l’ansia e l’incertezza di essere rimasti indietro rispetto ai sovietici. Alcuni agenti all'interno della CIA concentrarono la loro attenzione su un prodotto incolore, inodore e insapore sintetizzato nel 1938 nei laboratori del colosso chimico Sandoz, in Svizzera. Estratto dall’ergot, un fungo parassita della segale, era prodotto in piccole quantità dalla sola Sandoz e aveva potenti effetti allucinogeni anche in bassissime dosi. Si chiamava dietilamide-25 dell’acido lisergico o, dalla sigla del suo nome tedesco, LSD.
Secondo alcuni rapporti, l’URSS si stava impegnando nella produzione di grandi quantità di LSD, fino ad allora usato solo come farmaco per il trattamento della schizofrenia. Nel 1952 il capo del settore medico della CIA scrisse: «ci sono molte prove, nei rapporti di innumerevoli interrogatori, del fatto che i comunisti abbiano utilizzato droghe, coercizione fisica, elettroshock e forse ipnosi contro i loro nemici. Con queste prove è difficile trattenere la rabbia contro il nostro apparente lassismo». Era arrivato il momento di agire – e il nuovo direttore della CIA avrebbe permesso di lì a poco che si agisse in grande stile.
2. Un nuovo campo di battaglia
Il 10 aprile 1953, in un discorso all’università di Princeton, Allen Dulles parlò delle «tecniche per la perversione del cervello» che venivano impiegate al di là della Cortina di ferro e annunciò che «il controllo della mente è il grande campo di battaglia della Guerra fredda, e dobbiamo fare qualsiasi cosa per uscirne vincitori». Dulles era il nuovo capo della CIA da due settimane, e tre giorni più tardi autorizzò l’operazione MKULTRA, il più grande programma per investigare le tecniche di controllo mentale dell’intelligence USA.
Era l’erede di alcune iniziative più piccole intraprese negli anni precedenti, che avevano nomi meno inquietanti come Bluebird e Artichoke, e rimase a lungo conosciuto solo da poche persone all’interno della stessa agenzia. Prima che MKULTRA venisse interrotto, la CIA spese milioni di dollari per somministrare LSD e altre sostanze psicotrope a centinaia di americani, spesso senza il loro consenso, con il fine di studiare le possibilità di controllo sulla mente umana – e di utilizzo di quelle stesse sostanze nello spionaggio internazionale.
Nella sua presentazione del programma a Dulles, Richard Helms – allora uno dei più alti responsabili della CIA, più tardi a capo dell’agenzia – chiarì che l'obbiettivo era quello di «investigare lo sviluppo di un materiale chimico che causa uno stato mentale aberrante, reversibile e non tossico» con la possibilità di «screditare individui, ottenere informazioni e impiantare suggestioni e altre forme di controllo mentale». Come i sovietici potevano aver indotto Kennan ad affermazioni sopra le righe pochi mesi prima, pensavano allora i servizi segreti, alti ufficiali sovietici potevano essere indotti a figuracce internazionali con le nuove tecniche di manipolazione del pensiero. Negli interrogatori delle spie esse avrebbero trovato ugualmente un campo di applicazione ideale.
L’uomo che aveva ordinato di versare l’LSD nel bicchiere di liquore di Frank Olson, quel giorno di novembre del 1953, si chiamava Sydney Gottlieb. Il New York Times lo definì molti anni più tardi “l’uomo che portò l’LSD alla CIA”. Gottlieb, che i suoi amici e collaboratori descrivevano come una delle persone più brillanti che avessero mai conosciuto, era nato a New York nel 1918 e all’età di 33 anni, dopo un dottorato in biochimica al Caltech, entrò nella CIA diventando presto capo di un piccolo settore dal nome oscuro, dedicato ai “servizi tecnici” ( Technical Services Staff, TSS).
Gottlieb era un uomo curioso e inquieto, che dopo aver abbandonato la religione ebraica dei suoi genitori passò dall’agnosticismo al buddismo zen con molti passaggi intermedi. Una malformazione congenita del piede gli dava una lieve zoppia e gli fece evitare, con suo grande disappunto, il servizio militare durante la Seconda guerra mondiale.
Nei primi anni della sua lunga carriera di agente, Gottlieb partecipò ad alcuni piani segreti per l’assassinio di leader nemici degli Stati Uniti. Venne inviato a Cuba per cercare di avvelenare i sigari di Fidel Castro. In un’altra occasione andò in Congo con l’obbiettivo di assassinare il primo leader eletto della neonata repubblica, Patrice Lumumba. Entrambi i piani fallirono. In patria, Dulles lo mise a capo del neonato MKULTRA.
Affascinato dalle droghe e in particolare dall’LSD, che secondo un amico di famiglia assunse «centinaia di volte», Gottlieb aveva imparato alcuni trucchi da un illusionista di Broadway molto famoso in quegli anni, John Mulholland. Nel 1953 Mulholland lasciò il mondo dello spettacolo per mettere le sue abilità al servizio di una causa diversa: insegnare agli agenti della CIA come somministrare LSD e altre sostanze a persone ignare attraverso le bevande, i sigari o gli spazzolini da denti. Gli agenti segreti trovarono presto il modo di utilizzare quegli insegnamenti.
3. Brutti viaggi
All’inizio di MKULTRA, gli agenti della squadra di Gottlieb sperimentarono l’LSD su loro stessi. Un tipico esperimento consisteva nel chiudere per ore due agenti in una stanza, fargli assumere l’acido e registrare gli effetti su sé stessi e sul compagno. Poi gli agenti acconsentirono a passare a una fase in cui si sarebbero drogati a vicenda, senza sapere quando né come, per osservare la reazione di chi era sottoposto all’LSD senza potersi preparare psicologicamente. Poco dopo aver ingerito la droga, veniva comunicato all’agente che stava per cominciare un “viaggio”.
L’LSD non crea dipendenza e i suoi effetti variano molto da persona a persona e da un’assunzione a un’altra. Ci furono casi, in quella prima fase, di “brutti viaggi”, le esperienze profondamente negative e potenzialmente scioccanti in cui può incorrere a volte chi fa uso di allucinogeni: in uno di essi, come scrivono Martin Lee e Bruce Shlain nella loro storia dell’LSD Acid Dreams, un agente vagò per ore per Washington, terrorizzato dalle macchine di passaggio – che gli apparivano come enormi mostri dagli occhi fluorescenti – dopo che i suoi colleghi avevano drogato il suo caffè mattutino e non erano riusciti a impedire che lasciasse la sede della CIA sotto gli effetti della droga.
Ma gli uomini di Gottlieb non si lasciarono spaventare dalle occasionali esperienze negative e pensarono che fosse arrivato il momento di passare a qualcosa di diverso. Una delle prime sperimentazioni condotte fuori dall’agenzia si tenne a Lexington, Kentucky, con la collaborazione del National Institute of Mental Health e del dottor Harris Isbell, che riceveva soldi dalla CIA attraverso un finto programma della Marina. Il Centro di riabilitazione di Lexington era una grande prigione federale per tossicodipendenti, quasi tutti neri, che scontavano pene per reati di droga.
Alcuni detenuti si offrirono volontari per una non meglio specificata ricerca scientifica, dietro la promessa di dosi di droga o di uno sconto di pena: firmarono un foglio di consenso generico e vennero loro somministrati allucinogeni e nuove droghe fornitegli dalla CIA. In un caso, Isbell diede a un gruppo di sette detenuti LSD per 77 giorni consecutivi. Davanti a una commissione del Congresso, nel 1975, Isbell disse che a Lexington era stato fatto «un lavoro davvero eccellente», anche se non venne mai effettuato un controllo successivo sulle persone sottoposte agli esperimenti più estremi.
Presto MKULTRA si espanse molto al di là dei dipendenti della CIA, degli istituti di pena e delle strutture di ricerca. Un appartamento nel Greenwich Village di New York, ad esempio, venne trasformato in una sorta di casa di appuntamenti – con spese di ristrutturazione pagate dalla CIA – in cui veniva somministrato LSD ai “clienti” drogando le loro bevande. A capo del “sottoprogetto n.3” di MKULTRA venne messo un agente della narcotici di lungo corso di nome George White, che aveva già lavorato con i servizi segreti durante la guerra nei primi test che prevedevano luso della marijuana come siero della verità.
White, un uomo massiccio con la reputazione da duro e una personalità decisamente sopra le righe, adescava le persone nei bar di New York presentandosi come un artista o un marinaio di nome “Morgan Hall”, le invitava nell’appartamento e le drogava, poi verificava gli effetti della droga sulla sincerità dei suoi ospiti e la loro volontà di parlare di informazioni compromettenti.

Usa, incriminato ex agente Cia per spionaggio a favore Pechino

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Il dipartimento di Giustizia americano ha incriminato un ex agente della Cia per spionaggio a favore della Cina. Secondo l’accusa, tre anni dopo aver lasciato l’agenzia d’intelligence americana nel 2007, Jerry Chun Shing Lee ha ricevuto denaro da Pechino in cambio di informazioni «legate alla difesa nazionale degli Usa». 
Il 53enne naturalizzato americano, all’epoca residente a Hong Kong, è stato arrestato: l’Fbi nel 2012 aveva scoperto nella perquisizione del suo bagaglio un notebook con nomi, contatti e altri dettagli di agenti della Cia e informatori sotto copertura. Interrogato in proposito, Lee aveva confessato che stava preparando un dossier per gli 007 cinesi. Ma sono passati 6 anni prima che venisse fermato, un lasso di tempo molto lungo che i funzionari del dipartimento non hanno spiegato, come non hanno specificato che tipo di documenti Lee ha passato agli agenti di Pechino. 
L’ex agente della Cia dovrà rispondere di cospirazione e per aver custodito illegalmente documenti sulla difesa nazionale. Ma il timore negli Usa è che il caso di Lee sia legato alla serie di omicidi e arresti di informatori della Cia in Cina tra il 2010 e il 2012 .

Quegli ex ufficiali della Cia alla corte degli Emirati Arabi

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Di Roberto Vivaldelli
Gli Emirati Arabi si affidano ad ex agenti della Cia per creare la loro agenzia d’intelligence su modello occidentale e addestrare il personale. Gli ex funzionari del governo degli Stati Uniti e dell’intelligence americana sono particolarmente attratti, come rivela Foreign Policy, dalla possibilità di intraprendere carriere redditizie nel Golfo Persico. I corsi avvengono principalmente in un edificio non lontano dal porto nord-orientale di Zayed ad Abu Dhabi, in una lussuosa villa con piscina, e in un altro luogo situato a circa 30 minuti dal centro della capitale chiamato “The Academy”, che ricorda la “Farm” della Cia a Camp Peary, un centro di addestramento situato nel sud-est della Virginia. “I soldi erano tanti”, ha confermato uno degli ex funzionari coinvolti. “Prendevo circa 1000 dollari al giorno e potevo vivere in una villa o in un hotel a cinque stelle ad Abu Dhabi”.

Gli uomini della Cia alla corte del principe

Chi sta aiutando gli Emirati Arabi in quest’attività? Secondo la rivelazione di Foreign Policy la figura chiave dietro questa crescente attività di addestramento dell’intelligence è Larry Sanchez, un ex ufficiale dei servizi segreti Usa, esperto di terrorismo. È conosciuto per aver dato il via a una collaborazione tra la Cia e il Dipartimento di polizia di New York per contrastare la radicalizzazione, arrestando numerosi potenziali terroristi nelle moschee, centri di aggregazione e in altri luoghi nella grande mela. Veterano di lunga data di servizi clandestini e missioni segrete della Cia, Sanchez ha lavorato per sei anni alla corte del principe ereditario di Abu Dhabi per costruire un’agenzia di intelligence praticamente da zero. E non è l’unico ex militare Usa coinvolto. 
Come racconta il New York TimesErik Prince, venduta la Blackwater nel 2010, ha fondato un’altra agenzia, la Frontier Services Group, e si è trasferito negli Emirati come consulente per la sicurezza, creando inoltre un battaglione di soldati stranieri al servizio del principe ereditario. Come lui anche Richard Clarke, già a capo dell’antiterrorismo alla Casa Bianca e ora consulente di lunga data del principe in qualità di amministratore delegato della Good Harbor Security Risk Management.

Chi è Larry Sanchez

Nel corso della sua carriera alla Cia, Sanchez ha lavorato come agente sotto copertura in altre agenzie e organizzazioni. Nel 2002, poco dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, George Tenet, allora direttore dell’intelligence centrale, mandò Sanchez a lavorare a New York con David Cohen, il vice commissario dell’intelligence presso la polizia di New York. Nella grande mela Sanchez fornì alle forze dell’ordine informazioni sui contatti di al Qaeda in città. Il Nypd, a sua volta, inviò gli ufficiali a infiltrarsi nelle moschee e nelle comunità musulmane, così come in ogni altro posto indicato dagli informatori. L’obiettivo era quello di prevenire un altro 11 settembre.
In quel periodo, il Dipartimento di New York aveva una relazione insolita con gli Emirati, i quali donarono alla polizia newyorkese un milione di dollari per consentire al Dipartimento di “mettere in campo detective in tutto il mondo per lavorare con le forze dell’ordine locali e contrastare il terrorismo”. Proprio in quegli anni Sanchez diventò amico di alti funzionari arabi, come Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, il governatore di Abu Dhabi.
Secondo un’indagine della interna Cia del 2011, benché non siano state riscontrate particolari violazioni della legge, questo rapporto controverso tra la principale agenzia di spionaggio della nazionale e un dipartimento di polizia locale stava erodendo la fiducia pubblica. E ora negli Usa ci si interroga se sia opportuno che ex agenti dell’intelligence facciano formazione in un paese straniero: in gioco ci sono informazioni riservate e soprattutto l’interesse nazionale degli Stati Uniti.