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Frank Sinutre, in uscita il singolo “200.000.000 Steps”


Frank Sinutre (musica elettronica con strumenti elettronici home made) in uscita col singolo “200.000.000 Steps” che anticipa il 4° album in studio omonimo


Il giorno 17 luglio esce il nuovo singolo “200.000.000 Steps” che anticipa la pubblicazione del quarto album “200.000.000 Steps” prevista per settembre ad opera di New Model Label.

200 milioni di passi sono una stima del numero medio di passi che compie un umano nella sua vita; circa 5 volte attorno alla Terra...

Qui di seguito i link al video (regia di Giovanni Tutti) e alla traccia:



Biografia Frank Sinutre:

Isi Pavanelli (reactabox, synth, beat maker, vocoder) e Michele K. Menghinez (chitarra, basso, vocoder, lap steel, batteria) costituiscono i Frank Sinutre nel 2011. Fin dai primi live decidono di utilizzare alcuni strumenti elettronici home-made realizzati da loro. Inizialmente usano il rectaBOX (ispirato al celebre Reactable ma in una versione più economica e trasportabile) e successivamente una drum machine acustica basata su Arduino.

Nel 2012 la prima pubblicazione ufficiale: realizzano la colonna sonora per lo spettacolo teatrale "La Colpa della Leonessa" che è stato inserito nel “Festival Internacional de Teatro Social” di Valencia in Spagna per la regia di Anna Volpi. Anche la strumentazione si rinnova e costruiscono un secondo ReactaBOX più performante che li accompagnerà nei live successivi.

Il 25 marzo 2014 esce il secondo album “Musique Pour Les Poissons” per l'etichetta statunitense di New York “System Recordings”, in concomitanza con l’uscita del libro di uno dei due "Michele K. Menghinez - Racconti per pesci del mare d'aria" che accompagna l'uscita del disco. Dal disco vengono estratti 2 singoli “Someone's Dub” e la cover “Oye Como Va” per i quali, il videomaker Giovanni Tutti, realizza i video: il primo dei quali interamente in stop-motion con plastilina e Lego.

Nel 2017 raggiungono l'obiettivo nel crowd funding per la realizzazione del terzo reactaBOX (nella campagna Reactabox-3 a new midi experience).

Il 19 maggio 2017 esce il loro terzo disco “The Boy Who Believed He Could Fly” per l'etichetta New Model Label, anticipato dalla single track “Driving thru a City by Night” e successivamente dalla traccia “Sunset with Sunrise” delle quali Giovanni Tutti realizza entrambi i video in stop-motion, utilizzando nel primo burattini e macchinine, e rappresentando il comportamento cellulare durante la riproduzione, nel secondo).

Proprio dalla traccia “Sunset With Sunrise”, il 7 dicembre 2018 esce “Sunset with Sunrise Remixes”, una compilation di 7 remix di questo brano, realizzata da 7 dj e producer provenienti da Italia, Portogallo, Svizzera, Danimarca e U.S.A. E pubblicata da New Model label.

A partire dal 2012 hanno partecipato a più di 300 live sparsi fra Italia, Slovenia, Svizzera, Croazia e Austria in svariate situazioni: festival, disco, c.s., installazioni di videoarte patrocinate da Università, pub, seminari sulla musica elettronica, percorrendo le strade che portavano a Roma, Milano, Torino, Zurigo, Ljubjana, Bologna... Sempre per ritornare a Sermide, il paesino in provincia di Mantova da dove vengono, nella casa di campagna dove hanno scritto i quattro dischi.

Arrivando al presente il 17 luglio 2020 esce il primo singolo “200.000.000 Steps” del loro quarto album in studio che anticipa l'usicta del disco omonimo in settembre.


Discografia:

"La Colpa della Leonessa" 2012, colonna sonora per lo spettacolo teatrale inserito nel “Festival internacional de teatro social” di Valencia in Spagna. Pubblicata per Vittek Records.

“Musique pour les Poissons” 2014, pubblicato per System Recordings NYC in concomitanza al libro “Racconti per Pesci del Mare d'Aria”.

“The Boy Who Believed He Could Fly” 2017, pubblicato per New Model Label.

“Sunset with Sunrise Remixes” 2018, pubblicato per New Model Label.

“200.000.000 Steps” 2020, pubblicato per New Model Label.


Youtube:


Soundcloud:


Facebook:


Recensioni e interviste: “

Giornata internazionale di Nelson Mandela- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani celebra la 10° Giornata
internazionale di Nelson Mandela del 18 luglio 2020, istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU
nel 2009, con la risoluzione A/RES/64/13, per il contributo fornito alla lotta per la democrazia, la
pace e i diritti umani in tutto il mondo.

Nato il 18 luglio 1918, fu un politico del movimento rivoluzionario anti-apartheid (Congresso
Nazionale Africano, ANC), avvocato e attivista per i diritti umani e padre della democrazia nel
Sudafrica.
Sin da ragazzo si oppose all’apartheid, il sistema di segregazione razziale legalizzato in Sudafrica
secondo cui lo Stato limitava i diritti e le libertà degli abitanti neri, e delle minoranze etniche,
privandoli delle loro proprietà, della rappresentanza politica e della cittadinanza, emarginandoli con
istruzione, assistenza medica e servizi pubblici differenziati.
Per il suo impeto giovanile gli fu dato il nome "Rolihlahla" che significa piantagrane, mentre da
adulto venne più comunemente chiamato col nome del suo clan, Madiba, ma conosciuto a livello
internazionale con il nome inglese Nelson, datogli da un suo insegnante in carcere.
Assieme al partito della Lega della gioventù dell’ANC, Mandela portò avanti una coraggiosa
protesta contro il governo sudafricano e ne divenne il leader politico.
Arrestato per il suo attivismo nel 1964 e scampato alla condanna a morte, fu condannato
all’ergastolo perché ritenuto colpevole di sabotaggio e alto tradimento.

 Rimase in carcere per quasi
27 anni durante i quali, nonostante i lavori forzati cui fu costretto fino al 1970 e problemi di salute,
si laureò in legge, portò avanti il suo impegno anti-apartheid e sostenne i diritti umani dei detenuti.  
Durante la reclusione e per il suo attivismo indefesso, ricevette nel 1988 il Premio Sakharov per la
libertà di pensiero e nel 1990 il premio Lenin per la pace.
Nel 1989 Frederik Willem de Klerk venne eletto presidente di stato del Sudafrica e diede avvio a
importanti riforme sociali e civili tra cui: la legalizzazione di tutti i partiti politici, compreso l’ANC;
l’estensione degli stessi diritti civili dei bianchi a tutte le etnie del Sudafrica; e la liberazione di
Mandela l’11 febbraio del 1990.
Appena liberato, Mandela venne eletto presidente dell’ANC e insignito del premio Nobel per la
pace nel 1993 assieme al presidente Klerk come conseguenza del suo impegno per la fine
dell'apartheid.
Nel 1994 divenne il primo presidente del Sudafrica nero e, rifiutando qualsiasi politica vendicativa,
si impegnò per costruire una nazione inclusiva libera dal razzismo.
Come padre fondatore della democrazia multiculturale in Sudafrica, fece scrivere una nuova
Costituzione per sancire i diritti dei cittadini e predisporre un sistema istituzionale di controllo del
potere esecutivo.
Nel giorno dell'anniversario della sua nascita, tutto il mondo celebra la sua vita e le sue azioni come
esempio promotore di quei valori che possono migliorare le condizioni dell’umanità.
La giornata del 2020 è incentrata sugli effetti dell'emergenza sanitaria da covid 19 rispetto ai 10
obiettivi del Mandela day 2019/2029 in tema di istruzione di qualità, apprendimento per l’infanzia,
nutrizione adeguata, riparo e casa, servizi igienico sanitari, partecipazione pubblica e lotta alla
povertà.

Per gli studenti conoscere la storia di Mandela può diventare un’occasione non solo per sviluppare
empatia e libertà dal pregiudizio, ma può costituire la possibilità di riflettere su quanto il singolo
possa operare per il bene di una collettività. L’esperienza del presidente sudafricano insegna che
avere un progetto ambizioso e umanitario non comporta necessariamente la sconfitta perché i sogni
con la passione che si riesce a trasmettere agli altri possono trovare una concretizzazione. Mandela
sarà stato considerato all’inizio del suo percorso come un pazzo, un visionario, uno senza speranza.

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Eppure ha cambiato il mondo e l’ha reso migliore per tutti. La scuola deve incoraggiare gli
adolescenti a credere che possono cambiare la realtà intorno a loro e trasformarla in modo positivo.
Tra l’altro, oggi i giovani vivono in una società diversa da quella in cui ha operato Mandela, eppure
lo spettro del razzismo è ancora vivo e torna a minacciare la società. Urge diffondere tra i giovani la
consapevolezza della gravità dei comportamenti xenofobi e delle parole razziste che vengono
utilizzate come slogan e poi rilanciate per moda dai giovani e giovanissimi senza che, il più delle
volte, ne colgano il vero significato.
Ricordare Mandela significa educare i giovani a respingere ogni forma di intolleranza e a
comprendere il corretto utilizzo delle parole finalizzato a una comunicazione non violenta.
Il CNDDU propone di mettere al centro delle attività didattiche relative alla figura di Mandela la
potenza della parola come strumento di espressione di idee e pensiero, come mezzo di educazione e
cultura, come veicolo di pace.
Era il 14 luglio del 1938, quando veniva pubblicato il “manifesto della razza” italica individuata in
un “modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente
europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'Italiano
ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità”,   con poco anticipo
sulle leggi razziali fasciste che, poco dopo, avrebbero dilaniato il popolo italiano.
Quanto siamo lontani da questa concezione? Non abbastanza, purtroppo.
Non è bastato il Manifesto degli Scienziati Antirazzisti del 2008 con cui è stato sancito che
“l’esistenza delle razze umane è un'astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole
differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze
“psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari”, la cronaca ci racconta ancora di
fenomeni di razzismo contro extracomunitari, profughi, cittadini comunitari ormai stabiliti sul
nostro territorio, persino contro i calciatori di serie A, in sintesi contro ogni essere umano di cui è
possibile percepire delle differenze da sé.
La diffusione dell'odio viaggia veloce attraverso le parole, ecco perché occorre prestare maggiore
attenzione al loro uso, specie se fatto solo per emulazione o slogan.
La potenza delle parole ha permesso a Mandela di far viaggiare per il mondo le sue idee nonostante
fosse detenuto, con esse dunque si può costruire la pace.
In Occasione della giornata, il CNDDU lancia una proposta educativa: stimolare i ragazzi a
pronunciare delle parole o frasi su tematiche umanitarie: razzismo, uguaglianza, pace, giustizia,
parità di genere, povertà; aprire un confronto tra studenti sul significato di ogni parola utilizzata;
infine, invitare alla riflessione sulla corrispondenza o meno tra il proprio personale e intimo
pensiero e quello altrui.
Lanciamo per la giornata l'hashtag #unaparolaperlapace, perché la pace comincia dalle nostre
parole.
“L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo. È grazie all'istruzione
che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un
bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione” (Nelson Rolihlahla
Mandela)

Veronica Radici
CNDDU

Dydo ti regala una stella: "Scegli me" è una rap ballad che racconta un amore spaziale


Scegli Me” è il titolo del nuovo singolo e video del rapper Dydo, disponibile da martedì 14 luglio in tutte le piattaforme digitali. Il concept del brano dedicato all’amore, racconta di una passione così intensa da non sembrare nemmeno terrestre, e proprio negli astri e nelle stelle ruota anche il lancio del nuovo lavoro.

Il rapper varesino, già membro della storica formazione Huga Flame, non è nuovo a iniziative eclettiche legate alla promozione delle sue canzoni. Per questa nuova rap ballad, infatti, ha scelto di girare il suo videoclip all’interno del parco astronomico La Torre del Sole di Bergamo, così che da sottolineare il titolo/slogan “Scegli Me” che si riassume nel verso che ricorre nel testo “Siamo nati per splendere”. Non solo, in concomitanza con il lancio del singolo Dydo lancia l'iniziativa “Dai un nome alla tua stella” dove, collegandosi al sito www.dydo.it, sarà possibile prenotare una stella, dedicarla alla persona che si ama e vederla brillare nel cielo virtuale con tanto di foto/certificato, che sarà possibile utilizzare come sfondo del cellulare e delle story di Instagram.

Le rime e gli accenti del rap si diffondono tra i telescopivolte celesti e il mega planetario dove sono rappresentate le principali costellazioni. La protagonista del videoclip realizzato da Marco Ravelli e Giorgio Pesenti, attraversa gli interni dell’osservatorio tenendo sempre in mano una sfera luminosa che rappresenta proprio la stella e l’amore raccontati nel testo.

 Tra beat electro-pop e un tocco di auto-tune la storia si conclude con un simbolico Big Bang dove da questa singola stella si generano altre stellepianeti e costellazioni. La produzione musicale e gli arrangiamenti sono di Alfredo Grassi.




Luca Bramanti
ufficio stampa


Commemorazione vittime strage di Nizza- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare le sei vittime
italiane della strage terroristica di Nizza (Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset, Angelo
D'Agostino, Mario Casati e l'italoamericano Nicolas Leslie) del 14 luglio 2016.
Il terrorismo di matrice fondamentalista islamista su scala internazionale si è manifestato in tutta la sua
virulenza nei primi vent’anni del XXI secolo, portando devastazione, disorientamento, panico, instabilità
politica e tanto dolore per vittime e familiari dei caduti.

I morti della strage di Nizza devono essere ricordati in quanto cittadini innocui, la cui vita è stata spezzata
proprio in un momento di spensieratezza a causa dell’odio e delle incomprensioni tra gli esseri umani,
determinati molte volte da biechi interessi economici, Il cui effetto, in nome dell’interesse di pochi,
comporta il sacrificio di innocenti inconsapevoli.
Oggi abbiamo il compito di valorizzare la pace, la solidarietà, il rispetto tra i popoli attraverso la funzione
educativa e formativa della scuola; le testimonianze dirette e indirette dei protagonisti involontari di tali
vicende possono aiutare i giovani a sensibilizzarsi rispetto a tematiche così ricche di implicazioni di ampio
respiro. Pertanto la trasmissione di fatti sicuramente di contenuto tragico può e deve lasciare una traccia
nel percorso evolutivo di ciascun studente.

«L'Europa sta pagando un prezzo molto alto in questa escalation del terrore globale che non conosce confini
e che ha dichiarato, in tutto il mondo, guerra ai principi di libertà, democrazia, dialogo, tolleranza e amicizia
tra i popoli.
Piangendo i nostri morti e uniti al cordoglio per tutte le vittime del terrorismo, ribadiamo con forza che la
violenza oscurantista del fondamentalismo di matrice islamica, come ogni forma di terrorismo, non ci piega.

L'odio e la furia brutale, che non si ferma nemmeno davanti ai bambini, ci spingono ancor di più a difendere
i nostri valori e a rifiutare ogni forma di violenza». (Sergio Mattarella, Discorso omaggio alle vittime della
strage, 20 luglio 2016)

Prof. Romano Pesavento
CNDDU

Uniti per la legalità per ricordare Paolo Borsellino e le vittime della strage di Via D'Amelio- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare la Strage di Via
D’Amelio (19 luglio 1992) in cui furono tragicamente assassinati il giudice Paolo Borsellino e alcuni agenti
della sua scorta (Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina) e
promuovere azioni di sensibilizzazione inerenti a tale ricorrenza.

L’avvicinamento alla verità rispetto a una vicenda così drammatica e destabilizzante per il nostro Paese si sta
costruendo in tappe infinite ma inesorabili:
- Il 6 maggio 2002 “Bisogna che cerchino i veri mandanti delle stragi. La mafia ha fornito solo la
manovalanza”, si esprime con queste parole Giovanna Maggiani, Presidente dell’associazione dei
familiari, vittime della strage di via dei Georgofili.
- Il 20 gennaio 2010 dopo aver sottoposto le parole di Gaspare Spatuzza a rigorosissimo vaglio, la
Procura di Caltanissetta ritiene che le dichiarazioni in questione siano dotate della necessaria
credibilità e siano ampiamente riscontrate dalle attività di indagine svolta. Egli non solo si accusa
della strage, ma ne ricostruisce la vera dinamica e consente così la scarcerazione di sette persone
innocenti, e rivelando l’inattendibilità di Vincenzo Scarantino (falso pentito).
(Dalla richiesta del programma di protezione di Gaspare Spatuzza).

- Il 5 giugno 2020 la Procura di Messina chiede l’archiviazione dell’inchiesta sul depistaggio delle
indagini sulla strage aperta a carico degli ex pm, e dei poliziotti del gruppo investigativo Falcone-
Borsellino, ai quali si contestava il reato di concorso in calunnia, aggravato dall’aver favorito Cosa
Nostra.
Da tali brevi cenni, quello che è stato definito dalle sentenze come “uno dei più gravi depistaggi della storia
giudiziaria d’Italia” permane, vergognosamente, ancora un mistero. Ma fortunatamente la libertà, la giustizia,
il coraggio e il rigore morale, cioè quegli ideali che animavano Paolo Borsellino e ai quali egli improntò tutta
la sua esistenza, a 28 anni di distanza dalla strage di via D’Amelio, costituiscono ancora i pilastri su cui
fondare il ricordo nella memoria collettiva del Paese, rimanendo un esempio per le giovani generazioni.
Oggi diventa fondamentale per onorare i martiri della legalità chiedere:
- alle istituzioni di promuovere, sostenere e ricercare fino in fondo la verità assoluta.
- all’opinione pubblica di pretendere di conoscere la vera storia del depistaggio che ha “coperto” i mandanti
di via D’Amelio, attraverso un falso pentito, Vicenzo Scarantino, e una mendace versione sulla strage, la
quale ha condotto inizialmente ad accusare, mediante pressioni e minacce, tre balordi di borgata di essere i
manovali della mattanza, ma successivamente è stata archiviata dalle nuove rivelazioni del collaboratore di
giustizia Gaspare Spatuzza.

C’è in gioco la credibilità dello Stato; soprattutto in una fase delicatissima della lotta alla mafia e in un Paese
in cui si continua a non voler capire che la mafia è il problema numero uno.
Perché secondo la Procura di Caltanissetta, gli investigatori hanno voluto imbastire una così perversa
sceneggiatura?
Due sono le ipotesi:
1) La ragion di Stato, la fretta di trovare presto un colpevole e rassicurare l’opinione pubblica e
rafforzare la credibilità dello Stato.
2) La volontà di orientare con consapevolezza, sia i magistrati che gli investigatori, verso un obiettivo
minimalista (manovalanza criminale), distogliendo così l’attenzione dai veri mandanti occulti
(livello politico).
La seconda ipotesi è molto più inquietante della prima, tanto che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere
entrati in gioco esponenti deviati dei servizi segreti, al punto da far chiedere alle due Procure, di Caltanissetta
e di Palermo, di eliminare il segreto su alcuni fascicoli riservati.
Come Coordinamento Nazionale dei diritti umani, vogliamo ricordare:
- che è in corso un processo importante di civilizzazione del Paese, nel senso che la società civile va
senz’altro verso una minore mafiosità diffusa, viviamo un’evoluzione storica della coscienza civile
collettiva, che va però rafforzata e consolidata. Un merito va alla scuola con i numerosi e ormai
onnipresenti progetti di educazione alla legalità.

Le istituzioni scolastiche, in verità, non fanno altro che seguire il dettato di Paolo Borsellino; egli
infatti sosteneva che solo una rivoluzione culturale potesse sconfiggere la mafia e solo la scuola
potesse fornire ai giovani gli strumenti culturali idonei per reagire e per non essere indifferenti al
fenomeno mafioso.
- Il CNDDU ormai da anni mantiene vive le parole di Borsellino, nelle aule di tutta Italia, raccontando
la storia esemplare di uomini e donne che hanno reagito all’arroganza e alla potenza mafiosa con le
“armi” del rigore e del sacrificio, con il 41 Bis, con la confisca dei beni ai mafiosi, con il
maxiprocesso, e con la netta convinzione di stare dalla parte giusta senza compromessi di sorta.
- Rivolgiamo il nostro pensiero e la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime di mafia, specialmente
ai congiunti di coloro che hanno perso la vita nella strage di via D’Amelio, associandoci alla
battaglia condotta da Salvatore Borsellino in nome della trasparenza e legalità, perché la giustizia
possa diventare collante, ideale, alimento, di una nuova società più equa e sana.
“La lotta alla mafia, il primo problema morale da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata,
non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale,
che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte, proprio perché meno
appesantite dai condizionamenti e dai ragionamenti utilitaristici che fanno accettare la convivenza col
male, le più adatte cioè, queste giovani generazioni, a sentire subito la bellezza del fresco profumo di
libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi,
della complicità.” (Paolo Borsellino)

Prof.ssa Daniela Provenzano
CNDDU

VallecrosiArt by Stradedarts - Al via progetto di riqualificazione urbana con murales di SteReal e KayOne


VallecrosiArt by Stradedarts
Al via il progetto di riqualificazione urbana
con i murales di Stefania Marchetto in arte SteReal
e KayOne
9/13 Luglio 2020 –  Vallecrosia (IM)

Prende il via con la realizzazione dei primi murales VallecrosiArt, il progetto di riqualificazione urbana promosso da Stradedarts per il Comune di Vallecrosia e che fa della street art lo strumento di valorizzazione di questo antico borgo ligure.

L’intervento urbano di lancio di VallecrosiArt è affidato alla mano artistica di Stefania Marchetto in arte SteReal che dal 9 luglio è a Vallecrosia alle prese con la creazione di due grandi murales a tema marino, volti a riempire e decorare entrambi i lati del sottopassaggio di via Cristoforo Colombo. Dipingendo un totale di 24 metri di muro, su di un lato SteReal ha dato vita a un’enorme balena immersa nel blu, tra le onde del mare, mentre sull’altro ha dipinto una nave di carta che lo attraversa.

Lo scopo del progetto è riqualificare le mura che circondano l’unico punto di accesso al mare, snodo centrale e di passaggio per la città di Vallecrosia e per gli abitanti e i turisti che lo percorrono quotidianamente per raggiungere spiagge e lidi dislocati sulla costa.

Il lavoro di SteReal è il primo di dieci operazioni street che verranno messe in atto nei prossimi 3 anni; l’obiettivo di VallecrosiArt è quello di avvicinare la città di Vallecrosia a questa particolare forma d’arte e quindi portare, per la prima volta in questo borgo in provincia di Imperia, street artist tra i migliori della scena contemporanea e dal calibro artistico elevato, con l’intento di rigenerare zone dismesse o abbandonate.

Contemporaneamente a SteReal, infatti, un altro street artist milanese, KayOne (Marco Mantovani) ha dipinto il sottopasso di accesso alla pista ciclabile di Vallecrosia, rivalutando un altro punto focale per la città.

Con la direzione artistica di Alessandro Mantovani, founder e project manager di Stradedarts Urban Gallery, VallecrosiArt è il progetto numero 189 di una serie di eventi promossi da Stradedarts e realizzati in giro per tutta l’Italia. Occupandosi fin dal 1988 di writing e street artStradedarts promuove i migliori artisti italiani e stranieri del panorama di settore, street artist che, partendo dal graffitismo sui muri metropolitani, sono riusciti ad emergere nel mondo dell’arte contemporanea, creando un vero e proprio riferimento culturale per la Street Art e il Post-Graffitismo nazionale e internazionale.

STEFANIA MARCHETTO IN ARTE STEREAL

VALLECROSIART BY STRADEDARTS
9-13 LUGLIO 2020 – VALLECROSIA (IM)



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  Ufficio Stampa e Comunicazione
  Raffaella Roberto
  raropresss@gmail.com 

Commemorazione vittime dell'incidente ferroviario tra Andria e Corato- COMUNICATO CNDDU


Comunicato stampa - 12 luglio. Commemorazione vittime dell'incidente ferroviario tra Andria e Corato

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani in occasione del IV anniversario
del disastro ferroviario della Vecchia Bari Nord-Andria-Corato in cui persero la vita 23 persone intende
ripercorrere quei giorni di dolore che hanno distrutto la vita di 23 famiglie e che hanno segnato
profondamente il Nostro Paese e la storia delle ferrovie italiane. Si tratta di uno dei più gravi incidenti mai
avvenuti in Puglia e uno dei più gravi che ha colpito il Nostro Paese.

Arrivi, partenze, attese, ritardi, saluti, batticuori. Quando pensiamo a un treno pensiamo a questo. Forse i più
romantici pensano ai paesaggi che guarderanno dal finestrino e una volta lì dentro, chissà, guarderanno i loro
vicini, scruteranno il vagone: troppo pieno, troppo vuoto, spesso sporco. Ma nessun viaggiatore assocerà,
mai, al più bel mezzo pubblico che esista l’idea della morte che ti strappa alla vita, quando la vita la stai
vivendo in pieno. E quella mattina le vittime dell’incidente ferroviario in Puglia, quasi tutte giovani, la vita la
stavano omaggiando nel migliore dei modi. Tonio aveva appena 15 anni. Alessandra e Rossella iniziavano ad
apprezzare la bellezza della loro età. E così altri loro coetanei. Poi tutto a un tratto l’apocalisse.
Nella tratta Andria-Corato, quella maledettissima mattina di luglio, qualcosa andò storto nel sistema delle
comunicazioni, e due treni ricevettero il via libera per partire in direzione opposta sul binario unico dove
impattarono. L’incidente avvenne in un tratto in cui la natura verdeggiante e gli alberi d’ulivo riducevano la
visibilità ai macchinisti. Così la curva fu fatale e i due treni, autorizzati a procedere dai due capistazione di
Andria e di Corato, si scontrarono frontalmente. L’impatto fu devastante, delle quattro carrozze, tre furono
completamente disintegrate. Le indagini successive confermarono quello che fin da subito fu chiaro, la causa
dell’incidente fu un errore umano, fu una cattiva gestione nel sistema delle telefonate che per prassi
avvenivano regolarmente prima della partenza dei treni.

Erano 80 le persone a bordo, 23 persero la vita, 51 riportarono ferite più o meno gravi. Inoltre, le operazioni
di soccorso non furono semplici per la mancanza di una strada che conducesse al luogo della tragedia. Tutta
la comunità animata da buoni sentimenti e solidarietà partecipò al dolore, fornendo acqua, provviste,
raccogliendo i corpi dei propri fratelli. I soccorritori scavarono senza sosta, a mani nude, tra le lamiere, senza
mai smettere di sperare di sentire un lamento, una voce. In poche ore si riempì sempre più di feriti
l’ospedale da campo costruito repentinamente per far fronte all’emergenza.
Il processo successivamente è stato lungo, doloroso e complicato. Numerosissimi sono stati i testimoni, 18 in
tutto le persone sotto processo coinvolte in gravissime accuse tra le quali: violazione delle norme di
sicurezza sul lavoro, mancanza di corsi di aggiornamento professionale, inadeguatezza nel sistema del blocco
telefonico e soprattutto omicidio colposo e lesioni gravi colpose. Inoltre, in sede processuale è emersa
un’altra informazione allarmante da valutare seriamente, negli ultimi anni l’aumento del numero dei
convogli sul tratto in cui è avvenuto il disastro ferroviario era passato da 40, degli anni ’80, ai 180, del 2016.
Come spesso succede in ogni tragedia, ci sono troppi numeri, troppi dati, troppa lentezza che offende ed
esaspera i familiari delle vittime i quali aspettano pazienti, da anni, solo verità e giustizia.
Il CNDDU, alla vigilia di una giornata così straziante per la memoria collettiva, intende essere accanto alle
famiglie delle vittime per sostenerle in questa battaglia per la giustizia e la verità. Intende, inoltre, come
sempre non fermarsi a un numero, ma ricordare nome per nome le 23 persone che hanno perso la loro vita
nella tragedia ferroviaria. Chiediamo, quindi, un pensiero per: Albino, Enrico, Fulvio, Tonio, Donata,
Luciano, Alessandra, Giuseppe, Pasquale, Serafina, Rossella, Jolanda, Maurizi, Gabriele, Pasqua, Maria,
Francesco, Salvatore, Michele, Gabriele, Giulia, Nicola, Giovanni.
Siamo convinti che ogni tragedia per quanto ingiusta, orribile e, talvolta, evitabile ci consegni sempre un
insegnamento onde evitare il ripetersi dell’orrore. Sta a noi fare in modo che non si ripeta più il disastro. Sta
nella nostra capacità di imparare dagli errori commessi, nella nostra coscienza che deve guidarci come il faro
del bene civile, nel nostro operato che deve essere orientato verso obiettivi costruttivi. L’Italia è la nostra
casa e ha bisogno di attenzione, di cure, di tutela e di manutenzione. Tutto questo è amore per il proprio
Paese. Solo abbandonando le strade infruttuose e fuorvianti delle omissioni, delle distrazioni, dei profitti
ingiusti e dei ritardi nelle decisioni possiamo, forse, commemorare ogni anno i nostri fratelli con una
coscienza restaurata.

Prof.ssa Rosa Manco

CNDDU

Antgul – fuori il nuovo singolo “Heartbeat”


Antgul, nome d’arte di Antonio Gullo, e’ un music producer e ingegnere del suono che nasce a Pomigliano d’Arco (NA) 11/10/77 e comincia la sua carriera a 21 anni come ingegnere del suono e light designer per concerti, teatri e musical in giro per l’Italia.
Si trasferisce a Roma dove nel 2007 si diploma in cinematografia all’istituto di Stato Roberto Rossellini ex Ponti / De Laurentiis Studio , specializzandosi anche in montaggio video e suono cinematografico in dolby surround 5.1. Inizia da allora una carriera nella tv e nel cinema lavorando dal 16/35 mm formato pellicola ai nuovi standard mondiali di ripresa e montaggio digitali. Un percorso il suo che lo porta negli USA, a Los Angeles (CA), dove inizia a collaborare in molti music video di star dell’ hip hop e del blues classico fino alla realizzazione di 3 lungometraggi di cui cura la cinematografia, il montaggio e il suono per la distribuzione teatrale.
Inizia poi il suo nuovo percorso di music producer nel suo studio a Los Angeles con la moglie Jehnean Washington, soprano, attrice teatrale e medicine women delle tribu’ Yuchi, Seminole e Shoshone del nord America, con un progetto sperimentale di techno ed elettronica che lo riporta alla sua connessione ormai di molti anni con la città di Black Rock City(Nevada), più semplicemente “Burning Man”, l’evento considerato unico nel suo genere di arte, musica, radical inclusion più grande e prestigioso del pianeta. Inoltre, fonda la sua propria Label AL-KEE (tribu’ in lingua Seminole) che offre servizi di programmazione musicale, partiture midi e sintetizzatori, registrazioni, mixaggi e masterizzazione.
Presentazione di “Heartbeat”:
“Heartbeat” è la passione incontrollata, l’amore sfrenato ed indomabile, più di 60 suoni di sintetizzatori diversi, 10 sezioni ritmiche tra ritmo e aritmia, 8 giorni per trovare il giusto suono ed equilibrio tra il tutto, la traccia più complessa e articolata fino ad ora e ancora lo stesso motivetto tra nenia e canzonetta ripetuto tra dub, tech house e classica, il coro a -3db di Lufs, le voci al vocoder al canto di Love spins higher, pensata più come un intro ai live show , uno scalda folla tra glitch e battiti che arriva dritto al cuore.


web links:

Proposte CNDDU su assegnazione e utilizzazione 2020 - 2021


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende, in considerazione
dell’intenzione espressa da parte del Governo di prorogare lo stato di emergenza dal 31 luglio al 31 dicembre
e della crescita della curva di contagio, desumibile dai dati resi disponibili dalla protezione civile, riproporre
alcuni nodi concettuali di cogente importanza non solo per il mondo della scuola, ma per tutto il Paese, sui
quali erano state evidenziate alcune possibilità di sviluppo in più occasioni.

Si profila per il nuovo a.s. imminente una prospettiva incerta: probabile sdoppiamento delle classi; ritorno
alla DaD quasi sicuro; responsabilità immani per i dirigenti scolastici; richiesta di mobilità inevasa da parte
di quasi tutti i docenti della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche e di un numero
cospicuo di educatori della scuola primaria (“esiliati” l. 107/2015), i quali, nell’eventualità dovessero
ammalarsi in servizio, potrebbero costituire motivo di contenzioso giuridico di non lieve entità in quanto
personale fuorisede soggetto a spostamenti continui necessari per il ricongiungimento familiare.
Dobbiamo necessariamente ribadire quanto dovrebbe pesare il fattore anagrafico, tra i più elevati, per
lavoratori esposti ai rischi della vicinanza con studenti giovanissimi e dell’utilizzo quotidiano con diversi
vettori affollati, sulla cui sicurezza si delineano margini di dubbio sostanziali, considerando l’abbassamento
della guardia sulle norme anticovid 19 riscontrabile in ogni area del Paese.

Il segretario generale del CNDDU, prof. Avv. Alessio Parente, in merito al completo stallo in fase di
mobilità della classe A046 – discipline giuridiche ed economiche e visto l’avvio della disciplina Educazione
civica per l’a.s. 2019/2020, ha avanzato la seguente proposta per consentire l’assegnazione provvisoria-
utilizzazione presso scuole di ogni ordine e grado ove verrà attivata tale materia. Alcune basi giuridiche a
sostegno dell’iniziativa sono: - l’art. 2 co. 4 l.n. 92 del 20 agosto 2019 prevede che l’insegnamento
dell’Educazione civica avvenga da parte di docenti abilitati nella classe di concorso A-46; - il DPR 19/2016
individua quale unica classe di abilitazione per l’insegnamento delle discipline economiche e giuridiche, la
classe A-46; - l’art.7 comma 4 del CCNI; - l’art.2 comma 3 del CCNI.
Come intervenire sulle operazioni di assegnazione e utilizzazione del 2020/2021?
ASPETTO PRATICO
Inserire nell’applicativo della domanda online una casella specifica
[ ] dichiara di essere disponibile all’accettazione di incarichi di insegnamento per la disciplina Educazione
civica presso scuole secondarie di secondo grado
[ ] dichiara di essere disponibile all’accettazione di incarichi di insegnamento per la disciplina Educazione
civica presso scuole secondarie di primo grado
[ ] dichiara di essere disponibile all’accettazione di incarichi di insegnamento per la disciplina Educazione
civica presso scuole primarie

ASPETTO REGOLAMENTARE
L’intervento a livello di bando non risulta, a parere del C.N.D.D.U. necessario, essendo la normativa vigente
particolarmente chiara. Nonostante ciò, è possibile introdurre nel corrispondente bando un testo tipo
“per l’anno scolastico 2020/2021, il docente in possesso dell’abilitazione per l’insegnamento delle discipline
giuridiche ed economiche, può presentare istanza di assegnazione provvisoria/utilizzazione presso le scuole
primarie e secondarie di primo e secondo grado per l’insegnamento Educazione civica”
Rischi in caso di mancata attuazione della proposta
- Danno erariale
1) Diretto, derivante dagli incarichi per l’insegnamento dell’Educazione civica conferiti dai Dirigenti a
docenti non abilitati sulla classe A-46, sulla base di un’interpretazione latu sensu della normativa;
2) Indiretto, derivante dai contenziosi iniziati dai docenti della classe a-46.
- Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro e, in particolare, di quelle relative alla prevenzione dai rischi
di diffusione di epidemie.
1) La condotta consistente nell’obbligare il docente della classe A-46 a spostarsi periodicamente dalla
regione di residenza a un’altra regione, laddove risultino, proprio nella regione di residenza, vacanti e
disponibili i posti relativi all’insegnamento di Educazione civica, è valutabile in sede di responsabilità
amministrativa, civile e contabile, senza escludere l’ipotesi di responsabilità penali eventualmente connesse.
Il CNDDU precisa che tali osservazioni – proposte operative sono state presentate ai referenti del Ministero
dell’Istruzione.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

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