Breaking News

3/breakingnews/random
Visualizzazione post con etichetta Monsanto. Mostra tutti i post

Aumentano le cause contro Bayer: "Il diserbante causa il cancro"


Di Giorgia Baroncini

Bayer sommersa dalle cause: le richieste di danni nei confronti del colosso tedesco in relazione al Roundup, diserbante a base di glifosato con effetti cancerogeni, sono di gran lunga aumentate.

Secondo una nota dell'azienda, le citazioni in giudizio sono salite a circa 42.700 allo scorso 11 ottobre, 24.300 in più rispetto alle 18.400 dello scorso luglio.
"Questo significativo incremento è chiaramente dovuto alla spesa in pubblicità televisiva a favore delle cause", ha spiegato Bayer. Come riporta il Messaggero, da quando è scoppiato il caso, gli studi legali americani hanno infatti iniziato una campagna pubblicitaria e stanno continuando a reclutare sempre più clienti.
Fino ad oggi, il colosso chimico e farmaceutico ha perso tre cause in primo grado e il titolo è andato a picco di Borsa. Ma la Bayer "protegge" il prodotto della Monsanto. "Bayer continua a credere di avere argomenti di difesa meritori - si legge nella nota - ed intende difendersi con forza negli appelli contro i tre giudizi di primo grado e in tutti i futuri processi". Secondo gli esperti, però, il gruppo tedesco potrebbe cercare una transazione, con un esborso che si aggirerebbe sui 10 miliardi di dollari.
Intanto il colosso chiude il terzo trimestre con un utile netto di 1,04 miliardi in calo del 64% sul trimestre corrispondente ma conferma le stime sull'anno nonostante un ribasso delle previsioni di crescita dell'economia mondiale. Sulla variazione negativa impatta l'operazione straordinaria di cessione delle attività agrochimiche alla concorrente Basf dell'anno scorso.

Monsanto schedava giornalisti e politici: la procura francese apre un’indagine


Di Marco Paretti

La procura di Parigi ha aperto un'inchiesta preliminare sulla Monsanto in seguito alle rivelazioni di Le Monde e France 2 riguardanti la schedatura di centinaia di personalità tra giornalisti, politici e scienziati schierati nella discussion su glifosato, OGM e pesticidi. La registrazione di queste persone, spiega Le Monde, è stata portata avanti dall'agenzia di PR Fleishman Hillard su disposizione della Monsanto con l'obiettivo di rafforzare l'influenza sulla tematica del glifosato, forse il più famoso erbicida, che incrementa del 41 percento il rischio di sviluppare un linfoma non Hodgkin, il tumore maligno che origina dai linfociti, cioè le cellule principali del sistema immunitario.

L'indagine aperta dalla procura di Parigi arriva in seguito alla denuncia di un giornalista di Le Monde il cui nome sarebbe finito al centro della lista incriminata. L'inchiesta preliminare riguarda i reati di "raccolta di dati personali con mezzi fraudolenti, disonesti o illegittimi", "registrazione di dati personali sensibili senza il consenso dell'interessato e il trasferimento illecito di dati personali" ed "Elaborazione automatizzata di dati personali senza previa dichiarazione alla CNIL".

Nella schedatura denunciata dalla testata francese figurano centinaia di personalità legate alla discussione sul glifosato, con annesse posizioni, indirizzi e numeri di telefono. L'elenco indica 74 obiettivi principali divisi in quattro gruppi: gli alleati, i potenziali alleati, le figure da educare e le persone da tenere sotto controllo. La Bayer, gruppo tedesco proprietario della Monsanto, ha affermato di non essere a conoscenza di questi elenco: "Dato che non ne eravamo a conoscenza, non possiamo commentare" si legge in una nota del gruppo. "Questo documento è un'ulteriore prova che le lobby delle multinazionali non si fermeranno davanti a nulla per proteggere i loro affari, credendosi al di sopra delle regole" hanno commentato Karine Jacquemart e Ingrid Kragl, direttore generale e direttore della comunicazione della ONG Foodwatch. "Questo è un uso fraudolento dei nostri dati personali. È scandaloso".

File Monsanto: chi c'è nella lista

Nella lista figurano politici, scienziati e giornalisti. Questi ultimi rappresentano circa la metà dei nomi: nella schedatura ne appaiono circa un centinaio sui duecento nomi del file Monsanto. Tra questi molti professionisti impegnati nella copertura di tematiche ambientali e agricole per i più importanti quotidiani, ma anche giornalisti di agenzie, radio, canali televisivi, pubblicazioni scientifiche e siti web. Sono presenti anche i nomi di 25 politici tra ministri e deputati in carica nel 2016, quando è stato creato il file. Poi circa 30 nomi di leader di organizzazioni agricole e 17 ONG sempre impegnate nel tema agricolo: alcune di queste erano chiaramente indicate come "anti-Monsanto".

Il precedente di Philip Morris

Non è la prima volta che una grande azienda alle prese con uno scandalo di queste dimensioni ha realizzato un file contenente i nomi di alleati e nemici tra politici e giornalisti. Nel 2013 una fuga di informazioni aveva svelato che il colosso del fumo Philip Morris utilizzava tecniche di schedatura simili. In quegli anni il Parlamento Europeo stava discutendo la direttiva sul tabacco – poi adottata nel 2014 – e Marlboro aveva schedato i deputati europei con un colore diverso a seconda della loro ostilità verso le sigarette. Philip Morris aveva invece creato una squadra di 160 lobbisti per sollecitare i parlamentari in una votazione a favore dell'industria del tabacco.

Monsanto e il diserbante cancerogeno

Al centro della discussione si trova un elemento estremamente delicato: il diserbante al glifosato prodotto dalla Monsanto era cancerogeno ma l'azienda non metteva adeguatamente in guardia gli utilizzatori sui pericoli della prolungata esplosione al prodotto. Così, in seguito al caso di alcune persone ammalatesi di linfoma non-Hodgkin dopo aver usato a lungo il diserbante Roundup, sono arrivati i primi risarcimenti milionari. La battaglia giudiziaria tra Haderman e la Monsanto-Bayer va invece avanti da tempo: l'azienda è stata citata in giudizio già da oltre 11.200 tra agricoltori, giardinieri e altre professionisti che hanno usato regolarmente Roundup e si sono ammalati di cancro.

FONTE: https://scienze.fanpage.it/monsanto-schedava-giornalisti-e-politici-la-procura-francese-apre-unindagine/

Glifosato: molto peggio di quanto potessimo immaginare

Risultati immagini per GLIFOSATO
DI WILLIAM ENGDHAL
journal-neo.org
Mentre nuovi studi continuano ad indicare un legame diretto tra il diffusissimo erbicida glifosato e varie forme di cancro, la lobby dell’agroalimentare si batte ferocemente per ignorare o screditare le prove sia dei danni a caricio degli esseri umani che di altro genere. Una seconda sentenza, emessa da una giuria statunitense ha appena stabilito che la Monsanto, ora facente parte della Bayer AG tedesca, dovrà pagare 81 milioni di dollari come risarcimento danni al querelante, il sig. Edwin Hardeman, che aveva contratto un linfoma non Hodgkin. La sentenza e una schiera di altri 11.000 procedimenti penali attualmente aperti nelle corti americane e volti ad accertare gli effetti del glifosato, hanno colpito duramente Bayer AG, mentre l’azienda annunciava diverse migliaia di licenziamenti e la quotazione delle sue delle azioni precipitava.
In un processo a San Francisco, la giuria è stata unanime nel ritenere  il diserbante Monsanto Roundup, a base di glifosato,  responsabile del cancro del sig. Hardeman. I suoi avvocati hanno dichiarato: “È chiaro dalle azioni di Monsanto che [all’azienda] non importa se il Roundup provoca il cancro e si concentra invece sulla manipolazione dell’opinione pubblica e sulla minimizzazione nei confronti di chiunque sollevi preoccupazioni valide e legittime riguardo al Roundup.” È la seconda sconfitta per i legali di Monsanto, dopo che un’altra giuria aveva decretato, nel 2018, che il Roundup, a base di glifosato, era da ritenersi responsabile del cancro di cui era affetto un giardiniere di una scuola californiana, che aveva contratto la malattia dopo aver irrorato, tutti i giorni, per anni e senza protezioni le aiuole della scuola con Roundup. In quella sede, una giuria aveva ritenuto Monsanto colpevole di “malvolenza ed abusi,” dato che i dirigenti della società, come si era scoperto dalle e-mail interne dell’azienda, sapevano che i loro prodotti a base di glifosato potevano causare il cancro e avevano nascosto queste informazioni al pubblico.
Un nuovo studio indipendente dimostra che le persone maggiormente esposte al glifosato hanno un rischio aumentato del 41% di sviluppare un tumore linfoma non-Hodgkin (NHL). Una meta-analisi di sei studi con quasi 65.000 partecipanti ha preso in esame il legame esistente tra erbicidi a base di glifosato e l’immuno-soppressione, le alterazioni del sistema endocrino e le modificazioni genetiche. Gli autori hanno trovato “lo stesso risultato chiave: l’esposizione a GBH (erbicidi a base di glifosato) è associata ad un aumentato rischio di NHL (linfoma non-Hodgkin).” Inoltre, hanno affermato che il glifosato “altera il microbioma intestinale” e che ciò potrebbe “avere un impatto sul sistema immunitario, causare infiammazione cronica ed aumentare il rischio di infezioni da agenti patogeni.” Il glifosato“può anche agire come una sostanza chimica perturbatrice del sistema endocrino, perché si è scoperto di recente che può alterare la produzione degli ormoni sessuali nei ratti di entrambi i sessi.”
In uno studio a lungo termine condotto da scienziati francesi sotto la guida di Gilles Eric Seralini, Michael Antoniou e colleghi, è stato dimostrato che anche livelli molto bassi di erbicidi a base di glifosato causano epatopatia non alcolica. I livelli a cui i ratti erano stati esposti, per kg di peso corporeo, erano molto inferiori a quelli consentiti nella nostra alimentazione. Secondo la Mayo Clinic, oggi, dopo più di quarant’anni di uso dilagante dei pesticidi al glifosato, 100 milioni, o un Americano su tre, soffre attualmente di una patologia epatica. Alcune sono state diagnosticate anche in bambini di 8 anni.
Ma il glifosato non ha solo effetti allarmanti sulla salute umana. I pedologi stanno iniziando a rendersi conto che i residui dei trattamenti con glifosato hanno anche effetti potenzialmente distruttivi sulla qualità del terreno e sulle sue sostanze nutrive, conseguenze che possono richiedere anni per essere annullate.
Uccidere anche i terreni
Mentre la maggior parte dell’attenzione è comprensibilmente focalizzata sugli effetti umani dell’esposizione al glifosato, la sostanza chimica più utilizzata al mondo oggi in agricoltura, gli scienziati indipendenti stanno iniziando a prendere in considerazione un’altra allarmante caratteristica di questo agente agrochimico: il suo effetto sugli elementi nutritivi essenziali del suolo. In uno studio sulla qualità dei terreni nell’UE, la rivista online Politico.eu ha rilevato che gli effetti dovuti all’irrorazione di glifosato sulle principali colture dell’agricoltura europea, oltre ad uccidere le piante infestanti, stanno avendo conseguenze disastrose sulla qualità stessa del suolo.
Gli scienziati dell’Università austriaca delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna hanno dimostrato che la produzione di turricoli da parte dei lombrichi era quasi scomparsa dalla superficie dei terreni agricoli dopo tre settimane dal trattamento con glifosato. La turricolazione è il processo con cui verme, scavando, spinge la parte fertile del terreno verso la superficie, azione fondamentale per un terreno sano e per l’apporto nutritivo alle piante. Uno studio condotto presso l’Università olandese di Wageningen su campioni di humus prelevati da oltre 300 località in tutta l’UE ha rilevato che l’83% dei terreni conteneva uno o più residui di pesticidi. Non a caso, “Il glifosato e il suo metabolita AMPA, derivati del DDT e fungicidi ad ampio spettro … erano le sostanze maggiormente presenti nei campioni di terreno e alle più alte concentrazioni.”
L’utilizzo di svariati pesticidi, soprattutto quelli a base di glifosato come Roundup, è esploso negli ultimi quarant’anni in tutta l’UE, così come negli Stati Uniti. L’industria agroalimentare afferma che questo è il motivo del notevole aumento della produttività del settore agricolo. Tuttavia, se si guardano più da vicino i dati, mentre le rese medie dei principali cereali come riso, grano e mais sono più che raddoppiate dal 1960, l’uso di pesticidi, come quelli a base di glifosato, è aumentato di 15-20 volte. Stranamente, mentre l’UE richiede il monitoraggio di moltissime attività, il controllo dei residui di pesticidi nel suolo non è richiesto a livello di UE. Fino a poco tempo fa, gli effetti dell’uso intensivo di pesticidi come Roundup venivano ignorati dalla ricerca scientifica.
Le prove addotte dai pedologi stanno iniziando a rivelare chiari collegamenti tra l’uso di pesticidi come il glifosato e le drammatiche cadute nella fertilità del suolo e il collasso dei sistemi e dei microrganismi essenziali per una buona qualità del terreno. I lombrichi ne costituiscono uno dei più importanti.
È noto che i lombrichi svolgono un ruolo vitale per l’apporto delle sostanze nutritive nel suolo. I terreni senza vermi sono terreni che non forniscono quegli elementi essenziali di cui abbiamo bisogno per un’alimentazione sana, un problema pandemico di esaurimento del suolo che è emerso a livello globale negli ultimi quarant’anni, guarda caso lo stesso periodo in cui l’uso dei pesticidi è esploso in tutto il mondo. I lombrichi sono utili in quanto ottimizzano il riciclo delle sostanze nutritizie del suolo, favoriscono l’attività di altri microrganismi benefici per il terreno ed aumentano la concentrazione di nutrienti facilmente assimilabili dalle piante.
L’UE non pone limiti alla quantità di glifosato che può essere irrorata sulle colture, anche se è accertato che il glifosato può uccidere proprio quei funghi e quei batteri di cui le piante hanno più bisogno per l’assorbimento delle sostanze nutritizie, oltre agli effetti sui lombrichi. Questo è il lato oscuro principale.
Dove stiamo andando?
Quello che sta diventando sempre più chiaro è il colossale (e ovviamente deliberato ed ufficiale) far finta di non vedere  i potenziali pericoli dei pesticidi a base di glifosato da parte degli organi di regolamentazione, non solo nell’UE e negli USA, ma anche in Cina, dove oggi si produce anche più glifosato di Monsanto. Da quando è scaduto il brevetto del Monsanto Roundup, la Cina con le sue industrie chimiche, tra cui Syngenta, Zhejiang Xinan Chemical Industrial Group Company, SinoHarvest e Anhui Huaxing Chemical Industry Company, è diventata il principali produttore mondiali di queste sostanze, ma anche uno dei maggiori consumatori, un presagio non buono per il futuro della sua leggendaria cucina.
Il glifosato è il componente chimico di base per circa 750 diverse marche di pesticidi in tutto il mondo, oltre al Roundup di Monsanto-Bayer. Residui di glifosato sono stati trovati nell’acqua potabile, nel succo d’arancia, nelle urine dei bambini, nel latte materno, nelle patatine fritte, negli snack, nella birra, nel vino, nei cereali, nelle uova, nella farina d’avena, nei prodotti a base di grano e nella maggior parte degli alimenti convenzionali testati. In breve, è dappertutto.
Traduzione di Markus per comedonchisciotte.org

Esposto in Francia contro la Bayer-Monsanto

Risultati immagini per fusione bayer monsanto

Di Fabio Nategh

Nuovi problemi per la Monsanto, appena acquistata dalla tedesca Bayer per l'enorme cifra di 63 miliardi di euro.

Dopo le proteste e gli esposti in ArgentinaBrasile India, adesso è il turno della Francia, Paese dalla grande e orgogliosa tradizione agricola. Al centro delle polemiche vi è il diserbante Roundup a base di glifosato, considerato sicuramente tossico da vari gruppi ambientalisti e probabilmente cancerogeno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Un'associazione di apicoltori che racchiude circa 200 allevatori di piccole e medie dimensioni, l'Abeille de l'Aisne (l'Ape del fiume Aisne), ha deciso di presentare un esposto dopo che il miele di un loro associato è stato analizzato e ha rilevato particelle di glifosato nella misura di 16ppm (parti per miliardo). Sebbene l'Oms stabilisca la soglia di pericolosità a 50ppm, molti grossisti per policy interna hanno scelto di commercializzare i loro prodotti con soglie piu stringenti. Ad esempio i più importanti di Francia, Famille Michaud Apiculteurs, detentori del marchio Luna di Miele, non accettano forniture che abbiano valori sopra a 10ppm.

Fonte e articolo completo: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/esposto-francia-contro-bayer-monsanto-1538705.html

Sentenza storica in Francia: Monsanto condannata per l’intossicazione di un agricoltore



Di Beatrice Credi

Malade des pesticides, così molti giornali francesi hanno descrittoPaul François, l’agricoltore di 51 anni che ha battuto in tribunale nientemeno che la multinazionale Monsanto. Il Davide che ha spezzato Golia perché appunto “malato di pesticidi.
La sua lotta contro il gigante statunitense inizia dieci anni fa ed è terminata giovedì 10 settembre, quando la Corte d’Appello di Lionegli ha dato, infine, ragione nel concludere che la multinazionale è stata responsabile per il danno subito a causa di inalazione di pesticidi per il mais Lasso. Confermando la sentenza di primo grado che nel febbraio 2012 aveva riconosciuto responsabile Monsanto accusandola di “aver fallito nel suo obbligo generale di informazioni per non aver rispettato le norme in materia di imballaggio ed etichettatura dei prodotti” e obbligandola a pieno risarcimento.




Una “decisione storica”, ha commentato Paul François in una conferenza stampa a Parigi. Per la prima volta, infatti, un produttore di pesticidi viene condannato per avere intossicato un agricoltore. Una sentenza, inoltre, che può essere considerata il punto di partenza di un grande movimento, aprendo una breccia nella responsabilità dei magnati della chimica e arrivando alla creazione di un fondo per risarcire le vittime.
Il riconoscimento della responsabilità della Monsanto in questa materia è essenziale: le aziende che mettono in commercio tali prodotti devono ora capire che non possono più nascondersi dietro le autorità pubbliche o i clienti, ha commentato Marie Pelletier, presidente dell’ONG Générations futures.
La vita di Paul François cambia completamente il 27 aprile 2004. Quel giorno, volendo controllare la pulizia del serbatoio di uno spruzzatore, inala una dose elevata di fumi tossici.Colto da malore, ha giusto il tempo di spiegare che cosa è appena successo a sua moglie prima di finire in ospedale, sputando sangue. “Qualunque cosa sia accaduta in seguito, non me la ricordo“, ha raccontato l’agricoltore. Dopo cinque settimane l’uomo riprende il lavoro, ma soffre di notevoli problemi di linguaggio, assenze, violenti mal di testa. Alla fine di novembre 2004, crolla sul pavimento della sua casa, dove le sue figlie lo trovano privo di conoscenza.Segue un lungo periodo di ricovero in ospedale, durante il quale i medici temono più volte per la sua vita, ma mai fanno il collegamento con gli erbicidi della Monsanto. Di esame in esame, di coma in coma, alla fine gli viene diagnosticato un importante deficit a livello cerebrale che gli crea disturbi neurologici e immunitari obbligandolo a sottoporsi a risonanza magnetica ogni sei mesi.
Aiutato dalla sua famiglia, Paul François comincia quindi a indagare a proprie spese. Nel maggio 2005 il colpevole viene scoperto: monoclorobenzene, indicato come solvente altamente tossico e presente al 50% nella composizione dell’erbicida.
Comincia allora la battaglia legale che porterà al riconoscimento del suo avvelenamento come malattia professionale. Inoltre, un dettaglio è da tenere ben presente nella vicenda. E cioè chel’agricoltore ha portato Monsanto in tribunale con la convinzione che l’azienda conoscesse i pericoli del suo prodotto ben prima che fosse vietato in Francia nel novembre 2007. Il Lasso è stato, infatti, proibito in Canada dal 1985 e dal 1992 in Belgio e nel Regno Unito.
Paul François lancia, poi, un mea culpa. Rimproverando a se stesso l’ingenuità di avere fatto affidamento, per i suoi 240 ettari in monocoltura di cereali, sull’evoluzione della chimica ed essersene anche compiaciuto. “È stata una manna dal cielo e un grande comfort – ammette – hanno usato nei prodotti sempre più sostanze chimiche. E come tutti, ero orgoglioso“.
Oggi, sui suoi campi, ha ridotto in modo significativo l’uso di pesticidi ed è attualmente in procinto di convertire un centinaio di ettari in agricoltura biologica. Ma non può lavorare a tempo pieno perché è spesso costretto a rimanere a letto.
Anche se rifiuta di essere considerato un’icona ambientalista o anti-globalizzazione, resta il fatto che è certamente il primo ad aver rotto il silenzio circa i pericoli di erbicidi, insetticidi e fungicidi.

La California diventa il primo stato Usa ad etichettare il Roundup della Monsanto come cancerogeno


La California diventa il primo stato Usa ad etichettare il Roundup della Monsanto come cancerogeno

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12627

La California ha appena assestato un duro colpo alla Monsanto, la multinazionale americana dell'agribusiness.

L'agenzia di Protezione Ambientale dello stato Usa ha inserito il glifosato - l'ingrediente tossico principale del diserbante più venduto negli Stati Uniti, Roundup, tra le sostanze cancerogene 
Secondo il 'Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act' del 1986 - di solito indicato come Proposition 65 - le sostanze chimiche che provocano cancro, difetti congeniti o altri danni all'apparato riproduttivo devono essere elencati e pubblicate dallo Stato. Le sostanze chimiche riconosciute come cancerogene finoscono anche sull'elenco dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) - un ramo della Organizzazione Mondiale della Sanità.






Nel mese di marzo, la IARC aveva pubblicato un rapporto che indicava il glifosato come un "probabile cancerogeno" e rilevava inoltre una correlazione con la vulnerabilità al linfoma non Hodgkin di molti lavoratori esposti.  

La decisione della California di inserire il glifosato nella lista di sostanze chimiche tossiche è la prima del suo genere, ha notato il dottor Nathan Donley del Centro per la diversità biologica in una e-mail a EcoWatch, "Per quanto io sappia, questa è la prima agenzia di regolamentazione all'interno degli Stati Uniti che stabilisce che il glifosato è un agente cancerogeno".

La classificazione non limita l'uso o la vendita delle sostanze specificate, e il pubblico è autorizzato a presentare osservazioni in merito alla proposta fino al 5 ottobre.

Il Roundup, l'erbicida fiore all'occhiello della Monsanto, viene spruzzato sulle coltivazioni in tutto il mondo ed è il più popolare diserbante negli Stati Uniti.

Giovedì, la corte di appello di Lione ha confermato una sentenza del 2012, che aveva ritenuto la multinazionale americana colpevole di aver avvelenato con i suoi prodotti un contadino francese.
Secondo l'impianto accusatorio il contadino, dopo aver inalato l'erbicida Lasso, avrebbe iniziato a soffrire di problemi neurologici. E' il primo caso, in Francia, in cui Monsanto è stata considerata "responsabile" per l'intossicazione.

Monsanto, un secolo di veleni


Di Daniela Ghirardi

La società viene fondata da John Francis Queeny, un membro dei Cavalieri di Malta, sposato con Olga Mendez Monsanto, dalla quale la Monsanto Chemical Works prende il nome. Il primo prodotto della società è la saccarina chimica, venduto a Coca-Cola come un dolcificante artificiale. Il governo sapeva che la saccarina era velenosa e fu citato in giudizio per averne fermata la fabbricazione, perse la causa, dando così la possibilità alla Monsanto di avvelenare il mondo, a partire da quella bibita.

1920. Monsanto espande la sua produzione di sostanze chimiche industriali e farmaci, diventando il più grande produttore al mondo di aspirina, cioè di acido acetilsalicilico (che in certe dosi può essere anche tossico). Questo è anche il momento in cui le cose cominciano ad andare velocemente e terribilmente male per il nostro pianeta, con l’introduzione dei loro bifenil-policlorurati (PCB). I “PCB sono stati considerati una meraviglia chimico industriale: un olio che non brucia, impermeabile al degrado e con applicazioni quasi illimitate. Oggi i PCB sono considerati una delle più gravi minacce chimiche del pianeta.
Ampiamente usato per lubrificanti, fluidi idraulici, oli da taglio, rivestimenti impermeabili e sigillanti liquidi, sono potenti cancerogeni e sono stati implicati nei disturbi del sistema riproduttivo, dello sviluppo e del sistema immunitario. Il centro del mondo di produzione di PCB è lo stabilimento della Monsanto alla periferia di St. Louis, Illinois, che ha il più alto tasso di morte e di nascite di feti immaturi nello stato “. (1)
Anche se i PCB dopo 50 anni sono stati poi banditi per aver causato tale devastazione, sono ancora presenti in quasi tutte le cellule animali, nel sangue umano e nei tessuti in tutto il mondo. I documenti presentati successivamente in tribunale hanno dimostrato che la Monsanto era pienamente consapevole degli effetti mortali, ma li nascosero dal pubblico per mantenere il PCB: un prodotto che andava a “tutta birra”!

1930. Crea le prime sementi ibride di mais e si espande in detersivi, saponi, prodotti per la pulizia industriale, gomme sintetiche e materie plastiche. Oh, sì, tutti tossici naturalmente!

1940. Iniziano ricerche sull’uranio da utilizzare per la prima bomba atomica del Progetto Manhattan, che in seguito sarebbe stata sganciata su Hiroshima e Nagasaki, uccidendo centinaia di migliaia di giapponesi, coreani e avvelenato altri milioni di militari delle forze armate statunitensi.
L’azienda continua senza sosta con la creazione di pesticidi per l’agricoltura contenenti diossina mortale, che avvelena le scorte di cibo e di acqua. Si è scoperto che la Monsanto non ha reso noto di come la diossina sia stata utilizzata in una vasta gamma dei loro prodotti, perché così facendo li costringerebbe a riconoscere che essa ha creato un inferno ambientale sulla Terra.

1950. Strettamente allineata con The Walt Disney Company, Monsanto crea diverse attrazioni di Tomorrowland a Dineyland, sposando le glorie di prodotti chimici e materie plastiche. La loro “casa del futuro” è costruita interamente in plastica tossica che non è biodegradabile, come avevano affermato. “Monsanto ha mentito? Sono scioccato!” dichiara Disney dopo aver attirato venti milioni di visitatori tra il 1957-1967, anno in cui finalmente decide di demolire il padiglione, scoprendo così che non sarebbe andato giù facilmente. Secondo Monsanto Magazine, le palle da demolizione letteralmente rimbalzavano sulla fibra di vetro, un materiale in poliestere rinforzato. Torce, martelli pneumatici e motoseghe non funzionavano. Infine, sono stati usati dei cavi da verricello per abbattere le parti del padiglione, pezzettino per pezzettino, e poi portati via. “(2)

Hiroshima. Un’immagine della bomba atomica.
1960. Monsanto, insieme con l’industria chimica di cui era socia, la Dow Chemical, produce un agente defoliante: l’Agent Orange, largamente usato per irrorare il Vietnam, durante la guerra con gli Stati Uniti. I risultati? Oltre 3 milioni di persone contaminate, mezzo milione di civili vietnamiti morti, mezzo milione di bambini vietnamiti nati con difetti alla nascita e fino ad oggi migliaia di veterani US con sofferenza per i suoi effetti, se non morti!
Monsanto viene trascinata di nuovo in tribunale e note interne dimostrano che, quando l’hanno venduta al governo, conoscevano gli effetti mortali della diossina presente in Agent Orange. Oltraggiosamente però, la Monsanto è autorizzata a presentare la propria “ricerca”, dove si conclude che la diossina era sicura e non aveva posto problemi di salute di sorta. Il caso viene chiuso. In seguito, viene alla luce che la Monsanto ha mentito circa i risultati e la loro reale ricerca ha concluso che la diossina uccide in modo molto efficace. Una nota interna, in seguito rilasciata in uno studio 2002, ha ammesso: “…le prove dimostrando che è fuori questione la persistenza di questi composti e la loro presenza come residui nell’ambiente… le pressioni pubbliche e legali per eliminarli e per evitare la contaminazione globale sono inevitabili. L’argomento è un pericolo a valanga. Che facciamo ora? Le alternative: andare fuori mercato; vendere fuori dei confini il più a lungo possibile e fare altro; cercare di rimanere in attività; avere prodotti alternativi. “(3)
La IG Farben diviene partner Monsanto: sono i creatori di aspirina Bayer e di sostanze chimiche per Terzo Reich come il gas mortale Zyklon-B usato durante la Seconda Guerra Mondiale. Insieme, le aziende utilizzano la loro esperienza comune per introdurre l’aspartame, un’altra neurotossina estremamente letale, dedicata alla catena alimentare. Quando le domande per quanto riguarda la tossicità della saccarina diventano di dominio pubblico, Monsanto sfrutta l’occasione per introdurre un altro dei suoi veleni mortali su un pubblico ignaro.

1970. Il socio Monsanto, GD Searle, produce numerosi studi interni che sostengono l’aspartame come sicuro, mentre la ricerca scientifica della FDA rivela chiaramente che l’aspartame provoca tumori e buchi enormi nel cervello dei ratti, prima di ucciderli. La FDA avvia una grande indagine sulla GD Searle accusata di “travisare consapevolmente i risultati e nascondere fatti materiali con false dichiarazioni” in materia di sicurezza dell’aspartame.
Durante questo tempo, Searle avvia un contatto con Donald Rumsfeld, personaggio di primo piano di Washington, che ha servito come Segretario della Difesa durante la presidenza di Gerald Ford e George W. Bush, e gli propone la carica di Amministratore Delegato. Pochi mesi dopo, Samuel Skinner riceve “un’offerta che non può rifiutare”, si ritira dall’indagine e si dimette il suo posto presso l’ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per andare a lavorare per uno studio legale di Searle. Il processo cade in prescrizione ed la causa decade.

Alcuni prodotti che contengono aspartame.
1980. La ricerca rivela gli indiscutibili effetti tossici dell’aspartame. Ma mentre il dr. Jere Goyan, commissario della FDA, stava per firmare un decreto per mantenerlo fuori mercato, interviene Donald Rumsfeld e Ronald Reagan, il giorno dopo il suo insediamento, licenzia il poco collaborativo Goyan e nomina il Dr. Arthur Hull Hayes a capo della FDA, che si pronuncia rapidamente in favore di Searle e NutraSweet e ne approva il consumo umano in molti prodotti. Questo diventa tristemente ironico poiché Reagan, un appassionato di caramelle, poi soffre di Alzheimer durante il suo secondo mandato, uno dei tanti orribili effetti del consumo di aspartame.
Vero obiettivo di Searle però era quello di avere l’aspartame approvato come un dolcificante per bevande, in quanto studi approfonditi hanno rivelato che a temperature superiori a 30°, si “scompone nelle note tossine Diketopiperazines (DKP) e formaldeide” (4 ), diventando molte volte più mortale della forma in polvere!
The National Soft Drink Association (NSDA) è inizialmente in subbuglio, temendo future azioni legali da parte dei consumatori danneggiati in modo permanente dalle bevande, o addirittura uccisi. Quando Searle è in grado di dimostrare che l’aspartame liquido, anche se incredibilmente mortale, è molto più coinvolgente della cocaina e del crack, il NSDA si convince che i profitti alle stelle derivanti dalla vendita di bevande analcoliche con aspartame avrebbe facilmente compensato eventuali responsabilità future.
Coca Cola apre la strada ancora una volta (ricordate la saccarina?) e inizia la produzione di Diet Coke con aspartame; nel 1983 come previsto, le vendite schizzano alle stelle e milioni di consumatori ne diventano irrimediabilmente dipendenti. Al resto del settore soft drink piace ciò che vede e subito segue l’esempio, dimenticando i loro pregiudizi iniziali sul fatto che l’aspartame è una sostanza chimica letale.
Nel 1985, la Searle compromessa dal vortice di corruzione e molteplici accuse di ricerca fraudolenta, viene acquistata dalla Monsanto, che costituisce una nuova filiale per la produzione di aspartame chiamato NutraSweet Company. Quando moltitudini di scienziati e ricercatori indipendenti continuano a mettere in guardia circa gli effetti tossici di aspartame, Monsanto continua l’offensiva, per ottenere dal NCI l’affermazione che la formaldeide non provoca il cancro, in modo che l’aspartame può rimanere sul mercato.
Gli effetti noti dell’ingestione di aspartame sono: “stati maniacali, rabbia, violenza, cecità, dolori articolari, stanchezza, aumento di peso, dolore toracico, insonnia, intorpidimento, depressione, debolezza, spasmi, irritabilità, nausea, sordità, perdita di memoria, eruzioni cutanee, vertigini, mal di testa, convulsioni, ansia, palpitazioni, svenimenti, crampi, diarrea, panico, bruciore in bocca. Le malattie che si ingenerano includono il diabete, la sclerosi multipla, il lupus, l’epilessia, il Parkinson, tumori, aborto spontaneo, infertilità, la fibromialgia, la morte infantile, l’Alzheimer … Fonte:. US Food & Drug Administration (5)

Non solo la strega di Biancaneve offre la mela avelenata…
Inoltre, l’aspartame ora è in oltre 5.000 prodotti, tra cui dietetici, bibite e bevande sportive, mentine, gomme da masticare, dessert, surgelati, biscotti, torte, vitamine, prodotti farmaceutici, bevande al latte, tè istantanei, caffè, yogurt, alimenti per l’infanzia e molti, molti altri! Quindi occorre leggere attentamente le etichette e non comprare nulla che contiene questo terribile tossico!
Arthur Hull si dimette sepolto da una valanga di accuse per corruzione e viene immediatamente assunto dalla società di pubbliche relazioni della Searle come consulente scientifico di alto livello.

1990.
 Monsanto spende milioni sconfiggendo la legislazione statale e federale che non consente la società di continuare a scaricare le diossine, pesticidi e altri veleni che provocano il cancro nei sistemi di acqua potabile. Indipendentemente da ciò, essi sono citati in giudizio innumerevoli volte per aver causato la malattia nei lavoratori dell’impianto, le persone abitanti nelle aree infettate e per le malformazioni fetali.
Con le loro tasche piene dei miliardi di profitti, 100 milioni di dollari di dollari sono considerati un ​​basso costo per le implicazioni e grazie alla FDA, il Congresso e la Casa Bianca, il business rimane molto buono. Così buono che la Monsanto è citato in giudizio per aver dato il ferro radioattivo a 829 donne in gravidanza per uno studio per vedere cosa sarebbe successo a loro.
Nel 1994, la FDA approva nuovo penalmente l’ultima mostruosità della Monsanto, la Synthetic Bovine Growth Hormone (rBGH), prodotta da un batterio E. coli geneticamente modificato, nonostante l’indignazione evidente della comunità scientifica dei suoi pericoli. Naturalmente, la Monsanto sostiene che il latte malato, pieno di antibiotici e ormoni non è solo sicuro, ma in realtà un bene per voi!
Peggio ancora, le aziende lattiero-caseari che si rifiutano di utilizzare questo pus di mucca tossico ed etichettare i loro prodotti come “senza rBGH” sono citati in giudizio da Monsanto, sostenendo che dà loro un vantaggio sleale rispetto ai concorrenti che lo hanno fatto. In sostanza, ciò che la Monsanto stava dicendo è “sì, sappiamo rBGH fa ammalare le persone, ma non è bene che si annunci che non è nei vostri prodotti.”

Expo:l'obiettivo sarebbe celebrare il cibo italiano genuino e sostenibile, ma allora cosa ci fa la Monsanto tra gli sponsor ?

L’augurio di Papa Francesco: all’Expo globalizziamo la solidarietà.
Queste le parole con le quali lo stesso Papa Francesco ha accolto l’apertura della manifestazione. L’Expo in effetti potrebbe avere l’indiscusso vantaggio di esportare in tutto il mondo e allo stesso tempo importare progetti sostenibili legati all’alimentazione, vera e propria piaga in molti paesi del pianeta. E’ a questo punto però che sorgono i primi dubbi sui partecipanti. 
Coca Cola, Nestlé, McDonald, Starbucks e Monsanto: ecco i finanziatori Expo 2015 del buon cibo italiano 
Molti dubbi sulla reale mission della manifestazione sono nati quando si è saputo il nome degli sponsor. Tra questi i colossi americani di un certo tipo di alimentazione che di certo non si può definire genuina e sostenibile. Basta fare qualche nome per rendersi conto dei probabili interessi nascosti dietro le belle parole degli organizzatori: Coca Cola, McDonald, Nestlé e soprattutto Monsanto, da sempre al centro delle polemiche e delle manifestazioni di protesta a causa delle loro politiche decisamente a sfavore dei lavoratori e del cibo sano e non modificato geneticamente. Forse gli organizzatori non sanno che la Coca Cola è stata accusata del prosciugamento delle risorse idriche nei paesi in cui ha installato le sue fabbriche di produzione. Forse gli organizzatori non sanno nemmeno che McDonald è al centro di uno scandalo internazionale perchè imbottirebbe la carne con ormoni. 
Monsanto: il colosso tritatutto dietro la sostenibilità dell’Expo 2015 
La presenza indubbiamente più discussa a questa manifestazione è quella di Monsanto, multinazionale attaccata da più parti per via dell’ingerenza nei campi più disparati che ben poco hanno a che fare con la genuinità del cibo e del rispetto per l’ambiente. Tristemente famosa per l’invenzione e l’utilizzo dell’agente orange, terribile arma chimica della guerra del Vietnam, è la corporation per eccellenza nel settore degli ogm, cioè del cibo geneticamente modificato. La domanda che arriva da tutte le parti adesso, mentre i leader politici si rimpallano le responsabilità degli scontri tra le vie di Milano, è una sola: come si fa a parlare di cibo italiano esportabile e sostenibile con uno sponsor come Monsanto?

Titolo articolo originale:"La celebrazione del cibo genuino italiano finanziata dalle multinazionali OGM"

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *