ExoMars 2016, è iniziato il primo viaggio europeo verso Marte

mar 15, 2016 0 comments


Di Gianluca Dotti

Alle 10:32 di questa mattina, lunedì 14 marzo 2016, è partito dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, il veicolo spaziale nato dalla collaborazione tra l’agenzia spaziale russa (Roscosmos), europea (Esa) e italiana (Asi) che costituisce la prima fase del programma ExoMars, naturalmente condestinazione MarteWired ha seguito la diretta del lancio dalcentro di controllo di Torino, presso gli stabilimenti di Altec, nella città che rappresenta per l’Italia il cuore di questa missione.








Il razzo vettore Proton Breeze-M che dalla rampa di lancio numero 200 di Baikonur ha trainato il veicolo spaziale al di fuori dell’attrazione gravitazionale terrestre è stato progettato per raggiungere Marte tramite una traiettoria cosiddetta di tipo-2, che completa più di una mezza orbita intorno al Sole. Sfruttando una stretta finestra temporale di una decina di giorni che si apriva proprio oggi, in particolare, l’arrivo sul Pianeta rosso è previsto con il minimo dispendio di energia e con la distanza più breve possibile tra Terra e Marte, tanto che il trasferimento verso il Pianeta rosso dovrebbe durare appena nove mesi.
Dopo il distacco dal suolo, avvenuto con qualche secondo di ritardo in una giornata di leggera foschia, dal modulo spaziale si sono progressivamente separati i tre stadi iniziali: in particolare alle 10:41, a quasi 5mila chilometri dal suolo, è avvenuta laseparazione del terzo stadio e la propulsione è passata al quarto e ultimo stadio, il Breeze-M. Quest’ultimo, con il suo concentrato di tecnologia, rappresenta una fase cruciale della spinta verso lo Spazio in direzione Marte, perché consente al veicolo spaziale di raggiungere una velocità finale di 33mila chilometri orari rispetto alla Terra.
In volo verso Marte ci sono ora sia un modulo di discesa (Edm, Entry descent landing demonstrator module) realizzato nellostabilimento torinese di Thales Alenia Space, sia un modulo orbitante, chiamato Trace gas orbiter (Tgo), costruito nello stabilimento Thales Alenia Space di Cannes e che dovrà rimanere in orbita intorno al pianeta. Di quest’ultimo avevamo seguito da vicino anche la fase di assemblaggio, che eravamo andati a vedere direttamente in Francia.
Prima di annunciare definitivamente il successo del decollo è necessario attendere fino a questa sera, circa fino alle 22:30 ora italiana, dal momento che occorrono poco più di una decina di ore per completare tutte le fasi post-lancio e assicurarsi che il veicolo sia diretto su Marte lungo la traiettoria prestabilita. Verso le 22 si apriranno anche le grandi ali di ExoMarspannelli solari made in Italy di 17 metri di apertura che serviranno per garantire alla sonda tutta l’energia necessaria per il viaggio spaziale, garantendo una potenza di tre kilowatt nella fase iniziale e almeno due anche nel proseguimento della missione.
L’astronauta Roberto Vittori, presente al centro Alec di Torino, ha commentato subito dopo il lancio raccontando che “adesso inizia la parte complicatissima della missione, inclusa una fase a cui spesso viene data poca attenzione: si tratta del rientro atmosferico[su Marte] che tutti tendono a ignorare perché poco visibile e difficile da seguire in tempo reale. L’atmosfera marziana è meno di un centesimo di quella terrestre, quindi il modo in cui gli oggetti spaziali interagiscono con l’atmosfera cambia drasticamente”.
Infatti l’obiettivo principale di questa prima fase del programma ExoMars è, per l’Agenzia spaziale europea, dimostrare che il Vecchio continente possiede la capacità tecnologica per raggiungere Marte, far entrare una navicella nella sua orbita e soprattutto far ammartare un lander. Proprio la discesa al suolo del modulo Edm (chiamato anche Schiaparelli in onore delloscienziato italiano Giovanni Virginio Schiaparelli che nel 1800 aveva studiato Marte) sarà decisiva per stabilire il successo di questo primo viaggio interplanetario. La fase più importante del programma sarà però la seconda, prevista per il 2018, quando due nuovi veicoli spaziali (sempre un orbiter e un lander) dovranno condurre analisi scientifiche sull’atmosfera e sul suolo marzianocon gli strumenti più sofisticati di sempre, alla ricerca di tracce di vita più o meno recenti.

Commenti

Related Posts

{{posts[0].title}}

{{posts[0].date}} {{posts[0].commentsNum}} {{messages_comments}}

{{posts[1].title}}

{{posts[1].date}} {{posts[1].commentsNum}} {{messages_comments}}

{{posts[2].title}}

{{posts[2].date}} {{posts[2].commentsNum}} {{messages_comments}}

{{posts[3].title}}

{{posts[3].date}} {{posts[3].commentsNum}} {{messages_comments}}

Search

tags

Modulo di contatto