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Perché non riuscite a trovare i Nutella biscuits sugli scaffali del supermercato



Nutella Biscuits stanno andando a ruba. Il nuovo prodotto lanciato sul mercato da Ferrero ha conquistato i consumatori o almeno quelli che sono riusciti ad assaggiarli: trovarli nei supermercati non è semplice. 
Per i consumatori è partita una vera e propria caccia ai Nutella Biscuits e l’amarezza degli sconfitti ha generato una domanda: perché è così difficile trovarli? È una strategia di marketing o l’azienda non si aspettava una domanda così alta? 
Si legge sul Corriere della sera:
″È un prodotto che ha superato le previsioni — ha detto Giorgio Santambrogio, presidente di Distribuzione Moderna Adm —. La capacità produttiva non riesce a stare dietro alla produzione”. Come precisa Santambrogio, l’azienda di Alba è molto lenta nei lanci di prodotti: dall’idea alla realizzazione sul campo passano anche anni — è il caso dei Nutella Biscuits, che hanno richiesto 10 anni di test — ed è per questo che sono in grado di indovinare quello che le persone cercano. “Sono convinto che non sia una precisa strategia di marketing — ha aggiunto il numero uno di Adm — perché non conviene all’azienda, dato che creerebbe tensioni con la rete dei punti vendita, e produrrebbe solo un danno all’azienda”. Sono prodotti che vengono venduti solo al dettaglio, ha chiarito ancora Santambrogio: “Quello che stanno cerando di fare è quello di arrivare all’80% della ponderata (ossia dei circa 30 mila punti vendita, ndr). È sicuro che non sia una strategia deliberata perché ci sono molti retail che lamentano”.
“Stanno andando bene” ha commentato l’amministratore delegato dell’azienda Giovanni Ferrero, questo prodotto ”è diventato più che un’iconica love brand un fenomeno di aggregazione sociale e di costume italiano in cui si celebra il rapporto di amore con questa grande marca e sta andando al di là delle aspettative, quindi siamo fiduciosi per il successo della marca”.
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FOTO: FERRERO

I 10 alimenti anti-invecchiamento per nutrire la pelle dall’interno



Mangiare sano non solo ti fa sentire bene, ma ti fa anche sembrare in splendida forma. Mangiare i giusti tipi di cibo può mantenere la pelle sana dall’interno. Ci sono alcuni alimenti che proteggono le cellule della pelle dai raggi ultravioletti (UV) nocivi, mantengono la pelle idratata e combattono i danni della pelle dai radicali liberi dannosi. Ecco 10 alimenti da mangiare per mantenere la pelle sana e dall’aspetto più giovane :
  1. Avocado: gli avocado sono buoni per la pelle perché contengono gli antiossidanti vitamina A e vitamina E – entrambi proteggono dai raggi UV e mantengono la pelle idratata. Inoltre, contengono il glutatione, un potente antiossidante che mantiene anche la pelle sana, così come il nicotinamide mononucleotide (NMN), un composto che può avere effetti anti-invecchiamento. Gli avocado sono inoltre ricchi di grassi sani che aiutano a sviluppare e mantenere cellule sane e a ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus.
  2. Mirtilli: i mirtilli , che sono uno dei superfood più popolari, contengono elevate quantità di antiossidanti che aiutano a combattere i radicali liberi. Questi frutti hanno un sapore relativamente mite e possono essere aggiunti agli alimenti per la colazione come pancake, frullati pomeridiani, insalate per cena, o mangiali direttamente come spuntino. Tutti gli altri tipi di bacche, come more, lamponi e fragole contengono anche antiossidanti.
  3. Tè verde: a parte l’acqua, bere il tè verde è un ottimo modo per rimanere idratati. Mantiene la pelle sana perché ha antiossidanti, vitamina B3 e una sostanza chimica chiamata epigallocatechina-3-gallato (EGCG). (Correlato: l’ uso di acqua purificata aumenta il contenuto di antiossidanti del tè verde, i ritrovamenti di uno studio ).
  4. Kale: Kale è una verdura a foglia verde che contiene elevate quantità di potassio , che mantiene idratate e compatte le cellule della pelle. Contiene anche la vitamina K antiossidante, che previene la coagulazione del sangue e può aiutare con cerchi sotto gli occhi, cicatrici e vene varicose.
  5. Arance: le arance sono buone per la pelle perché sono ricche di acqua, che mantiene la pelle idratata. Questi frutti sono anche ricchi di vitamina C, che è necessaria all’organismo per produrre collagene, una proteina che mantiene la pelle compatta e combatte i segni visibili dell’invecchiamento. Mangiare una singola arancia media può fornire più del 100% dell’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina C.
  6. Melograni: come le arance, i melograni sono ricchi di vitamina C. Sono anche ricchi di altri antiossidanti che combattono i radicali liberi e promuovono un tono sano della pelle.
  7. Patate dolci: le patate dolci mantengono la pelle sana perché sono cariche di vitamina C e beta-carotene, che viene convertita dal corpo in vitamina A e antiossidanti.
  8. Pomodori: anche i pomodori sono ricchi di vitamina C. Oltre a questo, i pomodori vengono anche caricati con licopene . Questo potente fitochimico è un importante antiossidante che protegge la pelle dai danni del sole combattendo i radicali liberi causati dai raggi UV. Oltre ai suoi effetti protettivi per la pelle, il licopene favorisce anche la salute circolatoria e protegge dal cancro.
  9. Angurie: Le angurie sono frutti estivi succosi che contengono circa il 92% di acqua, che mantiene la pelle idratata. Simile ai pomodori, i cocomeri sono anche caricati con licopene. Un cocomero medio contiene addirittura il 40% in più di licopene rispetto ai pomodori crudi. Mangiare angurie può proteggere la pelle dall’invecchiamento, dalle rughe e persino dal cancro della pelle.
  10. Salmone selvatico: il salmone selvatico è un’ottima fonte di acidi grassi omega-3, che può mantenere la pelle idratata, ridurre l’infiammazione e combattere il cancro.

Il cioccolato fondente contiene vitamina D: la verità sullo studio che ci ha fatto sognare



 Di Zeina Ayache

Il cacao contiene vitamina D, la stessa vitamina D che fa bene al nostro corpo. Lo studio dei ricercatori della Martin-Luther-Universität Halle-Wittenberg ci ha fatto subito venir voglia di mangiare cioccolato fondente, ma c'è altro che dobbiamo sapere prima di abbuffarci.

Vitamina D, a cosa serve. In questi ultimi anni non si fa che parlare della Vitamina D e del suo importante ruolo per la nostra salute: le persone che hanno carenza di questa vitamina hanno infatti le ossa più fragili e vanno incontro ad un maggior rischio di malattie respiratorie. Come fare allora per integrare la vitamina D? Iniziamo con il dire che esistono due tipologie di vitamina D:

vitamina D3, è la vitamina che produciamo nella pelle quando ci esponiamo al sole e in questo modo otteniamo il 90% della quantità di vitamina D di cui abbiamo bisogno
vitamina D2, è la vitamina che prendiamo dal cibo, attraverso il pesce grasso o le uova di gallina
Ma cosa fare durante l'inverno quando i raggi del sole scarseggiano?

Vitamina D nel cacao. Analizzando le vitamine presenti nel cacao, i ricercatori hanno scoperto la presenza di vitamina D, lo stesso vale per i prodotti a base di questo alimento. Come mai? I chicchi di cacao vengono essiccati al sole per due settimane e questo li rende ricchi di vitamina D2.

Attenzione però. Dire che il cacao contiene vitamina D2 non significa che mangiarlo sottoforma di cioccolato fondente ci dia effettivamente un vantaggio. O meglio, gli scienziati spiegano che per ottenere le quantità di vitamina D2 di cui abbiamo bisogno dovremmo mangiare quantità di cacao tali da trasformare questo alimento da vantaggioso a pericoloso: insomma dovremmo mangiarne troppo.

A che serve lo studio? Quanto scoperto è importante comunque perché permette di pensare al cacao come ad un integratore da utilizzare all'interno di altri alimenti per incrementare l'apporto di vitamina D.

FONTE: https://scienze.fanpage.it/il-cioccolato-fondente-contiene-vitamina-d-la-verita-sullo-studio-che-ci-ha-fatto-sognare/

Il cioccolato fondente è ricco di vitamina D


Di Maria Girardi
Sono a tutti noti i benefici del cioccolato, in particolar modo di quello fondente.
L'alta percentuale di flavonoidi, ovvero gli antiossidanti naturali in esso contenuti, limitano gli effetti negativi associati a elevati livelli plasmatici di colesterolo cattivo LDL, ipertensione, infiammazione sistemica e irrigidimento delle pareti vascolari. Ma ciò non è tutto. Uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Università Martin Luther Halle-Wittemberg e del Max Rubner-Institut ha portato all'identificazione negli alimenti contenenti cacao della vitamina D2, in essi fino ad ora sconosciuta.
In natura esistono due tipologie di vitamina D. Il calciferolo o vitamina D3 tipico dei mammiferi e l'ergocalciferolo o vitamina D2 che si forma in seguito all'esposizione alla luce ultravioletta. L'attivazione di queste sostanze biologiche avviene poi nel fegato e nei reni. La vitamina D è indispensabile per il mantenimento dell'omeostasi del calcio e del fosfato. Essa provvede cioè all'assorbimento di questo minerale e alla sua deposizione nel tessuto osseo. Una carenza è causa di rachitismo nei bambini e di osteomalacia negli adulti. Entrambe sono forme di inadeguata mineralizzazione dello scheletro. Il deficit comporta altresì sintomi quali debolezza muscolare e dolori addominali.
Gli studiosi, dunque, sospettando che nei prodotti contenenti cacao fosse presente una fonte di vitamina precedentemente non nota, li hanno analizzati. I semi di cacao esiccati dopo la fermentazione, sono stati posti su stuoie e così esposti al sole per una-due settimane. In questo modo i precursori della vitamina D sono stati trasformati in vitamina D2. I ricercatori per confermare la loro teoria hanno utilizzato la spettometria di massa. Ne è emerso che gli alimenti contenenti cacao sono ricchi di vitamina D, seppure la quantità varia da tipo a tipo. Per esempio è il cioccolato fondente a possederne un quantitativo piuttosto elevato, mentre nel cioccolato bianco si ritrovano poche tracce della stessa.
Come spiega il professore Gabriele Stangl, la scoperta non giustifica l'assunzione smodata di cioccolato per coprire i fabbisogni e per far fronte ad una eventuale carenza vitaminica. L'alta concentrazione di zuccheri e grassi causerebbe, infatti, effetti deleteri per la salute. Volendo consumare il cioccolato fondente tutti i giorni, ci si deve limitare ad una quantità compresa tra i 5 e i 15 grammi.

Si cercano assaggiatori di tiramisù. Come iscriversi e diventare giudici alla World Cup di Treviso

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Di Biagio Chiariello

Assaggiatori di tiramisù cercansi. Per la gioia dei golosi di tutto il mondo, la Tiramisù World Cup ha aperto le iscrizioni per diventare uno dei giudici che assaggeranno ben 600 dolci per eleggere quello che verrà eletto il “tiramisù più buono del mondo” nel 2018. Giunta alla sua seconda edizione, la manifestazione è in programma dall’1° al 4 novembre a Treviso. Tutti possono partecipare, registrandosi sul sito www.tiramisùworldcup.com. Si cercano 180 “giudici buongustai” che faranno parte della giuria che dovrà decretare il “tiramisù più buono del mondo”, sia per la versione “creativa” del dolce, sia per quella “originale” (mascarpone, uova, savoiardi, zucchero, caffè e cacao). Per essere eletti giudici, bisogna prima superare un mini-test volto a verificare che il candidato conosca a fondo il regolamento della Tiramisù World Cup, ma anche la ricetta originale del celebre dolce al cucchiaio e la sua storia. Ci saranno dunque domande come “Gli ingredienti per preparare il tiramisù originale sono 4?”, “E’ consentito sostituire i savoiardi con altri biscotti nella preparazione del Tiramisù Creativo?” E ancora “Nella ricetta creativa è ammesso l’utilizzo di ingredienti alcolici o a base alcolica?”. Il risultato ottenuto assegnerà in automatico una posizione, e – al termine delle selezioni – si saprà se si è stati scelti come giurati o come giudici di riserva.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.fanpage.it/si-cercano-assaggiatori-di-tiramisu-come-iscriversi-e-diventare-giudici-alla-world-cup-di-treviso/

Salvini, ecco l'ultima battaglia: "Mangiare italiano è atto politico"

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Di Claudio Cartaldo

Non è la prima volta che Matteo Salvini si scaglia contro l'importazione di cibi dall'estero.
Lo ha detto e ripetuto qualche tempo fa quando si disse pronto a frenare le navi merci oltre che quelle cariche di immigrati.
La battaglia per i prodotti nostrani è un cavallo di battaglia della Lega a trazione Salvini. Basti ricordare le polemiche sorte sulla cancellazione dei dazi per l'olio tunisino decisa dall'Europa. Oppure al famoso "Parmesan", simbolo dei tanti prodotti spacciati per italiani e che, venduti in massa all'estero, si trasformano in un enorme danno per il grandioso made in Italy.
Salvini sa, ovviamente, che la questione non è solo puramente burocratica. Serve anche ridurre la domanda di beni esteri. Non è detto che con le scartoffie si riesca ad impedire al Canada di produrre un prosciutto di Parma che l'Emilia Romagna l'ha vista solo in cartolina. "Non sarà una battaglia facile", ha ammesso ancora Salvini pur ribadendo che "sono disponibile a fermare anche i barconi con cibo di pessima qualità che arriva dall'altra parte del mondo sulle nostre tavole".
Ecco perché ieri, dal palco di Cervia dove era stato invitato a parlare alla festa della Lega Romagna, il ministro dell'Interno ha lanciato un messaggio che è politico e sociale al tempo stesso. Ha chiesto ai suoi elettori (e non solo) di fare uno sforzo per premiare i produttori italiani. Per aiutare il commercio del made in Italy. "Mangiare italiano, vestire italiano, bere italiano è un atto politico - ha detto il leader del Carroccio alle migliaia di persone che lo ascoltavano da sotto il palco - si fa politica anche facendo la spesa".

Pranzo in spiaggia, svolta salutista: dalla lasagna all’insalata

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Con la decisa svolta salutistica degli italiani cambia profondamente il menu da spiaggia degli italiani con più di uno su quattro (27%) che porta da casa insalata di riso, pasta, pollo o mare e appena il 5% le tradizionali lasagne.

E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ che ha tracciato la classifica dei menu da spiaggia degli italiani in occasione dell’avvio della stagione estiva. Se in testa alle preferenze per l’ora di pranzo sotto l’ombrellone c’è quindi – sottolinea la Coldiretti – l’insalata di riso o di pollo o di mare, tra il popolo del pranzo al sacco seguono la caprese (19%) e la macedonia che sale sul podio con il 18%. Non manca però chi continua a mettere tra i piatti preferiti le ricette più radicate della tradizione popolare come l’ipercalorica parmigiana che è ancora irrinunciabile per il 6% o la frittata di verdure o pasta che resta la prima scelta per il 9% mentre appena il 3% è affezionato alle gustose polpette.
L’attenzione all’alimentazione – sottolinea la Coldiretti – è diventata un obiettivo degli italiani anche in spiaggia dove si cerca di limitare le trasgressioni per cercare di mantenersi in forma
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La spesa degli italiani è sempre più green (e non solo nel cibo)

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Di Salvatore Santoru
Gli italiani comprano sempre più green e ciò non è riservato al solo settore alimentare .
A rivelarlo è stata la terza edizione dell’Osservatorio Immagino, che ha scelto di dedicare un approfondimento al mondo della cura casa “green”.


Come riportato su Tendenze.info(1) e l'Inkiesta(2), il mercato dei prodotti ecosostenibili per la cura e le pulizie domestiche è in forte espansione.
NOTE E PER APPROFONDIRE:

La rivincita dei veg: così la “finta carne” sta sostituendo quella vera

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Di Lidia Baratta
Burger di soia, tofu e barbabietola che “sanguinano”. Affettati di alghe e lupino come il prosciutto. Polpette di carne cresciute in vitro. Barrette proteiche di insetti. L’industria della carne è al centro del fuoco incrociato delle produzioni e sperimentazioni di cibi alternativi, sempre più simili alla carne vera, ma senza carne. Indirizzati non più solo a vegani e vegetariani, che solo in Italia sono oltre 2 milioni, ma anche a chi ama costolette e bistecche e vuole semplicemente ridurre il consumo di proteine animali.
All’inizio, a rosicchiare fette di mercato erano aziende e startup, intente a tirare fuori dal cilindro nuove ricette per rendere gustose salsicce e fettine prodotte a partire da farine vegetali. Poi, davanti a un mercato che ha superato già i 5 miliardi di dollari, molti dei big mondiali dell’industria carnivora si sono lanciati anche nei prodotti meatless.
Al momento, certo, la carne vince ancora. Il 30% delle calorie consumate al mondo arriva da manzo, polli e maiali. Un mercato che complessivamente nel mondo vale 90 miliardi di dollari. Ma le curve dei consumi di hamburger e bistecche sono in picchiata. Solo negli Stati Uniti in dieci anni il consumo di carni bovine è calato del 19 per cento.
Aziende e startup meatless hanno dalla loro il fatto di assottigliare la complicata filiera industriale della carne, rendendo inutili fattorie, allevamenti e macelli. La disruption, insomma, è arrivata anche nel mondo della carne. Con un risparmio notevole in termini di uso d’acqua, emissione di gas serra, e consumo di suolo. Tranne però per il prezzo di produzione e il costo finale al consumatore, che restano ancora più alti della comune carne fast confezionata che troviamo nello scaffale del supermercato.
Le alternative alla carne offerte si stanno moltiplicando, mostrando lo sforzo delle aziende di rendere sempre più simili alla carne i prodotti non carnivori. Dalle fettine di ceci che sembrano petti di pollo, all’utilizzo del succo di barbabietola per far “sanguinare” anche gli hamburger veg. Tra gli ultimi tentativi, c’è quello di Impossible Foods (IF), azienda fondata nel 2011 da Patrick Brown, ex professore di biochimica a Stanford, che qualcuno ha già definito la Tesla del cibo. Non a caso ha ricevuto centinaia di milioni di finanziamenti, anche da Bill Gates, Google Ventures e Horizon Ventures.
Qui non si tratta dei soliti hamburger vegetali di soia o seitan: gli “hamburger impossibili” sanguinano, sfrigolano in padella e soprattutto «sanno di carne»(parola di vegetariano). Cosa che in teoria dovrebbe far rabbrividire chi ha rinunciato alle bistecche per scelta. E infatti il cliente ideale di Impossible Foods non sono vegetariani o vegani, ma gli onnivori. «Non vinciamo niente se un vegano o un vegetariano comprano i nostri hamburger. Più ti piace la carne, più sei il nostro cliente ideale», ha spiegato Brown. La differenza qui, nell’hamburger a base grano, patate e olio di cocco, la fa il “sangue”. Realizzato replicando l’eme, ossia il complesso chimico che – semplificando – trasporta l’ossigeno nel sangue e che rende rossa l’emoglobina, presente anche in alcuni vegetali. Gli scienziati di Impossible Foods producono l’eme estraendolo dalle piante e poi facendolo fermentare, un po’ come accade per alcune birre. Così gli hamburger vegetali restano umidi e rossastri. I prodotti di IF si possono trovare già in molte catene di fast food americane (compresa White Castle) e da poco sono arrivati anche in Asia. Per l’Italia si dovrà ancora aspettare un po’.
Diretta competitor degli “hamburger impossibili” è la californiana Beyond Meat (oltre la carne), anche questa finanziata da Bill Gates. Qui l’obiettivo primigenio era rendere la “non carne” simile alla vera carne di pollo. Il primo prodotto lanciato sul mercato non a caso erano le “Chicken-Free Strips”. Poi sono arrivati Beyond Beef, The Beast, il Beyond Burger e le Beyond Sausages. Il tutto fatto con ricette a base di proteine di soia e di piselli, mixate con oli vari e succo di barbabietola, che dà l’idea del “sangue”. L’azienda ora vuole sbarcare in Europa, e ad aiutarli sarà – guarda un po’ – Phw Group, uno dei maggiori produttori di pollame del vecchio continente. I carnivori, messi alle strette, si alleano con i non carnivori, insomma. Con il primo obiettivo di sbarcare in Germania, lo Stato che in Europa conta il maggior numero di vegani e vegetariani.
L’intreccio tra i due mondi raggiunge il suo apice con l’olandese “The Vegetarian Butcher”, il macellaio vegetariano, che produce sostituti della carne e del pesce con un gusto “realistico”. «Abbiamo selezionato un nuovo prodotto, che è impossibile distinguere dalla carne... con una sola enorme differenza... nessun animale viene utilizzato nella preparazione», si legge sul sito. In una delle immagini promozionali si vede il fondatore Jaap Korteweg con un grembiule da macellaio sporco di rosso mentre affetta delle carote con una mannaia. «Cerchiamo sempre di catturare il sapore della carne vera», spiegano. «I piatti pronti che abbiamo lanciato si adattano perfettamente al nostro ideale per far provare agli appassionati di carne prodotti senza carne».

La sindrome di chi mangia troppo sano


Di Valentina Arcovio

Mangiare sano è un bene. Ma può diventare una malattia quando si trasforma in ossessione. Ad esempio, quando si inizia a pianificare maniacalmente ogni pasto. O quando si trascorre troppo tempo al supermercato a leggere ogni etichetta. O addirittura quando ci si isola per paura di ritrovarsi in situazioni in cui ci si sente costretti a mangiare qualcosa che non si ritiene sano al 100 per cento, come un pranzo in famiglia o una cena al ristorante con gli amici. La mania di mangiare sano si chiama ortoressia. «L’ortoressico sviluppa una vera e propria fobia per i cibi considerati “pericolosi” come gli Ogm», afferma Bertelli, psichiatra e presidente dell’Associazione Nutrimente Onlus. «Questa ossessione - aggiunge - porta a una dieta molto restrittiva e all’isolamento sociale. È come se il “cibo sano” diventasse una missione morale e tutte le altre sfere di vita passassero in secondo piano». A differenza di altri disturbi alimentari più noti, come l’anoressia o la bulimia, l’ortoressico non ha in mente di dimagrire. «Il focus - dice Bertelli - è mantenere il proprio corpo puro e sano. In quest’ottica è più vicino allo spettro ossessivo-compulsivo che a quello dei Disturbi della condotta alimentari (Dca). In comune con i Dca vi è la ricerca del perfezionismo, il bisogno di controllo, gli esiti sull’organismo e sulle sfere di vita».  

Maniacale  
Si stima che gli italiani che soffrono di ortoressia siano all’incirca 450 mila, con una netta prevalenza degli uomini (11,3%) rispetto alle donne (3,9%). Più numerosi invece sono i connazionali considerati a rischio. Ben un italiano su 3 dichiara di avere almeno un amico fissato con l’alimentazione, che non vuol dire soffrire di ortoressia, ma rientrare nella categoria di potenziali «vittime» di questa patologia. Molti italiani e non solo, passano più di 3 ore al giorno a pensare al cibo: cosa prendere e come preparalo? Fa bene o non fa bene? Meglio evitare e mangiarlo ogni tanto? Le città italiane considerate più a rischio sono Milano (33%), Roma (27%) e Torino (21%). I meneghini, stando a Nutrimente, sembrano i più ossessionati dai valori nutritivi del cibo, capaci di spendere gran parte del tempo libero al centro commerciale, per disegnare un menù settimanale maniacale. A causa dell’ortoressia, i romani e i torinesi sembrano soffrire principalmente di isolamento sociale, conseguenza della persistente preoccupazione legata al mantenimento di rigide regole alimentario.  

Pseudoscienza  
A rendere l’ortoressia ancora più pericolosa sono le false convinzioni. «Spesso la conoscenza di questi soggetti non si fonda su una reale competenza riguardo la nutrizione, ma su convinzioni personali, sentito dire, notizie pseudoscientifiche trovate su Internet», spiega Bertelli. 

Per superare questa malattia, come per tutti i disturbi ossessivo-compulsivi, è fondamentale l’aiuto di chi ci circonda. «Per il paziente - spiega la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico e direttore scientifico di Bioequilibrium - gli altri rappresentano una sorta di specchio. Solo attraverso quel riflesso si inizia a prendere coscienza del proprio comportamento patologico». Riconoscerlo è quindi il primo passo per uscirne. «La psicoterapia è fondamentale. Grazie a essa si possono individuare e destrutturare le sensazioni profonde di minaccia e vedere se dietro l’ortoressia si cela un disagio ancora più profondo», sottolinea Vinciguerra. «La psicoterapia può essere affiancata da un approccio dietologico che vada a correggere le sindromi carenziali che possono insorgere, quali deficit vitaminici (ferro calcio vitamina d vitamina B12)», conclude Bertelli. 

Il record dei Big Mac: un uomo ne ha mangiato ben 30mila in 46 anni e ha colesterolo e pressione nella norma

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Di Salvatore Santoru

Record dei Big Mac.
Come riporta l'ANSA(1), un'ex guardia carceraria del Wisconsin ne ha mangiati 30mila in 46 anni.
Stando sempre a quanto riportato dall'ANSA ed originariamente riferito dalla tv WBAY-TV(2), l'uomo ha mangiato il primo Big Mac nel lontano 17 maggio, 1972.

 Più specificatamente, l'uomo protagonista del record dei panini è il 64enne Don Gorske, originario di Ford Lac. Lac ha quasi sempre conservato le scatole e/o le ricevute dei panini ed era già registrato nel Guiness dei primati nel 2016, quando raggiunse la cifra di 28.788 panini.

Gorske sostiene di amare tali panini e di avere colesterolo e pressione del sangue nella norma.

NOTE:

(1) http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2018/05/06/record-di-big-mac-30mila-in-46-anni_f3a6f27c-ca53-45d8-8c7c-18e15c64e262.html

(2) http://www.wbay.com/content/news/Fond-du-Lacs-Gorske-chows-down-30000th-Big-Mac-481809011.html

Carciofo: proprietà terapeutiche, benefici e usi

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http://donna.fanpage.it/

Il carciofo (Cynaria scolymus) è un ortaggio dalle tante proprietà benefiche, terapeutiche e curative apprezzate già nell'antichità da Greci, Egizi e Romani.



Il carciofo è tonico e digestivo ed è apprezzato soprattutto per le sue proprietà depurative e diuretiche: la cinarina (sostanza che dona all'ortaggio il tipico sapore amaro) e i flavonoidi aiutano ad eliminare le scorie dal nostro corpo e stimolano la diuresi proteggendo anche il fegato da patologie come la cirrosi e l'epatite (azione epato protettrice). Le sue proprietà diuretiche sono utili anche a combattere colesterolo, diabete e ipertensione oltre a contrastare la cellulite.

Il carciofo è ricco di fibre, che lo rendono un ottimo lassativo naturale, sali minerali: calcio, ferro, fosforo, potassio e magnesio indispensabili per mantenere in salute il nostro organismo. Il carciofo contiene anche vitamina A, B, C e vitamina E, oltre ai flavonoidi che gli conferiscono proprietà antiossidanti aiutando a ritardare l'invecchiamento e a prevenire i tumori.

Proprietà e benefici del carciofo

Depura e protegge il fegato: la cinarina contenuta nel carciofo favorisce  la secrezione biliare e aiuta il fegato a guarire da patologie come: epatite, cirrosi e ittero. Inoltre stimola la formazione di nuove cellule epatiche quando il fegato è compromesso dai danni causati da alcol e tossine. Oltre alla cinarina, il carciofo contiene acidi fenolici che svolgono un'azione antiossidante proteggendo il fegato dagli effetti dannosi dei radicali liberi. In questi casi può essere utile bere una tisana a base di carciofo che si può preparare con le foglie essiccate della pianta portate ad ebollizione in acqua calda: aiuta a disintossicare il fegato e a depurare l'organismo.

Combatte il colesterolo e aiuta il cuore: le proprietà diuretiche e depurative del carciofo aiutano a combattere il colesterolo cattivo (LDL) e ad aumentare quello buono (HDL) abbassando anche il livello dei trigliceridi. L'inulina contenuta nel carciofo oltre a regolare i livelli di colesterolo cattivo protegge l'organismo da arteriosclerosi, ictus e infarto. Per ottenere questi benefici bisognerebbe consumare circa 300 gr. al giorno di carciofo per alcuni mesi.

Utile a stomaco e intestino: grazie alla cinarina  che aiuta a purificare il fegato e che migliora il flusso della bile, il carciofo è particolarmente indicato per chi che soffre di disturbi all'apparato gastro-intestinali, in caso di problemi digestivi, vomito, nausea, reflusso gastroesofageo e stitichezza.

Aiuta la diuresi e a perdere peso: ricco di sali minerali come sodio, potassio, fosforo e calcio, contiene solamente 47 calorie per 100 grammi di prodotto ed è quindi uno degli alimenti ideali da consumare nei regimi alimentari dietetici.Grazie all'acido folico, alla biotina e al manganese è un ottimo diuretico naturale: questa proprietà quindi, permette di aiutare chi sta cercando di perdere peso eliminando i liquidi in eccesso e contrastando quindi anche la cellulite. Per sfruttare a pieno le proprietà diuretiche del carciofo bisogno consumarlo in modo assiduo per alcuni giorni.

Antiossidante e aiuta a previene il cancro: il carciofo contiene acido clarogenico che gli conferisce proprietà antiossidanti utili a difendere l'organismo dagli effetti dannosi dei radicali liberi. Anche la vitamina A svolge un'azione antiossidante aiutando a ritardare l'invecchiamento e la degenerazione delle cellule. I polifenoli contenuti in questo alimento e gli antiossidanti, prevengono il cancro al fegato e agevolano la produzione e la secrezione di bile.

Utile contro il diabete: il carciofo può essere un ottimo alimento per chi soffre di diabete grazie all'inulina che aiuta a tenere sotto controllo i livelli di zucchero ematico nei diabetici. I carciofi devono però essere consumati freschi per assolvere al meglio a questa funzione dato che, quando i carciofi vengono conservati l'inulina perde questa sua funzione.

Regola la pressione sanguigna: grazie al potassio il carciofo riesce a tenere sotto controllo la pressione del sangue, combattendo l'ipertensione. Meglio mangiarlo a crudo o stufato.

Mantiene in salute ossa e cervello: la vitamina K contenuta nel carciofo protegge dai danni neuronali prevenendo malattie come l'Alzheimer e la demenza senile. Inoltre ha un ruolo importante nelle formazione delle ossa aiutando a mantenerle sane e forti.

Depura la pelle: il carciofo, e in particolare la qualità "bardana" aiuta a depurare la pelle grassa agendo anche contro l'acne e i foruncoli.

Come consumare i carciofi

Il carciofo crudo è l'ideale per usufruire di tutte le sue virtù benefiche e curative ed è anche un ottimo spezza fame, da mangiare con un po' di limone per eliminare il sapore amaro. L'importante però è che il carciofo sia fresco, cioè, il gambo deve spezzarsi sotto la pressione di un dito e non piegarsi, inoltre le punte devono essere ben chiuse. Si possono poi preparare in padella, arrostiti, al vapore. Ci sono quelli ripieni, alla romana, che vengono anche utilizzati per preparare la torta pasqualina. Da non dimenticare i carciofi alla giudia, tipico piatto della tradizione giudaico-romanesca che consiste in una frittura di carciofi. Inoltre possono essere utilizzati anche per preparare salse per condire primi piatti, dopo averli stufati e frullati. I condimenti ideali per i carciofi sono l'olio extravergine di oliva e il limone, quest'ultimo viene utilizzato anche dopo che i carciofi sono stati appena tagliati per evitare che si anneriscano.

 Come conservare i carciofi

I carciofi molto freschi  possono essere messi con il gambo nell'acqua, così come si fa con i fiori. Per conservarli in frigo, invece, bisogna togliere le foglie più dure e i gambi e metterli in un sacchetto di plastica per non più di 6 giorni. Si possono anche congelare dopo averli puliti, sbollentati in acqua con un po' di limone e fatti raffreddare. Inseriti poi in sacchetti e riposti nel congelatore.

 Controindicazioni

Il carciofo è sconsigliato in caso di calcoli biliari perché potrebbe provocare forti coliche. Inoltre devono evitarne il consumo anche le donne in gravidanza e allattamento perché riduce o impedisce la secrezione del latte.

Fonte: https://donna.fanpage.it/le-proprieta-benefiche-del-carciofo/

Tarassaco, ecco cosa succede se mangi un’insalata considerata erbaccia

tarassaco
Di Maria Afonina
Lo sapete che il taràssaco contiene più vitamina A delle carote? È vero! Questa pianta a fiore, che in russo si chiama “oduvanchik”, “soffione”, e in italiano ha tanti nomi popolari, da “denti di leone”, a “grugno di porco”, da “cicoria asinina” a “piscialletto” (è infatti diuretica), è anche ricca di vitamine B1, B2, B3, C, E, K e altre.

 Il tarassaco contiene boro, ferro, calcio, magnesio, zinco e fosforo. La pianta ha un sapore un po’ amaro, ma questa amarezza stimola la digestione. Inoltre, abbonda di antiossidanti.
In Russia, è generalmente considerata un’erbaccia, e, quando appare tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, i russi, e specialmente quelli che hanno le dacie, cominciano la lotta contro il tarassaco. La loro antipatia può essere capita: i botanici dicono che una sola piantina può produrre fino a 1.500 semi. È dunque molto infestante. Ma spesso i russi, oltre a estirparla, ne fanno anche insalata.
Per una versione semplice e veloce avrete bisogno di foglie di tarassaco giovane, scalogno fresco, prezzemolo, sale e olio.
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Ricetta per l’insalata di tarassaco: un mazzo di foglie di tarassaco, 1 carota, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino d’olio d’oliva, sale e pepe.
Preparazione: per l’insalata bisogna usare le foglie giovani del tarassaco, prima del periodo di fioritura. Più giovani sono e meglio è. Se sono già più mature, immergetele in acqua salata per 1-2 ore per eliminare la loro amarezza.
Tagliate le foglie di tarassaco, grattugiate le carote alla julienne e condite l’insalata con succo di limone e olio d’oliva. Aggiungete sale e pepe a piacere. È inoltre possibile aggiungere scalogne fresco, prezzemolo, 30 g di noci, o usare olio di lino al posto dell’olio d’oliva. Oppure potete aggiungere panna acida o maionese fatta in casa. Insomma, sperimentate!

Ecco cosa succede se al mattino mescoli limone, curcuma, miele e cannella: interessanti benefici

limone curcuma miele e cannella
* Limone curcuma miele e cannella – Succo di limone alla curcuma al mattino: un surplus di energia
Per un energico inizio di giornata non c’è niente di meglio del succo di limone alla curcuma. Ecco come preparare questo prezioso elisir
Hai una routine mattutina? Forse un pò di yoga, meditazione o jogging, seguito da una doccia e una sana colazione?Oggi vi presentiamo un grande elisir mattutino che si inserisce perfettamente in una routine già sana.

Probabilmente hai sentito che l’acqua tiepida con il limone migliora la tua digestione al mattino. Si può anche bere l’acqua con limone e con sale dell’Himalaya o miele. Ma hai anche sentito parlare del succo di limone con miele, cannella e – l’ingrediente più importante – la curcuma? In caso contrario, è giunto il momento.
Limone curcuma miele e cannella. I limoni hanno un sapore aspro e delizioso e apportano molti benefici per la salute. Secondo uno studio del 2015, i limoni hanno una grande quantità di metaboliti naturali. “Gli agrumi contengono antiossidanti che agiscono come anti-infiammatori e cancro inibitori, promuovono un sano sistema cardiovascolare, hanno un effetto neuroprotettivo e epatoprotettivo, etc.” Il limone, accoppiato con una delle spezie più sane, la curcuma, sono quasi imbattibili.
La curcuma  è una spezia giallo-arancio che fa parte della famiglia di zenzero. Originaria dell’Asia meridionale tropicale, la curcuma è stata a lungo un rimedio fondamentale nella medicina e nella cucina tradizionale asiatica. Negli ultimi anni, i benefici per la salute delle spezie sono stati riconosciuti anche nella medicina occidentale. Secondo uno studio del 2012 pubblicato sul Journal of Nephropathology, la curcuma può prevenire e curare vari tipi di cancro, obesità, diabete di tipo 2, iperlipidemia, ipertensione e molte altre malattie.Un ingrediente attivo nella curcuma, la curcumina, è stato al centro di numerosi studi scientifici.
La curcumina e la sua capacità di alleviare l’infiammazione. Secondo uno studio del Dipartimento di Odontoiatria dell’Università della California, a San Francisco, la curcumina ha potenti proprietà anti-infiammatorie. L’effetto antinfiammatorio è dovuto alla soppressione di diverse molecole che provocano l’infiammazione.
La curcumina e il suo potenziale anticancro. La curcumina può svolgere un ruolo importante nella prevenzione del cancro, secondo uno studio del 2014 pubblicato su BioMed Research International. Precedenti studi hanno già attribuito proprietà antiossidanti, antibatteriche e antitumorali alla curcurmina. In conclusione, lo studio ha riconosciuto che è una componente importante nella prevenzione del cancro.
Curcumina e le sue capacità terapeutiche. Secondo uno studio pubblicato nel Journal AAPS nel 2013, la curcumina ha un forte potenziale terapeutico in termini di un numero di malattie umane. Questi includono diversi tipi di cancro, malattie infiammatorie intestinali, sindrome del colon irritabile, l’artrite, psoriasi, infezione da H. pylori, il morbo di Alzheimer, sindrome coronarica acuta, aterosclerosi, diabete e infezioni respiratorie.
Come preparare il succo di limone alla curcuma. Ingredienti: limone curcuma miele e cannella: 1/2 limone, 1/4 – 1/2 cucchiaino di curcuma, 1/2 cucchiaino di miele biologico1/4 di cucchiaino di cannella e 1 tazza di acqua tiepida o latte.Preparazione: mescolare il succo di limone appena spremuto, la curcuma e il miele in una tazza di acqua tiepida o latte. Mescola bene gli ingredienti. Aggiungere poi la cannella e mescolare ancora. Bere quando il composto è ancora agitato in modo che la curcuma non si accumuli sul fondo della tazza.
Questa bevanda ti darà un apporto energetico consistente per affrontare la giornata al meglio. Inoltre limone e curcuma, abbinati ad altri ingredienti creano un ottimo antidepressivo naturale.
Traduzione di SalutEcoBio
* Questo articolo non si sostituisce in alcun modo al rapporto tra paziente e medico, esso ha una funzione divulgativa e non intende rappresentare una guida per automedicazione, diagnosi o cura. I suggerimenti e i consigli generali mirano esclusivamente a favorire nuove e migliori abitudini alimentari. ed uno stile di vita salutare. Le patologie e alcuni stati fisiologici richiedono l’intervento diretto di un professionista, e la collaborazione del medico curante. E’ sempre opportuno il parere del medico prima di intraprendere cambiamenti sostanziali nelle abitudini quotidiane.

Le cinque buone abitudini che ti potrebbero far vivere almeno 10 anni in più

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Di Zeina Ayache
https://scienze.fanpage.it

Speriamo sempre di vivere più a lungo possibile, ma allo stesso tempo seguiamo stili di vita che non aiuto a mantenere il nostro corpo in salute, come il vizio dell'alcol e del fumo. Adesso i ricercatori ci svelano quali sono le cinque abitudini che dovremmo avere per allungare la nostra vita di almeno dieci anni. Ecco quali sono.

Lo studio. Problemi al cuore, ictus e altre condizioni ci portano ad una morte prematura, eppure in Occidente non abbiamo i problemi che di solito sono responsabili di un incremento del rischio di morte, cosa sbagliamo? Per darci una risposta i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da due grandi studi di coorte che prendono in considerazione diversi aspetti della nostra vita quotidiana, dalla dieta alle informazioni mediche e hanno scoperto che per allungare la nostra aspettativa di vita dobbiamo:

smettere di fumare
mangiare sano
fare sport, almeno 30 minuti al giorno
mantenere sotto controllo il peso (18.5-24.9 kg/m)
ridurre il consumo di alcol (15g/giorno per le donne e tra i 5 e i 30 grammi al giorno per gli uomini)

I risultati. Dai dati raccolti è emerso che:

a confronto con coloro che non hanno fatto loro nessuna delle abitudini, per i soggetti che invece le hanno seguite tutte e cinque il rischio di morte si era ridotto del 74%, il rischio di morte per malattia cardiovascolare si era ridotto dell'82% e il rischio di morte per cancro si era ridotto del 65%
I ricercatori sostengon che c'è un'associazione diretta tra il comportamento di ognuno di noi e il rischio di morte prematura e che fare proprie tutte e cinque queste abitudini allunga realisticamente la durata della vita: stiamp arlando di 14 anni in più per le donne e 12 in più per gli uomini.

La ricerca, intitolata “Impact of Healthy Lifestyle Factors on Life Expectancies in the US Population” è stata pubblicata sulla rivista Circulation.

Fonte: https://scienze.fanpage.it/le-cinque-buone-abitudini-che-ti-allungano-la-vita-di-almeno-10-anni/

Ritirato il mitico formaggio Jocca. Occhio, ecco cosa hanno trovato tra i fiocchi di latte

Ritirato dai supermercati il mitico formaggio JoccaOcchio, cosa hanno trovato tra i fiocchi di latte

Libero

Lo Jocca, il famosissimo formaggio fresco in fiocchiritirato da tutti i supermercati. Il richiamo, effettuato dalla stessa azienda produttrice Mondelez, riguarda i lotti con scadenza 16 maggio e 27 giugno, dopo il rinvenimento di corpi estranei metallici all'interno del formaggio. I formati sono quelli a due confezioni da 150 grammi l'una, da 175 grammi l'una e la confezione singola da 175 grammi. Le catene di supermercati presso le quali è avvenuto il ritiro sono Bennet, Esselunga, Gros Cidac, Auchan, Crai, Decò, Sigma, Simply, Unicoop, Tirreno, Basko, Cadoro, Coop, Sogecross, Carrefour. L'azienda raccomanda a tutti i consumatori che avessero acquistato il prodotto con le caratteristiche indicate, di non consumarlo e contattare il numero verde 800055200.

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