Genova, identificati 2 dei naziskin di Como grazie ai loghi sui giubbotti

Risultati immagini per Genova due degli skinhead
Identificati due dei naziskin che hanno fatto irruzione a Como in un centro migranti. I due identificati a Genova, secondo il quotidiano online Genova24.it, sono Giorgio Gardella e Max Tinelli. I due abitano abitano rispettivamente a Montebruno e Rossiglione, nell’entroterra di Genova: hanno partecipato al blitz nella sede di ‘Como senza frontiere’ alcuni giorni fa leggendo un proclama e intimidendo i partecipanti alla riunione dei volontari pro migranti. Insieme ad altri 11 skinhead sono stati denunciati per violenza privata dalla procura di Como.
Gardella e Tinelli fanno parte della sezione genovese di Veneto Fronte Skinhead, gruppo di estrema destra nato a metà degli anni Ottanta, con base principale a Vicenza ma militanti sparsi un po’ in tutto il Nord. A Genova i militanti sono cinque o sei spiegano gli investigatori della Digos. I due sono trentenni incensurati, noti alla Digos di Genova come militanti del “Genova fronte skinheads”.
Non originari di Genova, abitano nell’entroterra e sono stati identificati grazie al logo del gruppo genovese che nelle immagini del raid si vede in modo chiaro sulle spalle dei bomber alla fine del blitz mentre i militanti sfilano via dai locali di Como solidale. Uno dei due indagati risulta collegato con il modo degli ultrà dello stadio. Della presenza di due naziskin di Genova a Como si erano accorti, grazie alle immagini diffuse sui social, anche gli antifascisti del movimento antiantagonista e anarchico genovese che nei giorni scorsi hanno risposto al blitz in Lombardia danneggiando per l’ennesima volta la porta della nuova sede di Lealtà Azione di Genova, il gruppo della galassia nera di estrema destra a cui il fronte skinheads è da sempre più vicino. Il gruppo genovese, fanno sapere dalla Digos di Genova, è molto esiguo, composto da quattro o cinque giovani e anche se esistente da molto tempo in Liguria non si è mai reso protagonista di manifestazione o fatti particolari. I due genovesi indagati in passato hanno partecipato a manifestazioni ed eventi organizzati nel nord est della penisola, soprattutto in Veneto e Lombardia, dove da sempre i naziskin sono più radicati e attivi.

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