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Divide et impera: ovvero, la strategia usata dal Potere per controllarci meglio

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Di Salvatore Santoru


"Divide et impera" è una locuzione latina molto usata, che sta ad indicare nella sociologia e nella terminologia politica la strategia usata dai detentori del Potere per dividere in fazioni l'opposizione ad essi, in modo che quest'ultime non trovino mai la possibilità di unirsi contro di esso.

Tale strategia è sempre stata una costante nella storia, e continua tutt'ora ad esserlo.


Difatti, ogni giorno assistiamo, grazie ai mass media, alla fabbricazione di sempre nuove opinioni e tormentoni, le quali servono per sviare le persone dal prendere coscienza dei loro reali problemi e delle vere cause della situazione politica e economica vigente.

Le persone vengono divise sempre più in "branchi", l'uno contrapposto all'altro, e basato su un'artificiale "identità" costruita a tavolino.


Politicamente, ci si etichetta come di "destra" o di "sinistra" e si seguono le proposte ritenute tali in modo acritico, facendo in modo di non condividere niente del presunto "nemico".

Ci si proclama liberali, comunisti, fascisti, anarchici, e ci si organizza in partiti, movimenti o organizzazioni basate su precisi dogmi che non è possibile mettere in discussione.


Spesso in tali organizzazioni si concentra e legittima la propria voglia di odio e di intolleranza, arrivando a sostenere che non bisogna avere a che fare ( nemmeno per discutere ) con persone di altro orientamento politico.

Gli scontri ideologici sono stati una costante del periodo novecentesco, e sopratutto in Italia hanno lasciato un triste ricordo, e sono stati un'immenso regalo al Potere.


Insomma, i legittimi orientamenti ideologici vengono radicalizzati per dividere e creare caos utile a chi vuole strumentalizzarlo per i propri interessi.

Il meccanismo funziona così: si diffonde una determinata ideologia, che diventando tendenza conquista le menti e i cuori di un gran numero di persone, di conseguenza si crea anche l'opposto di essa per garantire una falsa dicotomia, utile solo a chi ha interesse nel distrarre le masse.

Tale sistema appena descritto segue il concetto fondamentale della dialettica hegeliana noto come tesi-antitesi-sintesi, o per dirla in altre parole : Problema-Reazione-Soluzione.


Esempio.

Problema: avanzata dei comunisti ( o dei fascisti o qualunque altro movimento )

Reazione: mobilitazione degli anticomunisti ( o degli antifascisti o qualunque altro movimento )

Soluzione: scontri e in tal modo forte divisione del popolo in due apparentemente opposti schieramenti, a scapito dei pochi detentori del potere, che in tal modo legittimano ancora di più il loro controllo.



Tale strategia funziona benissimo al giorno d'oggi.

Riflettiamo un'attimo.

Siamo divisi ancora nel 2014 tra chi si dichiara comunista,fascista,capitalista,progressista,conservatore,maschilista,femminista e tantissime altre etichette che oggi più che mai non hanno nessun reale valore, se non quello di continuare ad alimentare il circolo vizioso appena descritto.


A ciò una soluzione a tutto questo c'è: smetterla di alimentare questa continua messa in scena, e rompere tale status quo.

Quindi, vivere da persone intellettualmente libere, che pensano con la propria testa, non con 4 o 5 slogan inculcati dalla televisione o da qualche astratta visione ideologica.

Operare per un reale Cambiamento e la costruzione di una società migliore, e smetterla di alimentare la solita logica conflittuale tanto comoda a chi realmente detiene il Potere.


Ovviamente, chi osasse seguire tale percorso, rischierebbe di essere etichettato di tutto e di più dai sostenitori di questa o quella ideologia.

Difatti, per questi la visione della società è molto ristretta, e chi non la pensa come loro è automaticamente un "nemico" o schierato dalla parte dei "nemici", seguendo una logica che si potrebbe tranquillamente definire "paranoide".

A riguardo basti pensare al modo con cui la maggioranza dei militanti di sinistra considera chi afferma di non essere né di destra, né di sinistra, accusandolo di "fascismo" o di essere di "destra", in un modo o nell'altro.


A questo pensiero diffuso si potrebbe rispondere con le parole della scrittrice britannica Doris Lessing, non certo accusabile di fascismo o di essere di destra :

Detesto il fatto che gli uomini debbano essere classificati in laburisti, conservatori, socialdemocratici o di sinistra. Le ideologie, come le fedi, hanno fatto e continuano a fare un’immensa quantità di male. Poi grazie a Dio tramontano e scompaiono  .

La si dovrebbe smettere di classificare e dividere gli individui in destra o sinistra, prima di tutto ciò che conta è proprio l'individuo con la sua intrinseca dignità e libertà, qualunque ideologia segua.


I veri criteri da usare sarebbero semmai da basarsi sulla giustizia,l'onestà e il rispetto, perché non importa che cosa un'individuo crede, ma contano ovviamente le sue azioni.

Al posto delle solite e obsolete ideologie dovrebbero diffondersi veri ideali, e dovrebbero essere privilegiate Idee utili e costruttive, non importa se originariamente proposte da destra o dalla sinistra.


C'è bisogno di un nuovo tipo di pensiero, che andando oltre le limitanti convinzioni dominanti, costituisca una seria e consapevole alternativa al sistema dominante, e funga da apripista per la  costruzione di una società migliore.

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2 comments:

  1. Più che altro la politica attuale, tramite alcuni media, ho l'impressione stia mettendo giovani contro anziani, avanzando la teoria "degli anziani che si sono presi tutto e rubano il futuro ai giovani". Sarebbe un guaio per il potere se anziani e giovani, invece di dividersi e contrapporsi tra loro si unissero contro i veri responsabili dei loro problemi.
    Quanto "guadagnato" dalle passate generazioni, che voleva essere guadagnato anche per le future, ed espropriato da leggi liberticide e welfaricide, è fatto passare e additato, soprattutto ai giovani arrabbiati per la loro situazione, come "privilegi" regalati come caramelle. Invece tali DIRITTI andrebbero estesi anche ai giovani, anzi si dovrebbe anche loro dare la possibilità di "guadagnarseli" col lavoro che viene loro negato o sottopagato, e, loro, dovrebbero guadagnarseli continuando le lotte che la passata generazione fece, anche per loro; ma i diritti occorre mantenerseli continuando a lottare perennemente...
    Si usa poi tale Dividi et impera" o lotta tra poveri, anche mettendo in competizione disoccupati contro occupati e pensionati, pensionati a contributivo contro quelli a retributivo, lavoratori privati contro quelli pubblici, ecc.
    Purtroppo, finora, la strategia sembra funzionare alla perfezione: infatti, mentre le categorie, create ad arte?, si combattono, o difendono da, tra loro, SONO STATE PENALIZZATE TUTTE LE GENERAZIONI: PASSATE, PRESENTI E FUTURE.

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