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Smog, Torino maglia nera del decennio


Di Salvatore Santoru

Torino è la città maggiormente interessata dallo smog nel 2019. 
Più specificatamene, riporta il Fatto Quotidiano(1), lo è stata anche nel decennio appena trascorso.

L’emergenza smog della città piemontese, così come di altri importanti centri italiani, è stata confermata dai nuovi dati del report annuale di Legambiente Mal’aria.

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/23/emergenza-smog-a-torino-laria-piu-inquinata-nel-decennio-nel-2020-frosinone-e-milano-maglia-nera-ogni-anno-oltre-60mila-morti/5682666/

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FOTO: https://www.fanpage.it

SMOG, COMMISSIONE UE CONTRO ITALIA E ALTRI PAESI EUROPEI PER INQUINAMENTO ECCESSIVO DA BIOSSIDO D'AZOTO

Risultati immagini per SMOG ROMA

Di Salvatore Santoru

La Commissione Ue ha dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro l'Italia e altri paesi europei-Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna-per l'inquinamento eccessivo da biossido d'azoto (NO2) che è stato riscontrato in città come Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. 
Come riportato dall'ANSA(1) a tali paesi è stato inviato un parere motivato nel quale si contesta la violazione della direttiva Ue del 2008.

NOTE:

(1)http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2017/02/15/smog-italia-ue-apre-seconda-fase-infrazione_b40c5904-d9ba-4fe4-a5e0-6fbf5a2268e8.html

Per l’inquinamento l’Italia rischia una maxi multa Ue da 1 miliardo

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Di Lorenzo Consoli
Per la mancata riduzione dello smog, e in particolare delle polveri sottili nelle maggiori città italiane, la Commissione europea è pronta ad passare alla seconda fase della procedura d’infrazione comunitaria (il “parere motivato”), che potrebbe portare poi a un ricorso alla Corte europea di Giustizia con la richiesta di condannare l’Italia a pagare una sanzione forfettaria da 1 miliardo di euro, più sanzioni pecuniarie aggiuntive proporzionali alla durata ulteriore delle violazioni alla direttiva sulla qualità dell’aria.

Lo hanno affermato fonti della Commissione europea, con riferimento in particolare al superamento consistente delle soglie per la concentrazione di particolato Pm10 (la soglia media annuale di 40 microgrammi per metro cubo e quella giornaliera di 50 microgrammi/m3) in tutta la Pianura Padana (Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto), a Roma e a Napoli. In queste aree “siamo a circa 100 giorni di superamento del limite massimo giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, il triplo della soglia di tolleranza di 35 giorni all’anno”, hanno spiegato le fonti. E’ una situazione simile a quella riscontrata in Bulgaria e Polonia, due Stati membri per i quali la Commissione ha già adito la Corte di Giustizia, rispettivamente il 18 giugno e il 10 dicembre scorsi. E se l’Italia si colloca subito dopo questi due Paesi per il numero di giorni di “sforamento” all’anno, con picchi inferiori a quelli registrati in alcune città bulgare e polacche, la situazione nella Penisola “è peggiore in termini di morti premature attribuite all’esposizione al Pm10 e al biossido di azoto: le cifre ufficiali, fornite dall’Agenzia europea per l’Ambiente, vedono l’Italia al primo posto assoluto nell’Ue con 84.000 decessi prematuri all’anno”, hanno sottolineato le fonti. Si tratta, hanno aggiunto, di “livelli di esposizione incompatibili con il diritto alla protezione della salute dei cittadini, che è il primo obiettivo delle norme Ue sulla qualità dell’aria”.
A quanto sembra, se il caso italiano non è ancora davanti alla Corte di Giustizia, è solo perché i dati delle concentrazioni di gas inquinanti relativi al 2014 non erano ancora pervenuti alla Commissione alla scadenza prevista del 30 settembre scorso, mentre non erano mai stati comunicati quelli del 2013; solo dopo una messa in mora dell’Italia da parte dell’Esecutivo Ue i dati di entrambi gli anni sono stati finalmente inviati a Bruxelles, il 30 novembre scorso. Come si arriva al calcolo di 1 miliardo di euro per la sanzione che la Commissione chiederà probabilmente alla Corte Ue di comminare all’Italia, in caso di condanna per la mancata adozione di misure idonee a rientrare nelle norme? Semplicemente considerando i tre coefficienti oggettivi che determinano l’ammontare complessivo: il coefficiente Paese, che è molto alto per i grandi Stati membri come l’Italia (solo per la Germania è più alto); il coefficiente durata dell’infrazione (per l’Italia siamo a 10 anni di sforamenti, fin da quando entrò in vigore la direttiva qualità dell’aria nel 2005); e infine il coefficiente gravità, che in questo caso è il massimo possibile, trattandosi di violazioni che minacciano direttamente la salute dei cittadini, hanno spiegato le fonti, ricordando che ci sono stime impressionanti (fra l’altro, dell’Agenzia europea dell’Ambiente di Copenaghen) sul numero di persone esposte al rischio di morte prematura a causa di questi gas inquinanti. Una regione italiana particolarmente inadempiente, sempre secondo le fonti della Commissione, è il Veneto, dove “tutto è fermo dal 2006, in dieci anni non hanno praticamente fatto niente”, nonostante l’obbligo di stabilire e aggiornare periodicamente i piani d’azione per il rispetto delle soglie stabilite dalla direttiva, anche se “risulta che finalmente ora stiano cominciando a muoversi”. Un’altra regione nei guai è il Piemonte, ma in questo caso ci sono giustificazioni dovute alla presenza di montagne intorno alle città che ostacolano il ricambio dell’aria. Sempre in Veneto, infine, le fonti comunitarie hanno paventato una ripetizione a breve del disastro dell’Epifania degli anni scorsi, causato dal tradizionale falò del “Panevin”, in cui capita spesso che si bruci di tutto, compresi materiali plastici (con emissioni di diossina).
L’anno scorso, l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) del Veneto non riuscì nemmeno a stabilire il livello effettivo di concentrazione del Pm10 per tutta la giornata del 6 gennaio, perché era superiore al livello massimo di 350 microgrammi per metro cubo) che le centraline possono registrare. Oltre che contro l’Italia, la Bulgaria e la Polonia, la Commissione europea ha aperto procedure d’infrazione contro altri 13 Stati membri per l’eccessiva concentrazione di polveri sottili: Belgio, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Ungheria, Lettonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovacchia e Slovenia. Anche per un altro inquinante maggiore fra i componenti dello smog, il biossido d’azoto (NO2), che causa malattie cardiovascolari e respiratorie, la Commissione ha iniziato varie procedure d’infrazione contro l’Italia e altri Stati membri in particolare Regno Unito, Portogallo, Spagna, Germania e Francia, per violazione degli standard di qualità dell’aria in vigore fin dal 2010 (direttiva Ce 2008/50).

Emergenza smog, Roma blocca le auto per due giorni consecutivi, Milano ferma dal 28 al 30 dicembre

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/emergenza-smog-roma-blocca-le-auto-per-due-giorni-consecutivi_2150770-201502a.shtml

L'aria delle grandi città è ormai irrespirabile a causa dellosmog. E così dopo Milano anche Roma ha deciso di bloccare le auto private. Non si potrà circolare all'interno della Fascia Verde per due giornate consecutive, lunedì 28 e martedì 29 dicembre, dalle 10 alle 16. La misura restrittiva della circolazione arriva dopo il flop delle targhe alterne che non hanno diminuito la concentrazione di polveri sottili.

Durante le due giornate di stop della circolazione, saranno emessibiglietti speciali, "Ecobit", dal costo di 1,50 euro che avranno validità giornaliera, e non dei canonici 90 minuti, con il quale si potrà viaggiare su bus, tram e metro in tutto il territorio della Capitale. 

Da metà novembre in poi, Tronca, "a causa del permanere di agenti inquinanti nell'atmosfera" è dovuto ricorrere diverse volte, con ordinanza, al divieto di circolazione a targhe alterne. Attirandosi le critiche di parte dei commercianti, che hanno lamentato minori introiti a causa della minore possibilità di muoversi in città. 

Le misure a Torino, Alessandria e Palermo - La misura anti smog del biglietto unico valido h24 verrà varata anche a Torino dal 26 al 29 dicembre, mentre ad Alessandria un'ordinanza del sindaco ha disposto fino a Natale la gratuità assoluta del trasporto pubblico. A Palermo per contrastare lo smog il centro storico è stato trasformato in una ramblas di tre chilometri. Il Comune ha deciso di raddoppiare le aree off limits alle auto, istituendo fino al 6 gennaio una mega isola pedonale. In Lombardia inoltre l'assessore all'Ambiente, Claudia Maria Terzi, ha invitato prefetti e sindaci "a limitare al massimo o vietare lo svolgimento di fuochi d'artificio e spettacoli pirotecnici ovvero ogni possibile fonte d'immissione di gas e particolati atmosferici". 

Stop anche a Pavia -
 Anche Pavia bloccherà per tre giorni la circolazione delle auto: una misura adottata per cercare di migliorare lo stato dell'aria, dopo l'allarme scattato per i livelli di Pm10 che da settimane sono al di sopra dei livelli critici. Da lunedì 28 a mercoledì 30 dicembre non sarà possibile circolare in macchina dalle 10 alle 16.

Il primo “allarme rosso” per lo smog a Pechino

Pechino inquinamento

http://www.ilpost.it/2015/12/07/smog-pechino-allarme-rosso/

Lunedì 7 dicembre per la prima volta la municipalità di Pechino, in Cina, ha dichiarato lo stato di “allarme rosso” per i livelli di inquinamento atmosferico. La quantità di particelle inquinanti di PM2,5 (il cosiddetto particolato fine) è cresciuta molto negli ultimi giorni in città, superando di dieci volte il limite considerato tollerabile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La decisione del governo di Pechino riguarderà le oltre 20 milioni di persone che vivono in città: dalle 7 di martedì mattina fino alle 12 di giovedì le scuole resteranno chiuse, tutti i cantieri all’aperto dovranno sospendere i lavori, le automobili potranno circolare a targhe alterne e saranno vietati fuochi d’artificio e barbecue all’aperto, sia nei mercati che nelle abitazioni. Le agenzie governative si sono impegnate invece a non utilizzare il 30 per cento delle loro automobili. Tra i principali fattori di inquinamento in Cina c’è l’utilizzo massiccio di carbone, che negli ultimi dieci anni si stima superiore di circa il 20 per cento di quanto dichiarato dal governo.

Under the Dome:documentario cinese contro l'inquinamento



Di Salvatore Santoru

La questione dell'inquinamento e dello smog è un problema molto sentito in Cina, dove più del 90 per cento delle città si trova oltre il limite di sicurezza, secondo i dati del ministero della protezione dell'ambiente.



Per sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica a ciò, la giornalista Chai Jing ha realizzato il documentario "Under The Dome", documentario che ha ricevuto anche il plauso del ministro dell'Ambiente Chen Jining.



Da segnalare che su Youtube il documentario è diventato subito virale, ricevendo ben 100 milioni di visualizzazioni a meno di 48 ore dalla carica.

La realtà raggiunge la fantascienza: Pechino come “Blade Runner”

Pechino (2013)
Blade Runner (1982)

Di Paolo Attivissimo
http://attivissimo.blogspot.it

Pechino sta soffocando sotto una cappa di smog letale, visibile dallo spazio. I suoi grattacieli, con le loro fiancate ricoperte di megaschermi pubblicitari, si perdono in una foschia artificiale prodotta da un inquinamento sconsiderato. Proprio come accadeva alla Los Angeles del 2019 in in Blade Runner.

Lo scopo della fantascienza (a volte) non è prevedere il futuro. È prevenirlo.

Fonte:http://attivissimo.blogspot.it/2013/01/la-realta-raggiunge-la-fantascienza.html

Mal'aria 2013: allarme inquinamento per metà delle città italiane

inquinamento

Di Legambiente

Il 2013 è stato denominato “anno europeo dell’aria”. Nel nostro caso però, “anno europeo dello smog” sarebbe stato forse più realistico e appropriato viste le performance delle città italiane in termini di inquinamento atmosferico: nel 2012 in tutti i principali centri urbani sono stati superati i livelli di polveri fini (PM10).

Sono 51 le città, tra le 95 monitorate da Legambiente nell’ambito della classifica “PM10 ti tengo d’occhio”, che hanno superato il bonus di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 microgrammi/metro cubo stabilito dalla legge. Alessandria, Frosinone, Cremona e Torino sono le prime classificate, rispettivamente con 123, 120 e 118 giorni di superamento. Tra le prime dieci città anche Milano, con 106 giorni di superamento.

In generale è l’area della Pianura Padana a confermarsi come la zona più critica con 18 città tra le prime 20 posizioni. Ma non è solo il nord a soffrire di elevati livelli di inquinamento. Al ventesimo posto troviamo infatti Napoli con 85 giorni di superamento e a seguire Cagliari (64), Pescara (62), Ancona (61), Roma (57) e Palermo (55).

Per il pericoloso PM2.5 (frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron), nonostante il monitoraggio sia obbligatorio già dal 2011 e sia fissato il valore obiettivo di 25 microgrammi/metro cubo come media annuale, ancora oggi sono disponibili i dati di poche città. Tra quelle monitorate da Legambiente i valori del PM2.5 sono fuori norma nel 50% delle città. Al primo posto ancora una volta le aree urbane dell’area padana: Torino, Padova e Milano con un valore medio annuo compreso tra 35 e 33 microgrammi/metro cubo.


Secondo Legambiente servono  “interventi immediati per città più vivibili, moderne e sicure”
Tra gli altri inquinanti che continuano a minacciare la qualità dell’aria troviamo poi gli ossidi di azoto, che in 24 delle 83 città monitorate hanno superato la concentrazione media annua di 40 microgrammi/metro cubo stabilita dalla legge. Firenze, Torino, Milano e Roma sono ai primi posti della classifica. Infine, a caratterizzare particolarmente i mesi estivi, troviamo l’ozono che risulta elevato in 44 delle 78 città monitorate da Legambiente nel rapporto Ecosistema Urbano. Anche in questo caso ai primi posti le città del nord Italia: Mantova (130 giorni di superamento della soglia stabilita dalla legge), Lecco (94), Bergamo (90), Reggio Emilia (89) e Parma (85).

“Il 2012 si chiude con una conferma sugli elevati livelli di inquinamento atmosferico che respiriamo nelle città italiane e lo smog è destinato a caratterizzare anche l’anno appena cominciato. E a chiedere all’Italia misure risolutive per ridurre l’inquinamento atmosferico a fine anno è stata pure l’Europa con una sentenza della Corte di giustizia nei confronti del nostro Paese – ha dichiarato la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni -. Evidentemente, il problema dell’inquinamento e delle città invase dal traffico non può più essere affrontato in maniera parziale e limitata”.

Sono i processi industriali e di produzione di energia e in città prevalentemente il traffico veicolare e i riscaldamenti, le principali fonti di emissione di polveri fini, ossidi di azoto, dei precursori dell’ozono o di altri inquinanti come gli idrocarburi policiclici aromatici o il monossido di carbonio e del rumore. Questi sono quindi i settori su cui bisogna intervenire con AIA severe per siti produttivi e centrali elettriche, politiche di efficienza energetica degli edifici, diffusione di fonti rinnovabili e pulite per la produzione di energia e per il riscaldamento delle nostre abitazioni e una nuova mobilità incentrata sul trasporto pubblico locale e su quello ferroviario, dirottando i 400 milioni di euro regalati ogni anno all'autotrasporto, sul ferro e sulla mobilità collettiva.

“Quello che serve, ancor prima dei singoli provvedimenti – continua Rossella Muroni - è una capacità politica di pensare e di immaginare un modo nuovo di usare il territorio, un altro tipo di mobilità a basso tasso di motorizzazione e con alti livelli di efficienza e soddisfazione, spazi pubblici più sicuri, più silenziosi, più salutari, più efficienti, dove si creino le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del quartiere, della comunità.



La classifica di Legambiente dei Capoluoghi di Provincia che hanno superato la soglia limite di polveri sottili in un anno; Il Dlgs 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3
Provvedimenti immediati, come la riduzione della velocità a 30 chilometri orari in ambito urbano o la creazione di aree car free nei pressi delle scuole, permetterebbero un rapido miglioramento della situazione e predisporrebbero a nuovi e più strutturali interventi, come la progettazione di un piano di rete ciclabile portante, la ridefinizione degli spazi urbani, la diffusione all’interno delle aree urbane del meccanismo del road pricing e del park pricing, fino alla riduzione del parco auto circolante”.

A preoccupare la Comunità europea e i cittadini italiani, non è solo l’inquinamento atmosferico, ma anche gli elevati livelli di rumore a cui siamo quotidianamente esposti nelle città. Uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente olandese all’istituto di ricerca indipendente TNO mette in risalto che l’inquinamento acustico prodotto dal traffico causa danni al 44% della popolazione UE e costa 326 miliardi alla sanità comunitaria. I danni provocati vanno dall’aumento della pressione fino ai problemi cardiaci, dall’ipertensione all’insonnia. L’inquinamento acustico nelle più grandi città d’Europa è monitorato dall’agenzia europea per l’ambiente (EEA).

In Europa, secondo i dati della piattaforma, le località più rumorose sono l’area industriale della Westfalia (in Germania) e l’area di Manchester (in Gran Bretagna). In Italia invece, le città più rumorose sono Bari, Napoli, Roma, Bologna, Genova e Torino. Anche i controlli effettuati nei mesi di febbraio e marzo 2012 dal Treno verde di Legambiente, confermano gli elevati livelli di rumore nelle città italiane: in ognuna delle otto città (Potenza, Napoli, Roma, Grosseto, Milano, Venezia e Ancona) visitate dal convoglio ambientalista sono stati registrati decibel oltre la norma di legge, sia di giorno che di notte. I decibel più alti sono stati riportati a Roma, Milano, Genova e Napoli.

Fonte:http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/mal_aria_2013_legambiente.html

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