La Russia e le elezioni presidenziali- il reportage di Giuliano Bifolchi da Mosca

mar 17, 2024 0 comments


Di Giuliano Bifolchi*

Mosca - Le elezioni presidenziali in Russia del 2024, organizzate in un contesto di crescente tensione internazionale e di profondi mutamenti geopolitici, rappresentano un momento di svolta per la politica interna della Federazione Russa e per la stabilità dell'intera regione euroasiatica.

Con il presidente uscente Vladimir Putin saldamente in testa alle preferenze, l'evento si è trasformato in un barometro del suo consenso popolare dopo due anni segnati da incertezze internazionali e drastici cambiamenti nella politica globale.

Con un elettorato composto da oltre 113 milioni di cittadini, le elezioni hanno suscitato un interesse senza precedenti sia a livello nazionale che internazionale. Tuttavia, nonostante la presenza di altri candidati come Leonid Slutsky, Vladislav Danankov e Nikolai Mikhailovic Kharitonov, la rielezione di Putin è stata ampiamente prevista.


Il contesto elettorale è stato influenzato da una serie di fattori, tra cui il conflitto in corso in Ucraina, le tensioni con l'Occidente e l'impatto della morte di Alexei Navalny, figura di spicco dell'opposizione russa. Tuttavia, sembra improbabile che questi eventi abbiano avuto un impatto significativo sul risultato elettorale e sul futuro della politica estera russa.

Candidati Presidenziali e Sistema Elettorale 

Vladimir Putin, 71 anni, si è candidato per la quinta volta alla presidenza russa. Ha presentato la sua documentazione alla Commissione Elettorale Centrale il 18 dicembre 2023, raccogliendo 1,8 milioni di firme a suo favore. Putin ha precedentemente ricoperto la carica di presidente russo in quattro diverse occasioni, vincendo le elezioni nel 2000, 2004, 2012 e 2018.

Leonid Slutsky, 56 anni, è stato selezionato come candidato del Partito Liberal Democratico. Prima di questa candidatura, ha ricoperto diversi ruoli politici e istituzionali, incluso quello di vicecapo della delegazione della Federazione Russa presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa e il ruolo di capo del dipartimento per le Relazioni Internazionali e i Processi di Integrazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Mosca.

Nikolai Kharitonov, 75 anni, rappresenta il Partito Comunista della Federazione Russa ed è stato candidato alle elezioni in passato. Nel 2004 è stato il secondo candidato più votato, dopo Vladimir Putin. Attualmente, Kharitonov è deputato alla Duma di Stato e presiede il comitato parlamentare responsabile dello sviluppo dell'Estremo Oriente e dell'Artico.

Vladislav Davankov, 40 anni, è stato nominato candidato del partito New People. Ha una carriera politica più breve rispetto agli altri candidati, ma ha guadagnato riconoscimento entrando nella Duma di Stato nel 2021 e assumendo ruoli chiave nelle commissioni parlamentari. Sebbene abbia tentato di candidarsi come sindaco di Mosca nel 2023, non ha raggiunto risultati significativi nelle elezioni.

Un aspetto significativo di queste elezioni è l'ampia disponibilità di opzioni di voto, inclusi il sistema elettronico e la tradizionale scheda cartacea.


La possibilità di votare online attraverso un'app governativa rappresenta un passo avanti verso la modernizzazione del processo elettorale russo, anche se suscita preoccupazioni riguardo alla sicurezza garantita, però, da un sistema di blockchhain.

La presenza di oltre 300 osservatori internazionali, soprattutto a Mosca, così come di diversi esperti internazionali giunti in Russia, è un altro elemento che riflette l'attenzione globale sulle elezioni russe.

Il contesto politico e sociale in Russia 

La Russia, con la sua vastità territoriale, la diversità etnica e linguistica, rappresenta una realtà complessa e multiculturale. Con una moltitudine di gruppi etnici e linguistici e dialetti riconosciuti, il paese si presenta come un vero e proprio mosaico di culture e tradizioni.

La varietà culturale russa così come le opportunità di sviluppo economico e le strategie del Cremlino sono ben visibili nei diversi padiglioni presenti a VDNX, storico luogo di Mosca che in passato celebrava i successi e l'unità sovietica ed oggi promuove l'eccellenza russa. 

Padiglioni come quelli dedicati all'energia atomica, alla ricerca spaziale, all'economia così come all'estrazione di petrolio e gas permettono non solo ai visitatori di conoscere la Russia, ma proiettano ogni persona verso la visione futura del paese. 

Guardando ai seggi e al clima per le strade di Mosca, se venerdì 15 marzo è stato caratterizzato dalla tranquillità, sabato 16 marzo ha mostrato una città molto viva e animata con una partecipazione alle urne in crescita così come una vita notturna frenetica e lontana dal clima di insicurezza e paura che alcuni recenti attacchi di droni ucraini potrebbero aver indotto.

Inoltre, per le strade della capitale russa così come nei seggi si nota un grande amore per l'Italia e una volontà sia delle persone afferenti alle istituzioni che della gente comune di avere rapporti con l'Italia, Paese famoso e amato da molti in questa parte di mondo.

Implicazioni Geopolitiche

Le elezioni presidenziali in Russia hanno implicazioni significative per la geopolitica regionale e globale. La rielezione di Vladimir Putin confermerebbe la sua leadership nel paese e potrebbe influenzare ulteriormente le dinamiche delle relazioni internazionali, considerando inoltre l'attuale andamento del conflitto in Ucraina.

Il mantenimento della Russia come attore chiave sulla scena internazionale, soprattutto nei settori dell'energia e della sicurezza, avrà un impatto significativo sugli equilibri di potere globali e sulla stabilità regionale. I programmi di sviluppo socioeconomico volti a migliorare la performance industriale e produttiva di diverse regioni russe così come ad attirare investimenti esteri, unite a una politica estera che vede la Russia impegnata a implementare la cooperazione con i paesi del mondo arabo - musulmano e dell'Africa, dimostrano come la Federazione Russia sembrerebbe oggi meno isolata e in crisi di quanto viene spesso riportato da alcuni media, specialmente occidentali. 

* Research Manager di SpecialEurasia. Analista geopolitico e dottore in Storia dei Paesi Islamici, si è laureato in Scienze della Storia e del Documento presso l’Università Tor Vergata di Roma ed ha conseguito il master in Peacebuilding Management presso la Pontificia Università San Bonaventura. Attualmente ricopre il ruolo di docente in Web Intelligence e Open Source Intelligence presso l’European Forensic Institute di Malta. Durante la sua carriera ha ricoperto il ruolo di direttore di ASRIE Analytica e si è occupato di Open Source Intelligence e Human Intelligence specializzandosi inoltre nell’analisi della situazione politica, economica, socioculturale e della sicurezza dello spazio post-Sovietico e della regione MENA dove ha effettuato diverse missioni in loco. Autore di diversi articoli accademici in merito alla regione del Caucaso, all’Islam e al fenomeno del terrorismo nord caucasico, ha pubblicato i libri Geopolitica del Caucaso russo. Gli interessi del Cremlino e degli attori stranieri nelle dinamiche locali nordcaucasiche (Sandro Teti Editore, 2020) e Storia del Caucaso del Nord tra presenza russa, Islam e terrorismo (Anteo Edizioni, 2022). E’ co-autore del libro Conflitto in Ucraina: rischio geopolitico, propaganda jihadista e minaccia per l’Europa (Enigma Edizioni, 2022)

Commenti

Related Posts

{{posts[0].title}}

{{posts[0].date}} {{posts[0].commentsNum}} {{messages_comments}}

{{posts[1].title}}

{{posts[1].date}} {{posts[1].commentsNum}} {{messages_comments}}

{{posts[2].title}}

{{posts[2].date}} {{posts[2].commentsNum}} {{messages_comments}}

{{posts[3].title}}

{{posts[3].date}} {{posts[3].commentsNum}} {{messages_comments}}

Search

tags

Modulo di contatto